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Papa Francesco mette sotto la protezione della Madonna il mondo

Oggi pomeriggio, vigilia di Pentecoste, papa Francesco ha presieduto la recita del Santo Rosario dalla Grotta di Lourdes, nei Giardini Vaticani, promossa dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, sul tema, tratto dagli Atti degli Apostoli: ‘Assidui e concordi nella preghiera, insieme con Maria’, trasmesso in mondovisione con i Santuari mariani del mondo.

Dalle diocesi la benedizione degli oli sacri per sanare le ferite

Il Giovedì Santo, il vescovo riunisce il clero nella cattedrale per la celebrazione del Messa del Crisma per la benedizione degli Oli sacri: dei catecumeni, degli infermi e del Sacro crisma che viene usato per ungere la fronte dei cresimandi, le mani dei sacerdoti ed, infine, il capo nell’ordinazione a vescovo. Quest’anno la celebrazione non si è potuta celebrare a causa dell’emergenza sanitaria ed è stata rimandata in questo fine settimana, vigilia di Pentecoste, che conclude il Tempo.

Papa Francesco: l’annuncio di Dio è la salvezza per l’uomo

Giovedì 21 maggio, festa dell’Ascensione, si sarebbe dovuta svolgere l’assemblea delle Pontificie Opere Missionarie (POM), annullata per la diffusione del coronavirus, ma papa Francesco ha inviato ugualmente un messaggio, in cui ha sottolineato il dinamismo missionario della Chiesa: “Questa festa cristiana, nei tempi inimmaginabili che stiamo vivendo, mi appare ancora più feconda di suggestioni per il cammino e la missione di ognuno di noi e di tutta la Chiesa”.

Papa Francesco: con l’Ascensione Dio resta con il popolo

Al termine del Regina Coeli papa Francesco si è affacciato su piazza san Pietro per salutare i pochi fedeli radunati con tutte le precauzioni, ricordando la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: “Ricorre oggi la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, dedicata quest’anno al tema della narrazione. Possa questo evento incoraggiarci a raccontare e condividere storie costruttive, che ci aiutano a comprendere che siamo tutti parte di una storia più grande di noi e possiamo guardare con speranza al futuro, se ci prendiamo davvero cura come fratelli gli uni degli altri”.

Papa Francesco invita ad essere popolo di Dio

Nella celebrazione mattutina a Santa Marta, papa Francesco, dopo aver ricevuto una lettera, ha nuovamente rivolto il suo pensiero agli artisti, chiede a Dio di benedirli: “Ieri ho ricevuto una lettera di un gruppo di artisti: ringraziavano per la preghiera che noi abbiamo fatto per loro. Vorrei chiedere al Signore che li benedica perché gli artisti ci fanno capire cosa è la bellezza e senza il bello il Vangelo non si può capire. Preghiamo un’altra volta per gli artisti”.

La Chiesa affida l’Italia alla Madre di Dio

Raccogliendo la proposta e la sollecitazione di tanti fedeli, la CEI stasera nella basilica di Santa Maria del Fonte a Caravaggio (diocesi di Cremona, provincia di Bergamo) ha affidato l’Italia alla protezione della Madre di Dio come segno di salvezza e di speranza.

Da Gerusalemme l’annuncio di vita pasquale

Pasqua diversa a Gerusalemme con le chiese ed il Santo Sepolcro chiusi a causa del coronavirus, non solo vuota di pellegrini e visitatori, ma anche di gran parte dei suoi abitanti, soprattutto dopo la chiusura delle scuole (anche cristiane) di ogni ordine e grado e l’annullamento di tutte le prenotazioni alberghiere per i mesi di marzo e aprile, mesi che di solito vedono un enorme aumento del numero di pellegrini provenienti da tutto il mondo per celebrare la Resurrezione di Gesù in Terra Santa. Lo stesso a Betlemme.

Papa Francesco: nessuno approfitti della pandemia per propri interessi

Chiudendo la settimana che precede quella Santa nella messa mattutina, trasmessa in streaming da Santa Marta, papa Francesco ha pregato affinché nessuno approfitti della pandemia per i propri interessi: “In questi momenti di turbamento, di difficoltà, di dolore, tante volte alla gente viene la possibilità di fare una o l’altra cosa, tante cose buone. Ma anche non manca che a qualcuno venga l’idea di fare qualcosa non tanto buona, approfittare del momento e approfittarne per se stesso, per il proprio guadagno. Preghiamo oggi perché il Signore ci dia a tutti una coscienza retta, una coscienza trasparente, che possa farsi vedere da Dio senza vergognarsi”.

Papa Francesco prega per chi ha fame

Nella messa a Santa Marta stamane papa Francesco ha rinnovato la sua preghiera per le famiglie che iniziano a subire le conseguenze della pandemia del Covid-19. Nella 20^ 20.ma messa in diretta streaming dopo la sospensione, in Italia e altri Paesi, della celebrazione eucaristica con la partecipazione dei fedeli a causa della pandemia di coronavirus il papa ha rivolto il suo pensiero a quanti iniziano a subire le conseguenze economiche di questa crisi sanitaria:

“In questi giorni, in alcune parti del mondo, si sono evidenziate conseguenze della pandemia; una di quelle è la fame. Si incomincia a vedere gente che ha fame, perché non può lavorare, non aveva un lavoro fisso, e per tante circostanze. Incominciamo già a vedere il ‘dopo’, che verrà più tardi ma incomincia adesso. Preghiamo per le famiglie che incominciano a sentire il bisogno a causa della pandemia”.

Nell’omelia, commentando il Vangelo di san Giovanni papa Francesco ha affermato con forza che i sacerdoti e le suore fanno bene a sporcarsi le mani aiutando i poveri e i malati, anche in questo periodo, perché i religiosi e le religiose non devono mai diventare una élite rinchiusa in un servizio religioso staccato dal popolo e devono ricordare di appartenere al popolo e servirlo, sottolineando che i farisei dopo una discussione tornarono a casa propria:

“Dopo la discussione e tutto questo, ognuno tornò alle sue convinzioni. C’è una spaccatura nel popolo: il popolo che segue Gesù lo ascolta e il gruppo dei dottori della Legge che a priori rifiutano Gesù perché non opera secondo la legge, secondo loro. Sono due gruppi di persone. Il popolo che ama Gesù, lo segue e il gruppo degli intellettuali della Legge, i capi di Israele, i capi del popolo”.

I vescovi affidano il mondo alla Madonna

“Stiamo percorrendo un sentiero che all’improvviso si è inoltrato in una valle oscura. Il dolore, lo smarrimento e l’ansia hanno invaso i nostri ambienti e i nostri giorni… Sentiamo vivo il bisogno di un rifugio sicuro, di una roccia salda, di una mano potente, di un cuore amorevole a cui affidarci”:

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