Papa Leone XIV: la speranza collega la fede alla carità
Durante la giornata odierna papa Leone XVI ha inviato due videomessaggi sottolineando la centralità di Gesù e con i Cavalieri di Colombo ha riflettuto sulla virtù della speranza, che è Gesù: “Come cattolici, sappiamo che la fonte della nostra speranza è Gesù Cristo, e che Egli ha inviato i suoi seguaci, in ogni epoca, per portare al mondo intero la buona novella del suo mistero pasquale di salvezza. La Chiesa è sempre stata chiamata a essere un segno di speranza attraverso la proclamazione del Vangelo sia con le parole sia con le opere. In modo particolare durante questo Anno Santo, siamo chiamati a essere segni tangibili di speranza per quei nostri fratelli e sorelle che vivono difficoltà di ogni genere”.
E’ stato un invito ad essere ‘araldi della speranza”: “La Convenzione di quest’anno ha opportunamente il tema ‘Araldi della Speranza’, che ricorda a voi tutti, Cavalieri di Colombo, l’invito a essere segni di speranza nelle vostre comunità locali, parrocchie e famiglie. A tal proposito, apprezzo i vostri sforzi per riunire uomini nelle vostre comunità per la preghiera, la formazione e la fraternità, così come i numerosi sforzi caritativi dei vostri consigli locali in tutto il mondo. In particolare, il vostro generoso servizio alle popolazioni vulnerabili (inclusi i nascituri, le madri incinte, i bambini, i meno fortunati e quanti sono colpiti dal flagello della guerra) porta speranza e guarigione a molti e continua la nobile eredità del vostro fondatore”.
Mentre nel videomessaggio inviato alla Rete Cattolica Panafricana di Teologia e Pastorale in occasione del Terzo Congresso papa Leone XIV ha ripreso le parole di papa Francesco sulla speranza n correlazione alla fede ed alla carità: “Tre anni fa, in occasione del secondo Congresso, papa Francesco ha parlato dell’importanza della fede. Ora, nell’ambito del Giubileo di quest’anno, poniamo in risalto un’altra virtù teologale: la speranza. Forse a volte si dà più importanza alle virtù della fede e della carità; eppure, la speranza ha un ruolo vitale nel nostro pellegrinaggio terreno”.
Quindi la speranza è necessaria per la fede e per la carità: “Di fatto, può essere vista come la virtù che collega le altre due. In un certo senso, la fede e la teologia forniscono le basi per conoscere Dio, mentre la carità è la vita di amore che godiamo con Lui. Tuttavia, è mediante la virtù della speranza che desideriamo raggiungere la pienezza di questa felicità in Cielo. Così, essa ci ispira e ci sostiene per avvicinarci sempre più a Dio, anche quando ci troviamo di fronte alle difficoltà della vita”.
Specialmente per il continente africano è necessaria tale parola: “Come ben sapete, l’Africa, analogamente ad ogni altra parte del mondo, affronta una serie di difficoltà particolari. Di fronte a queste sfide, e alla percezione che le cose non cambiano, è facile scoraggiarsi. Tuttavia, è proprio il ruolo della Chiesa essere luce del mondo, città posta sul monte, faro di speranza per le nazioni”.
E ben si addice al tema del congresso, ‘Camminare insieme nella speranza come Chiesa Famiglia di Dio in Africa’: “Sebbene ognuno di noi sia chiamato a coltivare il proprio rapporto personale con Dio, al tempo stesso, attraverso il nostro battesimo, siamo uniti come figli e figlie del nostro Padre Celeste. Abbiamo quindi una certa responsabilità di prenderci cura gli uni degli altri.
Di fatto, la famiglia è solitamente il primo luogo dove riceviamo l’amore e il sostegno di cui abbiamo bisogno per andare avanti e superare le prove che la vita ci presenta. Per questo motivo, vi incoraggio a continuare a costruire la famiglia delle Chiese locali nei vostri diversi Paesi e aree, affinché vi siano reti di sostegno disponibili per tutti i nostri fratelli e le nostre sorelle in Cristo, e anche per la società in generale, specialmente per quanti vivono nelle periferie”.
Il videomessaggio si chiude con un invito a tenere uniti teologia ed azione pastorale: “Infine, cari amici, vorrei sottolineare l’importanza di vedere l’unità tra la teologia e il lavoro pastorale. Dobbiamo vivere ciò in cui crediamo. Cristo ci ha detto che è venuto non solo per darci la vita, ma per donarcela in abbondanza. E’ pertanto vostro compito lavorare insieme per attuare programmi pastorali che dimostrino come gli insegnamenti della Chiesa aiutino ad aprire i cuori e le menti delle persone alla verità e all’amore di Dio”.


























