Papa Leone XIV e l’inizio del cambio generazionale
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 21.07.2025 – Andrea Gagliarducci] – Il Cardinale Agostino Vallini ha 85 anni e da tempo non ricopre più alcun incarico in Vaticano. Dal 2017, tuttavia, era Legato pontificio per le Basiliche Papali di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli di Assisi, incarico che Papa Francesco gli aveva assegnato dopo la morte del Cardinale Attilio Nicora. Il 16 luglio, anche Vallini ha lasciato quell’incarico. Sempre la scorsa settimana, Papa Leone XIV ha nominato suo legato ad Assisi il Cardinale Miguel Ángel Fernández Artime, Salesiano e Pro-Prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. I cambiamenti non sono stati sconvolgenti. Anzi, sono passati appena inosservati persino sulla stampa Cattolica.
Nel loro insieme, tuttavia, segnano davvero la fine di un’epoca, o meglio l’inizio di un cambio generazionale. Vallini era sulla loggia centrale con Papa Francesco nel 2013 e, in qualità di Vicario del Papa per la Diocesi di Roma (nel 2008, Vallini era succeduto al leggendario Cardinal Vicario dell’era di San Giovanni Paolo II, Camillo Ruini), accompagnò Francesco in tutte le sue prime uscite, a partire dalla sua prima visita a Santa Maria Maggiore, che sarebbe diventata una costante del pontificato di Francesco e dove ha trovato sepoltura. Vallini non può essere considerato un cardinale di Papa Francesco, eppure è stato una figura chiave nella prima era del pontificato di Francesco, fino al suo ritiro. Il fatto che non ricopra più alcun incarico testimonia un mondo vaticano che cambierà rapidamente la sua demografia e i suoi punti di riferimento. Nei prossimi mesi, Leone XIV sarà chiamato a gestire un ricambio generazionale che rappresenterà anche un cambio d’epoca. I Cardinali Kurt Koch, Kevin J. Farrell, Marcello Semeraro, Arthur Roche e Michael Czerny hanno tutti compiuto 75 anni. Pertanto, i Dicasteri per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, per i Laici, la Famiglia e la Vita, delle Cause dei Santi, per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale avranno nuovi leader.
Non tutti i nuovi capi dicastero saranno cardinali. Tuttavia, considerando che solo l’anno prossimo il numero di cardinali elettori scenderà al limite stabilito di 120, è improbabile che Leone XIV li crei cardinali subito. Questa decisione, tuttavia, non influirebbe sull’attuazione della Praedicate Evangelium, la Costituzione Apostolica con cui Papa Francesco ha riformato la Curia. I nuovi capi dicastero potrebbero non essere cardinali semplicemente perché Papa Leone XIV potrebbe ritenere inappropriato aumentare il numero dei cappelli rossi, che Papa Francesco aveva già portato a oltre 120 membri votanti.
È interessante, tuttavia, che il ricambio generazionale abbia inizio con una nomina considerata “minore”, ovvero quella del Legato pontificio per le Basiliche Papali di Assisi.
Le Basiliche Papali di Assisi sono state direttamente soggette al Papa fin dalla Bolla Is qui Ecclesiam, promulgata da Papa Gregorio IX il 22 aprile 1230. Con la Costituzione Postolica Fidelis Dominus, promulgata il 25 marzo 1753, Papa Benedetto XIV, elevò la Basilica di Assisi al rango di Basilica Patriarcale, titolo poi caduto in disuso quando Papa Benedetto XVI decise di eliminare il titolo di Patriarca d’Occidente dall’Annuario Pontificio.
Nel 1968, Papa Paolo VI decise di assegnare alle Basiliche papali di Assisi un cardinale legato residente a Roma con il potere di esercitare, a nome del Pontefice, l’ordinariam et immediatam iurisdictionem sulla Basilica, concedendogli al contempo il diritto di delegare tale giurisdizione al Custode del Sacro Convento, in qualità di suo vicario. Papa Benedetto XVI modificò lo status della Basilica con la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio Totius orbis, che attribuì al Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino «la giurisdizione prevista dal diritto sulle chiese e sulle case religiose per quanto riguarda tutte le attività pastorali svolte dai Padri Conventuali della Basilica di San Francesco e dai Frati Minori di Santa Maria degli Angeli». Benedetto XVI stabilì inoltre che vi fosse un cardinale come suo legato, «il quale, pur non godendo di giurisdizione, avrà il compito di perpetuare con la sua autorità morale gli stretti vincoli di comunione tra i luoghi sacri alla memoria del Poverello e questa Sede Apostolica».
In breve, il Cardinal Artime non è stato trasferito ad altro incarico. Il suo ruolo di Pro-Prefetto rimane (e rimane una strana configurazione giuridica e istituzionale, poiché «pro» significa «al posto di», ma Artime lavora a fianco del Prefetto del dicastero, Suor Simona Brambilla, che, tra l’altro, non essendo sacerdote, non può prendere decisioni disciplinari nei confronti dei sacerdoti). Leone XIV, quindi, non modificò completamente la riforma voluta da Papa Francesco. Dimostrò, tuttavia, un diverso insieme di interessi e, soprattutto, una maggiore attenzione al suo ruolo istituzionale. Resta da vedere come questa attenzione istituzionale si tradurrà in pratica. Per ora, abbiamo assistito ad un cambiamento di atteggiamento, con una maggiore attenzione ai simboli e al protocollo, che si è diffusa a tutti i cardinali.
Ora, Leone XIV dà inizio al cambio generazionale, partendo da Assisi, rassicurando coloro che si aspettavano un cambiamento radicale e rapido. Passo dopo passo, prenderà decisioni, a volte sorprendenti, a volte no.
Quindi, che tipo di Curia ci si aspetta che circondi Leone XIV?
Finora, le persone scelte personalmente da lui – il suo segretario particolare, il suo organizzatore dei Viaggio Apostolici – hanno alcuni tratti caratteriali in comune: tranquillità, lealtà e senso del dovere. È probabile che anche le altre scelte di collaboratori diretti si muoveranno in questa direzione. Leone XIV non è un Papa solitario e definitivo, come lo era Papa Francesco, ma avrà un periodo di apprendimento man mano che inizierà a delegare, cosa che è obbligato a fare. Nel frattempo, Leone XIV è a Castel Gandolfo e sta lavorando alla sua prima Enciclica, il cui argomento non è ancora chiaro [QUI]. Poi, formerà la sua squadra, e da lì potremo dedurre la direzione che potrebbe prendere il suo pontificato. Almeno inizialmente. Leone XIV è un Papa giovane e ha almeno un altro importante cambio generazionale da gestire nella sua vita.
Questo articolo nella nostra traduzione italiana è stato pubblicato dall’autore in inglese sul suo blog Monday Vatican [QUI].



























