Riflessioni pastorali sull’amicizia dei sacerdoti

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Riporto anche la conclusione del testo citato: n. 26. Questa sacra Congregazione, dedita al
servizio del clero, intende incrementare i mutui rapporti con le conferenze episcopali e con le
speciali commissioni per il clero dalle stesse istituite, coll’intento di raccogliere informazioni
sulle iniziative e sui risultati conseguiti e di comunicarle a tutti gli interessati.

Sarà perciò immensamente grata ai vescovi e alle conferenze episcopali, se vorranno inviarle
relazioni sulle esperienze, suggerimenti e proposte per orientare e assicurare la permanente
formazione dei sacerdoti, che è di così grande importanza per la vita di tutta la Chiesa.

Questo sacro dicastero confida che il colloquio, avviato da questa lettera sulla formazione
permanente dei sacerdoti, in futuro si svolga in modo ancora migliore per la comune utilità, al
servizio dei sacerdoti.

Dato in Roma, 4 novembre 1969, festa di san Carlo Borromeo, GIOVANNI CARD. WRIGHT
Prefetto-PIETRO PALAZZINI, Arciv. tit. di Cesarea di Cappadocia Segretario.

Ritengo doveroso ribadire che il citato prelato è un Canonista, già Magistrato della Corte di
Cassazione del Vaticano, menzionato nella mia recensione della sua importante relazione
giuridico-pastorale-teologica, utile anche per tutti i chierici, tenuta alla Facoltà di
Giurisprudenza di Siena l’11 Maggio 1988, pubblicata dalla Rivista della polizia di Stato, unica
ed esclusiva, cfr. Francesco Trombetta-2/5/2014 “ Peccato e reato: Comparazione giuspenale,
giuscanonica, morale, teologica, filosofica e sociologica.“Il Cardinale Pietro Palazzini, Presidente
emerito della Corte di Cassazione dello Stato Città del Vaticano, Suprema Giurisdizione
ecclesiastica ordinaria, ha elaborato questa importantissima Pubblicazione di diritto penale
canonico ( menzionata nel mio articolo qui pubblicato https://www.korazym.org/82310/il-dott-
trombetta-illustra-alcuni-casi-riguardanti-la-nullita-
matrimoniale/?fbclid=IwY2xjawKhVgdleHRuA2FlbQIxMQABHtat7hz4bWsJjPVIzYvs_pdZYaK
M4e8Td8r4UbkbQEk2m1WPAtUBElaK4QJl_aem_cx9UH0kM6XRfw7DXe0rFNA&sfnsn=scws
pwa “Perché un peccato sia mortale si richiede che concorrano tre condizioni: una materia
grave,la piena consapevolezza ed il deliberato consenso» delineato dal CCC n. 1857….tutti i delitti
sono peccati, ma non tutti i peccati sono reati. Il reato, delitto e contravvenzione, in senso
formale è quel fatto giuridico, infrattivo della legge penale in base al principio di legalità,
espressamente previsto dal legislatore e al quale l’ordinamento giuridico ricollega come
conseguenza, una sanzione…..).

Tale testo consente, secondo me, agli studiosi, laici e chierici, di effettuare una ulteriore
riflessione sui propri comportamenti quotidiani, sulle proprie tesi finora maturate su molti istituti
giuridici di Diritto canonico e di Diritto statuale (cfr. https://www.korazym.org/112905/si-


riaccende-la-speranza-di-un-giusto-processo-per-il-cardinal-becciu/?sfnsn=scwspwa ), su molte
vicende ecclesiali, sui rapporti con il prossimo, sulle proprie concezioni dell’esistenza, sulla
costante presenza di Dio nella nostra vita orientativa nei rapporti fra sacerdoti e fedeli laici ( noi
abbiamo come guida pastorale, ripeto , Padre Salvatore Lazzara), delle nostre scelte verso il bene e
verso il rifiuto del male, sulla rilevanza penale, etica e religiosa delle conseguenze derivanti dall’
agire consapevole, responsabile sotto tutti i profili “interni ed esterni” di laici e chierici, cfr. la mia
recensione in merito https://gloria.tv/post/8WTi7XQgAziZ2dEL6jqZni9h1)”.

Ritengo utile evidenziare, operando i chierici nella Chiesa cattolica, come insegna la teologia
biblica, che nel Vangelo di Giovanni manca il concetto esplicito di Chiesa “Ekklesia”, tuttavia
(cfr. la mia recensione del Vol. 3 STB San Luca Evang. Palermo) la Chiesa è ben presente allo
spirito dell’evangelista sotto il profilo della sua “natura intima”.

Infatti Giovanni presenta la Chiesa indirettamente attraverso 2 linee di ricerca ecclesiologica.

Innanzitutto si mette in risalto il “DISCEPOLATO DI GESU’”, sotto questo profilo sono
descritti i rapporti di Gesù con i discepoli secondo due angolazioni:

La prima è fondata sull’insegnamento che “Gesù è la vera vite”:

-hanno una strettissima unione per la loro stessa natura (tralci e vite)

-vivono di Lui ed operano in Lui

-portano frutto nella fede in Lui

-sono discepoli in quanto sono fedeli

-non portano frutto sufficiente, ma Dio li monda affinchè portino più frutto

-se abbandonano Gesù cadono nel giudizio, cioè vengono recisi, seccati e bruciati.

La seconda è basata su una verità assoluta, sottolineata adesso molto spesso dal nostro
Pontefice Leone XIV, “Gesù è il buon pastore” (dogma applicato nelle nostre catechesi al
citato gruppo diocesano contemplato dal cap. 8 di Amoris Laetitia, istituito da me e mia moglie
Marcella nel 2013 sotto l’egida del Cardinale Paolo Romeo, Arcivescovo emerito di Palermo,
concluso nel 2023 non per nostra volontà !! Riattivato ed emulato da altri operatori pastorali nel
2025, confermando la validità, la legittimità e l’efficienza del nostro operato decennale
nell’accompagnamento pastorale e canonico, nella formazione evangelica e nel discernimento in
foro interno delle famiglie fragili, cfr. https://pastoralefamiliare.chiesadipalermo.it/wordpress6/il-
buon-pastore/ ):

-lo riconoscono legittimo pastore seguito dalle pecore

-le pecore in Lui trovano ingresso, uscita e pascolo, così vengono salvate

-il Kalos (pastore) dà la vita per le pecore

-le pecore sono custodite eternamente, nessuno le strapperà dalla sua mano e da quella del Padre.

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