Papa Leone XIV: trasmettere ciò che si è ricevuto
“Come sapete, oggi nella Chiesa universale si celebra la memoria liturgica del martirio di san Giovanni Battista. La sua figura può aiutarci molto a riflettere sulla missione degli evangelizzatori oggi nella Chiesa e nel mondo attuali… Se rileggiamo con attenzioni i primi capitoli del quarto Vangelo possiamo scoprire qual è la chiave di ogni scuola di evangelizzazione: rendere testimonianza di ciò che si è contemplato, dell’incontro che si è avuto con il Dio della vita… Questa è la missione della Chiesa, questa è la missione di ogni cristiano”: oggi papa Leone XIV ha ricevuto in udienza i membri della ‘Scuola di Evangelizzazione Sant’Andrea’, indicando come modelli san Giovanni Battista e l’evangelista Giovanni.
Ciò che indica san Giovanni Battista è il cammino del cristiano: “Cari fratelli e sorelle, questa è la nostra vocazione come battezzati, pertanto dobbiamo trasmettere ciò che a nostra volta abbiamo ricevuto, affinché tutti diveniamo uno in Cristo. In questi giorni di pellegrinaggio, vi invito in modo particolare a contemplare le vite dei santi che, come san Giovanni Battista, sono stati fedeli seguaci di Gesù Cristo, manifestandolo in parole e in opere di bene”.
Inoltre oggi è stato reso pubblico un video messaggio di papa Leone XIV alla provincia agostiniana di Villanova, negli USA, registrato nel periodo di riposo a Castel Gandolfo; “Mentre registro questo messaggio sono lontano dal caldo di Roma e sto trascorrendo un po’ di tempo a Castel Gandolfo per pregare, riflettere e riposare un po’. Vi farà piacere sapere che la chiesa parrocchiale di questa cittadina fuori Roma è dedicata a san Tommaso da Villanova, conosciuto come padre dei poveri, un frate e vescovo agostiniano straordinariamente dotato che ha dedicato la propria vita al servizio dei poveri”.
Per il papa è importante essere partecipe dell’Ordine di sant’Agostino: “Come agostiniani cerchiamo ogni giorno di essere all’altezza dell’esempio del nostro padre spirituale, sant’Agostino. Essere riconosciuto come agostiniano è un onore molto sentito. Devo tanto di ciò che sono allo spirito e agli insegnamenti di sant’Agostino, e sono grato a tutti voi per i molti modi in cui le vostre vite mostrano un profondo impegno verso i valori di veritas, unitas, caritas”.
Ed ha tracciato un breve ritratto: “Sant’Agostino, come sapete, è stato uno dei grandi fondatori del monachesimo, vescovo, teologo, predicatore, scrittore e dottore della Chiesa. Ma questo non è avvenuto dalla sera alla mattina. La sua vita è stata piena di tentativi ed errori, proprio come le nostre”.
Però la sua conversione è dovuta alla madre: “Tuttavia, attraverso la grazia di Dio, attraverso le preghiere di sua madre, Monica, e della comunità di brave persone intorno a lui, Agostino è riuscito a trovare la via della pace per il suo cuore inquieto. La vita di sant’Agostino e la sua vocazione a guidare servendo, ricordano a tutti noi che possediamo doti e talenti donati da Dio e che il nostro scopo, la nostra realizzazione e la nostra gioia derivano dal restituirli nell’amorevole servizio a Dio e al nostro prossimo”.
Inoltre ha ricordato gli agostiniani missionari in America: “Siamo sostenuti dall’esempio di frati agostiniani come padre Matthew Carr e padre John Rossiter, il cui spirito missionario li ha spinti, alla fine del Settecento, ad andare a portare la buona novella del Vangelo nel servizio degli immigrati irlandesi e tedeschi, in cerca di una vita migliore e di tolleranza religiosa”.
E’ un’eredità che non va dispersa: “Ancora oggi siamo chiamati a portare avanti questa eredità di servizio amorevole verso tutto il popolo di Dio. Nel Vangelo Gesù ci ricorda di amare il prossimo, e questo ci sfida, ora più che mai, a ricordarci di vedere oggi il prossimo con gli occhi di Cristo, che tutti noi siamo creati a immagine e somiglianza di Dio, attraverso l’amicizia, le relazioni, il dialogo e il rispetto reciproco. Possiamo vedere oltre le nostre differenze e scoprire la nostra vera identità di fratelli e sorelle in Cristo”.
Quindi è un invito ad essere costruttori di pace: “Sant’Agostino ci ricorda che prima di parlare dobbiamo ascoltare, e come Chiesa sinodale siamo incoraggiati a impegnarci nuovamente nell’arte di ascoltare attraverso la preghiera, il silenzio, il discernimento e la riflessione. Abbiamo l’opportunità e la responsabilità di ascoltare lo Spirito Santo; di ascoltarci gli uni gli altri; di ascoltare le voci dei poveri e delle persone ai margini, le cui voci hanno bisogno di essere udite. Sant’Agostino ci esorta a prestare attenzione e ad ascoltare il Maestro interiore, la voce che parla da dentro ognuno di noi. E’ nei nostri cuori che Dio ci parla”.
Per questo ha chiesto di ascoltare con l’attenzione del cuore: “Il mondo è pieno di rumore, e le nostre menti e i nostri cuori possono essere sommersi da diversi tipi di messaggi. Questi messaggi possono alimentare la nostra irrequietezza e rubare la nostra gioia. Come comunità di fede, cercando di costruire una relazione con il Signore, possiamo noi cercare di filtrare il rumore, le voci divisive nelle nostre menti e nei nostri cuori, e aprirci agli inviti quotidiani a imparare a conoscere meglio Dio e il suo amore. Quando sentiamo la voce amorevole e rassicurante del Signore, la possiamo condividere con il mondo mentre cerchiamo di diventare una cosa sola in Lui”.
(Foto: Santa Sede)


























