L’Angelus. Immigrazione e appello per Gaza

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La preghiera per Gaza ma anche la riflessione sugli immigrati. All’Angelus domenicale, il papa chiede accoglienza e apertura, nel segno del dialogo, senza conflitti e sopraffazioni. Ricordando che oggi si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, Benedetto XVI invita a pregare e ad agire perché l’accoglienza “avvenga sempre in modo pacifico e costruttivo, nel rispetto e nel dialogo, prevenendo ogni tentazione di conflitto e di sopraffazione”.

Il Papa ricorda che “la missione della Chiesa, più che mai in questo nostro tempo di globalizzazione” è quella di “trasmettere il messaggio d’amore di Gesù specialmente a quanti non lo conoscono, oppure si trovano in situazioni difficili e dolorose. Oggi penso particolarmente ai migranti – ha detto – la loro realtà è senz’altro variegata: in alcuni casi, grazie a Dio, è serena e ben integrata; altre volte, purtroppo, è penosa, difficile e talora persino drammatica”. Ratzinger assicura inoltre “che la comunità cristiana guarda ad ogni persona e ad ogni famiglia con attenzione” e chiede “un rinnovato slancio per favorire, in ogni parte del mondo, la pacifica convivenza tra uomini e donne di etnie, culture e religioni diverse”. “Ognuno di noi, secondo la propria vocazione e là dove vive e lavora – aggiunge il Pontefice – è chiamato a testimoniare il Vangelo, con una cura più grande per quei fratelli e sorelle che da altri Paesi, per diversi motivi, sono venuti a vivere in mezzo a noi, valorizzando così il fenomeno delle migrazioni come occasione di incontro tra civiltà. Preghiamo ed agiamo perché questo avvenga sempre in modo pacifico e costruttivo, nel rispetto e nel dialogo, prevenendo ogni tentazione di conflitto e di sopraffazione”. Infine, una “parola speciale” il Papa l’ha voluta rivolgere “ai marittimi e ai pescatori, che vivono da qualche tempo maggiori disagi. Oltre alle abituali difficoltà – dice – essi subiscono restrizioni per scendere a terra e accogliere a bordo i cappellani, come pure affrontano i rischi della pirateria e i danni della pesca illegale. Esprimo ad essi la mia vicinanza e l’augurio che la loro generosità, nelle attività di soccorso in mare, sia ricompensata da maggiore considerazione”, conclude.

Parlando di Medio Oriente, il pontefice invita tutti alla preghiera affinchè venga “ripristinata la tregua” e ci si avvii “verso soluzioni pacifiche e durevoli”. “Ricordiamo anche oggi al Signore le centinaia di bambini, anziani, donne, caduti vittime innocenti dell’inaudita violenza – sottolinea il Papa – i feriti, quanti piangono i loro cari e coloro che hanno perduto i loro beni. Vi invito, nello stesso tempo, ad accompagnare con la preghiera gli sforzi che numerose persone di buona volontà stanno compiendo per fermare la tragedia. Spero vivamente che si sappia approfittare, con saggezza, degli spiragli aperti per ripristinare la tregua e avviarsi verso soluzioni pacifiche e durevoli”. Ratzinger rinnova poi “l’incoraggiamento a quanti, da una parte come dall’altra, credono che in Terrasanta ci sia spazio per tutti, affinché aiutino la loro gente a rialzarsi dalle macerie e dal terrore e, coraggiosamente, riprendere il filo del dialogo nella giustizia e nella verità. E’ questo l’unico cammino che può effettivamente schiudere un avvenire di pace per i figli di quella cara regione”, conclude.

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