Vangeli festivi

5^ domenica di Pasqua: dove c’è amore, là c’è Dio

‘Quando Giuda fu uscito dal cenacolo …’: così comincia il brano del Vangelo. Infatti dove c’è Giuda non si respira aria cristiana; ma chi è Giuda?  Don Mazzolari diceva: è mio fratello; un altro ebbe a dire: Giuda sono io! Se siamo dei Giuda, Gesù non può restare con noi perché la sua grazia e il suo amore non possono trovare sede nel nostro cuore, nella nostra vita.

4^ domenica di Pasqua: Gesù è il buon Pastore

Gesù ci propone il Regno con l’immagine dl buon pastore. Nel suo messaggio tre verbi evidenziano il rapporto tra il pastore e le sue pecore: io le conosco, mi ascoltano, mi seguono. Dio conosce le sue pecorelle nei misteri dolorosi e gaudiosi,  nelle debolezze e fragilità e nelle virtù e valori insiti nel cuore di ciascuno.

3^ domenica di Pasqua: è l’alba di un giorno nuovo!

Era l’alba di un nuovo giorno quando Gesù per la terza volta si presenta agli Apostoli. Questi, alquanto sbandati per non avere in mezzo a loro Cristo Gesù, decidono di tornare al consueto lavoro; Pietro va a pescare, gli altri lo seguono. L’ozio è sempre il padre dei vizi, il lavoro permette all’uomo la realizzazione del suo essere umano. Avevano lasciato tutto per seguire Gesù, ma ora la solitudine li avvolge e la ripresa dell’antico lavoro appare l’unica alternativa. 

Seconda domenica di Pasqua: Mio Signore e mio Dio

Né i Romani né i greci conoscevano la settimana; per i Romani il mese si divideva in calende, idi e none, per i Greci il mese era formato da tre decadi. La settimana è di origine ebraica, di cui il settimo giorno è il sabato; nel mondo cristiano è festa l’indomani del sabato, detto ‘dies Domini’,  giorno del Signore: il giorno in cui i discepoli di Gesù esultarono per il Cristo risorto, come Egli stesso aveva detto.

Cristo è risorto: Alleluia!

Pasqua anno 2022: Cristo è risorto! San Giovanni evangelista ci dà il lieto annuncio della risurrezione: il primo giorno dopo il sabato, il sepolcro è vuoto! I discepoli di Gesù si trovarono di fronte ad una realtà nuova, umanamente incredibile, sconvolgente. La prima è stata Maria di Magdala, che si era recata molto presto con due amiche portando aromi per imbalsamare il corpo; camminavano ma erano preoccupate come potere rimuovere la pietra che chiudeva la sepoltura.

Palme e rami di ulivo = Benedetto il Signore che viene!

La festa di oggi ha due momenti. Il primo esaltante, gioioso, trionfante: è l’ingresso solenne di Gesù a Gerusalemme. Il secondo momento è dato dalla lettura del Vangelo che narra la passione e morte in croce di Gesù. Inizia la Settimana Santa. Si era nel primo giorno della Settimana; era ormai imminente la Pasqua degli Ebrei e Gesù, insieme ad una schiera di pellegrini, era salito a Gerusalemme per la Pasqua.

V domenica di Quaresima. La nuova legge: misericordia e perdono

Dalla parabola del Figlio prodigo alla concretezza della misericordia e perdono; il Vangelo ci presenta oggi un fatto concreto: una donna colta in flagrante adulterio viene trascinata davanti a Gesù. Sono sempre gli scribi e i farisei desiderosi di cogliere in fallo Gesù per poterlo accusare alla legittima autorità: ‘Signore, dicono, abbiamo colto questa donna in flagrante adulterio; Mosè nella Legge ci ordina di lapidarla. Tu cosa dici?’   

Gesù aveva parlato sempre di misericordia e perdono: Dio è il Dio della misericordia; è il Padre che abbraccia e perdona il figliolo prodigo ed invita il figlio maggiore a fare la stessa cosa. Gesù ora è chiamato a dare una risposta: dire ‘sì’ oppure ‘no’; è anche un tranello preparato contro Gesù perché se, agendo conforme alla legge di Mosè, avesse detto: ‘lapidatela’, poteva benissimo essere accusato all’autorità di Roma come sobillatore: in Palestina una esecuzione capitale doveva essere convalidata sempre dal governatore romano; se avesse detto: ‘non lapidatela, perdonatela’, allora dichiaratamente andava contro la legge di Mosè e doveva penalmente risponderne davanti al Sinedrio. 

Scribi e farisei attendono una risposta da Gesù, ma Egli scrive a terra con il dito, mentre la donna tremante è a terra; gli interlocutori insistono e Gesù allora, conforme alla legge, dà la sua risposta: ‘Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra’.

Gesù invita i suoi interlocutori  ad un esame di coscienza: i santi di Dio, gli amici veri del Signore è giusto che osservino la legge: chi è santo, vero amico di Dio, è giusto che, in nome di Dio, scagli la pietra! 

Quelli (scribi e farisei) buttano via la pietra, ed uno ad uno vanno via tutti. Rimane solo Gesù e la donna sempre in mezzo alla strada.  Dio ama il suo popolo e non vuole la morte del peccatore ma che si converta a viva.

Per questo ha liberato il popolo ebreo dalla schiavitù dell’Egitto e lo ha trasferito prima nel deserto, nutrendolo con la manna, poi nella Terra Promessa dando una legge: ‘Ascolta Israele, amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore … amerai il prossimo tuo come te stesso’.

Amare è perdono; il dono più bello:  dimenticare tutto, se sei veramente pentito; l’apostolo Paolo ci ricorda che il sommo bene per l’uomo è salvare l’anima, avvicinarsi a Dio con l’amore. Gesù mostra il suo amore attraverso la sua passione, morte in croce e risurrezione. Gesù, infatti, è venuto ad instaurare la nuova Alleanza basata sulla misericordia e il perdono: a Gesù preme solo la salvezza dell’uomo.

In croce al buon ladrone dirà: ‘Oggi sarai con me in paradiso’. Gli scribi e i farisei buttano via la pietra e vanno via, Gesù alza gli occhi, vede la donna rimasta sola e tremante e le dice: ‘Dove sono? Nessuno ti ha condannata? Vai e d’ora in poi non peccare più’. Così trionfa la misericordia e il perdono.

L’episodio oggi è un monito anche per noi: siamo in quaresima, tempo di conversione; è il momento di seppellire l’uomo vecchio per rinascere a vita nuova. Per vivere bene è necessario rinascere, rinnovarsi ogni giorno: più profondo e vasto è il rinnovamento, più alta è la vitalità. ‘Navigare necesse est!’ bisogna migliorarsi ogni giorno, contrastare il passo alla vecchiaia rimanendo  sempre  giovani e pieni di vita. 

Gesù fa appello alla coscienza;  è pronto sempre a perdonare e ci offre una via nuova per andare avanti. Il perdono mentre ci riconcilia con Dio, ci dona la pace interiore e una spinta sempre avanti. La pagina del Vangelo colpisce, come ben vedi, le nostre abitudini: siamo purtroppo facili a vedere il male degli altri, mentre riflettiamo poco sulla nostra vita.

Siamo vicino alla  Pasqua: Gesù non è venuto  per condannare ma per redimere; dobbiamo solo sforzarci di correre per conquistare il premio: dimentichi del passato e protesi verso il futuro; questa è l’unica via:  si chiama: misericordia e perdono. La Madonna delle grazie ci aiuti a testimoniare a tutti l’amore misericordioso di Dio; imploriamo la Santissima Madre di Gesù e nostra: ‘Rivolgi a noi, madre, gli occhi tuoi misericordiosi’.

IV domenica di Quaresima: Dio, Padre della misericordia

Questa è la domenica ‘laetare’, domenica della gioia, perché ci fa scoprire l’amore misericordioso di Dio, vero Padre che si prende cura di ciascuno di noi. Davanti a Dio, al Padre nostro, non ci sono figli buoni e figli cattivi, ma ci sono figli, che Dio ama e come ha liberato il popolo d’Israele dalla schiavitù e l’ha condotto nella Terra promessa, così ama ciascuno di noi per il quale il Verbo eterno si è incarnato, ha accettato la passione e morte e, prima della passione, ci ha lasciato l’Eucaristia, il farmaco dell’immortalità.

3^ domenica di Quaresima: solo i frutti evidenziano la conversione del cuore

L’itinerario quaresimale nel Vangelo ci presenta due fatti di cronaca sconvolgente, poi una parabola. Mentre alcuni ebrei offrivano sacrifici a Dio, Pilato li fece uccidere; crolla la torre di Siloe e muoiono 18 persone:  davanti a questi due fatti assai dolorosi, la gente si chiede perché tanto male? Di chi è la colpa? Perché Dio non interviene? Potremmo aggiungere: perché tante morti, tanto spargimento di sangue oggi in  Ucraina, perché Dio ci abbandona?

19 Marzo: la Chiesa festeggia san Giuseppe

Un augurio vivo va a quanti portano il nome di questo grande patriarca, patrono della famiglia e dei morenti, icone perfetta di giustizia ed amore. Unica fonte storica della sua vita sono i due Vangeli di Matteo e Luca, che evidenziano in modo chiaro il ruolo di san Giuseppe: padre legale di Gesù e sposo di Maria.

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