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Papa Francesco ai giovani: non perdete il fiuto della verità

A piazza san Pietro i giovani hanno riassaporato, dopo due anni, il sapore delle Giornate mondiali della Gioventù insieme a papa Francesco nell’incontro conclusivo del pellegrinaggio degli adolescenti organizzato dalla Pastorale giovanile della CEI nell’ambito del progetto ‘Seme di vento’, ripercorso dal presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti:   

Gli auguri di Pasqua dalle diocesi marchigiane

Il tempo di Pasqua offre una ricchezza evangelica, fin dalla narrazione della Passione, che mette al centro del messaggio cristiano la vittoria della vita sulla morte, come ha sottolineato mons. Gianpiero Palmieri, vescovo della diocesi di Ascoli Piceno:

Da Gerusalemme un invito a vedere il mistero della Resurrezione

“Possano israeliani, palestinesi e tutti gli abitanti della Città Santa, insieme con i pellegrini, sperimentare la bellezza della pace, vivere in fraternità e accedere con libertà ai Luoghi Santi nel rispetto reciproco dei diritti di ciascuno. Sia pace e riconciliazione per i popoli del Libano, della Siria e dell’Iraq, e in particolare per tutte le comunità cristiane che vivono in Medio Oriente”: questo è stato l’auspicio del papa durante la benedizione pasquale di oggi.

Cristo è risorto: Alleluia!

Pasqua anno 2022: Cristo è risorto! San Giovanni evangelista ci dà il lieto annuncio della risurrezione: il primo giorno dopo il sabato, il sepolcro è vuoto! I discepoli di Gesù si trovarono di fronte ad una realtà nuova, umanamente incredibile, sconvolgente. La prima è stata Maria di Magdala, che si era recata molto presto con due amiche portando aromi per imbalsamare il corpo; camminavano ma erano preoccupate come potere rimuovere la pietra che chiudeva la sepoltura.

Papa Francesco: la luce spalanca i cuori

Al termine dell’omelia della veglia pasquale papa Francesco ha rivolto il suo pensiero alla guerra in Ucraina attraverso il saluto ad una delegazione ufficiale ucraina, tra cui Ivan Fedorov, sindaco di Melitopol, prigioniero per sei giorni dai russi e liberato il 17 marzo in uno scambio di prigionieri tra Kyiv e Mosca.: “… nel buio oscuro della guerra, della crudeltà tutti noi preghiamo per voi e con voi questa notte, preghiamo per tante sofferenze, noi soltanto possiamo darvi la nostra compagnia la nostra preghiera e dirvi coraggio: vi accompagnano: Cristo è risorto”.

Da Gerusalemme un messaggio di pace e di vita

Da Gerusalemme si irradia un messaggio di pace e di vita con un messaggio del patriarca latino, mons. Pierbattista Pizzaballa, attraverso i segni della resurrezione, che risana il mondo con una buona notizia:

Se Gesù non fosse risorto davvero…

Se siamo cristiani dobbiamo porci seriamente una domanda: io credo che Gesù sia risorto dai morti? Di conseguenza… credo che sia più forte del male, delle tenebre e del Maligno stesso, che lo ha messo su quella croce? Credo che la vittoria finale sarà di Cristo, non di Satana, nonostante il mondo – in questo momento – sia ancora agonizzante?

Il cardinale Zuppi: credere nella Pasqua non ci fa arrendere al male

I ‘panini benedetti’ sono un segno particolare della devozione a san Nicola da Tolentino, legati ad un episodio della sua vita. San Nicola, gravemente malato, ottenne la grazia della guarigione per intervento della Vergine Maria, che, apparsa in visione, gli aveva assicurato: “Chiedi in carità, in nome di mio Figlio, un pane. Quando lo avrai ricevuto, tu lo mangerai dopo averlo intinto nell’acqua, e grazie alla mia intercessione riacquisterai la salute”.

Il santo non esitò a mangiare il pane ricevuto in carità da una donna di Tolentino, riacquistando così la salute. Da quel giorno san Nicola prese a distribuire il pane benedetto ai malati che visitava, esortandoli a confidare nella protezione della Vergine Maria per ottenere la guarigione dalla malattia e la liberazione dal peccato.

Quindi nella ‘domenica laetare’, che racconta la parabola del ‘Figlio prodigo’, facendo pregustare la gioia della Pasqua di Resurrezione, nella basilica di san Nicola da Tolentino si è celebrata la festa del pane con i sindaci della Comunità montana dei ‘Monti Azzurri’, che hanno preso parte alla messa officiata dall’arcivescovo di Bologna, card. Matteo Maria Zuppi: “Ecco, oggi è la festa della resurrezione di un figlio che era perduto ed è tornato in vita. E’ questo il senso della Quaresima: non meno vita, ma finalmente vita vera, incontro con sé, rientrare in sé, non uscire da sé!”

Quindi ha ribadito l’importanza di legami di amore, su cui fondare il significato di libertà: “Solo l’amore giustifica la festa. E no, non è mai buono, nemmeno da giusto, essere soli! Solo il Padre libera dal male e dalle sue conseguenze, che sono anche la diffidenza del fratello maggiore, che vede solo il peccato e non sa gioire per la resurrezione del minore. Ce lo ricorda san Nicola… Oggi benediciamo i ‘panini miracolosi’ di san Nicola…  Il santo non esitò a mangiare il pane ricevuto in carità da una donna di Tolentino, riacquistando così la salute”.

Il cardinale ha evidenziato che nell’unità si può trovare l’amore: “San Nicola colpiva perché aveva un modo affettivo!Non succede niente quando siamo tiepidi. Quando si trovava all’altare, raccontano le storie, la sua faccia si infiammava d’amore e abbondanti lacrime sgorgavano dai suoi occhi. Le segrete comunicazioni della sua anima con Dio all’altare e al confessionale gli facevano gustare anticipatamente le delizie della beatitudine celeste… Solo insieme troviamo la soluzione. Solo ‘Fratelli tutti’ è il futuro.”.

Al termine della concelebrazione eucaristica ho chiesto al card. Zuppi di spiegare il motivo per cui Pasqua non può esistere senza Resurrezione: “Pasqua è la Resurrezione. La bella notizia non consiste nelle parole importanti dette da Gesù; ma la notizia di Pasqua è la più incredibile di tutte: quell’uomo, morto in croce, è risorto e la vita non finisce. Ci aiuta a guardare con forza l’inevitabile scontro  con il limite della vita attraverso la croce, perché ci aiuta a vedere la luce della vittoria dell’amore sulla morte”.

In quale modo Gesù riaccende la speranza?

“Amando fino alla fine, abbassandosi fino all’umiliazione per innalzarsi sino alla gloria di Dio. Gesù vive fino in fondo quello che in realtà gli uomini e le donne vivono, cioè lo scontro con la propria fragilità, quando il male mette in croce i nostri sogni e le nostre attese. Il male mette in croce, l’amore vince la croce”.

Allora la Pasqua può essere un invito a superare la difficoltà del vivere?

“La Pasqua non rimuove tutte le nostre difficoltà. La vittoria di Gesù non è quella che ci permette di non avere più problemi, secondo una certa nostra idea di benessere. La Pasqua, per di più, non si afferma nemmeno immediatamente nel cuore dei discepoli. Essi devono combattere con la loro incredulità. La Pasqua è la vittoria, perché libera la morte dall’essere definitiva e rende definitivo l’amore di Gesù e la sua presenza viva”.

Per quale motivo nella Pasqua esplode la gioia?

“La Pasqua stessa è gioia, perché ci permette di combattere il male; ci affranca da esso e dalle sue intimidazioni, dal turbamento davanti alla sua forza e dalla sua capacità di seminare il dubbio sull’amore di Dio. Dobbiamo rafforzare l’uomo interiore per trasformare le esperienze in consapevolezza e non lasciarle solo emozioni da consumare”. 

E’ possibile credere nella Pasqua in tempi difficili?

“A maggior ragione! Credere nella Pasqua non ci fa arrendere al male. Qualche volta il male sembra definitivo e vincente; in realtà è la forza di Gesù che vince il male; la forza del perdono e della misericordia vince il male. Proprio nel buio della sofferenza crediamo nella luce della Resurrezione”.

Venerdì 25 marzo papa Francesco ha consacrato al cuore immacolato di Maria la Russia, l’Ucraina e tutto il mondo. Quale forza ha la preghiera?

“La preghiera è la forza più grande per due motivi; la prima ragione è che la preghiera è la forza di Dio, che arriva dove noi non arriviamo; è una forza che non si vede, eppure è così efficace. Il secondo motivo è che la preghiera chiede a chi prega anche l’impegno. Non si accontenta della delega a Dio ‘pensaci tu’, ma Dio chiede di coinvolgerci nella lotta affinché il male venga sconfitto. La preghiera per la pace ci chiede di essere uomini di pace”.  

(Tratto da Aci Stampa)

A L’Aquila tornano le fiaccole per ricordare il terremoto

Anche quest’anno a L’Aquila sono state ricordate le 309 vittime con i rintocchi di campana nella notte di piazza Duomo a 13 anni di distanza dal quel giorno del 2009 con l’arcivescovo della città, card. Giuseppe Petrocchi, che i deceduti ‘restano a pieno titolo parte integrante della nostra comunità ecclesiale e civile’.

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