La Diocesi di Linz ha annunciato che la statua “mariana” oscena e blasfema rimane esposta in cattedrale, senza poter essere visionata

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 04.07.2024 – Vik van Brantegem] – Il sito Kath.net ha dato la notizia, che la statua oscena e blasfema “della Madonna” esposta nella cattedrale di Linz [QUI] rimarrà esposta fino al termine del periodo di esposizione previsto, il prossimo 16 luglio, in un articolo che riportiamo di seguito. Kath.net riferisce inoltre che la “artista” Esther Strauß diffonde tesi confuse sulla “decapitazione” e che al riguardo ha incassato una chiara opposizione anche dai lettori di sinistra del quotidiano Der Standard.

In risposta ad una richiesta di Kath.net sulla controversa rappresentazione della Madre di Dio che partorisce nella cattedrale dell’Immacolata Concezione di Maria a Linz, il Cardinale Gerhard Ludwig Müller ha risposto con una visione più generale dal titolo Sulla rappresentazione artistica della nascita di Gesù dalla Vergine Maria, che riportiamo di seguito. Ha affermando, tra l’altro: «Alla critica del rovesciamento dell’arte Cristiana come mezzo di pietà, nella pubblicità dell’ideologia femminista in violazione del naturale senso di pudore non si può contrapporre l’accusa pseudo-illuminata di moralismo o pseudo-teologica come risultato di un atteggiamento ultra-conservatore. (…) Se una rappresentazione pittorica della nascita di Gesù provoca offesa tra i credenti e provoca una divisione nella Chiesa (tra sedicenti progressisti e altri che vengono da loro insultati come conservatori), allora è stato mancato l’obiettivo dell’arte cristiana e soprattutto sacra, “che nelle opere umane deve esprimere l’infinita bellezza di Dio”».

Infine, segue un commento di Gabriele Kuby, riportato da Kath.net. L’autrice tedesca e relatrice internazionale sulla rivoluzione sessuale globale e sulla spiritualità cristiana, Gabriele Kuby, sta attualmente pubblicando con fe-Medienverlag una nuova serie KIK-KubyInKürze (Kuby in breve) su argomenti esplosivi ed emozionanti. La casa editrice fe-Medienverlags è proprietà di Fatima-Aktion con sede a Kisslegg. “fe” è l’abbreviazione in tedesco di “edizione fatima” e tradotto dal portoghese significa “fede”. Lo scopo di fe-Medienverlag è la produzione e distribuzione di riviste religiose, libri, video, DVD, audiovisivi e altri media. Gli utili derivanti dal lavoro editoriale vengono utilizzati esclusivamente per scopi di beneficenza. L’attenzione della casa editrice si concentra sulla “missione profetica di Fatima” (Papa Benedetto XVI) e ciò che le sta sempre a cuore è la dimensione dell’umanità, che Papa San Giovanni Paolo II ha ben descritto con la frase: “L’uomo è la via della Chiesa”. Questo cammino di fede è determinato dalla capacità di dialogo e di critica, di ragione ed empatia, di passione e di verità.

Tutti gli Europei dovrebbero guardare questa nuova serie di video della Kuby, soprattutto i politici. Sono conferenze brillanti ed emozionanti, simili ai discorsi dei profeti. Sarebbero un’occasione dell’ultimo minuto. Bisogna dire: ma non hanno ascoltato la voce del Signore? Coloro che approvano leggi disastrose non si accorgono di nulla? “Si scatena la tempesta del Signore. La sua ira non cesserà!” (cfr Geremia 23).

«Anche nei momenti di maggiore difficoltà, il Signore non cessa di benedire il suo Popolo, suscitando Santi e Sante che scuotano le menti e i cuori provocando conversione e rinnovamento. (…) il Vecchio Continente non dimentichi mai le radici Cristiane che sono alla base del suo cammino e continui ad attingere dal Vangelo i valori fondamentali che assicurano la giustizia e la concordia» (Benedetto XVI su Santa Caterina da Siena – Udienza generale, 24 novembre 2010). Preghiamo la compatrona d’Europa che l’Europa non volta più le spalle a Dio.

«Ha risposto allora il Signore:
“Se tu ritornerai a me, io ti riprenderò
e starai alla mia presenza;
se saprai distinguere ciò che è prezioso
da ciò che è vile,
sarai come la mia bocca.
Essi torneranno a te,
mentre tu non dovrai tornare a loro,
ed io, per questo popolo, ti renderò
come un muro durissimo di bronzo;
combatteranno contro di te
ma non potranno prevalere,
perché io sarò con te
per salvarti e per liberarti.
Oracolo del Signore.§
Ti libererò dalle mani dei malvagi
e ti riscatterò dalle mani dei violenti”»
(Geremia 15,19-21).

La Diocesi di Linz comunica: la controversa scultura mariana rimarrà nella cattedrale di Linz fino al 16 luglio
Kath.net, 4 luglio 2024

(Nostra traduzione italiana dal tedesco)

La controversa scultura mariana rimarrà nella cattedrale dell’Immacolata Concezione di Maria di Linz fino al 16 luglio. Lo ha confermato a Kath.net una portavoce della Diocesi di Linz. “La scultura rimarrà nella sala d’arte della cattedrale fino alla fine prevista del periodo espositivo, il 16 luglio 2024, ma non potrà essere visionata. Le porte sono chiuse, le luci sono spente”. Quando Kath.net ha chiesto perché la scultura non è stata rimossa dalla cattedrale, nonostante le numerose opposizioni, la portavoce ha detto: “L’opposizione non significa che le questioni sollevate non siano importanti. Le discussioni su di esse continueranno”.

Nel frattempo, in un’intervista di Der Standard, la “artista” Esther Strauß, che ha eseguito la scultura, ha associato la sua “decapitazione” – la testa apparentemente è stata segata – con una “alta disponibilità patriarcale all’uso della violenza” con teorie confuse. Secondo Strauss ciò è confermato anche dall’alto tasso di femminicidi in Austria. Anche i lettori di sinistra di Der Standard considerano questa tesi campate all’aria. “Cosa c’entra questo con il patriarcato? Da quando in qua le donne hanno agito con meno energia nelle questioni religiose? Potrei facilmente immaginare alcune suore sotto mentite spoglie che danneggiano con rabbia l’opera d’arte”, scrive un lettore. Un altro dice: “Perché generalmente si presume che l’autore del reato sia un uomo?” Risposta di un altro lettore: “Perché ovviamente si adatta molto meglio alla visione del mondo dell’artista”. E un altro lettore di Der Standard afferma: “L’argomento circoscritto sui recenti femminicidi è molto forzato”.

Il Cardinal Müller: “Quando una rappresentazione pittorica della nascita di Gesù scandalizza i credenti”
Kath.net, 4 luglio 2024

(Nostra traduzione italiana dal tedesco)
In risposta ad una richiesta di Kath.net sulla controversa rappresentazione della Madre di Dio che partorisce nella cattedrale dell’Immacolata Concezione di Maria a Linz, il Cardinale Gerhard Ludwig Müller ha risposto con una visione più generale. Müller è stato Vescovo di Regensburg, ed è Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede e membro del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, il più alto tribunale ecclesiastico.

Sulla rappresentazione artistica della nascita di Gesù dalla Vergine Maria

Secondo il vescovo e martire Ignazio di Antiochia (morto intorno al 117 a Roma), “la verginità di Maria e il suo parto, similmente la morte del Signore”, sono “i tre misteri clamorosi che furono compiuti nel silenzio di Dio” (Lettera agli Efesini XIX,1).

La dottrina Cristiana viene trasmessa attraverso la parola dell’annuncio e la liturgia sacramentale. La rappresentazione pittorico-artistica, invece, è secondaria e deve sempre basarsi sulla verità della Rivelazione e lasciarsi correggere da essa. L’arte visiva Cristiana si sviluppò solo con esitazione e nonostante la forte resistenza dell’iconoclastia, finché alla fine la legittimità e l’utilità del culto delle immagini e delle reliquie per la pietà furono riconosciute anche dal magistero della Chiesa.

Le prime rappresentazioni pittoriche della nascita di Cristo sono interamente incentrate sul culto di Cristo, Figlio di Dio incarnato, Messia e Salvatore dell’intera umanità. Solo con il dogma della vera maternità (Theotokos) di Maria (Concilio di Efeso 431) Maria si presenta allo sguardo del pio osservatore, ma sempre in modo tale che Maria ci indichi Cristo, suo Figlio, il vero Dio, che esce dal suo grembo e dal suo spirito (la parola sì al messaggio dell’angelo) che ha assunto la nostra natura umana e che ci ha liberato per sempre dal peccato e dalla morte attraverso la sua sofferenza sulla croce. Solo molto più tardi si sviluppò l’interesse per Maria come archetipo e modello del rapporto d’amore tra ogni madre e il suo bambino. Ma nella vera arte cristiana, la venerazione mariana non scivola mai nella mera simbolizzazione di un modello antropologico (“schema infantile”). Tanto più che deve essere respinta qualsiasi strumentalizzazione di Maria per la dimostrazione di ideologie femministe contro la presunta mentalità ristretta e patriarcale nella Chiesa.

La Chiesa confessa il mistero rivelato della fede secondo cui il Figlio unigenito del Padre (nella Trinità) si è fatto uomo dalla Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. Ciò include la verità che Maria era e rimase vergine prima, durante e dopo la nascita di Gesù.

Una rappresentazione pittorica del mistero della Rivelazione della vera nascita di Dio come essere umano deve avere l’obiettivo di incoraggiare gli spettatori a credere nell’incarnazione di Dio e a concentrarsi su Cristo e ad adorarlo come Dio e Salvatore. Lo spettatore non deve lasciarsi tentare dalla raffigurazione a fantasie erotiche e sessuali, sia per ragioni teologiche e morali di modestia, sia per la ragione teologica centrale che si tratta della confessione della persona di Cristo, che è vero Dio e vero uomo, uniti nella persona divina del Figlio eterno del Padre. Anche quando raffigura “Gesù spogliato delle sue vesti sulla croce”, l’autorità ecclesiastica ha sempre dato importanza al fatto che Gesù non diventi oggetto di fantasie erotiche, ma piuttosto che la visione della sua sofferenza e della sua umiliazione ci convinca che Dio “ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16).

Alla critica del rovesciamento dell’arte Cristiana come mezzo di pietà, nella pubblicità dell’ideologia femminista in violazione del naturale senso di pudore non si può contrapporre l’accusa pseudo-illuminata di moralismo o pseudo-teologica come risultato di un atteggiamento ultra-conservatore. Luca, “il primo pittore dell’icona mariana” (cfr. Paul Badde, The Luke Icon. Rome’s Hidden Wonder of the World, Regensburg 2024) non raffigura il processo della nascita nella sua sequenza fisiologica, ma lo racconta solo con riverenza: a Betlemme “si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia” (Lc 2,6-7). E il “segno” (l’immagine) della nascita del Messia, che i pastori devono compiere all’annuncio dell’angelo del Signore, è che essi trovino il bambino nella mangiatoia avvolto in fasce.

Ciò che conta è trovare in Gesù il Messia, il Signore, il Salvatore del mondo intero. Se una rappresentazione pittorica della nascita di Gesù provoca offesa tra i credenti e provoca una divisione nella Chiesa (tra sedicenti progressisti e altri che vengono da loro insultati come conservatori), allora è stato mancato l’obiettivo dell’arte cristiana e soprattutto sacra, “che nelle opere umane deve esprimere l’infinita bellezza di Dio”. E proprio da questa descrizione della natura dell’arte sacra il Vaticano II conclude: “La Chiesa si è sempre ritenuta a buon diritto come arbitra, scegliendo tra le opere degli artisti quelle che rispondevano alla fede, alla pietà e alle norme religiosamente tramandate e che risultavano adatte all’uso sacro” (Costituzione sulla sacra liturgia Sacrosanctum Concilium 122).

Cardinale Gerhard Ludwig Müller

Un commento
di Gabriele Kuby
Kath.net, 4 luglio 2024

Cara Madre di Dio, mi dispiace infinitamente che tu sia stata degradata, insultata e profanata con questa scultura nel duomo di Linz, nella chiesa dell’Immacolata Concezione di Maria, nella tua chiesa. A nome di tutti coloro che ti amano e ti adorano, ti chiedo perdono. Oscillo tra tristezza e rabbia, tra il dolore per questo che ti è stato fatto e la rabbia perché il sacro è stato trascinato nel fango. Qualcuno ha coperto la tua nudità con una coperta ricamata, un credente arrabbiato ti ha segato la testa.

“Tutte le generazioni mi chiameranno beata”, hai cantato Elisabetta, stimolata dal saltellare del bambino nel suo grembo, in un momento pieno di spirito, con una sola frase, ha colto il nuovo ordine venuto con la nascita del bambino che tu aveva appena concepito, è diventato realtà. Chiede: chi sono io affinché la madre del mio Signore venga a me? Ella sa che porti nel tuo grembo il Signore, il Messia, ti onora come sua madre e si pone sotto di te, il giovane parente che sta sulla porta.

Tu, Maria, sai chi sei, la serva del Signore, lodi la grandezza di Dio e esplodi nella gioia perché Egli ha guardato la tua piccolezza e ti ha salvato, Lui che si fa uomo in te. Tutte le generazioni mi diranno beato – che profezia su di te! Conoscendo la tua piccolezza, riconosci la tua grandezza, vedi già che il mondo sarà costellato di santuari nei quali la gente ti chiamerà beata e ti pregherà, perché “chi ha mai implorato invano il tuo aiuto”? I pittori di tutti i tempi hanno messo la massima bellezza nelle loro immagini di te, e chiunque ti abbia mai visto quando ti riveli agli occhi umani è rimasto incantato dalla tua bellezza.

Il mistero ti circonda. Tu sei la Rosa Mistica, la rosa misteriosa. Eri già pieno di grazia quando l’angelo Gabriele ti annunciò la cosa incomprensibile, il concepimento del Figlio di Dio. Come dovrebbe succedere visto che non riconosco un uomo? hai chiesto, e l’angelo ha risposto che lo Spirito Santo ti coprirà con la sua ombra e così la tua verginità sarà preservata.

Ti chiamiamo Madre di Dio, perché davvero hai partorito Dio, ma non sappiamo come sia avvenuto, solo che è avvenuto in una stalla di Betlemme, misteriosamente. La Chiesa insegna che la tua verginità non è stata intaccata alla nascita, né dopo, quando hai vissuto sotto lo stesso tetto con Giuseppe e hai cresciuto Gesù, Gesù che è Dio. Le tre stelle con cui sono decorate le icone ortodosse della Vergine Maria indicano la tua verginità tripla preservata.

È bello soffermarsi nei propri segreti, sono inesauribili e una fonte ribollente per la propria vita. Che tu abbia potuto stare sotto la croce e condividere la sofferenza di tuo Figlio come Redentore – anche il mistero. Il tuo figlio morente ti ha donato a noi come madre con il suo ultimo respiro di vita.

Perdonerai la donna che non sa nulla di te, che produce “arte” spudorata in un’epoca di sfrontatezza sfrenata e si fa così ancella dell’ideologia dominante, e anche coloro che hanno approvato questa scultura, l’hanno commissionata e hanno utilizzato i fondi delle tasse della Chiesa per pagarla. Il loro compito sarebbe quello di proclamare la fede e custodire ciò che è santo.

Coloro che hanno dimenticato, che lo scopo dell’arte è quello di essere un riflesso del cielo, potrebbero anche aver dimenticato, che un giorno si troveranno davanti a Gesù, che ha reso Sua madre Regina del Cielo.

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