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Prosegue il ciclo di incontri dei Giovani UCID

Partendo dalle parole di papa Pio XI sul metodo della Dottrina sociale della Chiesa, prende ispirazione il ciclo di appuntamenti organizzato dai giovani di Ucid (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) del Lazio, che prosegue da dicembre con nuovi appuntamenti.

Liliana Segre: da domani non potrai più andare a scuola

‘Da domani non potrai più andare a scuola’: aveva 8 anni e sedeva a tavola con il papà e i nonni, la bambina Liliana Segre, quando le leggi razziali irruppero nella sua ‘piccola vita’; un destino che la insegue ancora oggi: “Chiesi subito: perché?.. Ricordo gli sguardi mentre cercavano di spiegarmi che eravamo ebrei e per gli ebrei c’erano nuove leggi’.

La Priora del Monastero di santa Rita da Cascia affida le scuole alla Santa

 “Chiediamo a Santa Rita di accompagnare i passi di ogni studente, docente e collaboratore scolastico. Attraverso la preghiera, a Lei, modello di obbedienza e virtù, affidiamo tutti loro. Il primo giorno di scuola è da sempre un nuovo inizio, un cammino che riparte, quest’anno ancor di più e come ogni percorso della vita necessita di una guida”.

La scuola luogo educativo

Nel giorno della riapertura scolastica in Italia, la Commissione episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università ha pubblicato un documento che si pone al termine del decennio che la Chiesa italiana ha dedicato al tema dell’educazione (gli Orientamenti pastorali 2010/2020 sull’Educare alla vita buona del Vangelo), ma che al tempo stesso intende rivolgere il proprio sguardo al futuro, come ha sottolineato nella presentazione mons. Mariano Crociata, presidente della stessa Commissione Cei:

Mattarella: la scuola è necessaria alla democrazia

La scuola è iniziata dopo sette mesi di presenza in remoto ed il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha partecipato alla riapertura della scuola a Vo’ Euganeo, nel Padovano, tra i primi focolai di coronavirus in Italia e dove si registrò il primo morto, definendolo ‘capitale d’Italia della scuola’, alla presenza del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, il ministro Federico D’Incà, il sottosegretario Andrea Martella, del presidente del Senato, Elisabetta Casellati, del presidente della regione del Veneto, Luca Zaia, del sindaco Giuliano Martini, del ct della Nazionale Roberto Mancini e del presidente del Coni Giovanni Malagò, del vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla.

La Chiesa invita la scuola a mettere al centro la relazione

Per la riapertura delle scuole in Italia, e a scuole in attività da poco in altri Paesi europei, una Lettera circolare della Congregazione per l’educazione cattolica rivolta alle scuole, alle università e alle istituzioni educative esorta a ‘rimettere al centro la relazione con la persona concreta e reale’, perché nei mesi di lockdown i sistemi scolastici e universitari di tutto il mondo si sono impegnati per assicurare la continuità dell’insegnamento attraverso le piattaforme digitali però l’efficacia della didattica a distanza ‘è stata condizionata da una marcata disparità delle opportunità educative e tecnologiche’, aumentando il divario educativo già esistente nel mondo:

“Eppure, le istituzioni educative cattoliche (scuole e università) hanno saputo, anche in questo caso, farsi frontiera avanzata della preoccupazione educativa ponendosi a servizio della comunità ecclesiale e civile, assicurando un servizio formativo e culturale di carattere pubblico, a beneficio dell’intera comunità”.

Per la Congregazione per l’educazione cattolica la scuola deve affrontare alcune sfide: “Nelle classi, nelle aule e nei laboratori si cresce insieme e si costruisce un’identità di relazione. In tutte le età della vita, ma tanto più nell’infanzia, nell’adolescenza e nella prima età adulta il processo di crescita psico-pedagogico non può realizzarsi senza l’incontro con gli altri e la presenza dell’altro fa nascere le condizioni necessarie per il fiorire della creatività e dell’inclusione.

Nel campo della ricerca scientifica, dell’investigazione accademica e, in generale, dell’attività didattica, le relazioni interpersonali costituiscono il ‘luogo’ in cui transdisciplinarità e interdisciplinarità emergono come criteri culturali fondamentali per arginare i rischi di frammentazione e disintegrazione dei saperi, nonché per l’apertura di questi stessi saperi alla luce della Rivelazione”.

Negli anni, e per ultimo a causa del Covid-19, si legge ancora nel testo, sono cambiate profondamente le modalità di lavoro e il ruolo di docenti e educatori: “L’ampia diffusione e la persistenza nel tempo della pandemia hanno suscitato un diffuso senso di incertezza anche nei docenti e negli educatori.

Il loro preziosissimo apporto (profondamente cambiato durante gli anni, tanto dal punto di vista sociale quanto dal punto di vista tecnico) ha bisogno di essere sostenuto attraverso una solida formazione continua che sappia andare incontro alle esigenze dei tempi, senza perdere quella sintesi tra fede, cultura e vita, che costituisce la peculiare chiave di volta della missione educativa attuata nella scuola e nell’università cattolica.

Sui docenti gravano tante responsabilità e il loro impegno deve sempre di più trasformarsi in un’azione reale, creativa e inclusiva. Grazie a loro si alimenta uno spirito di fraternità e condivisione non solo con i discenti, ma anche tra le generazioni, le religioni e le culture, nonché tra l’uomo e l’ambiente”.

Quindi la relazione è l’anima del processo educativo: “Affinché ciò avvenga, occorre sempre rimettere al centro dell’azione educativa la relazione con la persona concreta e tra le persone reali che costituiscono la comunità educativa; relazione che non può trovare casa sufficiente nell’interazione mediata da uno schermo o nelle impersonali connessioni della rete digitale.

La persona concreta e reale è l’anima stessa dei processi educativi formali e informali, nonché fonte inesauribile di vita per la sua natura essenzialmente relazionale e comunitaria, che sempre implica la duplice dimensione verticale (aperta alla comunione con Dio) e orizzontale (comunione tra gli uomini). L’educazione cattolica (ispirandosi alla visione cristiana della realtà in tutte le sue espressioni) mira alla formazione integrale della persona chiamata a vivere in maniera responsabile una specifica vocazione in solidarietà con gli altri uomini”.

La Congregazione avverte quindi che è necessario un patto educativo che rimette “al centro dell’azione educativa la relazione con la persona concreta e tra le persone reali che costituiscono la comunità educativa… La situazione attuale ha fatto emergere con forza l’esigenza di un patto educativo sempre più comunitario e condiviso, che (traendo forza dal Vangelo e dagli insegnamenti della Chiesa) concorra in generosa e aperta sinergia alla diffusione di un’autentica cultura dell’incontro. Per questo, le scuole e le università cattoliche sono chiamate a formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità”.

Quindi ecco la necessità del lavoro in rete: “L’evidenza che ‘la pandemia ha messo in risalto quanto siamo tutti vulnerabili e interconnessi’ chiede alle istituzioni educative (cattoliche e non) di contribuire alla realizzazione di un’ alleanza educativa che, come in un movimento di squadra, abbia l’obiettivo di ‘ritrovare il passo comune per ravvivare l’impegno per e con le giovani generazioni, rinnovando la passione per un’educazione più aperta e inclusiva, capace di ascolto paziente, dialogo costruttivo e mutua comprensione’.

Ciò può essere favorito da una rete più integrata di cooperazione, la quale si configura come un punto di partenza per fissare e condividere alcuni obiettivi irrinunciabili verso cui far convergere (in modo creativo e concreto) modelli di convivenza alternativi rispetto a quelli di una società massificata e individualista. Si tratta di una responsabilità ampia e aperta a tutti quelli che hanno a cuore la costruzione di un rinnovato progetto educativo di lungo periodo, sulla base di istanze etiche e normative condivise. Un prezioso contributo può essere dato dalla pastorale scolastica e universitaria nonché dai singoli cristiani presenti in tutte le istituzioni educative”.

Ed infine un invito a guardare ‘oltre’: “Nella prospettiva della futura programmazione scolastica e accademica, pur fra incertezze e preoccupazioni, i responsabili della società sono chiamati a dare maggiore rilevanza all’educazione in tutte le sue dimensioni formali e informali, coordinando gli sforzi per sostenere e assicurare, in questo tempo difficile, l’impegno educativo di tutti.

E’ tempo di guardare avanti con coraggio e speranza. Le istituzioni educative cattoliche hanno in Cristo (via, verità e vita) il loro fondamento e una fonte perenne di ‘acqua viva’ che rivela il senso nuovo dell’esistenza e la trasforma. Pertanto, ci sostenga la convinzione che nell’educazione abita il seme della speranza: una speranza di pace e di giustizia”.

Un augurio alla scuola dalla diocesi di Monreale

Il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha inviato un breve videomessaggio con un appello ai ragazzi: “Lunedì si torna a scuola. Rivolgo un augurio a studenti, insegnanti, personale scolastico. Sarà un momento di intensa emozione come è stato per me ogni primo giorno di scuola… Voi dovrete fare la vostra parte, dovete impegnarvi a rispettare le regole di cautela che vi consentiranno di tutelare la vostra salute e la salute delle persone che amate e che vi amano”.

L’augurio dei vescovi delle Marche per il nuovo anno scolastico

A settembre iniziano le scuole e quest’anno è un inizio molto atteso da tutti, in quanto sono trascorsi sei mesi dalla loro chiusura forzata e studenti ed insegnanti sono stati costretti a lezioni a distanza a causa del Covid 19. Per questo motivo si attende con un po’ di trepidazione l’inizio, come hanno scritto i vescovi marchigiani in lettera al mondo scolastico, agli studenti ed alle loro famiglie:

Scuola: a Torino un accordo tra diocesi e comune

Mancano alcuni giorni all’inizio del nuovo anno scolastico e molti Provveditorato stanno cercando di reperire aule per consentire agli studenti il regolare svolgimento delle lezioni nelle norme anti covid. In questa situazione molte diocesi stanno mettendo a disposizione i locali delle parrocchie, come nella diocesi di Torino.

Per il patriarca Moraglia le priorità sono la scuola e i poveri

Il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, ha preso la citazione più lunga della sua ultima lettera pastorale, ‘La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì’, da un classico della letteratura cristiana del ’900, ‘Resistenza e resa’ di Dietrich Bonhoeffer: “L’essenza dell’ottimismo non è guardare al di là della situazione presente, ma è una forza vitale, la forza di sperare quando gli altri si rassegnano, la forza di tenere alta la testa quando sembra che tutto fallisca, la forza di sopportare gli insuccessi, una forza che non lascia mai il futuro agli avversari, ma lo rivendica per sé”.

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