Riflessioni pastorali sull’amicizia dei sacerdoti
Il menzionato testo del Magistero puntualizza “ le leggi generali vengano adattate alle particolari
circostanze di tempo e di luogo, in modo che la formazione sacerdotale risulti sempre conforme alle
necessità pastorali delle regioni in cui dovrà svolgersi il ministero. Essendo necessario proseguire e
perfezionare la formazione sacerdotale, a motivo soprattutto delle circostanze della società
moderna, anche dopo che è terminato il corso degli studi nei seminari sarà cura delle conferenze
episcopali nelle singole nazioni studiare i mezzi più adatti – quali potrebbero essere istituti pastorali
in collaborazione con parrocchie opportunamente scelte, convegni periodici, appropriate
esercitazioni -, in modo che il giovane clero venga introdotto gradualmente nella vita sacerdotale e
nell’attività apostolica sotto l’aspetto spirituale, intellettuale e pastorale e sia in grado di rinnovare e
perfezionare sempre più l’una e l’altra”….
Insegnamenti da me approfonditi anche in questo mio articolo ( cfr.
https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.korazym.org%2F104141%2Fla-figura-del-
sacerdote-nel-terzo-millennio-evoluzione-formativa-
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Infine, come ho già puntualizzato nelle parti precedenti, confermo che la tematica qui trattata
è stata sempre attenzionata dalla Santa Sede, come risulta da questo importante testo sempre
vigente, cfr.
https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cclergy/documents/rc_con_cclergy_doc_196911
04_inter-ea_it.html “….n. 8. I giovani sacerdoti provano spesso difficoltà a conservare
integralmente il deposito della fede, che Gesù ha trasmesso alla Chiesa. Molteplici sono le cause di
questo fatto. In parte ciò deriva dalla crescente volontà di contraddizione, per cui non si esita a
respingere anche le stesse verità tramandate della fede, soprattutto per quanto riguarda la maniera di
esprimerle. Quest’inclinazione alla critica concerne anzitutto le dichiarazioni dell’autentico
magistero ecclesiastico e arriva fino al punto di rimettere in discussione l’obbedienza. La causa di
questo turbamento degli animi è anche in parte da trovarsi nell’accresciuto peso dato alle scienze
sperimentali, le cui conclusioni talvolta i teologi interpretano in modo non conforme alla fede:
questa interpretazione non è approvata nemmeno dagli stessi cultori di queste scienze, almeno da
quelli che non sono imbevuti di qualche ideologia ostile alla religione cristiana.
Infine è da ricordarsi il profondo cambiamento della vita sociale, che grandemente influisce su ciò
che riguarda la vita sociale del sacerdote. n.11. Una solida vita spirituale e una scienza teologica
retta suscitano e favoriscono lo zelo e l’operosità pastorale, una fruttuosa amministrazione dei
sacramenti, una predicazione della parola di Dio dotata di forza persuasiva e una carità
pastorale universale: ciò che costituisce l’ufficio al cui compimento i sacerdoti hanno ricevuto
l’ordinazione: in tal maniera però che la carità verso Dio sia sempre fondamento della carità
verso il prossimo, e i sacerdoti espongano la dottrina della fede in modo sempre conforme al
magistero della Chiesa e distinguano chiaramente l’attività sacerdotale dall’azione politica e
sociale, che propriamente spetta ai laici.




























