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Mons. Nosiglia davanti alla Sindone: l’amore di Dio è per sempre

Anche quest’anno ancora una Pasqua in lockdown e di nuovo il sabato santo in preghiera davanti alla Sindone in preghiera per ricordare Gesù che ha portato la Croce nell’attesa che le donne diano l’annuncio che Gesù è risorto.

A Torino si prega davanti alla Sindone

Dopo lo scorso anno anche oggi pomeriggio a Torino si prega di fronte alla Sindone per il mondo ancora assediato dalla pandemia, in quanto la Segreteria di Stato della Santa Sede ha autorizzato questo momento, che non è una ostensione vera e propria ma una contemplazione del sacro Lino deposto nella sua teca, come ha sottolineato l’arcivescovo, mons. Cesare Nosiglia:

Sabato 3 aprile in preghiera di fronte alla Sindone

“In questi tempi tormentati abbiamo bisogno di alimentare e comunicare la nostra speranza. E per noi credenti il modo più efficace di accrescere la speranza del mondo intero è la preghiera comune, il mettersi in ginocchio di fronte al Signore. Per questo celebriamo, anche nel prossimo Sabato Santo, giorno del silenzio davanti al sepolcro del Signore ma anche dell’attesa della sua risurrezione una speciale liturgia di fronte alla Sindone che ci ricorda questo evento centro vivo della nostra fede e della nostra speranza”.

Mons. Nosiglia: il Signore è fonte di speranza

“Mi unisco anch’io alla vostra supplica, rivolgendo lo sguardo all’Uomo della Sindone, nel quale riconosciamo i tratti del Servo del Signore, che Gesù ha realizzato nella sua Passione. Nel volto dell’Uomo della Sindone vediamo anche i volti di tanti fratelli e sorelle malati, specialmente di quelli più soli e meno curati; ma anche tutte le vittime delle guerre e delle violenze, delle schiavitù e delle persecuzioni. Come cristiani, alla luce delle Scritture, noi contempliamo in questo Telo l’icona del Signore Gesù crocifisso, morto e risorto. A Lui ci affidiamo, in Lui confidiamo. Gesù ci dà la forza di affrontare ogni prova con fede, con speranza e con amore, nella certezza che il Padre sempre ascolta i suoi figli che gridano a Lui, e li salva”.

La Sacra Sindone è segno di speranza di vita

Oggi alle ore 17.00 nella cappella dove è custodito il telo della Santa Sindone, l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, guida una liturgia di preghiera e contemplazione, trasmessa sia in diretta televisiva sia sui canali e le piattaforme social.

Al termine della diretta tv, sui social il dialogo e la riflessione continueranno con l’intervento di esperti e voci di ‘testimoni»’del momento che stiamo vivendo. La piattaforma social è realizzata con il contributo della Regione Piemonte. La regia delle immagini è a cura dell’équipe di Pastorale Giovanile della diocesi di Torino, che sta preparando l’incontro europeo dei giovani di Taizé previsto per il prossimo dicembre.

Quindi non si tratterà di una ostensione come quelle del passato, in quanto la Sindone rimane nella teca in cui è custodita normalmente ma sarà possibile contemplarla attraverso le immagini televisive. I precedenti più immediati con malati e giovani nel 2013, con i giovani nel 2018 si sono svolti con modalità leggermente diverse. In questa speciale preghiera una novità assoluta è rappresentata dalla ‘diretta social’ che si propone di coinvolgere tutto il mondo, perché la Sindone è davvero un ‘segno globale’ e le piattaforme che renderanno disponibili la diretta possono raggiungere l’intero pianeta.

Presentando l’iniziativa mons. Nosiglia ha affermato che il momento di preghiera vuole essere un segno di speranza: “La preghiera davanti alla Sindone è, per la Chiesa, un modo per ricordare nella liturgia il Cristo morto, in attesa della risurrezione di Pasqua.

Ma è anche, in questi giorni, la strada efficace per raccogliersi tutti, credenti e non, in una riflessione di fronte alla pandemia che sconvolge le nostre vite. La Sindone ci offre  un messaggio di speranza che parte dalla passione e morte del Signore ma che diventa fonte della vita nuova offerta a chiunque crede.

Una speranza che ci è tanto più necessaria oggi, di fronte ai lutti e alle sofferenze provocate in tutto il mondo dal contagio. L’amore che ci manifesta la Sindone ci sostiene nel credere che alla fine la luce vincerà le tenebre dello scoraggiamento e delle paure e la vita vincerà la morte e ogni altro male che assilla l’umanità”.

L’arcivescovo di Torino ha sottolineato che il sudario che avvolse Gesù riposto nel sepolcro è la vittoria della vita sulla morte: “Più forte è l’amore. Questo è l’annuncio pasquale che la Sindone ci porta a rivivere e ci riempie il cuore di riconoscenza e di fede. Sì, l’amore con cui Gesù ci ha donato la sua vita e che celebriamo durante la Settimana Santa è più forte di ogni sofferenza, di ogni malattia, di ogni contagio, di ogni prova e scoraggiamento”.

Riprendendo il messaggio del papa in occasione dell’ostensione del 2013 ha evidenziato che l’amore di Dio per l’uomo è indissolubile: “Niente e nessuno potrà mai separarci da questo amore, perché esso è fedele per sempre e ci unisce a lui con un vincolo indissolubile. Papa Francesco nel suo messaggio per l’ostensione del 2013 ci ha detto che non siamo noi che contempliamo, nella Sindone, un volto che ha gli occhi chiusi dalla morte.

Ma è lui che ci guarda per farci comprendere quale grande amore ha avuto per noi, liberandoci dal peccato e dalla morte. Quel volto parla al nostro cuore e ci comunica una grande pace ed è come se ci dicesse: abbi fiducia, non perdere la speranza, la forza dell’amore di Dio e del Risorto vince tutto… Sì, la Sindone lo ripete al nostro cuore sempre: più forte è l’amore”.

Con questo passaggio social la Sindone entra nella ‘dimensione pastorale’ della vita della Chiesa nella comunità: diventa riferimento importante nel cammino di una Chiesa che è presente nell’accompagnare la gente anche nei momenti più difficili e dolorosi. Quel Volto sindonico non chiama alla morte ma alla speranza e alla carità.

Torino ospita i giovani europei nella contemplazione della Sindone

“Il Pellegrinaggio dei giovani di Taizé a Torino, nel dicembre 2020, sarà uno ‘scambio di doni’: la presenza di migliaia di giovani nelle nostre famiglie e in città è un ‘regalo’ che ci aiuta a conoscere meglio il mondo, ad accrescere la fraternità fra di noi e con gli altri: così mons. Cesare Nosiglia ha presentato il cammino di preparazione al ‘Pellegrinaggio di fiducia sulla terra’, promosso dalla Comunità di Taizé e che si terrà a Torino dal 28 dicembre 2020 al 1° gennaio 2021.

Da Breslavia a Torino i giovani percorrono l’Europa in contemplazione della Sindone

Dopo Roma (1980, 1982, 1987 e 2012) e Milano (1998 e 2005), l’Incontro Europeo dei Giovani, alla sua 43^ edizione, torna in Italia per la settima volta e si terrà a Torino; a dare l’annuncio la sera del 30 dicembre, a Breslavia, frère Alois, priore della comunità di Taizé:

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