Vangeli festivi

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO. La domenica della professione di fede di Pietro

Pietro riceve da Dio la grazia di cogliere il mistero intimo di Gesù: egli è il Messia, “il Figlio del Dio vivente”. Gesù nel Vangelo di oggi (Mt 16,13-20) chiede due domande: la prima è facile a rispondere – “La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”; la seconda è toccante – “Ma voi, chi dite che io sia?”. Siamo chiamati a dare una risposta personale. Quale è il mio rapporto con Gesù nella fede. La nostra vita cristiana prende il suo vero significato solo da questa risposta. Cerchiamo di dare una risposta personale a Gesù oggi. Chi è Gesù per te? Sei innamorato della persona di Gesù?

Gesù invita alla missione

Anche in questa XIII domenica del Tempo Ordinario siamo al capitolo X del Vangelo di Matteo, capitolo in cui l’evangelista riporta il ‘discorso missionario’ di Gesù, il discorso in cui Egli dà ai suoi discepoli le linee guida della missione.

Dio salva nella sofferenza

«Eppure nemmeno uno di essi [passeri] cadrà a terra senza il volere del Padre vostro» (v. 29b). Questo versetto può indurre a pensare che la morte del passero sia volontà di Padre, ossia di Dio. Fuori di metafora, ci si è portati dentro per tanto tempo – troppo – l’idea che possa essere volere di un dio la morte di qualcosa o di qualcuno; che sia sua volontà, ad esempio, la morte di un bambino o a provocare – o permettere – una malattia, un disastro naturale, una pandemia. Insomma, ci si porta dentro purtroppo ancora l’ancestrale monito: «Non cade foglia che Dio non voglia».

Ma questa idea non è cristiana, e non ha fondamento biblico. Per cui, magari dinanzi ad una morte, frasi del tipo ‘l’ha preso con sé, l’ha voluto con sé, ha strappato il fiore più bello…’, non hanno alcun senso.

Questo brano di Matteo continua ad essere tradotto in maniera fuorviante. Il testo originale, tradotto letteralmente, suonerebbe così: «Uno [dei passeri] da essi non cadrà, senza il Padre di voi». Non si parla di ‘volontà’ del Padre, ma semplicemente che un passero non cadrà a terra senza che Dio lo sappia, lontano da lui, senza che lui ne sia in qualche modo partecipe.

«Nel cosmo e nella storia degli uomini, Dio non fa nulla in più di ciò che operano le creature. La forza creatrice non agisce accanto o al posto delle cose o delle persone, ma le alimenta in modo che esse siano e possano operare» (Carlo Molari). Il nostro Dio non interviene in maniera arbitraria nelle vicende umane, e di conseguenza non può far nulla nei riguardi della morte, la sofferenza, la violenza, la malattia… L’amore non si sostituisce all’amato, non lo scavalca, togliendogli le castagne dal fuoco. L’Amore sta dalla parte dell’amato fino alla fine; non salva dalla sofferenza, ma nella sofferenza; non ci toglie dalla croce ma vi sale con noi per starci accanto.

Tutto accade, tutto si svolge nel mondo secondo un copione che non è dato comprendere e modificare, ma noi sappiamo altresì che alla fine ‘nulla andrà perduto’, tutto sarà recuperato perché tutto è contenuto nelle sue mani, perché pregno di lui.

«Dio non si colloca tra salute e malattia, ma tra disperazione e fiducia. Dio sta riflesso più profondo delle lacrime, per moltiplicarne il coraggio. Non placa le tempeste, dona energia per continuare a remare dentro qualsiasi tempesta. E noi proseguiamo nella vita per il miracolo di una speranza che non si arrende, di cuore che non disarmano» (E. Ronchi).

«Tutto è dove deve essere e va dove deve andare: al luogo assegnato da una sapienza che (il cielo sia lodato!) non è la nostra» (Oscar Milosz).

(Foto tratta dall’arcidiocesi di Bari Bitonto)

Il Corpo di Gesù è pane vivo

L’ultima cena di Gesù con i suoi, ha avuto come significato fondamentale quello di ‘ultimo saluto’, prima del precipitare degli eventi. Intorno a un tavolo con quelli che ha scelto, Gesù parla e compie gesti perché i suoi non dimentichino il loro impegno per il bene degli uomini. In pochissime parole e in un gesto fondamentale.

La Santissima Trinità è Dio Amore

Oggi siamo chiamati a celebrare la grande festa della Santissima Trinità. La tradizione ha insegnato a relazionarci con un Dio che, essendo Amore, non può risolversi in uno sterile solipsismo, ma necessita di essere relazione. Relazione interpersonale: Padre, Figlio e Spirito Santo.

L’inno alla libertà della Pentecoste

Nella seconda lettura, Paolo rivolgendosi ai Corinzi scrive: ‘Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune’.

Il mistero dell’Ascensione

«Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose (Ef 4,10)».

Gesù invita ad accogliere le sue parole

La separazione, quando riguarda persone tra cui non vi è alcun legame, si trasforma ben presto in oblio. Quando invece avviene tra amanti, fa in modo che il legame si rafforzi, e la lontananza diventa pretesto per pensarsi in modo più intenso ed essere ancora più uniti. Questo è il miracolo dell’amore: trasformare l’assenza in unione e la lontananza in prossimità.

Gesù: la via che conduce alla vita

Come conoscere la ‘via’ che conduce alla ‘verità’ della ‘vita’? Deve pur esistere una strada in grado di condurre alla propria verità, perché ne proviamo una sorta di presagio, come la sete è segno che l’acqua deve comunque esistere.

Io sono la porta

La dura invettiva di Gesù nei confronti del potere religioso del suo tempo, credo dica qualcosa ai cristiani di oggi. A tutti coloro che rischiamo di rimanere sempre all’ingresso della felicità, per colpa di tristi ‘guardiani’, che attraverso l’arma della paura, fanno credere loro di essere sempre fuori luogo, inadatti e inadeguati, costringendoli a rinunciare ad entrare nel luogo della festa.

89.31.72.207