Leone XIV e la prossima Enciclica
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 14.07.2025 – Andrea Gagliarducci] – Padre Alejandro Moral, il Priore Generale degli Agostiniani, ha fatto sapere la scorsa settimana in un’intervista a Il Messaggero, che Papa Leone XIV sta lavorando alla struttura della sua prima Enciclica. La grande domanda è se il Papa seguirà l’ispirazione che gli deriva dal suo nome, e quindi dedicherà la prima Enciclica del suo pontificato alle questioni sociali, oppure se seguirà la linea delle sue prime parole all’inizio del pontificato, quando affermò con forza la necessità di scomparire per far posto a Cristo.
In breve: sarà un’Enciclica sociale o spirituale? Le due non si escludono a vicenda, e l’una può essere collegata all’altra. Molto dipenderà, tuttavia, dalla struttura precisa, che Papa Leone XIV darà al documento e dal modo in cui presenterà le sue priorità.
I primi due mesi del pontificato di Papa Leone XIV ci hanno insegnato che alcuni dei processi avviati da Papa Francesco sono irreversibili. Possono essere riprogettati, ma non invertiti. E uno di questi processi è la sua attenzione alle questioni ambientali. Ora, Papa Francesco non ha inventato nulla di nuovo con la sua attenzione alla cura responsabile del creato. La Chiesa si è sempre occupata di questo aspetto. Papa Benedetto XVI, inoltre, è stato soprannominato “il Papa verde” dai media cattolici e laici per la sua attenzione alle questioni ecologiche. Il lavoro teologico era già stato fatto quando Papa Francesco ha dato una spinta pastorale alla questione. Ha portato l’attenzione ecologica della Chiesa a un altro livello. Sia l’Enciclica Laudato sì che l’Esortazione Laudate Deum si basavano su una serie di dati, numeri e cifre provenienti dalle agenzie delle Nazioni Unite. In pratica, Papa Francesco aveva collegato la preoccupazione ecologica a questioni politiche e multilaterali. La Laudato sì, essendo un’Enciclica, includeva un necessario quadro di dottrina sociale. Tuttavia, i passaggi più citati nei forum internazionali sono stati proprio quelli che confermavano le posizioni dominanti, mentre le posizioni a favore dell’ecologia integrale sono state ridimensionate. Ad esempio, pochi ricordano che la Laudato sì include una difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, che attacca la cultura dello scarto anche in termini di scarto di vite umane e che adotta un approccio di ecologia integrale che pone l’essere umano al centro. La Laudato Deum, in quanto Esortazione, veniva invece presentata come un aggiornamento dei dati scientifici, il che era normale, perché le Nazioni Unite aggiornano sempre quegli stessi dati. Ma era proprio questo il punto: un documento papale poteva essere legato solo a dati contingenti?
Dopotutto, non si trattava di un documento che rispondeva ad una situazione grave con una solida struttura teorica (si pensi all’Enciclica di Pio XI contro il nazismo, Mit brennender Sorge, o ai radiomessaggi di Pio XII durante la Seconda Guerra Mondiale). Era invece un documento che assumeva il punto di vista delle organizzazioni internazionali, che raramente collegano il problema ecologico agli esseri umani. Anzi, gli esseri umani sono spesso considerati il problema. Tuttavia, dodici anni di pontificato hanno creato un movimento ecologista che a volte sembra abbracciare l’ambientalismo senza freni e distaccato dal nucleo umano che Francesco in ultima analisi ha cercato di dargli, affrontando solo le questioni più politiche e mediatiche. E tra le iniziative legate a questo ambientalismo c’è una nuova formula della Santa Messa per la cura della creazione. Leone XIV ha mantenuto questo processo, lo ha approvato e ha celebrato la prima Messa con questa formula speciale in privato presso il Borgo Laudato sì a Castel Gandolfo. Nell’omelia, non ha messo da parte Papa Francesco, e non sono mancati i riferimenti alla Laudato sì nel suo decimo anniversario. Tuttavia, ha anche posto un accento particolare sulla questione della creazione, piuttosto che sull’atto creativo in sé. Leone XIV ha avuto un approccio cauto a queste questioni: non ha rotto con il pontificato di Francesco, ma si è ricollegato a una profonda corrente del pensiero cattolico. Ha rotto con l’idea che il pontificato di Papa Francesco fosse una rottura.
La domanda, allora, è questa: la rivoluzione ecologica di Papa Francesco è un processo irreversibile? Leone XIV non sembra pronto a fare marcia indietro sulla questione, ma ha anche cercato di rinnovarne la specificità cattolica e focus antropologico. Va inoltre notato che il formulario della Messa è stato utilizzato in una celebrazione privata, e non è noto se questa verrà ripetuta in pubblico.
Il modo in cui Leone XIV articola la sua prima Enciclica sarà quindi molto indicativo. Dopo due mesi, il suo pontificato è ancora in equilibrio tra elementi di continuità e discontinuità. Non è un pontificato di restaurazione, eppure sta restaurando molte cose. Non è un pontificato di rottura con il suo predecessore, eppure si è ricollegato alla tradizione.
Alcuni processi già in corso rimarranno immutati, ma resta da vedere come saranno ridefiniti, ridisegnati e reinterpretati da Leone XIV. La sua prima enciclica sarà un chiaro segnale in tal senso.
Questo articolo nella nostra traduzione italiana è stato pubblicato dall’autore in inglese sul suo blog Monday Vatican [QUI].


























