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Card. De Donatis al COR: alleati delle parrocchie per gli oratori

Nei giorni scorsi il nuovo anno pastorale del Centro Oratori Romani è stato inaugurato solennemente con una celebrazione eucaristica presieduta dal card. Vicario Angelo De Donatis nella parrocchia di Santa Maria del Buon Consiglio al Quadraro a Roma dove sono presenti le spoglie mortali del fondatore dell’associazione, il Servo di Dio, Arnaldo Canepa.

Un appuntamento che quest’anno coincide con il 75° anniversario dalla fondazione del COR e che, come da tradizione, ha visto riuniti i soci effettivi e gli amici seppure con le dovute attenzioni per la situazione sanitaria. Una celebrazione fortemente desiderata dai soci che hanno accolto due nuovi giovani per la promessa di servizio in un anno complesso anche per la pastorale oratoriana nella diocesi di Roma.

 Il card. De Donatis, accolto dal Presidente David Lo Bascio e dalla Giunta esecutiva, insieme a parroci ed assistenti degli oratori di Roma, ha commentato per i catechisti del COR il brano del Buon Pastore:

“Lui  che, lascia le 99 pecore al sicuro e va dietro a quella perduta. Nell’ottica di Dio, quell’unica che si è persa diventa più importante delle 99 che sono già con Lui. L’attenzione del Pastore verso la pecora possa spingerci ad uscire dai recinti per annunciare Cristo a coloro che ancora non lo conoscono.

Possano quelle parrocchie, che non hanno ancora l’oratorio  e non sanno come prendersi cura dei loro piccoli, trovare in voi alleati preziosi,  fratelli e sorelle che hanno a cuore che Cristo sia annunciato e conosciuto. So con certezza che questo è quello che c’è nel vostro cuore”.

Il cardinale ha fatto chiaro riferimento al processo di rinnovamento che è in corso nell’associazione e che lo stesso presidente Lo Bascio ha illustrato nel suo intervento di saluto presentandolo come “un desiderio di spogliarsi di tutto ciò che non serve, di tutto ciò che è autoreferenziale, e che ci impedisce di correre fuori verso i mille ragazzi che attendono ancora una parola, un esempio e una speranza”.

Lo Bascio non ha nascosto la difficoltà del momento presente in un anno che avrebbe dovuto celebrare festosamente il giubileo dell’associazione: “Questa Eucaristia ha per noi il sapore agrodolce del Mistero Pasquale: se su un versante sperimentiamo tutta la fatica del Calvario, che non è solo figlia dell’epidemia, ma più in generale del nostro impegno tante volte disistimato o frainteso, dall’altro intravediamo le luci della Resurrezione”.

Luci che emergono dal sogno di vedere riconosciuti i bambini come persone, dalla vocazione laicale di servizio e dal carisma che sia lievito alla maniera del Vangelo, come ha concluso Lo Bascio: “Quello che per Canepa fu il Quadraro oggi sono per noi gli infiniti quartieri di questa città. C’è ancora bisogno di seminarli tutti della misericordia di Dio. C’è ancora bisogno di lasciare tutto per la pecorella smarrita. C’è ancora bisogno dell’oratorio a Roma”.

 L’associazione romana, che da decenni promuove la pastorale oratoriana in stretta collaborazione con la Diocesi e con le parrocchie che desiderano avviare questa esperienza formativa per bambini e ragazzi, ha scelto per quest’anno il tema ‘Cambia l’Aria, Arriva l’Oratorio’.

Tutte le iniziative che verranno realizzate sono chiaro segno del cammino che  l’associazione sta compiendo verso un  profondo rinnovamento,  ma anche la conferma dell’essere a servizio, specie in un tempo cosi complesso, delle comunità che con coraggio e abnegazione si stanno impegnando a proseguire nell’annuncio della Buona Novella fra i più piccoli trovando anche nuove strade pastorali.

(Foto: Cor)

Papa Francesco: la Resurrezione non è un miraggio

Oggi papa Francesco ha celebrato la Messa nella Basilica Vaticana in suffragio di Cardinali e  Vescovi defunti nel corso dell’anno: 6 cardinali scomparsi nell’anno (Prosper Grech, Renato Corti, Zenon Grocholewski, Adrianus Johannes Simonis, Marian Jaworski, Anthony Soter Fernandez), 163 gli arcivescovi e i vescovi di tutto il mondo, riaffermando che Gesù è la Resurrezione, come è scritto nel Vangelo di Giovanni:

Immacolata Assunzione: la festa della resurrezione

“L’Immacolata Madre sempre Vergine Maria terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”: così 70 anni fa, 1 novembre dell’Anno santo 1950, papa Pio XII proclamò il dogma dell’Assunta con la Costituzione apostolica ‘Munificentissimus Deus’: un documento del magistero papale, che ha posto per sempre il sigillo sull’ultimo dogma mariano della Chiesa cattolica dopo quello del Concilio di Efeso del 431 in cui venne dichiarata ‘Maria Madre di Dio’ e quello della bolla del beato Pio IX del 1854 ‘Ineffabilis Deus’ con cui la Vergine fu proclamata ‘Immacolata concezione’.

Papa Francesco ai sacerdoti: imparare dal popolo di Dio

Papa Francesco in una lettera ai sacerdoti della diocesi di Roma inviata per ripercorrere le emozioni e sensazioni di questi mesi di pandemia con le preoccupazioni che i sacerdoti hanno vissuto in prima persona al fianco di tanti fedeli: “Sebbene fosse necessario mantenere il distanziamento sociale, questo non ha impedito di rafforzare il senso di appartenenza, di comunione e di missione che ci ha aiutato a far sì che la carità, specialmente con le persone e le comunità più svantaggiate, non fosse messa in quarantena. Ho potuto constatare, in quei dialoghi sinceri, che la necessaria distanza non era sinonimo di ripiegamento o chiusura in sé che anestetizza, addormenta e spegne la missione.

Torino si affida a Maria ausiliatrice

Domenica 24 maggio Torino ha festeggiato santa Maria ausiliatrice, di cui san Giovanni Bosco era particolarmente devoto: “Per essere cari a Maria Ausiliatrice, bisogna onorare il Figlio, e vi indico alcuni mezzi per farlo. Per essere a Lei cari bisogna accostarsi con frequenza ai santi sacramenti, ricevere il più sovente possibile la Santa Comunione e non potendo riceverla, fare le comunioni spirituali; poi ascoltare la Santa Messa, fare visite a Gesù Sacramentato: assistere alla benedizione, compiere opere di carità in onore di N.S.J.C, perché al Signore piace che si pratichi la carità”.

Gesù invita ad accogliere le sue parole

La separazione, quando riguarda persone tra cui non vi è alcun legame, si trasforma ben presto in oblio. Quando invece avviene tra amanti, fa in modo che il legame si rafforzi, e la lontananza diventa pretesto per pensarsi in modo più intenso ed essere ancora più uniti. Questo è il miracolo dell’amore: trasformare l’assenza in unione e la lontananza in prossimità.

Pasqua ortodossa senza fedeli ma la vita è più forte della morte

A una settimana dalla celebrazione della Pasqua cattolica anche i fedeli ortodossi di tutto il mondo (dalla Russia alla Grecia, dalla Serbia alla Turchia) sono stati costretti, domenica scorsa, a causa del propagarsi del Covid-19, a stare in casa a seguire dalla tv o attraverso Internet le celebrazioni dedicate alla Passione, morte e Risurrezione di Gesù. Domenica scorsa infatti, secondo il calendario giuliano, si è celebrata la Pasqua per gli ortodossi di tutto il mondo e per i cattolici di rito orientale.

Papa Francesco: la misericordia di Dio non lascia indietro nessuno

Dalla chiesa di Santo Spirito in Sassia papa Francesco guida anche la recita della preghiera del Regina Coeli, subito dopo la celebrazione eucaristica, ritornando sul tema della misericordia:

Da Crema e Cremona la Pasqua segna una nuova strada

Pasqua diversa, ma gioiosa, nelle diocesi di Crema e di Cremona, che hanno avuto molti morti; nonostante tutto riecheggiano le parole di speranza di papa Francesco durante il messaggio ‘Urbe et Orbi’: “Il mio pensiero quest’oggi va soprattutto a quanti sono stati colpiti direttamente dal coronavirus: ai malati, a coloro che sono morti e ai familiari che piangono per la scomparsa dei loro cari, ai quali a volte non sono riusciti a dare neanche l’estremo saluto. Il Signore della vita accolga con sé nel suo regno i defunti e doni conforto e speranza a chi è ancora nella prova, specialmente agli anziani e alle persone sole”.

Papa Francesco esalta le donne che hanno creduto

Nel Regina Coeli del Lunedì dell’Angelo papa Francesco ha esaltato le donne che hanno creduto alle parole di Gesù risorto ed ha portato la buona notizia agli apostoli increduli ed ancora pieni  di paura, ‘Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno’:

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