Tag Archives: Salvezza

Mons. Napolioni: la vita di sant’Omobono è un inno alla carità

‘Oggi, voglio cantare con voi e per voi, perché le pene e le paure non vi strozzino la voce in gola’: è un grande messaggio di speranza e conforto quello che, secondo mons. Antonio Napolioni, vescovo di Cremona, sant’Omobono ha rivolto alla comunità in occasione della solennità patronale, presiedendo domenica 13 novembre la Santa Messa dedicata al protettore della città.

Papa Francesco invita i teologi ad ‘arrischiarsi’

La Tradizione fa crescere la Chiesa dal basso verso l’alto, come le radici con l’albero, anche se esiste il pericolo di ‘ritornare indietro’, che porta a pensare secondo la logica del ‘si è fatto sempre così’. Lo ha affermato papa Francesco, incontrando i membri della Commissione teologica, istituita da Paolo VI nel 1969.

Papa Francesco all’World Jewish Congress chiede di lavorare per la fraternità

Questa mattina papa Francesco ha ricevuto i partecipanti dell’ ‘Executive Committee Meeting del World Jewish Congress’, fondato a Ginevra nel 1936 nel segno della solidarietà con gli ebrei perseguitati nella Germania nazista, della lotta all’Antisemitismo in Europa, della repressione degli ebrei nell’Unione Sovietica e delle rivendicazioni di una politica migratoria e sociale ebraica (Giudaismo). Scaturì principalmente dal Comité des délégations juives, creato nel 1919.

Nel discorso il papa ha evidenziato i tratti comuni tra ebrei e cristiani: “Ebrei e cattolici, abbiamo in comune inestimabili tesori spirituali. Professiamo la fede nel Creatore del cielo e della terra, che non solo ha dato origine all’umanità, ma plasma ogni essere umano a sua immagine e somiglianza. Crediamo che l’Onnipotente non è rimasto distante dalla sua creazione, ma si è rivelato, non comunicando soltanto con alcuni, isolatamente, ma rivolgendosi a noi come popolo. Tramite la fede e la lettura delle Scritture trasmesse nelle nostre tradizioni religiose, possiamo entrare in relazione con Lui e diventare collaboratori della sua provvidente volontà”.

Ma ebrei e cristiani tendono anche verso un fine comune: “Abbiamo anche uno sguardo simile sulla fine, abitati dalla fiducia che, nel cammino della vita, non procediamo verso il nulla, ma incontro all’Altissimo che ha cura di noi, incontro a Colui che ci ha promesso, alla conclusione dei giorni, un regno eterno di pace, dove terminerà tutto ciò che minaccia la vita e la convivenza umana”.

Il fine è la salvezza, secondo le parole della Sacra Scrittura: “Il nostro mondo è segnato dalla violenza, dall’oppressione e dallo sfruttamento, ma tutto ciò non ha l’ultima parola: la promessa fedele dell’Eterno ci parla di un futuro di salvezza, di un nuovo cielo e di una nuova terra dove pace e gioia avranno stabile dimora, dove la morte sarà eliminata per sempre, dove Egli asciugherà le lacrime su ogni volto, dove non vi saranno più lutto, lamento a affanno. Il Signore realizzerà questo futuro, anzi Lui stesso sarà il nostro futuro”.

E tale salvezza alimenta la speranza, nonostante idee diverse: “E, sebbene esistano idee diverse nell’ebraismo e nel cristianesimo su come si configurerà tale compimento, la confortante promessa che abbiamo in comune permane. Essa alimenta la nostra speranza, ma non meno il nostro impegno, affinché il mondo che abitiamo e la storia che viviamo rispecchino la presenza di Colui che ci ha chiamati ad essere adoratori suoi e custodi dei nostri fratelli”.

Il discorso del papa è un invito a ‘lavorare’ per la fraternità: “Alle nostre due comunità di fede è affidato il compito di lavorare per rendere il mondo più fraterno, lottando contro le disuguaglianze e promuovendo una maggiore giustizia, affinché la pace non rimanga una promessa dell’altro mondo, ma sia già realtà in questo. Sì, la strada della pacifica convivenza comincia dalla giustizia che, insieme alla verità, all’amore e alla libertà, è una delle condizioni fondamentali per una pace duratura nel mondo”.

E’ un invito a lavorare per la pace: “Quanti esseri umani, creati a immagine e somiglianza di Dio, sono sfigurati nella loro dignità, a causa di un’ingiustizia che lacera il pianeta e rappresenta la causa soggiacente a tanti conflitti, la palude in cui ristagnano guerre e violenze! Colui che tutto ha creato secondo ordine e armonia ci invita a bonificare questa palude di ingiustizia che affossa la convivenza fraterna nel mondo, tanto quanto le devastazioni ambientali compromettono la salute della terra”.

Queste iniziative comuni richiedono coraggio e creatività: “E beneficiano grandemente della fede, della capacità di riporre la fiducia nell’Altissimo e di lasciarsi guidare da Lui, piuttosto che da meri interessi terreni, che sono sempre immediati e non lungimiranti, particolari e incapaci di abbracciare l’insieme.

La fede ci ridesta invece al pensiero che ogni uomo è a immagine e somiglianza dell’Altissimo, chiamato a incamminarsi verso il suo regno… In altre parole, le nostre iniziative politiche, culturali e sociali per migliorare il mondo (quello che voi chiamate ‘Tiqqun Olam’) non potranno avere il buon esito sperato senza la preghiera e senza l’apertura fraterna alle altre creature in nome dell’unico Creatore, il quale ama la vita e benedice gli operatori di pace”.

(Foto: Santa Sede)

Papa Francesco ai giovani astigiani: non conformatevi

Con la recita dell’Angelus papa Francesco ha concluso la visita ad Asti, che lo ha eletto ‘cittadino onorario’, dove risiedono alcuni suoi parenti, ringraziando per l’accoglienza con un augurio in piemontese: “Al termine di questa Celebrazione desidero esprimere la mia riconoscenza alla Diocesi, alla Provincia e alla Città di Asti: grazie per l’accoglienza calorosa che mi avete riservato! Sono tanto grato alle Autorità civili e religiose anche per i preparativi che hanno reso possibile questa desiderata visita. A tutti voi vorrei dire che a la fame propri piasi’ encuntreve! [mi ha fatto piacere incontrarvi]; e augurarvi: ch’a staga bin! [state bene!]”

XXX Domenica del Tempo Ordinario: il fariseo ed il pubblicano al Tempio

Protagonisti della parabola sono un fariseo e un pubblicano in preghiera al tempio: due categorie di persone molto in voga ai tempi di Gesù, ma che si riscontrano · purtroppo ancora oggi sotto denominazioni diverse.

Papa Francesco: la Santità è bellezza

Ci sono santi e sante anche nel 2022, nel bene che germoglia in “apparentemente inattuali gesti di pace, nella diserzione alla strage, nella preghiera, nella testimonianza e nella carità segrete che cambiano tutto, fosse anche per una sola persona… Ci sono santi e sante, che, nella guerra in Europa e in altri 168 luoghi del mondo, stanno parlando anche adesso, dicendo agli uomini e alle donne di questo tempo che c’è una salvezza che ci riguarda e che non è una fuga all’indietro, ma una corsa in avanti verso un orizzonte cristiano che coincide, anche se non si esaurisce, con l’umanesimo che fa fare pace al mondo”:

L’attualità del Concilio Vaticano II nel rinnovamento della Chiesa

“La Madre Chiesa si rallegra perché, per un dono speciale della Divina Provvidenza, è ormai sorto il giorno tanto desiderato nel quale qui, presso il sepolcro di san Pietro, auspice la Vergine Madre di Dio, di cui oggi si celebra con gioia la dignità materna, inizia solennemente il Concilio Ecumenico Vaticano II”.

P. Renato Zilio: a Casablanca per costruire una città accogliente

“Il senso ultimo del nostro ‘viaggio’ in questo mondo è la ricerca della vera patria, il Regno di Dio inaugurato da Gesù Cristo, che troverà la sua piena realizzazione quando Lui tornerà nella gloria. Il suo Regno non è ancora compiuto, ma è già presente in coloro che hanno accolto la salvezza”: così inizia il messaggio di papa Francesco, ‘Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati’, in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si è celebrata domenica 25 settembre.

Papa Francesco: mai perdere lo stupore

Non solo stupirsi del piano di salvezza, ma stupirsi del fatto che Gesù ci coinvolge in questo piano di salvezza; martedì 30 agosto papa Francesco ha concluso gli incontri con i cardinali con una celebrazione eucaristica con i nuovi porporati, cui è stata consegnata la berretta rossa nel concistoro di sabato 27 agosto.

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