La figura del sacerdote nel terzo millennio: evoluzione formativa

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Negli anni ‘60, mentre si svolgeva il Concilio Ec. Vat. II, ero convinto che tutti i presbiteri avessero la medesima formazione, nel contempo da chierichetto stavo imparando  la liturgia della S. Messa in latino, seguendo un Sacerdote, ordinato da pochi mesi, molto atletico, che  si occupava in particolare dell’organizzazione dei giochi nell’oratorio parrocchiale. Negli anni ‘70 ebbi il privilegio di frequentare, mentre prestavo servizio come Uff. della Guardia di Finanza ( nel cui contesto conobbi il cappellano militare), un Cardinale eccezionale che per pochi voti non fu eletto Papa, per cui incominciai a comprendere alcune differenze formative che esistevano fra i sacerdoti.

Negli anni successivi conobbi un Vescovo  che divenne dopo 2 anni Cardinale, partecipò al conclave in cui fu eletto Papa Francesco (13/3/13) che ci guidò per 10 anni nel nostro percorso come tutors del gruppo diocesano “Il buon Pastore” (cfr. articolo qui pubblicato). Incontrai  preti che esercitavano anche funzioni giurisdizionali nell’ambito della Chiesa, altri che svolgevano pure attività professionali ( psicologi, psichiatri) ed istituzionali negli organi pubblici, molti che si occupavano prevalentemente degli affari amministrativi della parrocchia, tanti che nelle omelie erano prolissi, ma accertai che curavano maggiormente i problemi familiari dei fedeli.

Andavamo pure a trovare nei monasteri suore, frati, priori ed abati. Pochi sacerdoti negli anni’80 erano titolari di licenze e dottorati in Teologia od in Diritto canonico, inoltre, anche adesso, tanti per “mancanza di tempo” non si aggiornano sul piano magisteriale……Ho incontrato anche bravi seminaristi che abbandonarono la laurea in medicina, in ingegneria ecc. perché Dio li aveva ‘chiamati’ e loro avevano accettato di operare in ‘nomine Christi’. Abbiamo avuto anche il privilegio di seguire per 8 mesi 2 cappellani marittimi, appartenenti al dipartimento ‘Apostolato del mare’ della CEI (durante i nostri 2 giri del mondo), uno dei quali poliglotta, canonista argentino, già Vicario episcopale presso l’Arcidiocesi di Buenos Aires, in cui Papa Francesco fu Arcivescovo (il cui seminario ed alcune sedi della sua formazione visitammo nel 2016).

Aggiungo che in anni diversi 2 miei confessori, con i quali tuttora siamo amici,  preferirono la via della ‘riduzione allo stato laicale’, uno dei quali è in attesa della sentenza di nullità matrimoniale… Centinaia di Sacerdoti che mi hanno permesso di comprendere e di verificare umilmente le caratteristiche peculiari della “figura” contemplata dagli atti del Magistero e dalle norme del  Codice di Diritto canonico (  I MINISTERI ORDINATI:Can. 1009 e ss.- LG 28 e 29-GS n. 43/Il ministero del Vescovo: Canoni 375 e ss.- Decr. Vat.2° Christus Dominus/Il ministero del Presbitero: Can. 519-521-545-553-556-564; per completezza:Il ministero del diacono permanente:Can. 236-1008-1009, CEI 1/6/1993,Congr.Ed.Catt.22/2/98)  che ho avuto l’occasione di studiare con passione e di  approfondire in Corsi accademici dal 2011 al 2019, insieme a mia moglie Marcella, grazie anche ad un eccellente Presbitero, Direttore del Centro diocesano di Teologia di Base (nella foto) che ha acquisito durante il suo ministero una formazione completa sotto tutti i profili  (non suono il violino in quanto, considerata la mia formazione, sono sempre molto critico) che riesce a trasmetterla in ogni momento didattico, liturgico e pastorale ai ‘suoi’ fedeli in modo semplice, ma con una tale profondità spirituale e teologica che andrebbe emulato da tanti altri chierici a me noti, per siffatte caratteristiche meriterebbe, a mio avviso, di esercitare funzioni episcopali.

A tal proposito evidenzio che  recentemente, dopo il  Convegno internazionale per la Formazione permanente dei sacerdoti sul tema ‘Ravviva il dono di Dio che è in te’ (2Tm 1,6) organizzato dal Dicastero per il Clero, in collaborazione con il Dicastero per l’Evangelizzazione, Sezione per la prima Evangelizzazione e le nuove Chiese particolari e il Dicastero per le Chiese Orientali,  dal 6 al 10 febbraio 2024      (https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.agensir.it/quotidiano/2024/1/31/sacerdoti-roma-dal-6-al-10-febbraio-convegno-un-convegno-internazionale-per-la-formazione-permanente/&ved=2ahUKEwiZpfzo18uGAxUY4AIHHUDuAPY4ChAWegQIAhAB&usg=AOvVaw1S9o7HoTWk8qSLiaqxmA-W ) il Pontefice ha effettuato alcune puntualizzazioni in merito ed  il 6 Giugno 2024 il nostro Simone Baroncia ha pubblicato sul tema questo  interessante articolo     (https://www.korazym.org/103676/papa-francesco-ribadisce-la-necessita-di-una-formazione-per-i-sacerdoti/ : Il papa ha ribadito che la formazione ricevuta in seminario non è più sufficiente:

“Perciò, non possiamo illuderci che la formazione in Seminario possa bastare ponendo basi sicure una volta per tutte; piuttosto, siamo chiamati a consolidarla, rafforzarla e svilupparla in un percorso che ci aiuti a maturare nella dimensione umana, a crescere spiritualmente, a trovare i linguaggi adeguati per l’evangelizzazione, ad approfondire quanto ci serve per affrontare adeguatamente le nuove questioni del nostro tempo…Ed infine ha evidenziato: “Come sapete, la Relazione di sintesi della prima Sessione dell’Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, nell’ottobre scorso, ha raccomandato di effettuare una valutazione sull’attuazione del ministero.. dopo il Concilio Vaticano II’”. ) che mi ha sollecitato molti interrogativi sulle caratteristiche della vocazione presbiterale nell’epoca attuale, sull’effettiva, esclusiva ‘spiritualità’ di chi si appresta ad operare in ‘Persona Christi’ in un mondo in cui la principale finalità esistenziale sembra che sia  costituita dall’interesse individuale. Inoltre il 7 Giugno alla Basilica Santuario mariano di Altavilla Milicia (Parroco/Rettore il nostro Direttore emerito e già citato Maestro di Teologia di base, Prof. Mons. Salvo Priola, insieme nella foto e nel video https://www.facebook.com/share/v/d7kMQgHXxCPz1Nvs/ ) il Rev.mo Padre Calogero D’Ugo (con il quale nel 2017 siamo stati relatori insieme ad un convegno istituzionale), laureato in Storia e Filosofia, Titolare  del Dottorato in Teologia con specializzazione in Dottrina sociale della Chiesa, già Vicario episcopale dell’Arcidiocesi di Palermo e direttore della Scuola di formazione socio-politica, ha presentato il suo nuovo libro ‘Raccontami un Santo’ (prefazione del Cardinale Angelo Comastri, già Vicario generale emerito del Pontefice, per la Città del Vaticano) in cui descrive “Dieci brevi profili esistenziali di giovani (fra i quali Domenico Savio, Luigi Gonzaga, Giacinta e Francesco di Fatima) che la Chiesa ha proposto o desidera proporre a modello..di epoche diverse che tuttavia possono parlare ai giovani del nostro tempo…felici perché uniti a Dio…che non conoscono la tristezza esistenziale…le loro vite dimostrano che aveva ragione Lèon Bloy :L’unica vera tristezza è non essere santi”.

E sempre il 7 giugno, solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, per la celebrazione della Giornata della Santificazione Sacerdotale, il prefetto del Dicastero, cardinale Lazzaro You Heung sik, e il segretario monsignor Andrés Gabriel Ferrada Moreira, hanno inviato una lettera ai fratelli sacerdoti. nella quale ricordano che questa è una giornata di preghiera suggerita dal Dicastero per il Clero (all’epoca Congregazione) e istituita il 25 marzo 1995 da San Giovanni Paolo II, “perché la preghiera offerta per la santificazione dei Sacerdoti possa ottenere di riflesso il dono della santità di tutto il Popolo di Dio, a cui il loro ministero è ordinato” ( https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2024-06/plenaria-dicastero-clero-formazione-sacerdoti-diaconi-vocazioni.html ). Molti sono ancora i giovani che credono alla santità e quindi  dirigono la loro vita verso la sequela di Cristo col ministero sacerdotale, infatti l’8 Giugno 2024 in un Duomo gremito in ogni navata, con i fedeli che si affollano ovunque anche in piedi, l’Arcivescovo dice questo ai sacerdoti novelli che ordina poco dopo, per l’imposizione delle sue mani e la preghiera: 17 nuovi preti della Diocesi di Milano (dove abbiamo il domicilio), 2 Frati minori Cappuccini, un religioso appartenente alla Congregazione delle Scuole di Carità – Istituto Cavanis e un sacerdote italiano della Diocesi peruviana di Huari, missionario dell’Operazione Mato Grosso.

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