Noi preghiamo, dobbiamo pregare per il Papa. Perché siamo Cattolici, per “mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 06.02.2024 – Vik van Brantegem] – Riportiamo di seguito le riflessioni dal titolo Un pontificato faticoso si avvicina alla fine del Direttore di Crisis Magazine, Eric Sammons, che pensa «di parlare a nome di molti Cattolici», quando dice «che tutto il circo che circonda Papa Francesco è diventato noioso». Introduciamo questa condivisione con alcune parti significative delle riflessioni accorate sullo stato attuale della Chiesa, dal titolo Preghiamo per Bergoglio, non odiamolo, mai, qualunque cosa faccia, che il Generale Piero Laporta ha offerto tramite il blog Stilum Curiae dell’amico e collega Marco Tosatti, il 3 febbraio [QUI] e il 6 febbraio [QUI], concludendo che dobbiamo «pregare senza odio: affinché gli uni non propizino lo scisma e l’altro non lo imponga di fatto». Perché «Cristo Vince; vince senza alcun bisogno di noi, tanto meno dei nostri colpi di testa; agevoliamo quindi il Suo disegno con la preghiera e la Carità».

Inoltre, ricordiamo nostro articolo La Speranza, la Fede e la Carità. Il Dissenso e la Preghiera per il Papa del 15 gennaio 2024 [QUI], che abbiamo pubblicato dopo l’ennesimo pasticcio televisivo, da cui riportiamo la parte Noi preghiamo per il Papa, a conclusione di queste condivise riflessioni.

«Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!» (1Corinzi 13,13).

«E non soltanto questo: noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Romani 5,3-5).


«Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati» (Atti 4,11-12).

Preghiamo per Bergoglio, non odiamolo, mai, qualunque cosa faccia
di Piero Laporta

  • Alcuni amici non credenti vanno riflettendo sul caos piovutoci addosso, mentre allontaniamo Cristo.
  • Napoleone, ateo, sanguinario e tirannico massone, si convertì a Sant’Elena. Scrisse (vado a memoria): «La prova più incontrovertibile dell’esistenza di Dio: nonostante la stupidità e la malvagità degli uomini, l’umanità progredisce incessantemente».
  • I modelli comunicativi odierni sembrano vincere sul Vangelo. In realtà, come sempre, è una nostra scelta, più facile di quella di Giuda e di Pietro; un motivo in più per averne pietà.
  • Urliamo la verità dai tetti, nonostante sembri soccombere coi guitti della politica, dell’economia, della corruzione, della pedofilia, delle curie: un’inestricabile mistura, spacciata “per il nostro bene”. Come dubitarne? Il male e il bene camminano strettamente abbracciati; il primo inutilmente preso a soffocare l’altro.
  • Ognuno è figlio della propria storia. Tornai credente – dopo 40 anni di ateismo convinto, irridente e militante – per grazia di Dio e per un calcio nel sedere da Padre Pio. Rientrato, con mia sorpresa non riconobbi la Chiesa, rifiutata quando fui poco più che adolescente. Alcune bizzarrie feriscono tuttora.
  • Il sacerdote, nella mia memoria celebrante in nomine Christi, sovente è protagonista d’una sceneggiata piuttosto che celebrare il Sacrificio divino. La Santa Messa d’un sacerdote è molto, quando non del tutto differente da quella celebrata da un altro. A questo s’aggiunga una diffusa tendenza a “la Fede a modo mio”. I dieci Comandamenti sono adattabili.
  • Ho compassione della Chiesa, apparentemente stravolta, in realtà alle prese coll’incessante processo di crescita e in guerra con le parti avverse. Essa è – anche per mia personale colpa, per la mia presuntuosa diserzione – in una delle innumerevoli tempeste della sua storia bimillenaria. La mia Fede assicura che ne uscirà più forte di prima, ora e sempre, finché Dio vorrà. La Speranza è nel legame indissolubile fra Nostro Signore e la Sua Chiesa. La Carità, la più importante fra le tre virtù teologali, mi fa vigile verso quanti condannano senz’appello il prossimo, com’avessero il quarto segreto di Fatima in tasca.
  • Colpisce nelle critiche la quantità di sentimentalismo (come dissi, fratello scemo dell’odio) con le quali esigono di delegittimare Bergoglio. Sentimentalismo acido, giustapposto al melenso, da crisi iperglicemica, sull’altro fronte. Ambedue tossici. Per cominciare, non è compito di noi laici improvvisarci teologi, esperti di dottrina, canonisti o storici, per deporre o legittimare un Papa. Il Papa è il segno visibile dell’unità della Chiesa, non il punto generativo dell’esperienza cristiana. Francesco, dopo l’inspiegata e ingiustificabile diserzione di Benedetto XVI, fu eletto, fu acclamato Papa, fu riconosciuto tale dal Sacro Collegio, dai vescovi e, importante, dal popolo romano.
  • Chi scrive non è teologo né canonista, è solo un servo inutile, convinto che l’arma, l’unica arma rigenerativa della Chiesa sia la preghiera, affinché gli autori della lettera aperta si limitino caritatevolmente a (di)mostrare errori ed eresie materiali, lasciando a Dio, l’unico superiore del Papa, la volontà di risparmiarci il flagello dello scisma, veleno delle anime. Abbiamo pregato nei giorni scorsi per l’unità dei Cristiani; è innegabile quanto sia ancor più urgente l’unità dei cattolici.
    D’altronde, occorre tenere conto che la legge naturale, cui la nostra coscienza deve obbedienza cieca e assoluta, non può infrangersi neppure se un papa legittimamente regnante lo ordinasse, come potrebbe accadere durante un’intervista, condotta da uno degli innumerevoli cicisbei, pugnalatori della verità e della Chiesa.
    In un attimo l’«adclamatio populi» potrebbe svanire, come accadde a Cristo, quantunque innocente, pochi giorni prima di salire il Golgota. Lo Spirito soffia dove vuole. Occorre tenere a mente, tutti proprio tutti, la Mano divina onnipotente. Essa, pur lasciandoci il libero arbitrio, difende la Sua Chiesa anche a costo della nostra vita: «La battaglia è nostra. La vittoria è di Dio» disse una giovinetta analfabeta, alla testa d’una armata di tagliagole. Non fu un generale a caccia di poltrone, santa Giovanna d’Arco, premiata col rogo prima dell’aureola di santità, consapevole che la preghiera universale del Padre Nostro invoca il Suo trionfo, Gli chiede il pane quotidiano e il Suo perdono, ma non chiede e tanto meno garantisce la pace. Chi quindi s’illuda di trovare esercizi più forti della Mano divina a Davos, a Washington, a Mosca, a Londra, a Pechino, a Milano o altrove, chi aggira il proprio peculiare dovere di credente è funesto per se stesso e soprattutto per la vita di molti innocenti fedeli, sacrificabili per il bene della Chiesa.
    Ecco quindi perché pregare senza odio: affinché gli uni non propizino lo scisma e l’altro non lo imponga di fatto.
    Cristo Vince; vince senza alcun bisogno di noi, tanto meno dei nostri colpi di testa; agevoliamo quindi il Suo disegno con la preghiera e la Carità.

Un pontificato faticoso si avvicina alla fine
Penso di parlare a nome di molti Cattolici quando dico
che tutto il circo che circonda Papa Francesco
è diventato noioso
di Eric Sammons
Crisis Magazine, 5 febbraio 2024
(Traduzione italiana dall’inglese a cura di Annarosa Rossetto)

Si avvicinano gli undici anni da quando Jorge Bergoglio è stato eletto Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica. Mentre la maggior parte di noi non sapeva quasi nulla dell’uomo quando si affacciò sul balcone della Basilica di San Pietro, ora la maggior parte dei Cattolici vorrebbe sapere meno di quanto sanno. Dal Cardinal Danneels che ha favorito la pedofilia che si è unito a Francesco su quel balcone, al recente appoggio del Papa alle benedizioni delle coppie dello stesso sesso, le polemiche hanno circondato questo pontificato dall’inizio alla fine. Non sembra passare una settimana senza che il Papa agiti le acque con qualche nomina, documento o commento sconsiderato.

Penso di parlare a nome di molti cattolici quando dico che tutto il circo che circonda Francesco è diventato noioso. Probabilmente nulla di ciò che Francesco potrebbe fare o dire a questo punto ci sorprenderebbe, anche se fa ancora disperatamente ogni sforzo per farlo. Ripetiamo un ciclo faticoso:
Passo 1: Il Papa dice o fa qualcosa di controverso.
Passo 2: I Cattolici conservatori e tradizionalisti criticano le sue azioni (i tradizionalisti direttamente, i conservatori in modo più indiretto).
Passo 3: I Cattolici progressisti si rallegrano e credono che il Papa intenda esattamente quello che dice.
Passo 4: I sostenitori del Papa non progressisti assaltano i social media per spiegare che il Papa in realtà non intende esattamente quello che dice.
Passaggio 5: Tornare al passaggio 1.

È come se fossimo bloccati in un circolo vizioso tipo Star Trek, condannati a ripetere le stesse azioni ancora e ancora. Dove ci porta esattamente tutto questo? Le anime vengono conquistate a Cristo? La voce morale della Chiesa nel mondo sta diventando più forte? I personaggi negativi nella Chiesa vengono smascherati e rimossi dall’incarico? È difficile sostenere che queste cose stiano accadendo.

Siamo stanchi. Al risveglio di fronte all’ennesima controversia papale, il nostro primo pensiero è “ci risiamo”. Sappiamo che tipo di Papa abbiamo: un progressista concentrato quasi esclusivamente sulle questioni terrene, circondato da yes-men profondamente corrotti e in combutta con le élite globaliste di questo mondo. Aggiungete un’animosità irrazionale verso la tradizione cattolica e avrete Papa Francesco.

Inoltre, sappiamo che il Papa è un uomo vecchio e non resterà a lungo in questo mondo. Se è possibile per un regnante con nomina a vita avere una sessione di fine mandato [“lame duck session” è l’ultima parte dell’incarico del Presidente USA], sicuramente la stiamo vivendo adesso. La maggior parte dei fedeli Cattolici ora ignora Papa Francesco, aspettando (e pregando) che venga convocato il prossimo conclave ed eletto il prossimo successore di San Pietro.

Quando le generazioni future ripenseranno a questo pontificato, la sua eredità sarà piena di rumore e furia, senza alcun significato. Francesco si è concentrato sulle ultime mode progressiste di questo mondo, e quindi il suo impatto a lungo termine sarà trascurabile in termini storici. Papa Giovanni Paolo II si oppose al comunismo; Papa Francesco ha steso il tappeto rosso. Papa Benedetto XVI ha combattuto la dittatura del relativismo; Papa Francesco è stato giustamente etichettato come il Papa dittatore. Nessuno degli scritti di Francesco resisterà alla prova del tempo (soprattutto se paragonati a quelli dei suoi due immediati predecessori), e la maggior parte degli storici probabilmente lo relegheranno ad un paragrafo nella storia dei Papi.

Naturalmente, questo non è per minimizzare il danno grave ed eterno che ha arrecato alle singole anime con la confusione, lo scandalo e la corruzione che ha seminato. Quante persone che soffrono di attrazione per lo stesso sesso non hanno abbandonato il loro stile di vita peccaminoso e distruttivo perché la Chiesa Cattolica sembrava apporre il suo timbro di approvazione su quello stile di vita? Quanti non Cattolici non hanno pensato di diventare cattolici perché la Chiesa sembra avere un leader che non vuole che diventino Cattolici? E quanti Cattolici sono rimasti così scandalizzati da questo pontificato da abbandonare la Chiesa per l’Ortodossia, il sedevacantismo o l’ateismo?

Tuttavia, da questo pontificato è uscito qualcosa di buono, anche se involontariamente. Dopotutto, Dio può trarre il bene da qualsiasi cosa, anche dai mali peggiori. So che molti Cattolici sono diventati più informati nella loro fede in risposta alla difesa di una dottrina che Francesco mina. Inoltre, molti Cattolici hanno iniziato il processo di rimozione delle aggiunte apportate dall’uomo al Deposito della Fede riguardo al ruolo del papato. I futuri Cattolici saranno più cauti nel creare un culto della personalità attorno a chiunque sieda sulla Cattedra di San Pietro, grazie a Papa Francesco.

Negli ultimi dieci anni , Francesco ha fatto molto rumore sui social media Cattolici e tra le panche delle chiese, ma non posso fare a meno di pensare che la sua voce si sia indebolita con il tempo. Molti di noi gli hanno concesso il beneficio del dubbio per i primi anni del suo pontificato, ma quel beneficio è stato sprecato. Chi lo considera più un pensatore serio? Chi lo considera un vero leader morale? Più sentiamo parlare di questo Papa, più il nostro rispetto per lui come persona è diminuito. L’insistenza del Papa nel “fare un pasticcio” invece di limitarsi a fare il suo lavoro lo rende un adolescente immaturo che si rifiuta ostinatamente di pulire la sua stanza.

Non siamo più arrabbiati. Siamo solo stanchi. Stanchi dell’ambiguità usata come arma, stanchi degli scandali, stanchi di vederlo ingraziarsi le persone peggiori del mondo. La forma di questo pontificato è chiara e il ricordo storico non sarà clemente nei suoi confronti. Mentre Francesco può ancora fare danni prima del suo giudizio particolare, la maggior parte di noi sta solo aspettando di avere un nuovo Papa che speriamo possa aiutare a ripulire il caos. Fino ad allora, continueremo a vivere la nostra fede con perseveranza, poiché “tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata 4 e la virtù provata la speranza” (Romani 5,3-5).

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«Noi preghiamo per il Papa
Papa Francesco ha concluso il colloquio con Fazio, con il suo consueto invito: “Vi chiedo di pregare per me: pregare, pregare perché io vada sempre avanti, perché io non fallisca nel mio dovere, ma per favore pregare a favore, non contro! Grazie”.
Personalmente, non conosco delle persone che pregano “contro il Papa”. Poi, non sarebbe una cosa accettabile per un Cattolico Romano, perché si porrebbe fuori della comunione con il Papa. Nel Canone Romano durante la Santa Messa che celebriamo, si recita: “Noi te l’offriamo anzitutto per la tua Chiesa santa e cattolica, perché tu le dia pace e la protegga, la raccolga nell’unità e la governi su tutta la terra, con il tuo servo il nostro Papa N., il nostro Vescovo N., [con me indegno tuo servo] e con tutti quelli che custodiscono la fede cattolica, trasmessa dagli Apostoli”.
Poi non sarebbe una cosa accettabile per un Cristiano, visto che Gesù ha detto di pregare non solo per gli amici, ma anche per i nemici, quindi, per tutti, tutti, tutti, tutti.
Papa Francesco per me è il terzo Papa regnante a cui ho prestato servizio e il sesto per cui prego ogni giorno. Prego per il suo bene.
La Preghiera per il Papa
… e per l’unità della Chiesa
Signore Gesù, pastore eterno di tutti i fedeli, tu che hai costruito la tua Chiesa sulla roccia di Pietro, assisti continuamente il Papa perché sia, secondo il tuo progetto, il segno vivente e visibile, e il promotore instancabile dell’unità della tua Chiesa nella verità e nell’amore.
Annunci al mondo con apostolico coraggio tutto il tuo vangelo.
Ascolti le voci e le aspirazioni che salgono dai fedeli e dal mondo, non si stanchi mai di promuovere la pace.
Governi e diriga il popolo di Dio avendo sempre dinanzi agli occhi il tuo esempio, o Cristo buon Pastore, che sei venuto non per essere servito, ma per servire e dare la vita per le pecore.
A noi concedi, o Signore, una forte volontà di comunione con lui e la docilità ai suoi insegnamenti.
Amen»
(V.v.B., 15 gennaio 2024).