L’amicizia ha tutti i colori del mondo
In ‘Il colore dell’amicizia’, film del 2000 diretto da Kevin Hooks, Piper Dellum, un’adoloscente afro-americana che vive in America, nel 1979 chiede ai suoi genitori di ospitare una studentessa africana per uno scambio culturale. Suo padre, un membro del Congresso che si batte contro l’apartheid, acconsente e a loro viene assegnata Mahree Bok.
Appena giunta in America, Mahree conosce la famiglia ospitante e sia lei che i Dellum rimangono molto sorpresi: lei non si aspettava che si trattasse di una famiglia afro-americana e loro non si aspettavano che arrivasse una sudafricana bianca.
Mahree è molto confusa e non sa cosa fare. Preconcetti e giudizi affrettati minacciano di rovinare lo scambio prima ancora che incominci. A Mahree infatti è stato insegnato a considerare i neri nel suo paese come inferiori, mentre i Dellum hanno finito per vedere tutti i bianchi sud-africani come oppressori. All’inizio le due si parlano a malapena ma poi, dopo una giornata trascorsa insieme, diventano amiche. Passano le settimane e Piper e Mahree diventano inseparabili.
Tuttavia, un giorno, alcuni uomini bianchi dell’ambasciata sudafricana portano via Mahree dalla casa dei Dellum. La povera ragazza resta sconcertata perché non capisce le ragioni di quest’allontanamento e del forzato rimpatrio. Nonostante chieda ripetutamente delle delucidazioni, nessuno le dà una spiegazione valida. Riceve invece l’ordine di prenotare telefonicamente un volo per il Sudafrica e di partire il prima possibile.
Mentre Mahree si trova all’ambasciata, comincia a seguire un notiziario che parla del suicidio dell’attivista sudafricano di colore Stephen Biko, considerato un criminale dal governo sudafricano. Nel frattempo, a casa dei Dellum, Piper è molto triste per via della partenza della sua amica e decide di chiamare suo padre per fermarla e farla tornare da loro. Il senatore riesce a far proseguire lo scambio.
Appena tornata dai Delium, Mahree va subito da Piper e le racconta tutto, compreso il notiziario che aveva visto, aggiungendo il dettaglio che Biko era un criminale. Questa informazione le era stata fornita dal padre, molto soddisfatto di averlo arrestato. Piper però ribatte che, in realtà, l’uomo lottava per i diritti della popolazione di colore in modo non-violento. La verità era che la polizia sudafricana lo aveva picchiato a sangue, dichiarando poi che Biko si era suicidato. Fra le due ragazze scoppia un litigio, calmato dall’intervento del senatore Dellum.
Dopo il semestre a casa dei Dellum, Mahree capisce quali sono i diritti dei sudafricani neri. E’ ancora più convinta che la sua migliore amica sudafricana sia Flora, la loro domestica di colore, che aveva nascosto la bandiera dei ribelli trovata dal fratellino di Mahree in modo da non farlo sgridare dai genitori. Così, appena tornata a casa, Mahree le mostra quella stessa bandiera cucita dentro la sua giacca e poi libera l’uccellino che suo fratello aveva catturato e messo in gabbia, perché capisce che la libertà è un diritto importante e deve essere concesso a tutti gli esseri viventi.
Analizzando la trama, si possono riscontrare alcuni temi fondamentali sparsi lungo tutta la storia e ben riassunti nel finale. Essi sono: l’uguaglianza al di là della diversità, l’ascolto aperto alla fiducia, il credo religioso, la libertà, le paure e i pregiudizi.
Flora spiega a Mahree e a suo fratello che gli uccelli tessitori, come quello che lui ha catturato, creano tanti nidi e vivono in comunità senza curarsi dei diversi colori delle loro piume, tra cui anche il nero. Inizialmente, Mahree non comprende la conclusione del discorso, ovvero sarebbe bello che anche gli umani si comportassero così. Grazie allo scambio, scoprirà la verità e sarà proprio lei a raccontarla al senatore.
Durante la permanenza negli Stati Uniti, Mahree accetta di confrontarsi con idee diverse dalle sue, leggendo libri proibiti in Sudafrica in quanto denunciavano i maltrattamenti subiti dai neri e dialogando su questi argomenti con il senatore. Lui ha punti di vista differenti dai suoi, ma riesce a colmare le lacune lasciate dai genitori di lei nella loro versione dei fatti, non sempre corretta.
Durante la festa che la comunità nera del luogo dà in onore del Sudafrica prima della partenza di Mahree alla conclusione dello scambio, il senatore riprende un discorso di Lincoln, nel quale egli auspicava che nel futuro ci fosse la possibilità per ognuno di credere “nel Dio che si è scelto”. Si tratta di un aspetto della libertà individuale, che nel film è strettamente collegata con quello dell’uguaglianza.
Sempre durante quella festa si fa riferimento anche alla libertà dalla paura. Il film mette in luce come molto spesso i timori siano generati dai pregiudizi. E’ bello vedere come la storia riesca a rappresentare i preconcetti di entrambe le parti in causa. Sottolinea efficacemente le lacune che tutti i personaggi hanno a causa delle idee scorrette che si sono fatti col tempo.. Nonostante questo, riescono a superare le paure e le diffidenze, scoprendo le verità che erano state loro nascoste.
In conclusione, qual è il colore dell’amicizia? Tutti i colori del mondo.
(Foto: Disney Plus)




























