“La Speranza non è che il sogno di coloro che sono svegli”. 67° Viaggio di solidarietà e di speranza della Fondazione Santina in Perù – Terza parte
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 14.08.2025 – Vik van Brantegem] – Mentre eravamo in vacanza al mare, il 21 luglio 2025 Mons. Luigi (Don Gigi) Ginami, Presidente della Fondazione Santina e dell’Associazione Amici di Santina Zucchinelli, ha iniziato il 67° Viaggio di solidarietà e di speranza in Perù dal tema La Speranza non è che il sogno di coloro che sono svegli (Pindaro 518 A.C), dopo aver celebrato il giorno precedente, domenica 20 luglio 2025 alle ore 18.00 la Santa Messa di inizio viaggio presso la parrocchia San Leone Magno a Cenate Sopra. Ha terminato il viaggio l’11 agosto 2025, e il giorno dopo abbiamo iniziare a dare la consueta attenzione a questo viaggio con la prima puntata, riportando il primo report che Don Gigi ci ha inviato. Di particolare importanza l’inaugurazione a Puno della nuova cucina per bambini poveri nella scuola delle suore del Taller Miranda. Martedì 12 agosto 2025 Don Gigi ha celebrato alle ore 18.00 la Santa Messa di ringraziamento a termine del 67° viaggio di solidarietà e speranza presso il santuario della Madonna dei Campi a Stezzano. Ieri abbiamo riportato il suo secondo report, con una grande notizia: il riconoscimento dello Stato peruviano della Scuola materna “ENACE 763 Fundación Santina”. Oggi riportiamo il terzo report intitolato David. Estás con Dios (Tu sei con Dio) in cui Don Gigi ci parla del Vescovo del Vicariato Apostolico di Puerto Maldonado, Mons. David Martínez de Aguirre Guinea, O.P., un missionario domenicano di origine basca, nato a Vitoria il 10 gennaio 1970.
L’8 luglio 2014 Papa Francesco lo ha nominato Vescovo titolare di Izirzada e Vicario Apostolico Coadiutore di Puerto Maldonado. Ha ricevuto l’ordinazione episcopale l’11 ottobre successivo dal Vicario Apostolico di Puerto Maldonado, Mons. Francisco González Hernández, co-consacranti l’Arcivescovo James Patrick Green, Nunzio Apostolico in Perù, e il Vicario Apostolico di San Ramón Anton Žerdín Bukovec. Il 23 giugno dell’anno successivo è succeduto alla medesima sede. In seno alla Conferenza Apiscopale del Perù è Presidente della Commissione per le Missioni e la Pastorale indigena. Dal 29 giugno 2020 al 27 marzo 2022 è stato anche Vicepresidente della Conferenza Ecclesiale dell’Amazzonia. Il suo motto episcopale è Con la mirada fija en Jesús (Con gli occhi fissi su Gesù).
L’8 marzo 2018 Papa Francesco lo ha nominato membro del Consiglio pre-sinodale dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei vescovi per la Regione Panamazzonica dell’ottobre 2019. Ha descritto la sua missione e le speranze per l’Assemblea speciale dicendo: “Speriamo che il Sinodo sensibilizzi sul fatto che la regione amazzonica non è solo una dispensa da razziare per le sue risorse, ma uno spazio da proteggere. Siamo una Chiesa amazzonica, con l’Amazzonia al centro. Dobbiamo garantire ai popoli dell’Amazzonia una partecipazione più forte nella Chiesa e che il loro contributo ci mostri il volto di Cristo e possa arricchirci”. All’Assemblea, svoltosi nella Città del Vaticano tra il 6 e il 27 ottobre 2019, ha prestato servizio come Segretario Speciale. Ha fatto parte della Commissione che ha redatto il documento finale dell’Assemblea. Il 23 novembre 2019 la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi ha reso noto che l’Assemblea lo aveva nominato membro del Consiglio speciale.
Inoltre, segue la presentazione dal titolo Contribuire allo sviluppo della cultura amazzonica secondo i valori del Vangelo a cura dell’Agenzia Fides del 18 giugno 2021, di una lunga intervista alla rivista Selvas Amazonicas, dei Missionari Domenicani, in cui il Vescovo del Vicariato Apostolico di Puerto Maldonado parla delle priorità e delle sfide della Chiesa missionaria nella foresta peruviana.
Durante il 62° viaggio di solidarietà e speranza di Don Gigi in Perù (21 luglio – 10 agosto 2024) dal tema La Speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno ed il coraggio. Lo sdegno per la realtà ed il coraggio per cambiarla, Mons. David ha partecipato alla bellissima festa per l’inaugurazione della cucina e della lavanderia per il centro anziani Apachtone di Puerto Maldonado, di cui abbiamo riferito [QUI], e che Don Gigi ha visitato nel corso del suo ultimo viaggio:
Durante il 52° viaggio di solidarietà e speranza di Don Gigi in Colombia, Bolivia e Peru (19 giugno-11 luglio 2022) dal tema Viva la Vida!, Mons. David ha partecipato all’inaugurazione degli ambienti rinnovati del Seminario di Puerto Maldonado, la cucina, il refettorio, la dispensa e il bagno [QUI], a cui Don Gigi riferisce in questo terzo report.
Segue dalla Seconda parte [QUI]
Report 67/3 – David. Estás con Dios
David è il nostro nuovo #VoltoDiSperanza ed è un vescovo Peruviano, il Vescovo di Puerto Maldonado nel cuore dell’Amazzonia.
Scrivo in un contesto attuale bellissimo, che incanta, e questo paesaggio mi sembra sempre più un inno della natura alla vita. Mille specie di animali: pappagalli, farfalle, scimmiette, uccelli bellissimi in mezzo a palme, noci di cocco, canneti, e poi vi è lui, il padrone di questa terra piena di verse e colori: il grande Rio Madre de Dios, che va a buttarsi nel Rio delle Amazzoni.
Conoscere l’Amazzonia è conoscere il volto di Dio. Ogni sguardo è un nuovo stupore ed una nuova emozione.
Sulle rive di questo fiume abitano tanti popoli nativi con ancestrali traduzioni. Sembra un paradiso terrestre d’effetto a mente. Lo è per i molti turisti che albergano in appositi resort nella foresta. Ma questo paradiso terrestre è ferito profondamente dalla delinquenza organizzata. E cosi compaiono qui di seguito alcune terribili parole: cocaina, miniere illegali, traffico di minori e grave inquinamento ambientale.
Non lontano da qui, vi è al di là del fiume la zona chiamata Delta, una zona che si caratterizza per la più totale assenza dello Stato e la presenza di criminalità. Ho attraversato quella regione e il fumo bianco delle raffinerie della coca è protetto da narcos incappucciati.
Poi vi sono le acque del fiume ed i cercatori oro delle miniere illegali che non hanno paura ad usare mercurio per aggregare l’oro. Solo che il mercurio è un terribile veleno che brucia la natura e così dopo bellissime distese di terreno forestale immacolato incontri larghe parte dì foresta bruciata dalle miniere illegali. E per l’oro si uccide. Per dare svago e piacere ai giovani minatori si adescano ragazzine per sfruttarle sessualmente. Vi ricordate il libro Sol di 4 anni fa [QUI]?
Questo è il contesto in cui da anni incontro David, un vescovo veramente schierato verso i poveri. Ma inizio a parlare di David da un triste fatto di cronaca: un omicidio. L’omicidio di Hipólito Quispehuamán Conde, difensore dell’ambiente e leader della Riserva Nazionale Tambopata, ha suscitato profondo sgomento nella regione di Madre de Dios e in tutta l’Amazzonia peruviana. Tale assassinio è avvenuto sabato scorso 26 luglio 2025, mentre scrivo è sabato 2 agosto 2025, e tale gesto pone nello sconforto tutti. Sento sgomento nella regione di Madre de Dios e in tutta l’Amazzonia peruviana. Il crimine, perpetrato, come dicevo, sabato scorso sulla Carretera Interoceánica, è presumibilmente una rappresaglia per l’attiva opposizione all’estrazione mineraria illegale e all’espansione delle coltivazioni illecite di coca nelle zone di protezione ecologica. A far sentire la sua voce è stato proprio l’amico Mons. David Martínez de Aguirre Guinea, O.P., Vescovo del Vicariato Apostolico di Puerto Maldonado: “Sono sconvolto. La situazione che si sta vivendo in molte parti del Perù, qui a Madre de Dios, è terribile”, ha affermato.
Hipólito Quispehuamán, agricoltore, padre di tre figli e fondatore dell’Associazione Nueva Esperanza, pochi giorni prima della sua morte aveva partecipato a Santa Rosa ad una riunione con gruppi ambientalisti, La Pampa. In quell’occasione si era discusso di azioni volte a preservare un’area naturale protetta. Due giorni dopo, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco mentre era alla guida di un veicolo da carico. “La gente ha paura – ha avvertito il vescovo -. E ci sono persone che decidono praticamente di immolarsi, perché non vogliono vivere in un mondo che distrugge la natura”.
Prosegue David: “Il primo ruolo della Chiesa è quello di essere presente, stare con loro e condividere, è ciò che Cristo ha fatto con noi come umanità. Cercare di essere una parola di speranza di fronte all’insensatezza di tanta violenza”. Allo stesso tempo, ha messo in guardia sulla situazione critica dei difensori dell’ambiente in Perù: “In questi Paesi amazzonici, i difensori sono totalmente indifesi ed esposti. Gli Stati hanno, sì, delle norme, ma non ci sono fondi per garantire la sicurezza”. Secondo Global Witness, dal 2012 almeno 54 difensori dell’ambiente sono stati uccisi nel Paese. Anche la Conferenza Episcopale Peruviana si è unita all’appello del suo Vescovo di Puerto Maldonado, solidarizzando con le vittime e le loro famiglie e facendo eco al grido di giustizia dei popoli amazzonici.
Cari amici, un conto è sentire questi fatti in Italia; un conto è viverli qui e accompagnato dalla voce chiara e decisa di David, un grande vescovo che assomiglia un po’ a Papa Leone XIV. Lui, David è spagnolo, mentre Leone è americano, David è un religioso domenicano e Leone è un religioso agostiniano. Infine entrambi David e Leone sono nel paese vicino ai più poveri da più di venti anni.
Incontro David per la nostra intervista lunedì scorso 28 luglio 2025. Ci sediamo ed amabilmente ci raccontiamo la vita di un anno… e poi entriamo nel merito del nostro incontro.
Senti David, Padre Carlos mi ha detto che recentemente ti hanno assaltato, è vero? Il vescovo mi guarda con un furbo sorriso e mi dice: “Si Gigi, questa volta mi hanno davvero spaventato!” Te la senti di raccontarmi il tuo assalto? David si pone serio ed inizia il suo racconto: “Era un sabato, ricordo perfettamente: il 30 novembre 2024 alle ore 10.30. Quella mattina mi stavo per recare verso La Cumbre, che si trova nella zona pastorale di Delta uno. Non viaggio quasi mai con la mia scassata auto, preferisco i servizi comuni e quella mattina nella macchina che mi portava a Santa Rosa, dove vi è Puerto Carlos per Delta uno, in auto seduti dietro vi erano due giovani professori ed una ragazza di cui non so nulla. La mattina presto mi aveva chiamato Padre Jesus dicendomi: ‘Eccellenza, stia attento, non porti denaro con sé, stanno compiendo numerosi assalti ai passeggeri per rubare tutto!’ Normalmente Gigi, non prendo mai troppo denaro con me. Solo i soldi per il biglietto del pullman. Quella stessa mattina mi chiama l’amico Gesuita Cardinal Barreto, avvisando che nella regione di Mazuco vi era una forte violenza».
Il suo racconto si fa per me sempre più interessante e serio. David continua: “Ero seduto davanti. Dopo l’ultima curva per Santa Rosa la strada è sbarrata da un uomo incappucciato che punta la pistola contro l’autista ed impone di fermarsi al lato della strada. Sono sconvolto e freddo, non solo per l’improvviso assalto, ma perché davanti a noi ci erano 4 auto parcheggiate e fuori vi erano 15-20 persone che venivano depredate dai loro beni: portafogli, orologi, cellulari, i pochi beni di oro. Una donna tenta la fuga ed uno dei banditi spara. Non colpisce la donna che si dilegua. Terribile. Sono vestito con il clergyman bianco a mezze maniche, ho una povera croce pettorale al collo. Quando l’autista spegne l’auto il capobanda si avvicina a me e mi punta la canna della pistola alla tempia”.
Mi emoziono e tento di mettere tutta la mia attenzione nell’ascolto del vescovo. “Ti hanno fatto del male?”, domando. “Gigi, sentirsi una pistola puntata alla testa non è piacevole. Tentano di aprire il bagagliaio, ma è chiuso. A quel punto uno dei giovani professori dice dal retro dell’auto: ‘Non abbiamo nulla, siamo poveri professori e lui è il Vescovo di Puerto Maldonado, da tanti anni lavora peri poveri: lasciateci andare!’. A quel punto il bandito incappucciato che mi punta l’arma mi tenta di strappare la catena della croce e si trova tra le mani il crocifisso, lo guarda spaventato, me lo ributta al collo e dice forte: ‘Estas con Dios’ (Tu sei con Dio). Guarda ai suoi complici che stanno picchiando uno dei malcapitati delle auto prima di noi e dice ai malviventi: ‘Non toccatemi questa macchina, vi è il Vescovo di Puerto, lasciateli passare’. L’autista prontamente accende il motore e si mette sulla strada, lentamente passa davanti ai malcapitati che spaventati mi guardano. Mentre la macchina passa, davanti i miei occhi si incrociano con i loro occhi e così, se dopo pochi metri l’autista spinge ad una velocità pazzesca l’auto, il mio cuore rimane là, con quella povera gente derubata, spaventata e senza alcun conforto”.
Scende un triste silenzio sulla nostra amichevole conversazione. David mi guarda silenziosamente ed io con voracità scrivo sui miei fogli bianchi il racconto, che ora ordino e trascrivo in questo report, che giunge a voi dall’Amazzonia peruviana.
Sono affascinato da questo coraggioso nativo della terra di Sant’ Ignazio di Loyola e per la sua forza nello schierarsi con i poveri ed a difesa dell’ambiente. Se ricordate, lui è lo stratega del Sinodo dell’Amazzonia voluto da Papa Francesco su sua indicazione e culminò nel 2018 nella visita del Pontefice a Puerto Maldonado. Ci siamo incontrati a Roma fuori dall’Aula Paolo VI. Mi ricordo che era con me Paolo Ruffini del Dicastero per la Comunicazione ed il Vescovo Brasiliano Roque Paloschi con cui lavoriamo a Puerto Velhio.
La cordialità e l’immediatezza di David era naturale. Mi chiese di venire a fare qualche opera nella sua diocesi e così dal 2018 ci incontriamo qui annualmente. Tra le opere più belle vi è la costruzione delle stanze per i seminaristi con la Caritas di Bergamo ed ora qui in seminario tutti possono vedere questa targa in marmo che dice la nostra opera.
Si stava diventando tardi e pongo a David una ultima domanda: “David, ti conosco da tempo, ma vorrei che tu ora regalassi a noi il tuo segreto: quali sono i pilastri sui quali hai costruito la tua forza di testimone?” Mi guarda sorridendo e mi dice: “Sono quattro i miei pilastri, le mie convinzioni che mi hanno spinto come religioso venire in Perù:
- Uno: la forza della convivenza con i miei fratelli Domenicani.
- Due: vivere in povertà.
- Tre: condividere la vita con i più poveri dei poveri.
- Quattro: vivere tutto questo senza mai perdere di riferimento Lui, il Signore Gesù al quale totalmente ho regalato la mia vita.
Racconta questo ai tuoi amici, a chi leggera questo libretto”.
Gli rispondo: “Grazie David! Prima di tutto la tua testimonianza fa bene a me, la porterò nella mia meditazione di oggi e cercherò di imitare il tuo esempio. Concludo solo dicendo che sulla tomba di Santina a Gerusalemme, che è anche la mia tomba, vi è scritto: ‘Roccia del mio cuore è Dio’. In questo posso dirti mi sto sforzando da sempre e soprattutto dal 2005, quando Santina inizio il suo calvario. Per gli altri tre pilastri… ci penserò”. Con un forte abbraccio ci salutiamo e concludo: “Devo andare a visitare i10 bambini che abbiamo in adozione a distanza. Sai una cosa molto importante? In quell’assalto il delinquente ci lascia un grande insegnamento, che credo venga da Dio: ‘Estas con Dio!’ (Tu sei con Dio). Cercherò di seguire questo consiglio che coincide proprio con il tuo: stare sempre con Gesù”.
Il Vicario Apostolico di Puerto Maldonado: “Contribuire allo sviluppo della cultura amazzonica secondo i valori del Vangelo”
Agenzia Fides, 18 giugno 2021
In una lunga intervista alla rivista Selvas Amazonicas dei missionari Domenicani inviata all’Agenzia Fides, Mons. David Martínez de Aguirre, Vescovo del Vicariato Apostolico di Puerto Maldonado, parla delle priorità e delle sfide della Chiesa missionaria nella foresta peruviana.
Secondo il Presule domenicano, missionario in Perù dall’anno 2000, le priorità della Chiesa in questo difficile territorio di evangelizzazione sono state definite dalle 80 mila voci dell’Amazzonia ascoltate per la preparazione del documento di lavoro per il Sinodo sull’Amazzonia. Le priorità quindi vengono descritte dai “nucleo tematici” dell’Esortazione apostolica post sinodale Querida Amazonia, che rispondono alle sfide concrete che troviamo in questa Chiesa.
“La prima sfida è che i popoli prendano possesso della Chiesa, si devono sentire parte di Essa, si devono sentire soggetto di evangelizzazione e non solo oggetto. Così, scoprendo la Buona Novella, diventano veri agenti di trasformazione della realtà”, afferma Mons. David, che continua: “Per riuscire in questo obiettivo è necessario che, come Chiesa, accompagniamo le culture attraverso la promozione della formazione e lo sviluppo culturale”.
Il Vescovo ricorda che l’azione missionaria nella foresta da sempre ha preso la via dell’educazione. Dalla catechesi nelle parrocchie e nelle cappelle dei piccoli paesini, alle scuole e adesso, con l’idea della creazione di una Università Cattolica PanAmazzonica, si potrebbe “rispondere alle sfide dell’educazione bilingue e interculturale”. Solo così, dice il Vescovo, “la Chiesa missionaria potrebbe contribuire realmente allo sviluppo della cultura amazzonica secondo i valori del Vangelo”.
Infine Mons. David riflette sull’esperienza missionaria dei Domenicani in America Latina. “Penso che siamo in un momento cruciale. Dopo i primi cento anni di attività missionaria, siamo in un momento molto importante in cui i domenicani stanno dando sempre più spazio alla Chiesa locale. I frutti stanno cominciando a vedersi, e sono le nostre comunità contadine cristiane che hanno preso il posto che i missionari hanno lasciato. Da loro sono nate le vocazioni sacerdotali che con dedizione ed entusiasmo animano la maggior parte delle nostre parrocchie. Tuttavia lo stesso non è accaduto tra le popolazioni indigene dell’Amazzonia. Sento che c’è entusiasmo da parte dei missionari che vengono da altre latitudini, peruviani o stranieri, ma in Amazzonia non ci siamo ancora riusciti”.





























