Papa Leone XIV e il futuro della politica Cattolica
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 01.09.2025 – Andrea Gagliarducci] –Probabilmente ve lo siete perso, se non avete prestato molta attenzione, ma la scorsa settimana Papa Leone XIV ha articolato una visione della partecipazione Cattolica alla vita pubblica, che sarà sicuramente un pilastro del suo intero pontificato di insegnamento e una chiave di volta della sua filosofia politica. Il discorso di Leone XIV ai politici Cattolici della Diocesi di Créteil (Francia) [QUI] ha dato forma a un intreccio intricato di idee da lui presentate in vari luoghi e a diversi pubblici, fin dall’inizio del suo pontificato, ancora molto giovane.
Innanzitutto, un breve pro memoria generale di dove ha iniziato a intrecciarsi.
Nel suo incontro con il Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede subito dopo la sua elezione, Leone XIV ha riportato in primo piano il tema della diplomazia della verità [QUI]. Ha osservato che la Chiesa è chiamata a dire la verità sull’umanità, anche quando ciò può creare opposizione o risultare sgradevole.
E poi, c’è stato il discorso ai membri dell’International Catholic Legislators Network, pronunciato il 23 agosto 2025 [QUI] (foto di copertina), in cui ha offerto l’esempio di Sant’Agostino e del suo concetto di Città di Dio, in contrasto con la Città dell’Uomo. “Agostino – ha detto il Papa – ha incoraggiato i Cristiani a impregnare la società terrena dei valori del Regno di Dio, orientando in tal modo la storia verso il suo compimento ultimo in Dio, consentendo però anche la prosperità umana autentica in questa vita. Tale visione teologica può offrirci un punto di riferimento dinanzi alle mutevoli correnti attuali: l’emergere di nuovi centri di gravità, l’instabilità di antiche alleanze e l’influenza senza precedenti di multinazionali e tecnologie, per non parlare dei tanti conflitti violenti. La domanda cruciale per noi credenti è pertanto la seguente: come possiamo portare a termine questo compito?”
Poi, il 28 agosto, incontrando un gruppo di politici Cattolici della Diocesi di Créteil, Leone XIV chiuse il cerchio, dando un’indicazione precisa: “Devono avere coraggio: il coraggio di dire a volte «no, non posso!», quando è in gioco la verità”.
Leone XIV ha fatto diversi interventi, infatti, sia sulla Dottrina sociale della Chiesa che sul tema della verità, per non parlare dei costanti appelli diplomatici, caratterizzati da un linguaggio franco, preciso e conciso.
Il Papa ha anche sottolineato la necessità, che la prosperità umana sia legata al bene comune, per uno sviluppo umano integrale radicato “nella legge naturale, l’ordine morale che Dio ha scritto sul cuore umano, le cui verità più profonde sono illuminate dal Vangelo di Cristo”. Anche questo è stato fatto nel suo discorso all’International Catholic Legislators Network del 23 agosto. “A questo proposito – ha anche affermato Leone XIV – l’autentica prosperità umana si manifesta quando le persone vivono virtuosamente, quando vivono in comunità sane, godendo non solo di ciò che hanno, ciò che possiedono, ma anche di ciò che sono come figli di Dio”. “Assicura la libertà di cercare la verità – disse Leone XIV – di adorare Dio e di crescere una famiglia in pace”.
Vale la pena ricordare che è stato annunciato il tema del Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2026, ispirato alle prime parole di Leone XIV al momento della sua elezione: “La pace sia con tutti voi: verso una pace «disarmata e disarmante»”.
Il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha spiegato che la Pace autentica indicata da Leone XIV è una pace che “non è semplicemente assenza di conflitto, ma scelta di disarmo: “Invita l’umanità a rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace autentica, fondata sull’amore e sulla giustizia. Essa deve essere disarmata, cioè non fondata sulla paura, sulla minaccia o sugli armamenti; e disarmante, perché capace di sciogliere i conflitti, aprire i cuori e generare fiducia, empatia e speranza. Non basta invocare la pace, bisogna incarnarla in uno stile di vita che rifiuti ogni forma di violenza, visibile o strutturale”.
Questi brevi spunti – ma è sempre opportuno leggere i testi nella loro interezza per comprenderne tutte le implicazioni – evidenziano in particolare l’impegno di Leone XIV su temi significativi e offrono un possibile sguardo sul futuro del suo pontificato. Leone XIV non sembra un Papa che si concentra su piccole questioni pratiche, su quella che si chiamerebbe “casuistica”. Leone XIV affronta invece grandi principi. Forse non è più il momento di usare il termine “principi non negoziabili”, ma questi principi sono sempre presenti nell’insegnamento del Papa. Non ci sono deviazioni dalla verità. C’è dialogo, c’è comprensione, ma non ci sono deviazioni.
La prima enciclica del Papa, che si dice sia dedicata proprio alla Pace – o avrà la Pace come uno dei suoi temi centrali – chiarirà gran parte del pensiero del Papa a questo riguardo. Finora, si potrebbe dire che l’era del coinvolgimento Cattolico nei movimenti popolari, o della totale simpatia Cattolica per le operazioni umanitarie, di qualsiasi colore, sia finita. Leone XIV invoca, invece, un ritorno all’identità Cristiana e alla cooperazione nella costruzione della civiltà dell’amore. Non che quell’era, con il respiro del Sud America portato da Papa Francesco, sia stata respinta. Leone XIV è ben consapevole delle virtù e dei limiti di tale approccio, avendo servito prima come missionario e poi come vescovo in Perù. Ma proprio perché ne conosce i pregi e i limiti, l’approccio di Leone XIV deve essere attentamente considerato. Si è rivolta alla centralità di Cristo, e non possiamo fare a meno di ricordare quanto accaduto nei preparativi per la Quinta Conferenza dell’Episcopato Latinoamericano ad Aparecida nel 2007.
Il tema proposto inizialmente era “Discepoli e Missionari di Gesù Cristo, affinché il nostro popolo abbia vita”. Benedetto XVI volle l’aggiunta di “in Lui”, sottolineando così la centralità di Cristo. Il documento di Aparecida divenne poi un documento guida all’inizio del pontificato di Papa Francesco, almeno fino alla pubblicazione dell’esortazione Evangelii gaudium. Eppure, l’approccio cristocentrico dell’assemblea sembrava dimenticato, mentre l’intera narrazione post-Concilio Vaticano II di una Chiesa più impegnata con il mondo e meno con le strutture aveva riacquistato popolarità.
Leone XIV sta lavorando per riequilibrare questa narrazione, ma il modo in cui lo farà avrà implicazioni per il ruolo dei politici Cattolici.
I Papi del secolo scorso non hanno mai mancato di invocare politici veramente guidati dai principi Cattolici. Tuttavia, Leone XIV non ha fatto un appello generico. Ha chiesto ai politici di rimanere ancorati alla verità e di essere capaci di dire di no. Anzi, ha chiesto ai politici di essere coerenti con la loro vita Cristiana.
Ciò significa, che nessuna questione riguardante la dignità umana può essere esclusa, e non importa se alcuni argomenti – la lotta all’ideologia di genere, la questione della famiglia e la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale – siano impopolari. L’approccio non è quello di cercare il consenso, ma di agire per la verità. Ai politici Cattolici non verrà quindi chiesto di adattare il loro linguaggio, ma di lavorare affinché la politica abbia qualcosa da dire sul destino dell’umanità. Questo rappresenta un significativo cambiamento di prospettiva, che merita di essere sottolineato.
In definitiva, Leone XIV non è un “Francesco migliorato”, come alcuni hanno sostenuto. Né il Papa può essere interpretato come un “prima” o un “dopo”, perché rappresenta una nuova generazione, molto diversa da quella ormai trascorsa. Cercare di vedere una qualsiasi continuità con il pontificato precedente, anche se alcuni elementi del pontificato di Francesco ovviamente permangono, è una proposta rischiosa. Detto questo, Leone XIV ha iniziato a introdurre le sue innovazioni, e queste vanno lette con onestà, senza sopravvalutarle né sottovalutarle. La prima innovazione è questo “investimento di responsabilità” nei politici Cattolici. Chissà se riuscirà davvero a cambiare i cuori?
Questo articolo nella nostra traduzione italiana è stato pubblicato dall’autore in inglese sul suo blog Monday Vatican [QUI].



























