San Bernardo e la sacralità dell’ospitalità
Bernardo di Mentone, noto anche come San Bernardo di Aosta (Methon-Saint-Bernard, 1020 – Novara, 1081) fu stato un religioso italiano. San Bernardo di Aosta visse tra il X e l’XI secolo, si ritirò ad Aosta dove diventò arcidiacono e fondò gli ospizi del Gran e Piccolo San Bernardo, che presero il suo nome. L’ospizio del Gran San Bernardo, in particolare, ha una lunga storia di accoglienza di viaggiatori, testimoniata anche da un diario del 1154.
Questi ospizi rispondevamo ai bisogni dei viaggiatori e dei pellegrini che attraversavano le Alpi. I religiosi di questi ‘rifugi’ ricercavano i malcapitati che avessero smarrito la strada o che fossero dispersi nella neve attraverso l’aiuto di cani specializzati, i famosi San Bernardo. I religiosi che si occupavano di queste ricerche erano i canonici regolari della Congregazione ospedaliera del Gran San Bernardo. Essi erano un istituto di vita consacrata della Chiesa cattolica.
I canonici regolari di questa comunità seguivano la regola di sant’Agostino e posponevano al loro nome la sigla C.R.B. La congregazione sorse a Martigny (oggi nel Canton Vallese) nell’XI secolo per gestire l’ospizio di Mont Joux (monte Giove, l’attuale colle del Gran San Bernardo) restaurato, appunto, da san Bernardo di Mentone. Probabilmente, i primi cani di San Bernardo, all’epoca non erano identificabili con la razza attuale, ma con lo scomparso mastino alpino.
Infatti, la prima testimonianza certa della presenza di tali cani al Colle del Gran San Bernardo, risale alla seconda metà del Seicento, quando il pittore italiano Salvator Rosa ritrasse un grosso molossoide molto simile al moderno San Bernardo. Gli animali vennero donati verso il 1660 dalle famiglie nobili del vallese ai canonici dell’ospizio situato al Colle San Bernardo per la guardia e la protezione dell’ospizio stesso dai malintenzionati (le cronache riportano numerosi episodi di brigantaggio).
Essi svolsero altri numerosi compiti, dal trasporto di piccoli carichi (latte, formaggi) alla fornitura di forza motrice (un dispositivo a mulino, azionato dai cani, muoveva l’enorme spiedo della cucina dell’ospizio). Ciò che li rese celebri nel mondo fu il ruolo di ausiliari dei canonici nel tracciare la pista nella neve fresca, prevedere la caduta di valanghe e ritrovare i viaggiatori dispersi con il maltempo. Fra di loro, il più famoso fu Barry I (1800-1814), che salvò di almeno 40 persone.
Alla sua morte il suo corpo venne imbalsamato e conservato presso il Museo di storia naturale di Berna e, da allora, il miglior maschio di ogni cucciolata dell’allevamento dell’ospizio prende il nome di Barry. E’ rappresentato con l’abito bianco dei Cistercensi, spesso in dialogo con la Vergine.


























