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Gorizia 2025 nel segno della riconciliazione

Gorizia e Nova Gorica sono capitale europea della cultura per l’anno 2025 con il progetto ‘Go! Borderless’. Due città insieme per una città divisa nel secolo scorso: dopo la Prima guerra mondiale, quando divenne italiana e perdette improvvisamente quelle caratteristiche interetniche e interlinguistiche che l’avevano caratterizzata come una delle più tipiche espressioni del mondo mitteleuropeo; dopo il 1947, quando la cortina di ferro la tagliò letteralmente a metà. Un pezzo di città andò alla Jugoslavia e un pezzo rimase in Italia. Fu una follia della guerra fredda simboleggiata dal destino della stazione Transalpina, sulla linea ferroviaria che collegava il litorale con Vienna e il centro-Europa.

I paradossi del cattolicesimo borghese (7). La grande assente: la Parola di Dio.

Occorre porci con estrema lucidità e realismo un’altra domanda: come si può pretendere che la Parola dica qualcosa al gregge se non ha detto nulla al pastore del gregge? Molto spesso nelle liturgie domenicali, quando arriva il momento dell’omelia, si assiste ad uno sproloquio più o meno lungo dal punto di vista cronologico.

Il presidente della Repubblica sottolinea la responsabilità di vaccinarsi

Nell’ultimo anno del mandato di presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha sottolineato l’importanza di essere prudenti finché non sarà conclusa la campagna vaccinale: “Vorrei infine dare atto a tutti voi, con un ringraziamento particolarmente intenso, dei sacrifici fatti in questi mesi con senso di responsabilità. E vorrei sottolineare l’importanza di mantenere le precauzioni raccomandate fintanto che la campagna vaccinale non avrà definitivamente sconfitto la pandemia”.

A Milano mons. Delpini invita ad una visione condivisa

“Il discorso si intitola ‘Tocca a noi, tutti insieme’: adesso tocca a noi, tocca ancora a noi, sempre. Tocca a noi, non nel senso che abbiamo la presunzione di occupare tutta la scena, di imporci come maestri che devono indottrinare altri, di prenderci momenti di potere o di gloria. Tocca a noi, piuttosto, nel senso di un dovere da compiere, di un servizio da rendere, di un contributo da offrire con discrezione e rispetto, di intraprendere un cammino che nessuno può compiere al nostro posto. Un cammino che siamo chiamati a percorrere insieme”.

Mattarella ha chiesto ai sindaci responsabilità

Si è conclusa a Roma la prima Assemblea digitale dell’Anci, la XXXVII annuale, che ha visto sindaci, amministratori, istituzioni e aziende confrontarsi in streaming sui temi più rilevanti per il mondo dei Comuni. Un evento che ha dovuto tener conto dell’emergenza sanitaria in corso e che ha registrato numeri importanti, a cominciare dalle 15 ore di diretta trasmesse sul sito e sulla pagina facebook di  Anci, sul sito di Anci Comunicare, dirette che hanno totalizzato oltre 135.000 collegamenti.

Da Pinerolo: ‘chiudiamo per riaprire’

Da inizio mese la regione Piemonte è tra le regioni in zona rossa, e fimo a fine mese (anche se la situazione è in miglioramento c’è il divieto di ingresso o di uscita dai confini regionali, ma anche tra i diversi comuni all’interno della regione ed ogni movimento deve essere sempre motivato con autocertificazione.

Presidente della Repubblica: occorre il senso di responsabilità

Come annunciato a Codogno il 2 giugno scorso, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nei giorni scorsi ha insignito dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica un primo gruppo di cittadini, di diversi ruoli, professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza del coronavirus. I riconoscimenti, attribuiti ai singoli, simbolicamente rappresentano l’impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali.

A Bologna p. Marella beatificato: amore per Dio e per gli uomini

“Padre Marella si legò ai poveri e affrancò tanti ragazzi dalla schiavitù della povertà e della fame, sorelle della pandemia della guerra e che è inutile e impossibile distinguere tra loro. Voleva che nessuno rimanesse nell’inferno dell’abbandono e della disperazione e ai tanti orfani non donava soltanto un tetto, ma una famiglia e un futuro. Sono nostri e la sua paternità ci invita ad adottare chi è senza protezione. A noi, che in questi tempi ci confrontiamo con la pandemia e con le tante sofferenze fisiche e psichiche che provoca, Padre Marella insegna a non abituarci mai al male e a cercare risposte concrete e per tutti”.

Le Marche hanno donato l’olio a san Francesco

Nel giorno della festa di san Francesco la regione Marche ha offerto a nome dell’Italia l’olio che alimenta la lampada che arde sulla tomba di san Francesco, in una celebrazione eucaristica, officiata dall’arcivescovo di Pesaro, mons. Renato Coccia, alla presenza del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e del neo presidente della regione, Francesco Acquaroli; la candela è stata accesa dal sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli.

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