Alla canna del gas

Alla canna del gas
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 07.07.2024 – Vik van Brantegem] – Dagospia – solitamente ben informato – partendo da un articolo del vaticanista di lungo corso, Filippo Di Giacomo, su il Venerdì di Repubblica, ripreso anche da MiL-Messainlatino.it  – in un Dagoreport informa che lo Stato della Città del Vaticano e la Santa Sede sono ormai è “alla canna del gas” (metaforicamente e non come l’Italia che – “merito” del governo e partiti di maggioranza e opposizione uniti – letteralmente è alla canna del gas dello Zar russo Putin, riciclato dal Ras azero Aliyev, vassallo del Sultano turco Erdoğan).

La Segreteria di Stato della Santa Sede, privata del fondo sovrano che amministrava (prima dell’ingiusto processo 60SA, niente giustizia e ancora meno verità), fatica a pagare il personale diplomatico della Santa Sede e a mantenere le 187 Nunziature Apostoliche sparse nel mondo. Quindi, riferisce Filippo Di Giacomo, il Cardinal Segretario di Stato Pietro Parolin si è rivolto a società specializzate in vendite immobiliari per le sedi di Parigi e di Vienna; pare che le vendite riguarderanno anche Nunziature situate in Paesi asiatici, come già quella di Tokyo ceduta per 200 milioni di dollari. In Italia la Santa Sede nel 2023 possedeva 4.072 unità immobiliari, molte alienate e persino svendute. A vantaggio di chi, per il momento non è dato sapere. E c’è dell’altro.

Vaticano, la gestione immobili esternalizzata. Che ruolo avrebbe Fabio Gasperini?
MiL-Messainlatino.it, 7 luglio 2024

È tutto vero, come sempre, quello che scrive Dagospia: la gestione degli immobili della Santa Sede passerà dall’APSA a Tecnocasa. I dipendenti vaticani, con le promozioni bloccate da anni e stipendi più bassi della media italiana, dovrebbero ritrovarsi a pagare affitti più alti di prima, senza più potersi rivolgere direttamente ad un organismo “amico” che sa valutare caso per caso come era prima l’APSA. La palla invece passa ad un gruppo immobiliare esterno che non si farà certo “intenerire” davanti alle esigenze ad esempio di un giovane dipendente vaticano, con 2000 euro di stipendio e moglie in dolce attesa. Ora in che modo nella gestione del patrimonio immobiliare della Santa Sede sarà preservata la missione di servizio per cui l’APSA (e prima ancora La Speciale) era nata?
In Vaticano si storce il naso e si punta l’indice contro la gestione manageriale dei laici che non conoscono questo mondo. Uno su tutti, Fabio Gasperini (di cui MiL si è occupato [QUI]), Segretario dell’APSA, che sembra aver deciso l’affidamento a Tecnocasa, considerato l’ennesimo esempio del poco apprezzato lavoro dell’ultimo sopravvissuto della stagione del “trombato” Nunzio Galantino.
Gasperini viene da Ernst & Young, gruppo che in Italia qualcuno chiama “i commercialisti rossi”, con un’antica conoscenza con “Baffino” D’Alema [QUI]. Il manager non sa nulla di Chiesa e Vaticano e svolge il suo ruolo come se l’APSA fosse un’azienda come tutte le altre. Lo si è visto con il Rescritto di un anno fa (si veda anche [QUI]) con cui aveva detto basta ai prezzi ragionevoli degli affitti per gli appartamenti dei cardinali. Dietro a quel provvedimento in Vaticano si diceva ci fosse stato proprio lui. Per ora la mannaia si è abbattuta sui cardinali di nuova nomina, ma chi si è “salvato” teme una “cura Burke” sugli affitti per far fronte alle difficoltà di cui ha parlato Dagospia.
Nonostante si dice ami presentarsi come un “alieno” in Vaticano rispetto a preti spendaccioni e tramaroli, alla fine anche Gasperini, oltre ad esibire quando può le insegne dell’Ordine di San Gregorio Magno come accaduto all’ordinazione del suo superiore Piccinotti ([QUI] minuto 5.50), non disdegna di estendere la sua influenza nel piccolo Stato. Lo dimostra la recente nomina di Simone Scettri, altro uomo di Ernst &Young, nel CDA della fondazione Centesimus Annus [QUI]. In Vaticano si dice che siano già pronte le bottiglie da stappare l’anno prossimo per quando scadrà il suo mandato di cinque anni. La speranza di tanti, compresa quella di gendarmi ed impiegati ormai abituati a vedersi non ricambiati i saluti di buongiorno e buonasera, è quella che il Papa gli dia il benservito e non gli rinnovi il mandato come accaduto per il suo amico Galantino un anno fa [Luigi C.].

Il Vaticano non ha un euro: non solo sta dismettendo alcuni edifici di pregio ma affiderà, entro la fine del 2024, la gestione degli immobili della Santa Sede, ora nelle mani dell’APSA, a… Tecnocasa! Il gruppo immobiliare ha già preso la gestione degli immobili appartenenti a Propaganda Fide – Papa Bergoglio fa spending review feroce: saranno accompagnati alla porta almeno altri 300 impiegati e dipendenti dello Stato del Vaticano. Ricorrendo all’outsourcing il pontefice ne ha già mandati a casa 600! Cancellato l’Ufficio del lavoro, cui dipendenti potevano ricorrere in caso di controversie e via 15 giuslavoristi che si occupavano di ricorsi e vertenze
Dagospia – Dagoreport, 5 luglio 2024

Il denaro sarà anche lo sterco del demonio ma, mai come ora, in Vaticano ce n’è bisogno. Come anticipato da Filippo Di Giacomo sul Venerdì [*]: “La Segreteria di Stato […] privata del fondo sovrano che amministrava, si dice perso nei meandri della “trasparente” oscurità realizzata dagli esperti, (tutti provenienti dalla Guardia di Finanza italiana), fatica a pagare personale e a mantenere le 187 Nunziature.
Così come capita alle famiglie decadute, si inizia a vendere. L’ultima notizia è che la Segreteria di Stato si è rivolta a società specializzate per le sedi delle Nunziature di Parigi e di Vienna”.
Uno scenario fosco per le casse d’Oltretevere che ha spinto a dismettere importanti proprietà: “In Francia – prosegue Di Giacomo – la Santa Sede aveva già alienato un immobile di pregio situato presso l’Arco di Trionfo […]
Anche la bella e pregevole palazzina settecentesca della Nunziatura viennese, al numero 31 Theresianumgasse, è nel centro della città imperiale. Pare che le vendite riguarderanno anche Nunziature situate in Paesi asiatici, come già quella di Tokyo ceduta per 200 milioni di dollari. In Italia la Santa Sede nel 2023 possedeva 4.072 unità immobiliari, molte alienate e persino svendute. A vantaggio di chi, per il momento non è dato sapere”.
Il Vaticano sta andando oltre: pian piano sta trasferendo la gestione amministrativa del suo patrimonio a società esterne. Entro la fine del 2024 tutta la gestione degli immobili della Santa Sede, ora nelle mani dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA), passerà a… Tecnocasa! Il gruppo immobiliare già ha preso la gestione degli immobili appartenenti a Propaganda Fide.
Non solo: anche i due negozi che sono all’interno dello Stato Vaticano passeranno a società esterne. Lo shop vicino all’ingresso di Sant’Anna (che è come un supermercato) andrà in gara d’appalto, e sono tre i grandi marchi a contenderselo: Conad, Esselunga e Agorà.
Una penuria di fondi che ha spinto Papa Bergoglio, come un amministratore delegato qualunque, a fare una spending review feroce: saranno accompagnati alla porta almeno altri 300 impiegati e dipendenti dello Stato del Vaticano. Ricorrendo all’outsurcing, il Pontefice ne ha già mandati a casa 600!
Un taglio pesantissimo che non trova alcuna opposizione, visto che i sindacati non sono riconosciuti in Vaticano e il Papa ha anche cancellato l’Ufficio del lavoro, a cui i dipendenti potevano ricorrere in caso di controversia. Per non farsi mancare nulla, sono stati licenziati i 15 giuslavoristi che si occupavano di ricorsi e vertenze dei dipendenti.

[*] Il Vaticano alla canna del gas

«La communis opinio doctorum, l’opinione comune tra gli esperti, sostiene che la Praedicate Evangelium che avrebbe dovuto riformare la Curia romana, è una schifezza.
Il giudizio è condiviso in tutte le accademie e negli ambienti giuridici cattolici che, una volta tanto, sono dottrinalmente concordi in questo e nei qualificativi attribuiti ai finti giuristi, ma reali arruffoni che l’avrebbero redatta.
Una delle perle incluse, purtroppo con valore di legge, prevede che ogni settore della curia sia in grado di provvedere alle proprie spese di gestione.
Impossibile per la Segreteria di Stato poiché, privata del fondo sovrano che amministrava, si dice perso nei meandri della “trasparente” oscurità realizzata dagli esperti, (tutti provenienti dalla Guardia di Finanza italiana), fatica a pagare personale e a mantenere le 187 Nunziature.
Così come capita alle famiglie decadute, si inizia a vendere. L’ultima notizia è che la Segreteria di Stato si è rivolta a società specializzate per le sedi delle Nunziature di Parigi e di Vienna.
In Francia, la Santa Sede aveva già alienato un immobile di pregio situato presso l’Arco di Trionfo. La vendita, curata dalla Sopridex, era stata annunciata anche con la necessità di destinare parte del ricavato alla costruzione di una chiesa in una banlieue parigina. La proprietà ora in vendita è nel cuore della Ville lumière, al numero 10 dell’Avenue Président Wilson. Anche la bella e pregevole palazzina settecentesca della Nunziatura viennese, al numero 31 Theresianumgasse, è nel centro della città imperiale.
Pare che le vendite riguarderanno anche Nunziature situate in Paesi asiatici, come già quella di Tokyo ceduta per 200 milioni di dollari. In Italia la Santa Sede nel 2023 possedeva 4.072 unità immobiliari, molte alienate e persino svendute. A vantaggio di chi, per il momento non è dato sapere» (Filippo Di Giacomo su il Venerdì di Repubblica, 5 luglio 2024).

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