Caso Rugolo. Confermato in appello la condanna di Giuseppe Rugolo, dimesso dallo stato clericale da una commissione speciale

Don Giuseppe Rugolo
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 21.07.2025 – Ivo Pincara] – Essendo questo Blog dell’Editore in vacanza per il mese di luglio, oggi recuperiamo alcuni aggiornamenti importanti in riferimento al caso Rugolo, che seguiamo dal 3 maggio 2021 [QUI]. Innanzitutto, la condanna di Don Giuseppe Rugolo il 1° luglio 2025 anche in appello per violenza sessuale, con la pena ridotta a 3 anni. Il 14 luglio 2025 l’agenza ANSA ha reso noto che Giuseppe Rugolo è stato dimesso dallo stato clericale, da una commissione speciale di cui non faceva parte nessun Siciliano per evitare contaminazioni con la Diocesi di Piazza Armerina. La decisione ora deve essere ratificata, così come vuole il diritto canonico, dal Dicastero per la Dottrina della Fede.

Continuiamo ad attendere le dimissioni del Vescovo di Piazza Armerina, Mons. Rosario Gisana, che lui stesso ha riconosciuto di aver coperto gli abusi di Don Rugolo, che non ha difeso le vittime, ne ha ridicolizzato la sofferenza, ha protetto l’Istituzione, il suo ruolo, l’abusatore. Il Vescovo Gisana va dimesso per i danni arrecati alle persone a lui affidate e alla stessa Chiesa, nella consapevolezza della sua responsabilità personale, davanti all’evidenza delle sue mancanze.

La condanna anche in appello

La Prima sezione penale della Corte d’appello di Caltanissetta ha condannato a tre anni di reclusione Don Giuseppe Rugolo, sacerdote accusato di violenza sessuale su minorenni. I giudici hanno applicato l’attenuante della tenuità del fatto per due delle vittime individuate, rideterminando la sentenza di primo grado che era stata di quattro anni e sei mesi.

L’impianto dell’accusa ha retto anche in appello, come la credibilità di Antonio Messina, il giovane archeologo sulla cui denuncia è stato incardinato il processo. La Corte d’appello ha estromesso la Diocesi di Piazza Armerina dalla responsabilità civile.

La sentenza è arrivata dopo le repliche dei difensori del sacerdote, presente all’udienza che, ancora una volta hanno criticato la sentenza di primo grado e accusato la stampa di avere condotto un processo mediatico contro Don Giuseppe Rugolo. In aula anche le parti civili con Antonio Messina, assistito dall’Avv. Eleanna Parasiliti Molica, i genitori del Messina, con l’Avv. Giovanni Di Giovanni e le associazioni Contro tutte le violenze e Rete l’Abuso con gli Avvocati Irina Mendolia e Mario Caligiuri.

“Ho sempre voluto solo ed esclusivamente giustizia – ha dichiarato Antonio Messina. C’è una condanna che viene confermata e del resto deve ancora partire il processo al Vescovo Rosario Gisana e al Vicario Giudiziale Vincenzo Murgano per falsa testimonianza. Comunque gli abusi sono stati riconosciuti sia in primo grado che in secondo grado. Mi auguro che questo sia di monito per altri giovani che vogliano denunciare, ai quali dico di non denunciare ai Servizi per la tutela dei minori considerato il fatto che uno degli avvocati del sacerdote condannato fa parte della commissione tutela minori di Ferrara e difende un prete pedofilo”.

“Per quanto attiene la posizione del mio assistito – ha dichiarato l’Avv. Eleanna Parasiliti Molica – l’impianto accusatorio è stato interamente confermato. Soprattutto ancora una volta vince la credibilità di Antonio”.

“Aspettiamo le motivazioni e valuteremo se ricorrere in cassazione per alcuni aspetti che non convincono”, ha dichiarato il Sostituto procuratore Gaetano Bono.

“Cosciente della gravità di quanto avvenuto, il Vescovo e tutta la Chiesa locale rinnovano vicinanza, sostegno e solidarietà alle vittime e all’intera comunità, provate da una vicenda che ha provocato e continua a provocare divisione e dolore”, scrive in un Comunicato Stampa Vicenda don Giuseppe Rugolo l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Piazza Armerina i 5 luglio 2025 [QUI], a qualche giorno dalla sentenza di condanna in appello che ha confermato il reato di abuso sessuale su minori per il sacerdote Giuseppe Rugolo, condannato in primo grado dal Tribunale di Enna a 4 anni e 6 mesi, seppure riducendo la pena a 3 anni di reclusione. La diocesi ricorda che il vescovo attenendosi alle normative canoniche, aveva avviato da tempo un procedimento canonico concluso con una sentenza di condanna.

“Allo stesso tempo – conclude il Comunicato Stampa -, invitano chiunque abbia subito un abuso da parte di un sacerdote o di un laico che riveste un ufficio ecclesiastico a segnalare i fatti all’autorità civile competente ricordando anche la disponibilità ad accogliere segnalazioni di tal genere da parte del Servizio diocesano tutela minori, affinché anche la Diocesi possa assumere provvedimenti congrui al caso”.

“Sconsiglio vivamente a chi avesse subito abusi di rivolgersi al Servizio diocesano specie a quello di Piazza Armerina, considerato il fatto che il vescovo è già a conoscenza di altri abusi, come è emerso nel processo, e non ha fatto proprio niente. Non si possono attendere le sentenze dello Stato italiano per prendere provvedimenti – ribatte Antonio Messina, l’archeologo che ha denunciato il sacerdote Rugolo – ma quale vicinanza ha mostrato questo vescovo nei miei confronti? Anzi hanno adottato una linea difensiva che in aula ha sempre provato a denigrarmi e non ha mai chiesto scusa per tutto quello che abbiamo sentito anche nelle intercettazioni dove è chiaro che ha un pregiudizio nei miei riguardi. Se davvero mostra vicinanza alle vittime che venga a dire la verità nel processo che deve affrontare per falsa testimonianza. Voglio a questo punto rendere noto che ho incontrato il Servizio tutela minori della Conferenza Episcopale Siciliana con i referenti delle varie diocesi, peccato che mancava proprio la Diocesi di Piazza Armerina. E sul procedimento canonico ho seri dubbi che ci sia l’azione diretta del Vescovo Gisana, perché proprio lui non ha mai attuato nessuna forma di contrasto alle condotte abusanti di Rugolo, mentre io a marzo ho mandato i documenti ai tre dicasteri, compreso quello della Dottrina della Fede, corredata da tutti gli atti del processo, al fine di chiedere un provvedimento nei confronti di Rugolo e del Vescovo Gisana”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il difensore di Messina, l’Avv. Eleanna Parasiliti Molica. “La diocesi non è stata scagionata in quanto non è stata oggetto del processo penale. Al suo posto era stata citata la Curia che la Corte di appello ha ritenuto non legittimata in quanto organo amministrativo. La diocesi, dunque, potrà essere chiamata a rispondere in sede civile. La sentenza di appello non intacca il giudizio severo espresso dai giudici di primo grado sull’operato del Vescovo Gisana, che nel corso della sua testimonianza non ha esitato a chiamare il sacerdote il nostro Rugolo”.

Giuseppe Rugolo dimesso dallo stato clericale

Giuseppe Rugolo, il sacerdote condannato a 3 anni di carcere in appello per violenza sessuale a danno di minori, è stato dimesso dallo stato clericale. Della commissione speciale non faceva parte nessun Siciliano per evitare contaminazioni con la diocesi: il Vescovo Rosario Gisana, insieme al Vicario Giudiziale, attuale Parroco del Duomo di Enna, Vincenzo Murgano sono imputati per falsa testimonianza dopo il processo a Rugolo.

La commissione avrebbe concluso per la colpevolezza di Rugolo in relazione agli episodi che riguardano altre due vittime del sacerdote, minori all’epoca dei fatti. La decisione ora deve essere ratificata, così come vuole il diritto canonico, dal Dicastero per la Dottrina della Fede.

“La Diocesi di Piazza Armerina – dice l’Avv. rotale Alessandro Camedda, consulente di Antonio Messina, vittima del sacerdote – credo sia stata volutamente estromessa da questo processo stragiudiziale data la sua posizione e quella del suo vescovo. Se il Dicastero avesse voluto coinvolgerla avrebbe nominato i membri del Tribunale diocesano di Piazza Armerina. Invece il processo si è celebrato con tutti membri non Siciliani e in un albergo” (ANSA, 14 luglio 2025).

Indice – Caso Rugolo [QUI]