Dichiarazione ‘Fiducia supplicans’: meditazioni giuridico-teologiche sullo stupore suscitato in tutto il mondo

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Mi trovo in linea con questo mio docente del seminario Prof. A. Cozzi (https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/la-riflessione-e-la-risposta-a-una-richiesta-di-sostegno “É significativo l’esempio di benedizione proposto dal Comunicato stampa. La scena immaginata è più mediterranea o latinoamericana che mitteleuropea. Colpisce la tenerezza e l’empatia che vi traspare. Tutto parte da una richiesta da cui ci si lascia interpellare. Si tratta di rispondere alla domanda di un sostegno, che non chiede approvazione o assoluzione, né pretende qualche grazia spirituale speciale. Chiede la vita e i suoi beni essenziali, anche materiali e chiede di sentire che in questi desideri non mancherà il sostegno del Creatore e Padre buono, che ai figli che chiedono pane non dà pietre (Mt 7,9). La benedizione non ha la forma della consacrazione di una situazione da legittimare.

Ha piuttosto la forma dell’apertura di un pezzettino di cielo su una situazione difficile, che sembra chiudere l’orizzonte della speranza. Il gesto chiesto, ossia la benedizione, dice che non si tratta solo di donare un sorriso, un saluto, una stretta di mano o una pacca sulla spalla. Ciò che è chiesto è un gesto proprio dell’esperienza religiosa, di cui si intuisce ancora il carattere promettente. La risposta a questa richiesta interpella il “cuore di pastore” e cerca di ritrovare un’intenzionalità pastorale autentica, che non congeda con freddo distacco. ….Rimane il dubbio se tali preoccupazioni pastorali debbano essere oggetto dell’attenzione del Dicastero per la dottrina della fede. Nell’immaginario collettivo, almeno degli addetti ai lavori, il gioco di ruoli al Vaticano II era ben diverso: il Sant’Ufficio si faceva custode della sana dottrina tradizionale, mentre il collegio episcopale unito al Papa cercava vie per rendere pastoralmente efficace l’annuncio del Vangelo. Al di là della storia, è vero che ci sarebbero altri Dicasteri più competenti in ambito pastorale. Forse però vale qui la precisazione iniziale della Dichiarazione, che intende dare voce e argomentazione all’istanza pastorale di papa Francesco.

Di fatto la Dichiarazione cita quasi solo i discorsi e i testi di papa Francesco proprio perché si fa eco della sua preoccupazione pastorale: non basta riaffermare una dottrina vera, ma che vola sopra la testa delle persone; occorre mostrare la forza vitale di un Vangelo che è capace ancora di leggere le condizioni di vita di tanti, aprendo in esse una porzione di cielo. È ancora un’esigenza squisitamente pastorale” Prof. Alberto Cozzi sabato 6 gennaio 2024 –membro della Commissione teologica internazionale). Grazie amico Francesco per i tuoi studi giuridico-teologici sempre all’avanguardia per comprendere la “verità”, nella sequela di Gesù Cristo.

Buongiorno gentile Francesco “ Penso che questo documento non ha mai voluto dire che si deve benedire il peccato e che coloro che citano il CCC ( compresi miei colleghi docenti di religione, chierici e genitori come me) solo per giustificare la loro incapacità ad accogliere un monito, che intende ricordare che tutti abbiamo bisogno della grazia attiva per poter realizzare l’ideale cristiano nella propria vita e condizione, devono anch’essi crescere nella fede ponendosi in atteggiamento di umiltà davanti a Dio. Questo a prescindere da come il documento sia stato scritto, poiché nei limiti umani esso può pure contenere degli errori linguistici o di forma o di espressione, ma mai si può affermare che esso induca a benedire il peccato. Affermare ciò è autoscomunicante. Detto questo, pur rispettando l’autorità dei suddetti cardinali e vescovi, dico che sono in errore e che lo mascherano a colpi di Catechismo”.

Nulla di nuovo caro Franco ( dear Frank) …per me ( sacerdote che non ha più lo stato clericale, come ben sai), anzi vecchia storia di quando è stato eletto l’attuale pontefice, come promotore della teologia liberale. Ma anche nulla di nuovo perché per paradosso, si accusava dell’opposto Benedetto XVI quando è stato eletto al soglio pontificio.

Aggiungo altre opinioni in merito così formulate da tutti i miei esperti  amici conosciuti in tutti i Continenti della Terra durante i nostri viaggi per 300 giorni intorno al mondo dal 2014 al 2018.