Vangeli festivi

XXVII domenica del Tempo Ordinario: Signore, credo, ma aumenta la nostra fede!

Tema del vangelo è la fede: dono mirabile di Dio all’uomo; essa può considerarsi come una finestra aperta nel castello ermetico della nostra vita; Platone parlava dell’uomo chiuso nella caverna, sant’Agostino preferisce l’immagine del castello.

XXVI Domenica del Tempo Ordinario Due ceti sociali: Lazzaro e il ricco epulone

Una parabola dove Gesù prende l’avvio dalla profonda sperequazione sociale esistente tra chi sguazza nell’abbondanza e chi desidera briciole per mangiare. Due ceti sociali esistenti in perfetta antitesi che reclamano la presenza di una vera mediazione perché l’uomo viva da uomo a tutti i livelli.  Alcuni nella storia hanno voluto vedere in Cristo Gesù un politico dalla ricetta pronta per risolvere il problema sociale; un vero rivoluzionario per la società di ieri e di oggi: nulla di più errato.

XXV domenica del Tempo Ordinario: la vera scaltrezza del cristiano

La parabola del Vangelo  dell’amministratore disonesto da parte di Gesù non vuole certo essere una lezione di disonestà, ma vuole essere una vera sberla, un richiamo forte ai ‘figli della luce’ di ieri e di oggi perché si sveglino ed agiscano con decisione, con scaltrezza, con creatività nel fare il bene focalizzando  ognuno i talenti ricevuti da Dio.

XXIV domenica del Tempo Ordinario: Dio grande e misericordioso!

Un’accusa contro Gesù che risulta un elogio mirabile: Scribi e farisei mormoravano accusando Gesù ‘accoglie i peccatori e mangia con loro’. Stupenda la risposta del divino Maestro: “Ci sarà più gioia in cielo per un peccatore pentito che per novantanove giusti, che non hanno bisogno di conversione”.

XXIII Domenica del Tempo Ordinario: la vera Sapienza

Come definire la Sapienza? E’ un termine la cui radice è identica a ‘sapore’, è un vero dono di Dio; è sapiente chi assapora ciò che conosce, assapora la verità di Dio e la realizza nel quotidiano. La sapienza è pertanto adesione con il cuore a ciò che si conosce con il cervello e si trasmette nelle opere. E’ una scelta esistenziale. I veri sapienti nella Chiesa sono i Santi perché hanno regolato la propria vita conforme ai comandamenti ed hanno affermato tale verità anche con il martirio.

XXII domenica del Tempo Ordinario: l’umiltà è la virtù del cristiano

Madonna con bambino di Kiko Arguello

Il brano del Vangelo non è certo una lezione di galateo, ma è lezione di vita vera, di vita cristiana. Gesù si trovava ospite in casa di un fariseo e, come questi osservava Gesù per coglierlo in fallo e poterlo accusare, così Gesù guarda attorno a sé e prende spunto per fare una lezione di vita. Dalla lettura del Vangelo si evidenziano due insegnamenti: anzitutto la condanna all’arrivismo. 

XXI domenica del Tempo Ordinario: ‘Sforzatevi di entrare per la porta stretta!’

Dio vuole tutti salvi ma si salva solo chi vuole salvarsi; Dio infatti rispetta le scelte personali; ma la porta della salvezza è stretta ed è necessario attraversare proprio questa porta. A Gesù viene posta una domanda: ‘Signore, sono pochi quelli che si salvano? ‘, Gesù non  soddisfa la curiosità della gente circa il numero ma risponde ponendo l’attenzione  sul ‘come’ ci si salva.

La Santissima Vergine è assunta in cielo

Maria assunta in cielo!: ecco il grande mistero che si celebra oggi. Un mistero che ci porta a soffermarci sulla realtà della Chiesa trionfante, l’evento che ci permette di guardare il cielo come nostra patria dove la Santissima Vergine, madre di Gesù e nostra, ci ha preceduto. Da qui la nostra invocazione: ‘Vieni, Signore Gesù’. La sua venuta segna il trionfo su tutti i nemici e sulla stessa morte perché segna l’inizio della vita eterna.

XX domenica Tempo Ordinario: sono venuto a portare il fuoco sulla terra!

Oggi il Vangelo ci invita a fare una analisi e una diagnosi mirabile sull’uomo. Il cristianesimo è la religione dell’entusiasmo, possiede il più grande ideale: la conquista della felicità, della giustizia, della sapienza e dell’immortalità.

XIX domenica del Tempo Ordinario: ‘Non temere, piccolo gregge!’

Con questa esortazione inizia il brano del Vangelo: ‘Non temere, piccolo gregge’; sei figlio di Dio e il Padre ha preparato per te un regno. L’uomo purtroppo spesso si perde d’animo, è preda del timore o della paura; è la fragilità umana che spinge l’uomo a temere. C’è il timore di Dio,  c’è il timore degli uomini. L’uomo davanti a Dio sperimenta il rapporto di finito e infinito; il rapporto tra l’uomo, finito e limitato, e Dio, infinito e Santo.

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