Papa Leone XIV: la Croce per redimere il mondo

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“Oggi la Chiesa celebra la Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, in cui ricorda il ritrovamento del legno della Croce da parte di Sant’Elena, a Gerusalemme, nel IV secolo, e la restituzione della preziosa Reliquia alla Città santa, ad opera dell’Imperatore Eraclio”: nella recita dell’Angelus odierno papa Francesco ha sottolineato l’importanza del ritrovamento della croce su cui fu messo a morte Gesù.

Però cosa significa oggi questa festa: “Ci aiuta a comprenderlo il Vangelo che la liturgia ci propone. La scena si svolge di notte: Nicodemo, uno dei capi dei Giudei, persona retta e dalla mente aperta, viene a incontrare Gesù. Ha bisogno di luce, di guida: cerca Dio e chiede aiuto al Maestro di Nazaret, perché in Lui riconosce un profeta, un uomo che compie segni straordinari”.

Ed alla domanda di Nicodemo Gesù rivela la sua morte per la salvezza del mondo: “Il Signore lo accoglie, lo ascolta, e alla fine gli rivela che il Figlio dell’uomo dev’essere innalzato, ‘perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna’, e aggiunge: ‘Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna’.

Nicodemo, che forse al momento non comprende appieno il senso di queste parole, lo potrà fare certamente quando, dopo la crocifissione, aiuterà a seppellire il corpo del Salvatore: capirà che Dio, per redimere gli uomini, si è fatto uomo ed è morto sulla croce”.

Ecco il compimento annunciato nell’Antico Testamento: “Gesù parla di questo a Nicodemo, richiamando un episodio dell’Antico Testamento, quando nel deserto gli Israeliti, assaliti da serpenti velenosi, si salvavano guardando il serpente di bronzo che Mosè, obbedendo al comando di Dio, aveva fatto e posto sopra un’asta.

Dio ci ha salvati mostrandosi a noi, offrendosi come nostro compagno, maestro, medico, amico, fino a farsi per noi Pane spezzato nell’Eucaristia. E per compiere quest’opera si è servito di uno degli strumenti di morte più crudeli che l’uomo abbia mai inventato: la croce”.

Quindi, richiamando una catechesi del suo predecessore, il papa ha sottolineato la trasformazione di uno strumento di morte in quello di vita: “Per questo oggi noi ne celebriamo l’ ‘esaltazione’: per l’amore immenso con cui Dio, abbracciandola per la nostra salvezza, l’ha trasformata da mezzo di morte a strumento di vita, insegnandoci che niente può separarci da Lui e che la sua carità è più grande del nostro stesso peccato”.

Ma oggi è anche il settantesimo compleanno del papa, a cui sono giunti molti messaggi augurali, iniziando da quello del presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella: “Fin dall’avvio del Suo alto magistero – scrive il Capo dello Stato – Ella ha consegnato all’intera comunità internazionale e alle coscienze individuali un forte richiamo a quella pace disarmata e disarmante, che apre i cuori. E ci ha ricordato, con sant’Agostino, che i tempi siamo noi. Sta a tutti noi (ed in particolare a quanti rivestono cariche pubbliche) impegnarci affinché le circostanze migliorino, riaprendo orizzonti di dialogo, di giustizia e di concreta tutela della dignità di ogni persona.

Desidero assicurarLe, Padre Santo, che nel proseguimento della Sua alta missione apostolica potrà sempre contare sulla collaborazione della Repubblica Italiana, che ritrova nel Suo messaggio di rispetto per la centralità dell’essere umano, di servizio e di unità il riflesso dei valori della propria Costituzione. Con l’auspicio di poterLa presto ricevere al Palazzo del Quirinale, La prego di accogliere, nella felice ricorrenza del Suo compleanno e in vista del Suo onomastico, le espressioni di affettuosa vicinanza degli italiani tutti e della mia massima considerazione”.

Ed anche i vescovi italiani hanno inviato un messaggio augurale, ricordando l’incontro con il papa nello scorso giugno: “Conserviamo come dono prezioso l’udienza che ha concesso alla Conferenza Episcopale Italiana lo scorso 17 giugno. In quella occasione ha sottolineato il ‘legame privilegiato’ che ci unisce, consegnando quattro coordinate ‘attraverso cui essere Chiesa che incarna il Vangelo ed è segno del Regno di Dio’: ‘Annuncio del Vangelo, pace, dignità umana, dialogo’. Queste coordinate orientano la rotta delle nostre comunità nella certezza che lo Spirito soffia sulle vele”.

E’ un ringraziamento per le continue esortazioni proposte: “In questi tempi difficili, ci uniamo a Lei, Padre Santo, nell’invocazione per una «pace disarmata e disarmante» in tutte le situazioni di conflitto che insanguinano vaste aree del Pianeta. Mentre continuiamo a farci prossimi alle popolazioni provate dalla sofferenza con azioni di solidarietà e promozione umana, auspichiamo che l’unità di intenti, di voci e di preghiere che dal mondo intero si alzano per impetrare soluzioni di pace possano trovare presto ascolto”.

Auguri sono pervenuti anche da altre associazioni cattoliche, come l’Azione Cattolica Italiana: “Grazie, Santo Padre, per la tua guida in questi primi mesi di pontificato, che il Signore continui a sostenerti nel tuo cammino di fede e amore”, mentre attraverso un messaggio del rettore Elena Beccalli “l’Università Cattolica del Sacro Cuore formula al Santo Padre Leone XIV gli auguri più sinceri in occasione del suo settantesimo compleanno. Possa la grazia del Signore Risorto guidarLo nella sua missione di Vescovo di Roma e di Pastore della Chiesa universale, nel segno della pace, della giustizia e della riconciliazione fra i popoli. Nell’Anno Santo della Speranza, la famiglia dell’Ateneo rivolge al Papa un sentimento di filiale gratitudine e Gli assicura vicinanza nella preghiera e fedeltà nello svolgimento della missione educativa alla quale è chiamata”.

Infine anche la diocesi di Roma ha inviato gli auguri a Leone XIV, attraverso il vicario, card. Baldassare Reina: “La sua diocesi si unisce a Lei nella gratitudine al Padre per il dono della vita. Le giunga la nostra preghiera e il nostro affetto per quanto opera ogni giorno, con instancabile dedizione, a servizio della Chiesa universale a partire dalla Chiesa di Roma.

Mentre condividiamo le sue preoccupazioni, soprattutto per i tanti scenari di guerra che insanguinano il mondo, Le auguriamo di poter realizzare quanto desidera il Suo cuore e di continuare a seminare speranza per gli uomini e le donne del nostro tempo”.

Anche dalla nostra redazione un augurio a papa Leone XIV.

(Foto: Santa Sede)

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