A Lourdes i mosaici di Rupnik restano al loro posto, per ora. Ma non saranno più illuminati durante le processioni serali

Rupnik e mosaici
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 03.07.2024 – Vik van Brantegem] – Il Vescovo Jean-Marc Micas, la cui diocesi comprende il santuario di Nostra Signora di Lourdes, il 31 marzo 2023 aveva annunciato la creazione di un gruppo di studio per considerare cosa fare con i mosaici di Don Marco Rupnik, collocati sulla facciata della basilica di Nostra Signora del Rosario di Lourdes nel 2008 in occasione del 150° anniversario delle apparizioni della Vergine Maria a Santa Bernadette Soubirous.

Il Vescovo di Tarbes e Lourdes aveva agito dopo che le vittime gli hanno inviato lettere, chiedendo un “gesto” da Lourdes e descrivendo i mosaici dell’artista gesuita – espulso dalla Congregazione di Gesù e attualmente sotto processo alla Santa Sede per diversi reati, con l’accusa di aver abusato sessualmente, spiritualmente e psicologicamente delle donne, tra cui delle consacrate – come un’ulteriore fonte di dolore mentre cercano la guarigione dai loro abusi. “La loro angoscia è grande davanti ai mosaici di Don Rupnik in questo stesso luogo: non possiamo ignorarlo”, ha detto all’epoca Mons. Micas in una Dichiarazione, promettendo di mettere le vittime al primo posto.

Come a suo tempo Franca Giansoldati ha osservato su Il Messaggero, evidenziando che a Lourdes ci sono vittime di violenza offese per i mosaici, “da tempo il caso Rupnik è diventato un macigno, uno dei casi più imbarazzanti di tutto il pontificato”, “una bomba a orologeria” per la Santa Sede, che “in questi anni ha fatto scendere sul suo caso una sorta di cortina fumogena caratterizzata e la trasparenza su questo caso è sempre stata prossima allo zero”. “Il caso Rupnik però, nonostante il pantano curiale, resta talmente grave e abnorme da avere assunto una valenza mondiale. Difficilmente potrà essere dimenticato. Inoltre i suoi mosaici ornano le maggiori basiliche del mondo e ormai troppi fedeli, soprattutto donne, si chiedono se sia giusto mantenere delle raffigurazioni sacre sull’amore divino fatte da un presunto abusatore seriale”.

Ieri è arrivata la comunicazione in riferimento alla decisione che si attendeva da tempo, sulla possibile rimozione dei mosaici di Rupnik dal santuario di Lourdes. Però è tutto rinviato, perché – anche se secondo Mons. Micas “sarebbe meglio rimuovere questi mosaici” -, ha concluso che la “decisione migliore da prendere non è ancora matura”.

Mons. Micas ha fatto sapere attraverso un Comunicato, pubblicato ieri sera sul sito della Diocesi di Tarbes e Lourdes [QUI], che i mosaici di Rupnik non saranno rimossi dal santuario di Lourdes, per ora, ma che durante le processioni mariane serale non saranno più illuminati. Però, come ha osservato l’Avv. Laura Sgrò, a nome delle vittime di Rupnik, durante il giorno rimarranno ben visibile.

Il Vescovo di Tarbes e Lourdes nel suo Comunicato ha sottolineato, che dopo le accuse contro l’autore delle opere, “molte persone che sono state vittime di violenza sessuale e di abusi da parte di chierici hanno infatti espresso la loro sofferenza e la violenza che questa esposizione ha costituito per loro”. Ha aggiunto: “La mia opinione personale è che sarebbe meglio rimuovere questi mosaici”, tuttavia, poiché “le opinioni sono molto divise e spesso fonte di polarizzazione”, ha deciso di lasciare per ora i mosaici dove sono, limitandosi al divieto di illuminarli durante le processioni serali.

Mons. Micas ha ricordato che da tempo sul problema stava lavorando una commissione composta da giuristi, persone impegnate nella prevenzione e nella lotta agli abusi e cappellani di Lourdes. Inoltre, Mons. Micas ha detto, che ha ricevuto tanti pareri da cardinali e vescovi, artisti, giuristi, vittime, pellegrini, ecc., un insieme di opinioni che ha portato a evidenziare quanto la questione sia complessa e ha evidenziato che c’è bisogno di ulteriore discernimento.

Il Vescovo di Tarbes e Lourdes ha sottolineato che la situazione è del tutto nuova: non ha nulla a che fare, infatti, con altre opere del passato. “Qui le vittime sono vive e lo è anche l’autore”. Non è possibile fare una “equiparazione”, perché un santo può essere artista, mentre un’artista non è necessariamente un santo.

Infine, nel caso Rupnik – un “mosaico” di abusi e ambiguità – rimane cruciale la questione della contaminazione di luoghi santi, con le opere di un artista certamente non santo, che oltretutto, come testimoniano le sue presunte vittime (attualmente si sono fatte vive almeno due dozzine), avrebbe commesso i reati di cui è accuso anche mentre eseguiva le sue opere.

Quindi, Mons. Micas ha concluso il suo Comunicato, affidando “questa situazione alla misericordia di Dio e all’intercessione di Nostra Signora di Lourdes e di Santa Bernadette”: “Il mio ruolo è far sì che il santuario accolga tutti, soprattutto coloro che soffrono; tra cui vittime di abusi e violenze sessuali, bambini e adulti. A Lourdes, le persone provate e ferite che hanno bisogno di consolazione e riparazione, devono restare al primo posto”.

Comunicato delle vittime di Marco Rupnik
alla decisione del Vescovo di Tarbes e Lourdes

Abbiamo appreso la decisione del Vescovo di Tarbes e Lourdes, Mons. Micas, sui mosaici di P. Rupnik presenti a Lourdes. Si tratta di un primo passo, che accogliamo con favore, ma è necessario che a questo passo se ne aggiungano altri, in breve tempo. La prima denuncia, rimasta inascoltata, di Gloria Branciani risale, infatti, al 1994, trenta anni fa. E se è vero che nelle ore serali i mosaici non saranno più illuminati, di giorno saranno comunque ben visibili e continueranno ad alimentare lo sconcerto dei fedeli e il sentimento di dolore delle vittime. Le vittime che rappresento sono disponibili a incontrare Mons. Micas per procedere insieme, in un percorso di discernimento, che possa davvero portare a ristoro e consolazione.

Avv. Laura Sgrò

Stemma Vescovo di Tarbes e Lourdes

Monsignor Jean-Marc Micas
Vescovo di Tarbes e Lourdes
Tarbes, 2 luglio 2024
Comunicato
Mosaici di Marco Rupnik – Lourdes

(Nostra traduzione italiana dal francese)

In seguito alla scoperta delle numerose aggressioni in cui è stato implicato Marco Rupnik, è sorta la questione del futuro dei mosaici da lui realizzati per il Santuario di Lourdes e che sono collocati all’ingresso della basilica di Nostra Signora del Rosario.

Molte persone che sono state vittime di violenza sessuale e di abusi da parte di chierici hanno infatti espresso la loro sofferenza e la violenza che questa esposizione ha costituito per loro.

Tra maggio e ottobre 2023, con il Rettore del santuario abbiamo formato una commissione per discernere la risposta a questa difficile domanda. Tra i membri di questa commissione figuravano vittime (francesi e straniere), ma anche esperti specializzati in arte sacra, giuristi, persone impegnate nella prevenzione e nella lotta agli abusi e cappellani di Lourdes. La commissione ha lavorato dal novembre 2023 fino ad oggi. Allo stesso tempo, ho potuto ascoltare e leggere anche le opinioni di tante persone che mi hanno inviato il loro contributo: cardinali e vescovi, artisti, giuristi, vittime, pellegrini, ecc. Oggi vedo che le opinioni sono molto divise e spesso fonte di polarizzazione. Dovremmo lasciare questi mosaici dove sono? Dovrebbero essere distrutti? Dovrebbero essere rimossi o esposti altrove?

Non c’è consenso su nessuna proposta. Le posizioni assunte sono vivaci e appassionate.

Da parte mia, la mia opinione personale è ormai chiara: questa situazione non ha nulla a che vedere con altre opere il cui autore e le cui vittime sono morte, a volte da diversi secoli. Qui le vittime sono vive e lo è anche l’autore. Inoltre, ho capito nel corso dei mesi che non era mio compito ragionare in base allo status di un’opera d’arte, alla sua “moralità” che va distinta da quella del suo autore. Il mio ruolo è far sì che il santuario accolga tutti, soprattutto coloro che soffrono; tra cui vittime di abusi e violenze sessuali, bambini e adulti. A Lourdes, le persone provate e ferite che hanno bisogno di consolazione e riparazione, devono restare al primo posto. Questa è la grazia specifica di questo santuario: nulla deve impedire loro di rispondere al messaggio della Madonna che li invita a recarsi lì in pellegrinaggio. Poiché per molti questo è diventato impossibile, la mia opinione personale è che sarebbe meglio rimuovere questi mosaici.

Questa opzione non è molto attraente. Con alcuni incontra addirittura una vera opposizione: l’argomento suscita passioni. Oggi la decisione migliore da prendere non è ancora matura, e la mia convinzione divenuta una decisione, che non sarebbe sufficientemente compresa, aggiungerebbe ancora più divisione e violenza.

Continuerò quindi a lavorare ancora di più con le vittime, per discernere cosa si dovrebbe fare, qui a Lourdes, per onorare l’esigenza assoluta della consolazione e della riparazione.

D’ora in poi, e in modo concreto, ho deciso che questi mosaici non verranno più messi in risalto come finora dai giochi di luce durante la processione mariana che ogni sera riunisce i pellegrini. Questo è un primo passo. Discerneremo, con le persone di buona volontà che accetteranno di aiutarci, i prossimi passi.

Spetta a me, in quanto “Guardiano della Grotta”, e al di là della questione precisa del futuro di questi mosaici, andare avanti concretamente, ancora e ancora, nell’accoglienza delle vittime e di tutte le persone ferite, fragili e povere a Lourdes. Questo sarà il mio lavoro per i prossimi mesi, con chi accetterà di continuare ad aiutarmi.

Affido questa situazione alla misericordia di Dio e all’intercessione della Madonna di Lourdes e di Santa Bernadette.

Mons. Jean-Marc Micas

Articoli precedenti

– Caso Rupnik/Ruffini. Il Cardinal O’Malley chiede ai Dicasteri della Curia Romana di non esporre opere dei presunti abusatori – 29 giugno 2024 [QUI]
– Lo scandalo Rupnik. Il Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede difendo l’uso dell’arte di Rupnik sui media vaticani – 28 giugno 2024 [QUI]

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