Papa Leone XIV agli agostiniani: ascoltare Dio e lavorare per l’unità
“Prima di iniziare l’omelia formale che è stata preparata, desidero solo salutarvi tutti. E per quelli di voi che capiscono l’inglese ma non capiscono l’italiano: pregate per ricevere il dono dello Spirito Santo! E forse, durante questo breve momento di riflessione sulla Parola di Dio e su ciò che il Signore chiede a tutti voi, a voi che state per iniziare questo Capitolo Generale Ordinario, vi sarà dato non necessariamente il dono di comprendere o parlare tutte le lingue, ma il dono di ascoltare, il dono di essere umili e il dono di promuovere l’unità, all’interno dell’Ordine e attraverso l’Ordine, in tutta la Chiesa e nel mondo”: con queste parole in inglese papa Leone XIV ha iniziato l’omelia per l’apertura del 188^ capitolo generale dell’Ordine di Sant’Agostino con la messa votiva dello Spirito Santo celebrata nella basilica di sant’Agostino.
Prima dell’inizio della celebrazione eucaristica il papa si è fermato a pregare nelle cappelle di santa Monica e di san Nicola da Tolentino, sottolineando nell’omelia la ‘forza’ della Pentecoste, commentando il sermone 269 di sant’Agostino:
“Meditando sulla Pentecoste, il nostro Padre sant’Agostino, rispondendo alla domanda provocatoria di chi chiedeva perché, oggi, non si ripeta, come un giorno a Gerusalemme, il segno straordinario della ‘glossolalia’, fa una riflessione che penso possa tornarvi molto utile nel mandato che state per compiere. Agostino dice: ‘In un primo momento ciascun fedele… parlò tutte le lingue…. Ora l’insieme dei credenti parla in tutte le lingue. Perciò anche ora tutte le lingue sono nostre, poiché siamo membra del corpo che parla’…
Vivete, perciò, questi giorni in uno sforzo sincero di comunicare e di comprendere, e fatelo come risposta generosa al dono grande e unico, di luce e di grazia, che il Padre dei Cieli vi fa convocandovi qui, proprio voi, per il bene di tutti”.
E’ stato un invito a fare ciò con umiltà: “Sant’Agostino, commentando la varietà dei modi in cui lo Spirito Santo, nei secoli, si è effuso sul mondo, legge tale molteplicità come un invito per noi a farci piccoli di fronte alla libertà e all’imperscrutabilità dell’agire di Dio. Nessuno pensi di avere da sé tutte le risposte. Ciascuno condivida con apertura ciò che ha.
Tutti accolgano con fede ciò che il Signore ispira, nella consapevolezza che ‘quanto il cielo sovrasta la terra’ tanto le sue vie sovrastano le nostre vie e i suoi pensieri i nostri pensieri. Solo così lo Spirito potrà ‘insegnare’ e ‘ricordare’ciò che Gesù ha detto, incidendolo nei vostri cuori perché da essi se ne diffonda l’eco nell’unicità e irripetibilità di ogni battito”.
L’altra riflessione ha riguardato il valore dell’unità: “L’unità sia un oggetto irrinunciabile dei vostri sforzi, ma non solo: sia anche il criterio di verifica del vostro agire e lavorare insieme, perché ciò che unisce è da Lui, ma ciò che divide non può esserlo…. Ascolto, umiltà e unità, ecco tre suggerimenti, spero utili, che la liturgia vi dona per questi prossimi giorni”.
(Foto: Santa Sede)





























