Il rimedio potente contro ogni male. La storia di Maria dall’Artsakh- Il Battesimo di 75 bambini e di Artur

Bambini dell'Artsakh
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 16.05.2024 – Teresa Mkhitaryan] – Durante le vacanze, vado sempre in Armenia e in questi ultimi 3-4 anni, tutte le volte che vado, ho la sensazione che non tornerò più dall’Armenia. Ci sono costanti minacce di attacco turco. Si sa che succederà di sicuro, ma non sai il giorno e l’ora. E quando torno dall’Armenia (anche questa volta sono tornata) e l’aereo decolla, ho una sensazione simile a quando lasci un bambino con 39 di febbre a casa, perché hai una cosa urgente da fare. Lo lasci con qualcuno, ma lo lasci.

In questi mesi abbiamo fatto una cosa molto bella. Ho proposto ai sacerdoti e ai diaconi delle nostre scuole domenicali (ormai siamo in 100 tra i maestri, sacerdoti e diaconi in tutta l’Armenia) di chiedere ai nostri bambini di informarsi sui profughi dall’Artsakh, che vivono nella loro vicinanza, vanno insieme a scuola, di scrivere i loro contatti e portarli al sacerdote. Ho proposto ai sacerdoti insieme con i bambini delle scuole domenicali di portare a tutte queste famiglie dei bei regali.

All’inizio i sacerdoti e le maestre mi hanno detto che i bambini delle nostre scuole domenicali nei villaggi vengono maggiormente dalle famiglie povere. Quindi anche loro vorrebbero avere dei regali. Gli ho risposto e insistito: «Sono poveri, ma non hanno perso la Patria, casa, i cimiteri, il lavoro, tutto… E poi sono sicura, che se i bambini percepiscono questo enorme Bene nel fare felice il prossimo, saranno così felici e la felicità porterà via ogni invidia».

Ed è stato così. I bambini delle nostre scuole domenicali erano felicissimi di andare insieme con i sacerdoti nelle case dei profughi. Anche i loro genitori erano molto fieri. A nord, sud, est, ovest centinaia di bambini con i sacerdoti bussavano alla porta della famiglia profuga, gli davano i regali e una cartolina con su scritto: «Il Signore provvederà! Nostra carissima famiglia dell’Artsakh, veniamo per esprimervi il nostro amore, per tenervi per mano e per dire che non siete soli, perché il Signore provvederà, e noi confidando nel Signore, mano nella mano, cammineremo lungo questo cammino difficile insieme e raggiungeremo l’alba della speranza vittoriosa. Sempre con voi e amandovi, la Fondazione Il Germoglio e i bambini della scuola domenicale del villaggio».

Abbiamo pensato di regalare loro un set di igiene e anche vari detersivi, sapone, gel doccia, dentifricio… Ho scelto le cose migliori come regali. Poi i giochi di società: domino, Monopoli, scacchi, ecc. Le famiglie dell’Artsakh sono numerose e i giochi li aiuteranno a passare le serate.

Sono molto felice che i bambini abbiano sperimentato la grande gioia di dare, di regalare la cosa più bella, la cosa che vorresti anche tu.

Ho imparato in questi anni, molto difficili per l’Armenia, che in qualsiasi situazione, la più difficile inimmaginabile, c’è uno che ti cura l’anima, che non ti lascia cadere nella paura, nella disperazione, che non ti fa abbattere dal dolore, che ti ricupera con la Speranza, che il Male ha cercato di rubarti – è fare del bene gratuitamente, mettere il tempo, mezzi, l’attenzione, la passione per aiutare il prossimo. Il fatto è, che quando dai al tuo prossimo un bicchiere d’acqua perché ha sete e non vuoi niente in cambio, allora permetti al Signore di agire, di essere presente. Il Signore è sempre presente, quando c’è amore gratuito. Allora Lui con la Sua presenza ti cura l’anima da qualsiasi dolore e anche dà speranza alla persona che viene aiutata. Ho provato centinaia di volte questa Consolazione, il rimedio potente contro ogni male.

Da quando abbiamo perso (temporaneamente) l’Artsakh, quasi tutti i giorni mi sono occupata dei profughi in tutto quello che avevano e hanno bisogno. E questo mi ha aiutato a superare il dolore della perdita dell’Artsakh. Superare non è la parola giusta, ma un’altra non la trovo.

Lo dico sempre in Armenia, che la speranza di noi Cristiani non dipende dalle circostanze della vita, ma è nel Signore, che è al di sopra di tutte le circostanze.

E poi è successo il miracolo con la nostra Maria. Una bravissima ragazza che andava in Artsakh alla scuola domenicale e adesso è scappata in Armenia e vive a 1 km dalla frontiera con l’Azerbajgian, nel villaggio di Movses. Adesso lei va alla scuola domenicale di questo villaggio.

In aprile gli Azeri hanno cominciato a mezzanotte a bombardare il villaggio e hanno continuato fino alle quattro del mattino. Miravano alla chiesa del villaggio. La nuova casa di Maria e della sua famiglia sta vicino alla chiesa. E hanno colpito la casa e la stanza proprio dove dormiva, le finestre, la parete sono stati danneggiati. Ma la cosa bella è che a Maria, che era nel suo letto, non è successo niente, ha continuato a dormire, non si è accorta. Solo al mattino ha visto che le finestre della stanza non c’erano più.

Mi ricordo una volta ero in uno di questi villaggi, molto vicini alla frontiera. Eravamo nascosti con una famiglia dei contadini nella loro cantina, una grande stanza di cemento, con vari letti di metallo. Di notte Turchi hanno cominciato a sparare con le mitragliatrici.  C’era questo rumore du-du-du-du. Mi veniva mal di pancia dalla paura. Non riuscivo a non avere questo mal di pancia dalla paura. Guardavo in giro, tutti dormivano. Mi domandavo come facessero a dormire. Tutta la notte mi dicevo: dormi, dormi, dormi. Volevo addormentarmi anche io, ma non riuscivo. Al mattino non sparavano più.

Invece, la cosa ancora più bella che è successa, è proprio un Bene per sempre, è che 75 bambini della scuola domenicale del più distante villaggio, Khoznavar, circondato dai Turchi da tutte le parti, sono stati battezzati. Era un evento grande per il villaggio, per la regione. I bambini erano radiosi, hanno messo il loro vestito migliore. Diversi genitori e anche fratellini più piccoli hanno anche loro voluto il battesimo. Sono arrivati i sacerdoti da diversi villaggi del sud per aiutare, 7-8 sacerdoti, il vescovo, dei diaconi. A Echmiadzin ho preso delle croci d’argento per tutti i bambini e poi un asciugamano bianco per ognuno di loro.

Dopo il battesimo abbiamo fatto festa tutti insieme. Noi abbiamo preso la carne, invece le famiglie hanno portato qualcosa: pane, pomodori, formaggi.

È stato molto molto bello, quando il Signore è presente, tutti sono felici e si sentiva com’è forte la fratellanza.

E poi, avevo un’amico in Artsakh, si chiamava Gagik. Forse ve lo ricordate [QUI]. Ci aiutava a cercare il cibo durante l’assedio dell’Artsakh. Mi aveva chiamato il 19 settembre 2023, io ero in banca, non potevo parlare. Se non è urgente – gli dissi – ti richiamo. Non so se mi puoi richiamare, i Turchi ci hanno attaccato. Vado a difendere la nostra terra, non so se torno più. Gagik non è tornato più. Ho trovato suo padre, si chiama Artur. È un uomo che ha sofferto moltissimo. I due figli gemelli sono stati uccisi, la moglie è morta. Ho cominciato prendermi cura di di Artur. Ha un grande cuore. Ho trovato una casa bella per lui, per il suo terzo figlio e per la sua famiglia. Chiedo a tutti gli amici Armeni che sono in giro per il mondo di dare le loro case alle famiglie dell’Artsakh, temporaneamente.

Per mesi abbiamo cercato il corpo di Gagik. Artur non riusciva proprio a trovare pace. Diceva che non avrebbe potuto vivere senza aver seppellito il corpo di Gagik. Finalmente lo abbiamo trovato. A marzo è stato seppellito a Erablur, dove sono sepolti tutti i ragazzi che hanno dato la vita per la Patria.

Artur, sei battezzato? un giorno gli chiesi. No. Perché no? Sei un uomo che vive da Cristiano. Perché i miei figli non erano battezzati e nemmeno mia moglie e ho pensato se mi battezzo dopo la morte non li incontrerò, mi ha risposto lui.

Ho parlato con diversi sacerdoti e poi con Artur e gli ho proposto di battezzarsi con i 75 bambini e di chiedere la Misericordia Divina per i figli e anche per la moglie. Dopo il battesimo ho chiesto Artur: cosa senti? Leggerezza, tanta leggerezza, ha risposto con un grande sorriso.

Anche io sono molto felice per il mio amico Gagik, che è in Cielo, aveva un cuore immenso. Durante l’assedio dei Turchi, quante volte non ha mangiato, perché ha dato il suo cibo agli altri e per Artur, l’insegnante di storia, che ha vissuto la vera storia.

Postscriptum

Mi chiedevano come si può aiutare gli Armeni di Artsakh. Si potrebbe fare tramite la nostra associazione Il Germoglio. O con la carta di credito tramite il sito Germoglio.ch o con un bonifico al conto:

Intestato a Associazione il Germoglio
Banca: PostFinance
Iban: CH2909000000690569590
Swift: POFICHBEXXX

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