Vangeli festivi

8 Dicembre: Festa dell’Immacolata Concezione

La Liturgia, a meno di 20 giorni dalla festa del santo Natale, ci invita a meditare sul grande dogma mariano: l’Immacolata Concezione di Maria, madre di Cristo Gesù. L’arcangelo Gabriele, si legge nel Vangelo, fu inviato da Dio ad una vergine, promessa sposa di un uomo di nome Giuseppe, la Vergine si chiamava Maria; da qui un saluto singolare: ‘Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te’.

Avvento: 2^ Domenica con primo protagonista Giovanni Battista

La seconda domenica di Avvento trova protagonista nella Liturgia la persona di Giovanni Battista, il battistrada del Messia, colui che è chiamato a preparare  “nel deserto la via del Signore; concepito sei mesi prima di Gesù, proveniente da una famiglia sacerdotale, fu santificato dallo Spirito Santo quando ancora era nel seno materno. Figura storica assai rilevante.

Avvento: tempo di attesa!

L’anno liturgico ha inizio con l’Avvento, termine latino che si traduce in ‘arrivo, venuta, presenza’; è infatti la realizzazione della promessa divina. Dio non dimentica l’uomo, creato a sua immagine e somiglianza; l’uomo sintesi mirabile di tutta l’opera creativa, in lui infatti converge la realtà visibile ed invisibile, la materia e lo spirito.

Il mistero dell’incarnazione del Verbo divino è già adombrato dal profeta Geremia: ‘attraverso la casa di David arriva un germoglio di giustizia sulla terra’; è la pietra miliare dalla quale parte e sulla quale si fonda la speranza cristiana. Dio mantiene la sua promessa ed inizia così un evento di gioia e di profonda riflessione.

La gioia: è venuto il tempo, sono maturati i giorni nei quali Dio realizza la sua promessa: metterò inimicizia tra te e la donna e verrà ‘il germoglio di giustizia’ che rende giusti, che apre le porte del Regno dei cieli, che riappacificherà la terra con il cielo e Dio sarà per tutti il “Padre nostro che sei nei cieli”. E’ il grande evento promesso da Dio, dopo la creazione e il peccato originale.

La riflessione: questo germoglio è il ‘Figlio dell’uomo’, il Verbo incarnato che arriva nel silenzio e nell’umiltà; Egli è il liberatore, colui che, come vero uomo, ha voluto patire e morire per liberarci da questa prigione di morte; Egli infatti ha vinto la morte. Il messaggio dell’avvento di questa 1^ domenica ci proietta subito verso il ritorno glorioso del Signore Gesù alla fine della storia.

Gesù, che ricordiamo nella sua prima venuta storica, è veramente il re dei re, entrato oggi in questa provincia del creato, chiamata terra, ed ha fatto dono all’uomo della sua venuta, è rimasto con noi nella Eucaristia per non lasciarci soli e dare forza, vigore, e consistenza alla nostra debolezza e fragilità.

Ci eravamo allontanati a causa del peccato cadendo sotto il dominio della morte, Egli però ha avuto pietà di noi, ‘Kyrie, eleison’; ha fatto una promessa e nella pienezza dei tempi ha mantenuto la promessa ed ha deciso di venirci incontro ascoltando la supplica: ‘Vieni, Signore Gesù, si aprano i cieli e piova il giusto’. Ecco perché l’avvento è tempo di gioia e tempo di riflessione, è tempo di speranza perché Dio non delude.

L’Avvento, mentre fa memoria della prima venuta del Signore nella carne, ci invita a risvegliare in noi l’attesa del ritorno glorioso di Cristo Gesù come Signore e Re della storia. Dio infatti è buono e misericordioso, è il pastore che stringe a sé la pecorella smarrita, ma è anche  giusto e santo e perciò giudice che premia e castiga.

Da qui l’appello che Gesù stesso in questa domenica ci ripropone: ‘Vegliate in ogni momento’, invito rivolto ai discepoli e a tutti gli uomini da Lui particolarmente amati perché nell’ora che non conosciamo saremo chiamati a rendere conto. Guardiamo perciò, amici carissimi, anche oggi al futuro della nostra storia.  Dio rispetta la nostra libertà, ma la libertà non è libertinaggio ma presa di coscienza e di responsabilità.

Resta la certezza che questo mondo finirà e su questo mondo Gesù, il ‘Figlio dell’uomo’ tornerà giudice onnipotente, come d’altronde ripetiamo sempre nel Credo o professione di fede: ‘verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti’. Una volta Carlo Marx definì la religione ‘l’oppio dei popoli’; la religione è vera presa di coscienza nell’umiltà del nostro essere, consapevoli che proveniamo da Dio e ritorniamo a Dio e la dottrina di Cristo Gesù non è pura evasione ma vera spinta ad un impegno.

L’apostolo Paolo ci ricorda oggi come si attua l’impegno cristiano: davanti all’insidia  dell’individualismo sta il caloroso impegno a crescere nella fraternità, nell’amore vero verso Dio e i fratelli: vegliate e pregate per comparire davanti al Figlio dell’uomo. ‘Fugit irreparabile tempus’ (la corsa del tempo è una fuga inarrestabile): chi ha tempo non aspetti altro tempo.

Guardati attorno, rifletti, discerni e poi vaglia ogni cosa per distinguere bene la pula, che il vento porta via, dai valori eterni intramontabili. E’ necessario alimentare ogni giorno la nostra speranza che ha come fondamento la Parola irrevocabile di Dio. La speranza è la sorella della fede: con la fede si vede quello che è, con la speranza si intravede quello che sarà.

La speranza sostenne e vide realizzata l’attesa messianica nel popolo di Dio, la speranza ci fa guardare avanti con fiducia. Dio non delude, confida in Lui; comincia questo nuovo anno e sia un anno di grazia e di amore.

Domenica XXXIV: Festività di Cristo re

La festa di Cristo Re ci ricorda l’evento fondamentale annunciato da Gesù stesso: Dio, in quanto re dell’universo, entra direttamente nella storia dell’uomo; il Re atteso è lo stesso Dio che inaugura il suo Regno con la presenza e l’opera di Gesù. Cristo re: la regalità di Cristo Gesù più che una rivelazione è l’attuazione del piano creativo di Dio che regola con amore e giustizia tutte le cose.

XXXIII domenica: Tutti nelle mani di Dio

La Liturgia in questa domenica ci annuncia una grande novità che riguarda ciascuno di noi, anche se talvolta torna duro pensare a queste cose, riflettere e agire: il mondo, questo mondo finirà. Siamo ormai alla fine dell’anno liturgico, la prossima domenica, festa di Cristo Re, si conclude l’anno , comincerà un altro anno come allo stesso modo finirà anche la nostra vita e la vita di questo mondo: è Parola di Dio.

Domenica XXXII: Grazie, Dio grande e misericordioso!

La ‘Giornata del ringraziamento’, che oggi si celebra in tutto il mondo, ci sollecita a riconoscere il creato e le sue ricchezze come dono dell’Altissimo, espressione  vera dell’amore di Dio verso l’uomo creato a sua immagine, da qui il canto ‘Laudato sii, o mio Signore’! E’ doveroso essere riconoscenti al Signore per i frutti della terra e del lavoro dell’uomo; da qui il rispetto dell’ambiente naturale, risorsa preziosa affidata alla nostra responsabilità.

Domenica XXXI. Unum est necessarium: amare

Un Dottore della legge pone a Gesù una domanda: Qual è il primo di tutti i comandamenti?  Il primo non in senso cronologico, ma quello che sintetizza in sé tutti i comandamenti. Gesù risponde con le parole stesso della Bibbia: ‘Ascolta Israele, il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le tue forze’; Gesù poi aggiunge a sua volta quello che Egli chiama secondo comandamento non uguale ma simile al primo: ‘amerai il prossimo tuo come te stesso’. 

Domenica XXX: Coraggio, alzati! Gesù ti chiama

Il cieco di Gerico: un fatto storicamente vero e nello stesso tempo sconvolgente. Un cieco mendicante grida, implorando da Gesù la grazia della vista. Chi ascolta, lo rimprovera perché le sue grida disturbano la gente che segue Gesù. Gesù invece si ferma, si commuove e lo chiama. Un episodio storico che l’evangelista Marco sente il bisogno di riportarlo nel vangelo perché assai significativo.

Domenica XXIX- Una meta: essere grandi nel servizio!

Il brano del Vangelo ha due momenti: l’episodio dei due fratelli Giacomo e Giovanni e la missione di Cristo Gesù che offre la dimensione vera del regno di Dio. Nella prima parte è l’uomo che agisce con le sue candidature, aspirazioni, sogni che evidenziano l’uomo ancora legato alla terra. Lungo questa strada che porta a Gerusalemme c’è di tutto: da una parte Gesù che va a Gerusalemme nella piena consapevolezza che finirà in mano ai suoi avversari, sarà crocifisso e realizzerà la missione affidatagli dal Padre, quella di dare la vita in riscatto per tutti e realizzare il Regno dell’amore.

XXVIII Domenica: Gesù, la vera sapienza!

Scrive san Paolo: gli Ebrei  chiedono miracoli, i pagani invocano la sapienza umana che si chiama ‘filosofia’; per i cristiani la vera sapienza  è Cristo, che è amore e ha dato la vita per la salvezza di tutti (cfr. 1 Cor. 1, 22-24).

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