“La Speranza non è che il sogno di coloro che sono svegli”. 67° Viaggio di solidarietà e di speranza della Fondazione Santina in Perù – Seconda parte
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 13.08.2025 – Vik van Brantegem] – Mentre eravamo in vacanza al mare, il 21 luglio 2025 Mons. Luigi (Don Gigi) Ginami, Presidente della Fondazione Santina e dell’Associazione Amici di Santina Zucchinelli, ha iniziato il 67° Viaggio di solidarietà e di speranza in Perù dal tema La Speranza non è che il sogno di coloro che sono svegli (Pindaro 518 A.C), dopo aver celebrato il giorno precedente, domenica 20 luglio 2025 alle ore 18.00 la Santa Messa di inizio viaggio presso la parrocchia San Leone Magno a Cenate Sopra. Ha terminato il viaggio l’11 agosto 2025, e ieri, il giorno dopo, abbiamo iniziare a dare la consueta attenzione a questo viaggio con la prima puntata, riportando il primo Report che Don Gigi ci ha inviato. Di particolare importanza l’inaugurazione a Puno della nuova cucina per bambini poveri nella scuola delle suore del Taller Miranda. Ieri, martedì 12 agosto 2025 Don Gigi ha celebrato alle ore 18.00 la Santa Messa di ringraziamento a termine del 67° viaggio di solidarietà e speranza presso il santuario della Madonna dei Campi a Stezzano. Oggi riportiamo il suo secondo report, con una grande notizia: il riconoscimento dello Stato peruviano della Scuola materna “ENACE 763 Fundación Santina”.
Segue dalla Prima parte [QUI]
Report 67/2 – Riconoscimento dello Stato peruviano della Scuola Materna “ENACE 763 Fundación Santina”
Questa davvero è una grande notizia: il Governo del Perù riconosce la Scuola Materna “ENACE 763 Fundación Santina”. Guardando il povero quartiere dalla modesta casa di Olinda, appare subito un grande e colorato caseggiato: è la Scuola Materna di Fundación Santina, così la chiamano e così effettivamente sta per riconoscere lo Stato del Perù. Tutti i passaggi sono stati compiuti e pensiamo che prima del mio rientro in Italia l’11 agosto giungerà il documento finale. È solo una questione burocratica.
Certamente non possiamo pensare nulla di analogo alla grande e bella “Fondazione Angelo Custode di Bergamo”, ma Perù appare infinitesimale più piccola, è avvenuto un grande miracolo in Perù. I nostri bravi sacerdoti in Bolivia hanno compiuto e compiono grandi e piccoli miracoli nelle strutture, come Don Mario Marossi ha compiuto a La Paz con la casa per disabili. Non facciamo neppure paragoni con la grande istituzione boliviana, ma in Perù in un barrio povero e misero, questo istituto educativo apre la porta a molti sorrisi.
Sto scrivendo dall’Amazzonia peruviana, da Puerto Maldonado. Ma a Juliaca fervono i preparativi e il nostro pittore Wilber Maidanada a titolo completamente gratuito sta di colorando i bellissimi murales del nostro asilo. Ricevo foto bellissime e colorate e con questi colori l’asilo riaccende i suoi colori.
La struttura è frutto di diverse sofferenze: quella di Santina, quella di Ismaele e quella di Gianfranco. Oltre a Santina, nel complesso vi è un’opera che porta luce. È l’illuminazione esterna forte dedicata a Ismaele Manara. Vi è una targa in suo onore. Era un uomo buono, marito di Silvana morto di SLA, ed è proprio il suo dolore che abbiamo voluto onorare. I grandi e colorati murales portano invece il nome di Gianfranco, membro del nostro Consiglio di amministratore che amava profondamente l’asilo. È morto per un cancro ai polmoni ed è proprio il suo dolore che vogliamo onorare.
Il dolore, se viene offerto, si trasforma in una potente forza di costruzione. È proprio Gesù sulla croce che ci insegna questo: dalla sua morte in croce è nata la Risurrezione. Dal dolore di Santina, Ismaele e Gianfranco è nata questa struttura ora riconosciuta a pieno titolo dallo stato. Ed io penso che il nostro Gianfranco morto recentemente ha fatto giungere dal cielo l’importante documento di riconoscimento.
La struttura della scuola materna è nata nel 2016 con la costruzione del muro perimetrale che cinge la scuola e la sua proprietà. Ci furono molte lotte per riconoscere il terremo e farlo riconoscere dalla gente locale e da abitanti invasori. In quei tempi si pensava che fuori dal terreno occupato abusivamente dalla propria casa non ci fosse nulla e tutto era ferocemente rubato, depredando terra e invadendone altra. Ci siamo dovuti scontrare non con le autorità, ma con la gente stessa, che non capiva per nulla il valore educativo di una scuola materna in un barrio tanto misero, dove non ci sono strade fogne e pullula di maleodoranti latrine. Un invasore tento di mettere una lamiera al muro della scuola materna e mi scontrai con forza. Poi mi rubavano i sacchi di cemento e così con Olinda prendemmo la decisione di mettere tutti i sacchi di cemento sotto casa sua e di dare un sacco nuovo solo dopo aver ricevuto il sacco vuoto. E anche la decisione di prendere materiali nuovi e cemento nuovo scegliendo il più costoso Rumi a differenza dello scadente Frontera. Emanuele Berbenni con Olinda nel Natale 2016 tagliò il nastro e scoprì la prima targa di Fundación Santina.
Messa in sicurezza la proprietà della scuola materna, passammo alla seconda opera fondamentale: il sistema fognario per i piccoli. Abbiamo scavato una fossa biologica, costruito tubazioni, poi un primo piccolo orto per il cibo dei piccoli grazie alla fornitura idraulica ristrutturata. Dopo aver tinteggiato e sistemato gli ambienti esistenti, si passò a costruire una nuova bellissima aula da aggiungere alle altre tre. Grazie alla donazione di Carlo Olmo abbiamo inaugurato nei seguenti anni tale aula, poi, per farla breve un piccolo campo giochi per i bambini che alla sera si trasforma in campo da pallavolo per la gioia di mamme e di papá. A seguire una serra per piantare patate ed ortaggi e così nutrire i bambini.
Man mano la struttura cresceva gli abitanti cominciarono a vedere la scuola materna come casa propria. Una profonda ristrutturazione sociale andava delineandosi e più bambini venivano alla scuola, passando dal piccolo numero di 12 fino al numero di quasi una cinquantina di bimbi.
Mancava ancora qualche cosa di fondamentale: l’illuminazione per dare sicurezza al complesso e per poter garantire la sera il momento ricreativo del gioco a pallavolo degli adulti. Abbiamo così realizzato una nuova linea elettrica e messo alti pali della luce. Ancora lotte, gente che rubava i grandi fari. Quindi, nuove misure di sicurezza. Anche questa battaglia fu vinta, proprio con l’aiuto dei genitori, divenuti tenaci guardiani della finalmente “loro” scuola materna.
Mancava il tono del colore e della vivacità, e così pazientemente un bravissimo artista divenuto nostro socio, piano piano dipinse un grande e magnifico murales, che riprende i momenti salienti della vita di Fundación Santina. Ora Wilber sta ridipingendo i murales scoloriti e bruciati dal sole delle Ande. Il 5 agosto rientrerò a Juliaca e sono sicuro che i nuovi murales accenderanno del colore della speranza l’arrivo di Villa San Roman. Proprio in questa piccola scuola materna riscopro la verità del motto, che guida questi 21 intensi giorni: La Speranza non è che il sogno di coloro che sono svegli. Santina, Ismaele e Gianfranco hanno avuto sempre questo sogno e sempre sono stati svegli.
Oggi, i giovani papà e mamme dei nostri bambini si sono svegliati dal sonno della disperazione e hanno iniziato a sognare da svegli. Il loro sogno si chiama ora concretamente “Scuola Materno ENACE 763 Fundación Santina”. E questa è davvero una grande Speranza per i poveri di questo quartiere.


























