Un nuovo libro sul processo Becciu, caso surreale di giustizia ingiusta e stupro mediatico e processuale della verità
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 28.06.2025 – Vik van Brantegem] – Il processo Becciu ha segnato un punto di svolta nella storia della Chiesa moderna: mai prima d’ora un cardinale era stato giudicato e condannato da un tribunale composto da laici. Un processo viziato sin dall’inizio da un pregiudizio colpevolista. Un impianto accusatorio che si dilata senza rigore, prove inconsistenti e una sentenza che ha fatto discutere a livello internazionale per le sue ambiguità e per le forzature giuridiche che l’hanno resa possibile.
Il libro Quer pasticciaccio brutto del processo Becciu: Un caso surreale di giustizia ingiusta (304 pagine [QUI]) di Alberto Vacca, pubblicato il 24 giugno 2025 con il sostegno della Fondazione Bruno Buozzi, ricostruisce, con rigore e spirito critico, le tappe fondamentali dell’intero iter processuale, ne analizza le incongruenze e i paradossi, e mette in discussione l’equità di un sistema che appare più intento a giustificare decisioni già prese che a garantire un autentico contraddittorio. Un libro che non si limita a raccontare i fatti, ma li interroga, li smonta, e li ricompone per restituire al lettore una visione completa e inquietante di come la giustizia possa diventare strumento di potere. Un libro per chi cerca la verità dove troppi si sono accontentati dell’apparenza.
Alberto Vacca, laureato in filosofia e giurisprudenza, vive e lavora a Roma. Ha esercitato la professione forense e ha scritto vari libri di storia contemporanea, concentrando i suoi studi sul periodo fascista, a cui ha dedicato alcuni libri, tra cui: L’eccidio dei fratelli Fois, La tela del ragno-L’Ovra in Sardegna (1937-1943), L’occhio del Duce in casa Matteotti, Duce truce. Insulti, barzellette, caricature: l’opposizione popolare al fascismo nei rapporti segreti dei prefetti (1930-1945), Duce! Tu sei un dio!, Il partigiano e il milite di Salò. I casi di Giancarlo Puecher e Biagio Sallusti nel passaggio dal fascismo alla democrazia.
Nel 2024 è uscito L’ergastolano di Cisterna dei Marsi. “Il segreto di Luca” di Ignazio Silone e il caso penale di Francesco Zauri. “Il segreto di Luca” di Ignazio Silone sulla malagiustizia e di come lo stigma del carcere infligga a chi lo subisce un dolore lancinante e annientatore. Alberto Vacca con maestria investigativa fa due operazioni in una: analizza il romanzo riportando ampi passi dallo stesso per commentare la figura psicologica e antropologica di Luca, il protagonista assoluto del romanzo introducendo la figura di un politico, comunista, che vuole sapere la verità: perché nessuno ha aiutato Luca a difendersi e perché è stato condannato ingiustamente all’ergastolo. Fa un’analisi di un caso vero, quello di Francesco Zauri, anch’esso condannato all’ergastolo ma da innocente.
Il titolo Quer pasticciaccio brutto del processo Becciu richiama il romanzo incompiuto di Carlo Emilio Gadda, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, per descrivere la complessità e l’intreccio del caso, creando un’atmosfera quasi romanzesca, suggerendo un’indagine complessa e intricata, piena di colpi di scena e depistaggi, nel caso del processo al Cardinale Angelo Becciu. Il romanzo di Gadda apparve per la prima volta in cinque puntate sulla rivista Letteratura nel 1946 e, riveduto e ampliato, 11 anni dopo in volume pubblicato da Garzanti, prevedendo un secondo volume che Gadda non portò mai a termine, lasciando così senza soluzione l’enigma poliziesco.
Il sottotitolo, Un caso surreale di giustizia ingiusta, indica una critica al processo, evidenziando anomalie e irregolarità (cambiamenti nelle regole processuali durante il dibattimento, l’occultamento di prove e la mancanza di spazio per circostanze a favore del Cardinal Becciu), che hanno portato ad una sentenza ingiusta, paragonabile ad altri casi celebri di gogna mediatica e processi ingiusti, come il caso Dreyfus o il caso Tortora.
In sintesi, il libro analizza il processo Becciu come un caso di “pasticciaccio” giudiziario, dove la verità è stata nascosta e le prove a discarico ignorate, portando ad un’ingiustizia e nascondimento della verità, portando a una sentenza che non riflette la realtà dei fatti. Però, il libro sottolinea come la verità, pur essendo più lenta e meno rumorosa delle calunnie, alla fine emerge.
Postscriptum
«(…) sorge inevitabile una domanda, che va oltre la cronaca giudiziaria: perché tutto questo complotto proprio attorno al cardinale Becciu? Chi aveva interesse a far cadere quello che fino a poco tempo prima era considerato il “numero tre” del Vaticano? E soprattutto, perché con tale accanimento e meticolosità? (…) Un fatto appare oggi evidente: qualcuno avrebbe tratto beneficio dalla sua caduta. Non solo in termini ecclesiali, ma anche su un piano di redistribuzione delle leve del potere interno alla Curia. In questo contesto, le nuove chat rivelano una pianificazione, una costruzione mirata di accuse, e – cosa ancora più grave – una giustizia che forse si potrebbe essere piegata a logiche estranee alla verità. Anche il commissario della Gendarmeria vaticana Stefano de Santis, figura tra i nomi emersi nelle recenti carte che delineano un quadro allarmante: un processo influenzato da pressioni esterne, con una rete di complicità interna volta a costruire un impianto accusatorio su basi instabili. (…) L’opinione pubblica e gli osservatori internazionali chiedono ora trasparenza e chiarezza. Quel che appare certo è che il caso Becciu non è solo un processo giudiziario, ma un banco di prova per la credibilità della giustizia vaticana stessa» (Nuove rivelazioni sul caso Becciu: chat compromettenti e ombre sul processo vaticano di Andrea Caldart su La Gazzetta dell’Emilia, 27 giugno 2025 [QUI]).
Indice – Caso 60SA [QUI]



























