Tag Archives: preghiera

Il Papa ha incontrato padre Pierluigi Maccalli

Papa Francesco ha ricevuto ieri in udienza padre Pierluigi Maccalli, il missionario 59/enne della Società delle Missioni Africane (Sma) della diocesi di Crema, originario di Madignano (Cremona), liberato lo scorso 8 ottobre in Mali (insieme all’altro italiano Nicola Chiacchio) dopo essere stato rapito da uomini armati nella notte tra il 17 e il 18 settembre 2018 in Niger, nella sua missione di Bomoanga, ed essere rimasto per oltre due anni in mano dei sequestratori, in particolare tre gruppi jihadisti appartenenti alla galassia di Al Qaeda.

A Torino una catena di preghiera contro la pandemia

Una catena di preghiera contro la pandemia: la propone mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e amministratore apostolico di Susa con l’intenzione di innalzare una ‘preghiera al Signore, alla Madonna e a tutti Santi Patroni dei nostri santuari e delle parrocchie, dei Monasteri e degli Istituti Religiosi, nelle diocesi di Torino e di Susa’, da oggi fino a Natale, anche in streaming.

Papa Francesco: la Resurrezione non è un miraggio

Oggi papa Francesco ha celebrato la Messa nella Basilica Vaticana in suffragio di Cardinali e  Vescovi defunti nel corso dell’anno: 6 cardinali scomparsi nell’anno (Prosper Grech, Renato Corti, Zenon Grocholewski, Adrianus Johannes Simonis, Marian Jaworski, Anthony Soter Fernandez), 163 gli arcivescovi e i vescovi di tutto il mondo, riaffermando che Gesù è la Resurrezione, come è scritto nel Vangelo di Giovanni:

Card. Erdő: l’Eucarestia preghiera più efficace

Nella messa per i defunti, celebrata nella chiesa di san Giuseppe a Budapest, il card. Péter Erdő ha avuto un particolare pensiero ai defunti a causa del coronavirus ieri durante la messa per i malati e defunti da coronavirus, che negli ultimi giorni di ottobre i casi di contagiati sono cresciuti da 2194 a 3286:

Papa Francesco: la preghiera è la volontà di Dio

“In questi giorni di preghiera per i defunti, abbiamo ricordato e ricordiamo ancora le vittime inermi del terrorismo, il cui inasprimento di crudeltà si sta diffondendo in Europa. Penso, in particolare, al grave attentato dei giorni scorsi a Nizza in un luogo di culto e a quello dell’altro ieri nelle strade di Vienna, che hanno provocato sgomento e riprovazione nella popolazione e in quanti hanno a cuore la pace e il dialogo. Affido alla misericordia di Dio le persone tragicamente scomparse ed esprimo la mia spirituale vicinanza ai loro familiari e a tutti coloro che soffrono a causa di questi deprecabili eventi, che cercano di compromettere con la violenza e l’odio la collaborazione fraterna tra le religioni”: così al termine dell’udienza generale in streaming papa Francesco ha pregato per le vittime del terrorismo.

Mentre nei saluti ha invitato i fedeli polacchi a pregare per i bambini non nati: “Durante questa settimana, in tutta la Polonia, la preghiera comune Rosario fino ai confini del cielo unisce le vostre famiglie e le parrocchie. Questa supplica innalzata al cielo per l’intercessione della Beata Vergine del Rosario ottenga la guarigione delle ferite causate dalla perdita dei bambini non nati, il perdono dei peccati, il dono della riconciliazione ed effonda nei vostri cuori la speranza e la pace”.

Nell’udienza generale, ritornata in streaming, papa Francesco ha chiesto di pregare per coloro che lottano contro il coronavirus: “Purtroppo siamo dovuti tornare a questa udienza in Biblioteca e questo per difenderci dai contagi del Covid. Questo ci insegna pure che dobbiamo essere molto attenti alle prescrizioni delle Autorità, siano le Autorità politiche che le autorità Sanitarie per difenderci da questa pandemia.

Offriamo al Signore questa distanza tra noi, per il bene di tutti e pensiamo, pensiamo tanto agli ammalati, a coloro che entrano negli ospedali già come scarti, pensiamo ai medici, agli infermieri, le infermiere, ai volontari, a tanta gente che lavora con gli ammalati in questo momento: essi rischiano la vita ma lo fanno per amore del prossimo, come una vocazione. Preghiamo per loro”.

Proseguendo la catechesi sulla preghiera ha affermato che essa è un’arte, che va alimentata: “Durante la sua vita pubblica, Gesù fa costantemente ricorso alla forza della preghiera. I Vangeli ce lo mostrano quando si ritira in luoghi appartati a pregare. Si tratta di osservazioni sobrie e discrete, che lasciano solo immaginare quei dialoghi oranti.

Esse testimoniano però chiaramente che, anche nei momenti di maggiore dedizione ai poveri e ai malati, Gesù non tralasciava mai il suo dialogo intimo con il Padre. Quanto più era immerso nei bisogni della gente, tanto più sentiva la necessità di riposare nella Comunione trinitaria, di tornare con il Padre e lo Spirito”.

La preghiera è una realtà ‘misteriosa’ che sorregge la vita: “Nella vita di Gesù c’è dunque un segreto, nascosto agli occhi umani, che rappresenta il fulcro di tutto. La preghiera di Gesù è una realtà misteriosa, di cui intuiamo solo qualcosa, ma che permette di leggere nella giusta prospettiva l’intera sua missione…

Un sabato, ad esempio, la cittadina di Cafarnao si trasforma in un ‘ospedale da campo’: dopo il tramonto del sole portano a Gesù tutti i malati, e Lui li guarisce. Però, prima dell’alba, Gesù scompare: si ritira in un luogo solitario e prega. Simone e gli altri lo cercano e quando lo trovano gli dicono: ‘Tutti ti cercano!’. Cosa risponde Gesù?: ‘Devo andare a predicare negli altri villaggi; per questo sono venuto’. Sempre Gesù è un po’ oltre, oltre nella preghiera con il Padre e oltre, in altri villaggi, altri orizzonti per andare a predicare, altri popoli”.

Per il papa quindi la preghiera è il ‘timone che guida Gesù’, da cui poter ricavare alcune indicazioni: “Perciò, dall’esempio di Gesù possiamo ricavare alcune caratteristiche della preghiera cristiana. Anzitutto essa possiede un primato: è il primo desiderio della giornata, qualcosa che si pratica all’alba, prima che il mondo si risvegli.

Essa restituisce un’anima a ciò che altrimenti resterebbe senza respiro. Un giorno vissuto senza preghiera rischia di trasformarsi in un’esperienza fastidiosa, o noiosa: tutto quello che ci capita potrebbe per noi volgersi in un mal sopportato e cieco destino. Gesù invece educa all’obbedienza alla realtà e dunque all’ascolto.

La preghiera è anzitutto ascolto e incontro con Dio. I problemi di tutti i giorni, allora, non diventano ostacoli, ma appelli di Dio stesso ad ascoltare e incontrare chi ci sta di fronte. Le prove della vita si mutano così in occasioni per crescere nella fede e nella carità.

Il cammino quotidiano, comprese le fatiche, acquista la prospettiva di una ‘vocazione’. La preghiera ha il potere di trasformare in bene ciò che nella vita sarebbe altrimenti una condanna; la preghiera ha il potere di aprire un orizzonte grande alla mente e di allargare il cuore”.

La preghiera è un’arte da praticare con ‘insistenza’: “Gesù stesso ci dice: bussate, bussate, bussate. Tutti siamo capaci di preghiere episodiche, che nascono dall’emozione di un momento; ma Gesù ci educa a un altro tipo di preghiera: quella che conosce una disciplina, un esercizio, e viene assunta entro una regola di vita. Una preghiera perseverante produce una trasformazione progressiva, rende forti nei periodi di tribolazione, dona la grazia di essere sostenuti da Colui che ci ama e ci protegge sempre”.

Altra caratteristica della preghiera è la solitudine, che non esclude il ‘mondo’: “Chi prega non evade dal mondo, ma predilige i luoghi deserti. Là, nel silenzio, possono emergere tante voci che nascondiamo nell’intimo: i desideri più rimossi, le verità che ci ostiniamo a soffocare e così via.

E, soprattutto, nel silenzio parla Dio. Ogni persona ha bisogno di uno spazio per sé stessa, dove coltivare la propria vita interiore, dove le azioni ritrovano un senso. Senza vita interiore diventiamo superficiali, agitati, ansiosi – l’ansia come ci fa male! Per questo dobbiamo andare alla preghiera; senza vita interiore sfuggiamo dalla realtà, e anche sfuggiamo da noi stessi, siamo uomini e donne sempre in fuga”.

Ed infine la preghiera di Gesù è la volontà di Dio: “A volte noi esseri umani ci crediamo padroni di tutto, oppure al contrario perdiamo ogni stima di noi stessi, andiamo da una parte all’altra. La preghiera ci aiuta a ritrovare la giusta dimensione, nella relazione con Dio, nostro Padre, e con tutto il creato.

E la preghiera di Gesù infine è abbandonarsi nelle mani del Padre, come Gesù nell’orto degli ulivi, in quell’angoscia: ‘Padre se è possibile …, ma si faccia la tua volontà’. L’abbandono nelle mani del Padre. E’ bello quando noi stiamo agitati, un po’ preoccupati e lo Spirito Santo ci trasforma da dentro e ci porta a questo abbandono nelle mani del Padre”.

(Foto: Santa Sede)

Papa Francesco invita a pregare come Gesù

“Mi unisco al dolore delle famiglie dei giovani studenti barbaramente uccisi sabato scorso a Kumba, in Camerun. Provo grande sconcerto per un atto tanto crudele e insensato, che ha strappato alla vita i piccoli innocenti mentre seguivano le lezioni a scuola. Che Dio illumini i cuori, perché gesti simili non siano mai più ripetuti e perché le martoriate regioni del Nord-Ovest e Sud-Ovest del Paese possano finalmente ritrovare la pace! Auspico che le armi tacciano e che possa essere garantita la sicurezza di tutti e il diritto di ciascun giovane all’educazione e al futuro. Esprimo alle famiglie, alla città di Kumba e a tutto il Camerun il mio affetto e invoco il conforto che solo Dio può dare”: così si èespresso papa Francesco al termine dell’udienza generale nel condannare l’episodio.

Infatti nei giorni scorsi a Kumba, città nella Regione del Sudovest del Camerun, almeno 8 bambini sono morti e altri dodici sono stati feriti nel corso di un attacco in una scuola, da parte di un gruppo di uomini armati.

Nella continuazione della catechesi sulla preghiera papa Francesco ha incentrato la meditazione sul tema ‘Gesù, uomo di preghiera’: “Nel nostro itinerario di catechesi sulla preghiera, dopo aver percorso l’Antico Testamento, arriviamo ora a Gesù. E Gesù pregava. L’esordio della sua missione pubblica avviene con il battesimo nel fiume Giordano. Gli Evangelisti concordano nell’attribuire importanza fondamentale a questo episodio. Narrano di come tutto il popolo si fosse raccolto in preghiera, e specificano come questo radunarsi avesse un chiaro carattere penitenziale. Il popolo andava da Giovanni a farsi battezzare per il perdono dei peccati: c’è un carattere penitenziale, di conversione”.

Papa Francesco ha sottolineato che Gesù partecipa alle preghiere comunitarie: “Il primo atto pubblico di Gesù è dunque la partecipazione a una preghiera corale del popolo, una preghiera del popolo che va a farsi battezzare, una preghiera penitenziale, dove tutti si riconoscevano peccatori… Ma Lui ha voluto scendere fino a noi, peccatori, e Lui prega con noi, e quando noi preghiamo Lui è con noi pregando; Lui è con noi perché è in cielo pregando per noi. Gesù sempre prega con il suo popolo, sempre prega con noi: sempre”.

L’invito è pregare come ha fatto Gesù: “ Mai preghiamo da soli, sempre preghiamo con Gesù. Non rimane sulla sponda opposta del fiume (‘Io sono giusto, voi peccatori’) per marcare la sua diversità e distanza dal popolo disobbediente, ma immerge i suoi piedi nelle stesse acque di purificazione. Si fa come un peccatore. E questa è la grandezza di Dio che inviò il suo Figlio che annientò sé stesso e apparve come un peccatore.

Gesù non è un Dio lontano, e non può esserlo. L’incarnazione lo ha rivelato in modo compiuto e umanamente impensabile. Così, inaugurando la sua missione, Gesù si mette a capofila di un popolo di penitenti, come incaricandosi di aprire una breccia attraverso la quale tutti quanti noi, dopo di Lui, dobbiamo avere il coraggio di passare”.

In  conclusione ha evidenziato la grandezza della preghiera di Gesù: “In quel giorno, sulle sponde del fiume Giordano, c’è dunque tutta l’umanità, con i suoi aneliti inespressi di preghiera. C’è soprattutto il popolo dei peccatori: quelli che pensavano di non poter essere amati da Dio, quelli che non osavano andare al di là della soglia del tempio, quelli che non pregavano perché non se ne sentivano degni. Gesù è venuto per tutti, anche per loro, e comincia proprio unendosi a loro, capofila…

Nel turbinio della vita e del mondo che arriverà a condannarlo, anche nelle esperienze più dure e tristi che dovrà sopportare, anche quando sperimenta di non avere un posto dove posare il capo, anche quando attorno a Lui si scatenano l’odio e la persecuzione, Gesù non è mai senza il rifugio di una dimora: abita eternamente nel Padre”.

(Foto: Santa Sede)

Nosiglia: questo tempo chiede più preghiera e più comunità

Due immagini si inseguono nella Lettera pastorale ‘Non temete, io sono con voi’ dell’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia: i discepoli che sulla strada di Emmaus incontrano il Risorto, e la paura sul volto di Pietro quando si sente sprofondare nelle acque del lago. La Lettera è un vademecum per le due comunità diocesane di Torino e Susa nell’anno pastorale iniziato, perché l’esperienza dei due discepoli offre spunti interessanti per la ‘nostra’ vita quotidiana:

Papa Francesco: la preghiera è la scuola della vita

“Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua italiana. Il mese di ottobre, mese missionario, rappresenta un pressante invito per i cristiani a sentirsi tutti responsabili nella diffusione del Regno di Dio. Siate coraggiosi nell’annunciare con le parole e con l’esempio il messaggio evangelico, in ogni ambiente”: con queste parole papa Francesco ha ricordato al termine dell’udienza generale nell’aula Paolo VI l’importanza della missione.

Papa Francesco invita alla missione

L’Ottobre missionario di quest’anno, sulla scia del tema precedente (‘Battezzati e inviati’), prosegue alla luce della parola biblica tratta dalla vocazione del profeta Isaia: ‘Eccomi, manda me!’ Papa Francesco, nel suo messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale di domani ha scritto:

Papa Francesco: la preghiera allieva il dolore

“Io vorrei, come faccio di solito, scendere e avvicinarmi a voi per salutarvi; ma con le nuove prescrizioni, meglio mantenere le distanze. Anche, gli ammalati li saluto di cuore da qui. Voi siete a distanza prudente, come si deve fare. Ma succede che quando io scendo, tutti vengono e lì si ammucchiano: e il problema è che c’è il pericolo del contagio. Così, ognuno con la mascherina, mantenendo le distanze, possiamo andare avanti con le udienze. Scusatemi se oggi vi saluto da lontano, ma credo che se tutti, come buoni cittadini, compiamo le prescrizioni delle Autorità, questo sarà un aiuto per finire con questa pandemia”.

89.31.72.207