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Mons. Baturi all’Azione Cattolica Italiana: essere testimoni di fede e di speranza

Giovedì 19 gennaio a Roma si è concluso il convegno degli assistenti ecclesiali dell’Azione Cattolica Italiana su un tema fondamentale per la Chiesa italiana: ‘Sulla barca della storia. Il ministero dell’Assistente come scuola di fraternità’ per costruire una casa che accoglie, come nella celebrazione eucaristica di apertura aveva sottolineato l’arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Baturi, che si è rivolto ai sacerdoti:

L’Europa verso il Sinodo: i vescovi invitano a fare rete

Si terrà a Praga, dal 5 al 12 febbraio del prossimo anno, la tappa continentale del Sinodo dei vescovi sulla sinodalità. Tale tappa che si tiene in un momento particolare, mentre la Chiesa vive la tragedia della guerra in Ucraina, si svolge nell’anno in cui si celebra il XX^ anniversario dell’esortazione postsinodale di san Giovanni Paolo II ‘Ecclesia in Europa’, in cui si sottolineava che Cristo è la speranza del’Europa.

Mons. Migliavacca nella diocesi di Arezzo per sognare una Chiesa in ‘attesa’

Domenica 27 novembre mons. Andra Migliavacca ha fatto ingresso nella diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, offrendo un caffè agli scout che lo hanno accompagnato nelle vie della città, prima dell’ingresso nella basilica di san Francesco; ma prima aveva mangiato un panino nella comunità di Saione, quartiere multietnico intorno alla stazione, e visitato alcuni oratori:

Accogliere: voce del verbo ‘sinodando’

Tempo fa, a un ritiro con tutto il presbyterium di una cinquantina di sacerdoti, il vescovo di Ginevra ci fece la sorpresa di far intervenire anche due attori. Dovevano mostrare come il parroco accoglie la gente. Scene particolari. Gustosissime. La risata da parte di tutti era scontata e anche sonora… Ma, subito dopo, nel retrobocca, rimaneva un’amarezza indicibile. ‘Quello ero io!’, veniva da pensare per molti!

Papa Francesco agli istituti religiosi: siate artigiani di pace

‘Fratelli Tutti: chiamati a essere artigiani di pace’ è stato il tema della 98ª assemblea dell’Unione superiori generali (Usg) tenutasi fino a sabato 26 25 novembre alla ‘Fraterna Domus’ a Roma, prendendo le mosse dall’enciclica di papa Francesco, ‘Fratelli tutti’, che, al punto 225, scrive: “In molte parti del mondo occorrono percorsi di pace che conducano a rimarginare le ferite, c’è bisogno di artigiani di pace disposti ad avviare processi di guarigione e di rinnovato incontro con ingegno e audacia”.

Venezia celebra la festa della Salute: dare valore alla maternità

Lunedì 21 novembre Venezia ha celebrato la festa della Madonna della Salute, la cui devozione è religiosa ma anche civile, fin da quando la Serenissima la istituì nel XVII secolo per ringraziare la Madonna di aver liberato la città dalla pestilenza che l’aveva duramente colpita. Ecco perché il patriarca, ricordando il bene comune di un tempo, ha invocato quello necessario per il presente.

Dal Marocco un originale cammino sinodale

Era l’altra domenica a fine ottobre, subito dopo la messa, quando siamo partiti. Come inviato dall’assemblea, era un piccolo gruppo di studenti universitari subsahariani di Beni Mellal (Marocco) con le suore Chantale e Clotilde. Più di due ore di viaggio verso le alture del Medio Atlante. Un cammino sinodale originale su per i monti, in minibus.

Ci hanno accompagnato nella riflessione e nello scambio le frasi più belle dell’enciclica ‘Laudato si’. Le parole di papa Francesco preparano, così, la nostra mente a questo incontro sorprendente, una vera esperienza spirituale… Ci aspettava, infatti, ‘lo spettacolo naturale più bello del Marocco’: le cascate di Ozoud (che vuol dire mulino, in berbero, per la presenza di una dozzina di molini per l’olio). 

Cascate spettacolari di un’altezza di 110 m, che spesso si rivestono di un bell’arcobaleno. L’acqua e i suoi vapori cadono davanti ai nostri occhi in una vallata dove il verde della vegetazione contrasta con il terreno rossastro attorno, in un’oasi di uliveti, di mandorli e di fichi. Una vera meraviglia!

Nella nostra testa risuonano, però, le parole di papa Francesco: ‘La terra, la nostra casa, sembra diventare sempre più un immenso deposito di immodizia!’ Ma qui, spalancando gli occhi, la sua visione delle cose ci tocca e ci parla: ‘Tutto l’universo materiale è espressione dell’amore di Dio, del suo eccessivo affetto verso di noi. La terra, l’acqua, le montagne, tutto è carezza di Dio!’

Ancora immobili per questo stupore, qualcosa intanto ci accarezza, per davvero, la schiena e il viso… Sono le piccole scimmie che appaiono all’improvviso, a decine, e addomesticano i visitatori di questo luogo magico. Viene in mente, allora, quella bella osservazione della ‘Laudato si’: “Per la tradizione giudaico-cristiana dire ‘creazione’ è più che dire natura, perché è un progetto dell’amore di Dio, dove ogni creatura ha un valore e un significato!”.

Così, perso in mezzo a questo immenso Atlante, il nostro piccolo gruppo è invitato oggi a contemplare,… che è sempre stupirsi di qualcosa più grande di sé. Tuttavia, l’amara osservazione del papa sulla nostra società dei consumi, dal cuore incapace di meravigliarsi o di contemplare, ci intristisce non poco… ‘Più il cuore di una persona è vuoto, più oggetti ha bisogno di comprare, possedere e consumare’.

Soulaymane, una giovane guida berbera, socialmente impegnata, ci prende quasi per mano per mostrarci e contemplare questi luoghi… Così, Tanaghmelt, un antico e delizioso villaggio berbero, un mulino tradizionale, una cooperativa di tappeti berberi femminili, un centro di economia sociale, ci hanno aperto le loro porte e il loro mistero. Per dirci come cultura locale, economia, attività, uomini e natura,… tutto qui è tenuto insieme in una sinergia e un rispetto invisibili. Come la trama di un tappeto.

Infine, sulla via del ritorno, ci tornava continuamente in mente una domanda dell’enciclica del papa: “La natura è piena di parole d’amore, ma come ascoltarle in mezzo a un rumore costante, una distrazione permanente e ansiosa, o un culto dell’apparenza?” Sì, domanda vera, provocante.

Dalla diocesi di Forlì la casa di Betania è una Chiesa aperta

Per gli orientamenti pastorali per l’anno 2022-2023 il vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Livio Corazza, ha scelto come icona biblica la ‘casa di Betania’, perché ‘di una cosa sola c’è bisogno’, realizzata appositamente per la diocesi unendo più pericopi evangeliche: Lc 10,38-42 (il brano biblico di riferimento indicato dalla Chiesa italiana) e Gv 12,1-2:

Arcidiocesi di Reggio Emilia-Guastalla: un cuor solo ed un’anima sola

“Non vuole essere una lettera pastorale, quanto piuttosto un’indicazione di alcuni spunti spirituali per il cammino di quest’anno.  Sono stati giorni e settimane intense, dove ho potuto constatare di persona la vitalità e la varietà di doni di cui è ricca e ricolma la nostra Chiesa”.

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