Papa Francesco alle congregazioni: la diversità è armonia

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Stamattina papa Francesco ha incontrato i partecipanti ai capitoli generali dei Figli della Carità ‘Canossiani’ e dei ‘Fratelli di San Gabriele’, ricordando che sono eventi ‘fondamentali’ per ogni congregazione religiosa, perché sono ‘momenti di grazia’, come è espresso nella costituzione pastorale ‘Gaudium et Spes’:

“Soprattutto ad essi è affidata la tutela del patrimonio di intenzioni e di progetti che lo Spirito ha ispirato ai vostri Fondatori, e di tutto il bene che ne è scaturito. Si tratta dunque di momenti di grazia (un Capitolo è un momento di grazia), da vivere prima di tutto nella docilità all’azione dello Spirito Santo, facendo memoria grata del passato, ponendo attenzione al presente (nell’ascolto reciproco e nella lettura dei segni dei tempi) e guardando con cuore aperto e fiducioso al futuro, per una verifica e un rinnovamento personale e comunitario. Passato, presente e futuro entrano in un Capitolo, per ricordare, per valutare e per andare avanti nello sviluppo della Congregazione”.

Ai canossiani ha ricordato lo ‘spirito’ fondante della congregazione, grazie all’intuizione di una donna: “Cari amici Canossiani, è molto bello vedervi qui, uomini impegnati a seguire Cristo più da vicino sulle orme di una donna, Maddalena di Canossa, di cui ricorrono i duecentocinquant’anni dalla nascita. Questa Santa coraggiosa, in un mondo non meno difficile del nostro, si propose di ‘far conoscere e amare Gesù, che non è amato perché non è conosciuto’.

E voi, che volete continuare la sua opera missionaria, avete scelto come tema per i vostri lavori questa frase: “Chi non arde non incendia’. A me dà tristezza quando vedo religiosi che sembrano più vigili del fuoco che uomini e donne con ardore per incendiare”.

E’ un invito alla testimonianza: “E lo fate in una famiglia che, in oltre due secoli di storia, si è arricchita di tanti doni: presente in sette Paesi e composta da membri di dieci diverse nazionalità, sorretta dalla comunione e dalla collaborazione con le sorelle Canossiane e con una realtà laicale sempre più attiva e coinvolta”.

Inoltre ha sottolineato l’importanza dei laici per affrontare le ‘sfide’ nel mondo: “E’ importante questo, avere i laici coinvolti nella spiritualità di un istituto e che collaborano nel suo lavoro apostolico. Certo, si tratta di un’eredità che porta con sé anche delle sfide, ma santa Maddalena vi ha mostrato come si superano le difficoltà: con gli occhi rivolti al Crocifisso e le braccia aperte verso gli ultimi, i piccoli, i poveri e gli ammalati, per curare, educare e servire i fratelli con gioia e semplicità.

Quando il cammino si fa difficile, allora, fate come lei: guardate Gesù Crocifisso e guardate gli occhi e le piaghe dei poveri, e vedrete che lentamente le risposte si faranno strada nei vostri cuori con sempre maggiore chiarezza”.

Mentre alla congregazione dei ‘Fratelli di san Gabriele’ ha ricordato il particolare carisma dato dai fondatori: “Come ci hanno insegnato anche san Luigi Maria Grignion de Montfort e padre Gabriele Deshayes, alla cui opera si deve la fondazione dei Fratelli di San Gabriele, voi pure, cari fratelli, siete impegnati in questi giorni a discernere la volontà di Dio per il vostro cammino, in prossimità di un importante anniversario: trecentocinquant’anni dalla nascita di San Luigi Maria.

La vostra famiglia, nata da un piccolo gruppo di collaboratori laici del grande predicatore, oggi conta più di mille religiosi, impegnati nell’assistenza pastorale, nella promozione umana e sociale e nell’educazione, specialmente in favore dei ciechi e dei sordomuti, in trentaquattro Paesi diversi”.

Ed ha sottolineato il particolare tema del capitolo di questa congregazione sull’ascolto e sull’azione: “Per mantenere viva la vostra presenza, che è una presenza profetica, avete scelto di riflettere sul tema ‘Ascoltare e agire con coraggio’. ‘Coraggio’: quella parresia apostolica, il coraggio che noi leggiamo, per esempio, nel Libro degli Atti degli Apostoli. Quel coraggio. E’ lo Spirito a darci quel coraggio, e noi dobbiamo chiederlo”.

Infine il papa ha sottolineato la ricchezza di consacrati provenienti da molte nazioni: “Anche a voi, poi, la Provvidenza ha donato la ricchezza di una variegata internazionalità: essa farà tanto bene alla vostra crescita e al vostro apostolato, se la saprete vivere accogliendo e condividendo costruttivamente, tra voi e con tutti, le diversità.

Questo è un messaggio importante, specialmente nel nostro mondo, spesso diviso da egoismi e particolarismi: le diversità sono doni da condividere, le diversità sono doni preziosi! Siate profeti di questo, con la vostra vita. E Colui che fa l’armonia fra le diversità è lo Spirito Santo, che è il maestro dell’armonia. L’uniformità in un istituto religioso, in una diocesi, in un gruppo laicale, uccide! La diversità in armonia fa crescere. Non dimenticatevi di questo. Diversità in armonia”.

Sempre in mattinata la Santa Sede ha comunicato il programma ufficiale di quella che il Papa svolgerà a Verona sabato 18 maggio con partenza in elicottero dal Vaticano alle ore 6,30 per atterrare a Verona alle ore 8.00. Il primo impegno mezz’ora dopo nella Basilica di San Zeno il papa incontrerà sacerdoti e consacrati. E di seguito in piazza San Zeno saluterà bambini e giovani veronesi.

Poi all’Arena il papa presiederà l’incontro ‘Arena di Pace – Giustizia e Pace si baceranno’ e risponderà ad alcune domande; alle ore 11,45 presso il Carcere di Montorio papa Francesco rivolgerà un discorso a detenuti, volontari ed agenti penitenziari. La visita sarà conclusa alle ore 15 dalla celebrazione eucaristica allo stadio Bentegodi.

(Foto: Santa Sede)

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