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Papa Francesco: Gesù ha un cuore pastorale

Al termine dell’udienza generale odierna papa Francesco ha invitato a pregare per la pace in Ucraina in questa settimana dedicata all’unità tra i cristiani: “All’inizio della ‘Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani’, invito ciascuno di voi a pregare e ad operare affinché fra tutti i credenti in Cristo si affermi sempre più il cammino verso la piena comunione, e nello stesso tempo vi incoraggio a impegnarvi, con dedizione ed in ogni ambiente di vita, per essere costruttori di riconciliazione e di pace”.

Mons. Lorefice ha affidato fratel Biagio Conte a Dio

Ieri si sono svolti nella cattedrale di Palermo i funerali di fratel Biagio Conte, fondatore di ‘Missione Speranza e Carità’, morto giovedì 12 gennaio, presieduti da mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, a cui hanno partecipato molte migliaia di persone, a cui l’amministrazione comunale della città con le parole del sindaco Roberto Lagalla ha deciso di voler intitolargli un’area nelle vicinanze della sua missione:

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani invita a cercare la giustizia

Dal giorno dopo la Giornata del dialogo ebraico cristiano si svolge fino al 25 gennaio si svolge la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (SPUC), prendendo spunto dal versetto del profeta Isaia (‘Imparate a fare il bene; cercate la giustizia’) con i testi preparati dal Consiglio delle chiese del Minnesota, con sede negli Stati Uniti.

Papa Benedetto XVI nel ricordo della Comunità di Taizè

Nell’ultima giornata degli incontri europei dei giovani, organizzato dalla comunità di Taizè a Rostock, frère Alois ha ricordato il papa emerito Benedetto XVI, deceduto nell’ultimo giorno dello scorso anno: “La morte del papa emerito Benedetto XVI tocca i nostri cuori a Taizé perché la nostra comunità è in relazione con lui da più di mezzo secolo. In realtà, Joseph Ratzinger e frère Roger si conoscevano già al Concilio Vaticano II, dove uno era un esperto e l’altro un osservatore”.

Papa Francesco: con il battesimo siamo figli di Dio

“Stamattina, secondo la consuetudine, ho battezzato nella Cappella Sistina alcuni neonati, figli di dipendenti della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Ora però, nella festa del Battesimo del Signore, mi è caro estendere il saluto e la benedizione a tutti i bambini e le bambine che oggi o in questo periodo hanno ricevuto o riceveranno il Battesimo. E nello stesso tempo rinnovo a tutti (a me per primo) l’invito a festeggiare la data in cui siamo stati battezzati, in cui cioè siamo diventati cristiani.

Papa Francesco ricorda la dedizione orante di Benedetto XVI

‘Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito’: da queste ultime parole di Gesù prima di morire in croce, papa Francesco ha ricordato il papa emerito Benedetto XVI nella celebrazione esequiale, perché è una conferma della vita di Gesù:

“Mani di perdono e di compassione, di guarigione e di misericordia, mani di unzione e benedizione, che lo spinsero a consegnarsi anche nelle mani dei suoi fratelli. Il Signore, aperto alle storie che incontrava lungo il cammino, si lasciò cesellare dalla volontà di Dio, prendendo sulle spalle tutte le conseguenze e le difficoltà del Vangelo fino a vedere le sue mani piagate per amore”.

Quella di Benedetto XVI è stata una dedizione orante: “Dedizione orante, che si plasma e si affina silenziosamente tra i crocevia e le contraddizioni che il pastore deve affrontare e l’invito fiducioso a pascere il gregge. Come il Maestro, porta sulle spalle la stanchezza dell’intercessione e il logoramento dell’unzione per il suo popolo, specialmente là dove la bontà deve lottare e i fratelli vedono minacciata la loro dignità.

In questo incontro di intercessione il Signore va generando la mitezza capace di capire, accogliere, sperare e scommettere al di là delle incomprensioni che ciò può suscitare. Fecondità invisibile e inafferrabile, che nasce dal sapere in quali mani si è posta la fiducia. Fiducia orante e adoratrice, capace di interpretare le azioni del pastore e adattare il suo cuore e le sue decisioni ai tempi di Dio”.

E’ stata una “dedizione sostenuta dalla consolazione dello Spirito, che sempre lo precede nella missione: nella ricerca appassionata di comunicare la bellezza e la gioia del Vangelo, nella testimonianza feconda di coloro che, come Maria, rimangono in molti modi ai piedi della croce, in quella pace dolorosa ma robusta che non aggredisce né assoggetta; e nella speranza ostinata ma paziente che il Signore compirà la sua promessa, come aveva promesso ai nostri padri e alla sua discendenza per sempre”.

L’omelia del papa è un invito a seguire il suo insegnamento: “Anche noi, saldamente legati alle ultime parole del Signore e alla testimonianza che marcò la sua vita, vogliamo, come comunità ecclesiale, seguire le sue orme e affidare il nostro fratello alle mani del Padre: che queste mani di misericordia trovino la sua lampada accesa con l’olio del Vangelo, che egli ha sparso e testimoniato durante la sua vita”.

Papa Francesco ha terminato l’omelia esprimendo gratitudine al papa emerito Benedetto XVI: “E’ la consapevolezza del Pastore che non può portare da solo quello che, in realtà, mai potrebbe sostenere da solo e, perciò, sa abbandonarsi alla preghiera e alla cura del popolo che gli è stato affidato. E’ il Popolo fedele di Dio che, riunito, accompagna e affida la vita di chi è stato suo pastore.

Come le donne del Vangelo al sepolcro, siamo qui con il profumo della gratitudine e l’unguento della speranza per dimostrargli, ancora una volta, l’amore che non si perde; vogliamo farlo con la stessa unzione, sapienza, delicatezza e dedizione che egli ha saputo elargire nel corso degli anni.

Vogliamo dire insieme: ‘Padre, nelle tue mani consegniamo il suo spirito’. Benedetto, fedele amico dello Sposo, che la tua gioia sia perfetta nell’udire definitivamente e per sempre la sua voce!”

Dopo la messa la bara è stata benedetta e incensata dal card. Re decano del sacro Collegio, mentre papa Francesco ha fatto un saluto personale prima che il feretro fosse riportato in basilica.

Mentre nel rogito per il ‘pio transito’ del papa emerito è stata ricordata anche l’ultima Udienza generale del pontificato, il 27 febbraio 2013, in cui assicurò: “Continuerò ad accompagnare il cammino della Chiesa con la preghiera e la riflessione, con quella dedizione al Signore e alla sua Sposa che ho cercato di vivere fino ad ora ogni giorno e che vorrei vivere sempre”.

(Foto: Santa Sede) 

Da Rostock i giovani di Taizé pregano per la pace

Quest’anno i giovani fino al 1° gennaio si incontrano a Rostock per l’incontro europeo di Taizé, in Germania, come aveva annunciato da Torino alcuni mesi fa frère Alois: “Siamo felici che gli abitanti di Rostock e della regione possano incontrare i giovani di tutta Europa. In tutta la nostra diversità, possiamo mostrare un segno di fiducia e di pace all’interno della Chiesa e oltre. E’ un pellegrinaggio di fiducia che toccherà i nostri cuori e può farci avanzare sul cammino della pace”.

‘Kantiere Kairos’: cantiamo musica cristiana perché abbiamo incontrato Gesù

Promuovere la bellezza della musica cristiana come via per arrivare a Gesù Cristo: con questo obiettivo è nato ad Assisi il ‘Worship Music Festival con Francesco e Carlo Acutis’: tre intense giornate di festa tra musica e preghiera alla Pro Civitate Christiana di Assisi, al teatro Lyrick e al Santuario della Spogliazione.

Da Bari l’appello per una tregua di pace a Natale

Nella basilica di san Nicola da Bari, invocato dai cristiani di oriente e di occidente, ponte tra quelli che Giovanni Paolo II chiamava i due polmoni dell’Europa e del mondo, si è pregato per la pace in Ucraina con i vescovi di Puglia, le autorità, il popolo ed i rappresentanti delle Chiese ortodosse e cattoliche del Paese martoriato dalla guerra, tra cui mons. Irynej Bilyk, delegato di Sua Beatitudine Svjatoslav Shevchuk della Chiesa greco-cattolica in Ucraina, don Anatolii Rusin, delegato della Conferenza Episcopale di rito latino in Ucraina; p. Teodosio Hren, vicario generale dell’Esarcato apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia, senza i fratelli del Patriarcato di Mosca.

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