Non praevalebunt! Il rito romano antico non si può sopprimere. Una testimonianza da Melbourne

Messa vetus ordo in cattedrale di Melbourne
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 27.06.2024 – Vik van Brantegem] – Il 18 giugno 2024 abbiamo riferito in un postscriptum [QUI], che il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha detto no alla Messa vetus ordo in cattedrale di Melbourne, Australia. Il 22 giugno 2024 – con l’articolo (corredato di foto) dal titolo Messa vetus ordo “finale” nella cattedrale di Melbourne e riflessione su una nuova offensiva per la “soluzione finale” [QUI] – abbiamo dato la notizia, che il 19 giugno era stata celebrata nella cattedrale di San Patrizio, stracolma con oltre 850 fedeli, la solenne Santa Messa dei Santi Gervasius e Protasius, che dovrebbe essere quella “finale” secondo il rito usus antiquior ordo in questo luogo. Ma che la guerra alla Messa tradizionale sarà la “soluzione finale”, l’ha messo in dubbio – in un articolo che abbiamo riportato nella traduzione italiana dall’inglese – Phil Lawler, giornalista statunitense cattolico da più di 30 anni, che ha curato diverse riviste cattoliche e scritto otto libri, fondatore di Catholic World News, e direttore delle notizie e analista principale di Catholic Culture.

In riferimento alla questione, abbiamo ricevuto ieri sera una comunicazione da parte della responsabile nazionale degli Alleati dell’Eucaristia e del Vangelo, presentando la preziosa testimonianza di un’emigrata italiana da Melbourne, sullo stato generale e particolare della Chiesa in Australia. Da non perdere, perché ci fa sapere che nel mondo ci siano sacerdoti così devoti come il suo parroco e questa é una grazia immensa.

Inoltre, segue l’articolo Il nuovo documento restrittivo verso il vetus ordo esiste e potrebbe arrivare presto. Dietro c’è il Cardinal Parolin a firma di Diane Montagna, pubblicato il 25 giugno 2024 sul Remnant Newspaper.

«Si vocifera, con una certa insistenza, di un imminente divieto assoluto di celebrare la Messa antica. Ma, essendo un desiderio malato, sarà impossibile da realizzare, poiché il rito antico sopravviverà nelle catacombe fino alla fine dei tempi, quando l’ultima parola sarà dell’Ostia, sollevata chissà dove da un sacerdote della Santa Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana, fosse anche l’unico consacrato rimasto fedele a Gesù Cristo, sulla faccia della terra: non praevalebunt!
Altresì, corrisponde al vero che in più parti d’Italia e nel mondo, la Messa di sempre è stata ultimamente molto ostacolata e in certi casi soppressa – fatte salve le dovute eccezioni, come nel caso di una diocesi lombarda, che l’ha invece ripristinata, su richiesta scritta degli Alleati al loro Vescovo, nell’ambito dell’operazione  denominata: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”.
Riceviamo da Silvia – Alleata italiana dell’Eucarestia e del Vangelo, emigrata in Australia da tempo – una testimonianza riguardante la frequentatissima Messa antica, soppressa recentemente a Melbourne, che veniva celebrata nella Cattedrale di San Patrizio, il mercoledì sera.
Il testo accenna anche allo stato generale della Chiesa in Australia, che seppur critico non raggiunge di certo i livelli sotterranei europei.
Meravigliosa, all’interno dell’articolo, la descrizione di un sacerdote, parroco zelante, fedele e coraggioso, come raramente si annovera, che ogni Alleato dell’Eucarestia e del Vangelo sognerebbe di avere nella propria parrocchia e che col suo esempio scalda il cuore della fede. Ringraziamo Dio per questi pastori e supplichiamoLo, perché li moltiplichi. Colui a cui nulla è impossibile abbia pietà della Sua Chiesa militante, che ha tanto bisogno di essere riparata. E di noi, miseri peccatori, Suo Corpo Mistico cosi tribolato. Amen.
Passiamo, quindi, la parola a Silvia» (Veronica Cireneo, Alleati dell’Eucaristia e del Vangelo).

Canale Telegram degli Alleati dell’Eucaristia e del Vangelo [QUI]

Contatti: Email

«Cara Veronica,
il 19 giugno scorso,2024, giorno triste da ricordare, nella Cattedrale di San Patrizio a Melbourne è stata celebrata l’ultima Santa Messa in latino. Più di 850 fedeli erano presenti.
Il mercoledì di ogni settimana dell’anno si celebrava in quella Chiesa, una Messa antica dove partecipavano centinaia di giovani.
Il documento per sopprimerla è stato inviato dal Vaticano, firmato dall’Arcivescovo Vittorio Francesco Viola, OFM, dove si scusavano dicendo che, dal momento che a Roma vi è un clima anti-tradizionale, non è appropriato che la Cattedrale continui con la Messa di sempre. Parole davvero senza senso…
Ora, soppressa quella, rimangono solo due parrocchie che celebrano la Messa tradizionale. Tra queste la mia, che ha l’autorizzazione per altri 2 anni, poi si dovrà chiedere di nuovo il permesso, che temiamo non sarà concesso. Preghiamo intensamente che il Signore venga presto a liberarci, Veronica! È stato un dolore troppo grande per noi! Che delusione! Siamo tutti infinitamente dispiaciuti, anche perché quella Santa Messa era frequentata da tantissimi giovani: studenti, seminaristi e giovani lavoratori.
Per loro era l’unica Messa antica a cui poter partecipare il mercoledì sera. L’Arcivescovo, nel 2021, dopo aver ricevuto l’ordine da Roma, aveva proibito a tutte le parrocchie di celebrare in latino. Poi non so cosa sia avvenuto. All’improvviso diede invece il permesso alla Cattedrale di celebrarla ed il mercoledì era frequentatissima. Almeno 500 fedeli ogni volta vi presenziavano. Un vero scandalo la sua soppressione! Affidiamoci alla Vergine Maria, Madre della Chiesa, Veronica, e preghiamo, affinché trionfi presto il Suo Cuore Immacolato.
Nella mia parrocchia, come dicevo, una delle due autorizzate a celebrare il rito antico, per Grazia e la domenica la Messa è solenne. Tra incensi, benedizioni e canti gregoriani molti sono i giovani, e famiglie numerose con tanti bambini, che la frequentano, provenendo anche da molto lontano. C’è chi percorre in auto centinaia di chilometri per essere lì, la domenica.
La Messa solenne dura circa un’ora e mezza. Tante donne, come me, indossano il velo e il 90% di fedeli riceve la Comunione sulla lingua.
Il nostro parroco è un sacerdote esemplare. Molto giovane, ma di formazione tradizionalista.
Al suo arrivo si respirò un’aria nuova. Più soave, più sacra. Fece una radicale controrivoluzione, eliminando ogni abitudine progressista e restaurando una certa disciplina materiale e spirituale. Innanzitutto tolse le chierichette e rimise il tabernacolo al centro, da una postazione laterale dove era stato precedentemente collocato. Rimosse un brutto tavolo, sistemato al posto dell’alare, installandone un altro, degno di questo nome. Rimise gli inginocchiatoi per ricevere la Santa Comunione sulla lingua e ricominciò a servirsi del piattino sotto il mento, durante la Sua distribuzione. Con lui il segno della pace diventò subito un lontano ricordo e cominciò a distribuire personalmente la Santa Comunione, escludendo del tutto i Ministri straordinari.
Inutile dire che il sacerdote veste la talare e ho notato che ha la punta delle scarpe piegata all’insù, tanto è il tempo che trascorre inginocchiato. Dio lo benedica e confermi. Ha già comprato le balaustre che verranno installate fra poco.
Durante il lockdown non ha mai abbandonato, né trascurato i fedeli. Confessava più di 3 ore il sabato, quando le altre chiese erano chiuse.
Non ci ha fatto mai mancare la Santa Comunione. Aveva anche installato un distributore automatico per l’acqua santa, anziché toglierla. Tanto grande è il suo zelo, che trovò sempre una soluzione per ogni problema sopravvenuto.
La Chiesa in Australia in questi anni è cambiata, ma non ha toccato gli estremi italiani: a nessuno viene in mente di rifiutare la Comunione per il fatto di volerla ricevere sulla lingua e in ginocchio. Non è cambiato nemmeno il Padre Nostro e normalmente tutti si pongono in ginocchio durante la Consacrazione.
Sappiamo bene che nel particolare tutto dipende dal sacerdote e in generale notiamo tra loro un certo risveglio. I giovani consacrati sono molto devoti e amanti della tradizione bimillenaria della Chiesa Cattolica.
Speriamo bene, Veronica. Un caro abbraccio a te. Grazie» (Silvia, da Melbourne, Australia).

Il nuovo documento restrittivo verso il vetus ordo esiste e potrebbe arrivare presto. Dietro c’è il Cardinal Parolin
di Diane Montagna
Remnant Newspaper, 25 giugno 2024
(Traduzione italiana dall’inglese a cura di Duc in altum [QUI])

Dopo diverse indagini in merito a recenti notizie, siamo stati informati da fonti attendibili che un nuovo documento della Santa Sede più restrittivo della Traditionis custodes esiste davvero, è sostenuto dal Segretario di Stato, il Cardinale Pietro Parolin, ed è stato presentato a Papa Francesco.

Fonti ben informate hanno confermato che il nuovo documento, se pubblicato, proibirebbe a tutti i sacerdoti, ad eccezione di quelli appartenenti a istituti ex Ecclesia Dei approvati, di offrire il Santo Sacrificio della Messa nel vetus ordo, o vecchio rito come viene comunemente chiamato.

Inoltre, il documento proibirebbe ai vescovi di celebrare o autorizzare la celebrazione del vetus ordo nelle loro diocesi e sospenderebbe i permessi esistenti concessi dal Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti dopo Traditionis custodes.

Le fonti notano che le parrocchie personali gestite da istituti ex Ecclesia Dei (ad esempio, la Fraternità Sacerdotale di San Pietro o l’Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote) sarebbero autorizzate a continuare. Tuttavia, non è chiaro se e in che misura i sacerdoti di questi istituti sarebbero autorizzati ad amministrare ai fedeli sacramenti come il battesimo, la cresima e il matrimonio nella forma tradizionale.

Pur sembrando “salvare e proteggere” gli istituti ex Ecclesia Dei, non è chiaro se in base al documento continueranno a essere permesse le ordinazioni diaconali e sacerdotali nel vetus ordo.

Genesi del nuovo documento

È stato riferito che nel febbraio 2023, poche settimane dopo la morte di Benedetto XVI, Papa Francesco stava esaminando una bozza di documento che avrebbe ampliato e rafforzato il suo motu proprio Traditionis custodes del 2021. Il documento affermava che l’unica liturgia ufficiale del rito latino è il novus ordo e regolava in modo rigoroso le comunità ex Ecclesia Dei.

Fonti vaticane dissero all’epoca che il documento, una Costituzione apostolica, era già stato presentato a Papa Francesco alla fine di gennaio 2023 dai superiori del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, guidato dal Cardinale Arthur Roche.

Il documento sarebbe stato scritto principalmente dal Segretario del Dicastero, l’Arcivescovo Vittorio Francesco Viola, O.F.M.

Tuttavia, secondo quel rapporto, il Cardinale Gianfranco Ghirlanda, S.I., ampiamente considerato a Roma il canonista preferito dal Papa, stava cercando di persuadere Francesco a promulgare una Costituzione apostolica alternativa che a prima vista poteva sembrare più mite, ma che alla fine si è rivelata peggiore, cercando di seppellire una volta per tutte la liturgia latina tradizionale.

Con Roche e Ghirlanda in lizza per ottenere l’imprimatur del Papa, il documento si è arenato e un anno dopo era ancora in fase di stallo. Papa Francesco ha quindi affidato all’Arcivescovo Viola la supervisione del documento all’inizio di quest’anno.

Il sostegno del Cardinale Pietro Parolin

Secondo le fonti, l’Arcivescovo Viola si è messo al lavoro su un nuovo documento, consultando, tra gli altri, il Cardinale Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede.

Nella stesura del documento, l’Arcivescovo Viola avrebbe avuto anche il sostegno e l’approvazione di tre figure chiave della Chiesa: il Segretario di Stato e architetto dell’accordo segreto Santa Sede-Cina, Cardinale Pietro Parolin; il Prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali, Cardinale Claudio Gugerotti; e il Nunzio Apostolico a Parigi, l’Arcivescovo Celestino Migliore.

I lettori ricorderanno che il Cardinal Parolin, consultore del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e del Dicastero per la Dottrina della Fede, appoggiò la Traditionis custodes. Infatti, in una riunione del gennaio 2020 presso l’allora Congregazione per la Dottrina della Fede, il Cardinal Parolin affermò che gli istituti sacerdotali tradizionali rifiutano di accettare il cambiamento e non sono disposti a concelebrare. Parolin ha anche detto di condividere la preoccupazione, espresse da altri prelati riuniti in quell’occasione, per il fatto che questi gruppi sono popolari tra i giovani. All’inizio della riunione, il Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, il Cardinale Giuseppe Versaldi, insistette sulla necessità di capire perché la Messa latina tradizionale attrae i giovani e affermò che molti dei giovani che partecipano al pellegrinaggio Parigi-Chartres hanno “ogni sorta di problemi psicologici e sociologici” [*]. Il Cardinal Parolin raccomandò quindi alla Congregazione di richiedere ai gruppi sacerdotali tradizionali di fornire un segno concreto di comunione che riconoscesse la validità del novus ordo e dimostrasse chiaramente che essi sono “nella Chiesa”.

Il Cardinal Parolin, insieme al Cardinal Gugerotti, è anche un protetto del defunto diplomatico della Santa Sede Cardinale Achille Silvestrini (1923-2019), membro di spicco del gruppo di San Gallo, che fece pressioni per impedire l’elezione di Benedetto XVI nel 2005.

Gli stretti legami di Parolin con Silvestrini risalgono al 1986, quando Parolin entrò nel corpo diplomatico della Santa Sede all’età di trentuno anni e Silvestrini era Segretario per i Rapporti con gli Stati. Appena un anno dopo la morte di Silvestrini, il Cardinale Parolin fu nominato Presidente di Villa Nazareth, un centro educativo che, grazie agli sforzi di Silvestrini, è diventato un fulcro del potere ecclesiale progressista a Roma. Villa Nazareth è stata anche considerata la sede italiana del gruppo San Gallo e ha legami discutibili con la Cina.

Il Cardinale Gugerotti, da parte sua, è stato per cinque anni (1997-2001) Sottosegretario della Congregazione per le Chiese Orientali durante i nove anni di prefettura di Silvestrini.

Ma nonostante il loro legame, si dice che i due cardinali siano in competizione per un altro importante aspetto: entrambi mirano al papato.

L’Arcivescovo Migliore, settantuno anni, alleato del Cardinal Parolin e diplomatico esperto, ha ricoperto diversi ruoli di rilievo, tra cui quello di Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite e il Consiglio d’Europa, Sottosegretario per i Rapporti con gli Stati e Nunzio Apostolico in Russia. Papa Francesco lo ha nominato Nunzio Apostolico a Francia nel gennaio 2020.

All’inizio di questo mese, il sito tradizionale francese Pax Liturgique ha riferito che l’Arcivescovo Migliore sta “facendo tutto il possibile per assicurare che la Traditionis custodes sia applicata in toto” e “sta alimentando le fiamme anti-tradizionali della liturgia dei vescovi francesi, insistendo in particolare sul fatto che la Messa tradizionale dovrebbe essere tollerata il meno possibile e che gli altri sacramenti, in particolare battesimi, matrimoni e cresime, non dovrebbero mai essere dati nella forma tradizionale”.

Se il documento sopra descritto dovesse essere pubblicato, sarebbe comunque coerente con le assicurazioni date da Papa Francesco agli istituti ex Ecclesia Dei approvati.

Sebbene ci sia stato riferito che non è stata fissata una data di pubblicazione, il rischio dell’arrivo di un nuovo documento, secondo le nostre fonti, è serio, reale e potenzialmente imminente.

[*] Risulta difficile pensare, che questo è il modo di esprimersi di un Cardinale di Santa Romana Chiesa e Prefetto di un Dicastero della Santa Sede, che oltretutto ha competenza sull’educazione dei giovani.
Le due caratteristiche principali del Pellegrinaggio della Tradizione, che ha come sua meta conclusiva l’antica cattedrale Notre-Dame de Chartres, cuore della spiritualità francese cattolica fin dal primo Medioevo, sono certamente l’alta partecipazione giovanile e l’uso della liturgia vetus ordo.
Generalmente sorprende l’idea di tanti giovani radunati per pregare e soprattutto per pregare a ritmi serrati e con un grande livello di cura rituale ed ecclesiale. Anche le Giornate Mondiali della Gioventù raccolgono masse di giovani, ma il clima spirituale tra i due eventi è semplicemente incomparabile. Il fatto poi che migliaia di giovani, perfettamente integrati nel nostro tempo, si nutrano con frutto abbeverandosi ai riti antichi e tradizionali incuriosisce e anzi interroga ancor di più. Scrive il blog MiL-Messainlatino.it: «Davanti alla lenta, inesorabile, pacifica e fruttuosa avanzata della Messa antica non si può più far finta di niente». E questo nonostante le scure del Motu proprio Traditionis custodes [QUI]. Nei tempi che corrono, compaiono delle scene incredibili, mentre decine di migliaia di giovani assistono all’aperto alla Santa Messa vetus ordo, come parte del pellegrinaggio da Parigi a Chartres [QUI].
ricordato in generale la ricchezza di questa proposta spirituale, a tratti unica nel suo genere. Dopo la decivilizzazione, la recivilizzazione: i pellegrini della Cristianità che camminano con Nostra Signora per la regalità di Cristo, per loro famiglie, per loro Paesi e per la Chiesa.
Cercare Dio con San Tommaso d’Aquino è stato il tema al centro delle meditazioni, che hanno alimentato la vita spirituale dei partecipanti lungo i circa 90 chilometri di cammino a piedi da Parigi a Chartres, durante i tre giorni vissuti in un clima di preghiera, canti, meditazione e fraternità.
Considerando l’odierna fase di sempre più oscura crisi, tanto nella società quanto soprattutto in ambiente ecclesiastico, si comprende quanto è necessario professare pubblicamente la Fede di sempre, attraversando quelle terre che furono cattoliche fino al cuore esangue della Parigi laicista e anticristiana. Nel Pellegrinaggio conta anzitutto l’aiuto di Dio, ma anche la generosità e la prontezza di sacrificio dei pellegrini, che marciano insieme per dare gloria a Nostro Signore Gesù Cristo, come insegna la sana dottrina tomista: il più non viene dal meno.
Riflettere su questi dati, certamente aiuterà il Cardinale Giuseppe Versaldi a “capire perché la Messa latina tradizionale attrae i giovani”. Poi, per quanto riguarda la sua inqualificabile affermazione «che molti dei giovani che partecipano al pellegrinaggio Parigi-Chartres hanno “ogni sorta di problemi psicologici e sociologici”», viene a pensare che è come Il bue che dice cornuto all’asino. Quindi, sarebbe opportuno che si faccia curare da uno psicoterapeuta, però, da uno molto buono [V.v.B.].

Dove va la Messa tradizionale?

Nell’incontro in diretta streaming il 27 giugno 2024 alle ore 18.00, il Maestro Aurelio Porfiri affronta con degli ospiti davvero speciali – Mons. Athanasius Schneider (Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana), Luigi Casalini (MiL-Messainlatino.it), John C. Rao (storico), Robert Fastiggi (teologo) e Robert Moynihan (Direttore Inside the Vatican”) – un tema fondamentale per la Chiesa Cattolica Roma: il destino della cosiddetta Messa tradizionale, secondo il rito romano usus antiquior ordo.

Traditionis custodes – Indice [QUI]

Foto di copertina: La Messa vetus ordo “finale” celebrata nella cattedrale di San Patrizio a Melbourne, stracolma con oltre 850 fedeli.

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