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Focsiv festeggia 50 anni di cooperazione internazionale

Si sono svolti nelle scorse settimane con un’introduzione sulla Focsiv dei prossimi 50 anni di Ivana Borsotto, presidente Focsiv, i ‘festeggiamenti’ per il 50° anniversario della fondazione della Federazione, che ha anche premiato tre volontari partecipanti al 29° Premio Volontariato Internazionale: Volontario Internazionale 2022, Volontario del Sud 2022 e Difensore dei Diritti Umani 2022.

Papa Francesco: la testimonianza è una ‘bella arte cristiana’

Al termine della recita dell’Angelus odierno papa Francesco ha ricordato il primo anniversario della ‘Piattaforma Laudato sì’, che ricorre domani con riferimento alla Cop27 in corso in Egitto, ribadendo che è urgente decisioni coraggiose: “Domani ricorre il primo anniversario dell’avvio della Piattaforma d’Azione Laudato si’, che promuove la conversione ecologica e stili di vita coerenti con essa…

E’ un ottimo inizio per un percorso di sette anni, volto a rispondere al grido della terra e al grido dei poveri. Incoraggio questa missione cruciale per il futuro dell’umanità, affinché possa favorire in tutti un concreto impegno per la cura del creato”.

Cosa vuol dire oggi avere fiducia? Se ne parla al Festival Francescano di Bologna

Si tiene nel centro di Bologna la nuova edizione del Festival Francescano: da venerdì 23 a domenica 25 settembre, tre giorni di spiritualità, arte e spettacoli nelle piazze, tra la gente, con un centinaio di laboratori, conferenze e spettacoli. Inoltre in apertura al Festival, giovedì 22 settembre, una tavola rotonda tra storici ripercorrerà il discorso che san Francesco tenne nella piazza bolognese, parlando di pace, di angeli e di demoni in una città divisa.

XIX domenica del Tempo Ordinario: ‘Non temere, piccolo gregge!’

Con questa esortazione inizia il brano del Vangelo: ‘Non temere, piccolo gregge’; sei figlio di Dio e il Padre ha preparato per te un regno. L’uomo purtroppo spesso si perde d’animo, è preda del timore o della paura; è la fragilità umana che spinge l’uomo a temere. C’è il timore di Dio,  c’è il timore degli uomini. L’uomo davanti a Dio sperimenta il rapporto di finito e infinito; il rapporto tra l’uomo, finito e limitato, e Dio, infinito e Santo.

Seconda domenica di Pasqua: Mio Signore e mio Dio

Né i Romani né i greci conoscevano la settimana; per i Romani il mese si divideva in calende, idi e none, per i Greci il mese era formato da tre decadi. La settimana è di origine ebraica, di cui il settimo giorno è il sabato; nel mondo cristiano è festa l’indomani del sabato, detto ‘dies Domini’,  giorno del Signore: il giorno in cui i discepoli di Gesù esultarono per il Cristo risorto, come Egli stesso aveva detto.

Papa Francesco ai giovani: non perdete il fiuto della verità

A piazza san Pietro i giovani hanno riassaporato, dopo due anni, il sapore delle Giornate mondiali della Gioventù insieme a papa Francesco nell’incontro conclusivo del pellegrinaggio degli adolescenti organizzato dalla Pastorale giovanile della CEI nell’ambito del progetto ‘Seme di vento’, ripercorso dal presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti:   

Papa Francesco: la Parola di Dio rigenera

Nella giornata della Parola del Signore papa Francesco nell’Angelus domenicale ha raccontato l’inizio dell’insegnamento di Gesù, che annuncia la liberazione e da senso alla vita:

“C’è l’unzione dello Spirito Santo. A volte, capita che le nostre prediche e i nostri insegnamenti rimangono generici, astratti, non toccano l’anima e la vita della gente. E perché? Perché mancano della forza di questo oggi, quello che Gesù ‘riempie di senso’ con la potenza dello Spirito è l’oggi. Oggi ti sta parlando.

Sì, a volte si ascoltano conferenze impeccabili, discorsi ben costruiti, che però non smuovono il cuore e così tutto resta come prima… Per questo chi predica, per favore, è il primo a dover sperimentare l’oggi di Gesù, così da poterlo comunicare nell’oggi degli altri. E se vuole fare lezioni, conferenze, che lo faccia, ma da un’altra parte, non al momento dell’omelia, dove deve dare la Parola così che scuota i cuori”.

Ed ha ringraziato chi annuncia il Vangelo: “La Parola di Dio, infatti, è viva ed efficace, ci cambia, entra nelle nostre vicende, illumina il nostro quotidiano, consola e mette ordine. Ricordiamoci: la Parola di Dio trasforma una giornata qualsiasi nell’oggi in cui Dio ci parla. Allora, prendiamo in mano il Vangelo, ogni giorno un piccolo brano da leggere e rileggere”.

E’ un invito a leggere il Vangelo: “Portate in tasca il Vangelo o nella borsa, per leggerlo nel viaggio, in qualsiasi momento, e leggerlo con calma. Con il tempo scopriremo che quelle parole sono fatte apposta per noi, per la nostra vita.

Ci aiuteranno ad accogliere ogni giornata con uno sguardo migliore, più sereno, perché, quando il Vangelo entra nell’oggi, lo riempie di Dio. Vorrei farvi una proposta. Nelle domeniche di quest’anno liturgico viene proclamato il Vangelo di Luca, il Vangelo della misericordia… Familiarizziamo col Vangelo, ci porterà la novità e la gioia di Dio!”

Mentre nella celebrazione eucaristica papa Francesco ha sottolineato che la Parola svela Dio: “Gesù, all’inizio della sua missione, commentando quel determinato passo del profeta Isaia, annuncia una scelta precisa: è venuto per la liberazione dei poveri e degli oppressi. Così, proprio attraverso le Scritture, ci svela il volto di Dio come di Colui che si prende cura della nostra povertà ed ha a cuore il nostro destino”.

Gesù annuncia la vicinanza di Dio: “Il Dio vicino, con quella vicinanza che è compassionevole e tenera, vuole sollevarti dai pesi che ti schiacciano, vuole riscaldare il freddo dei tuoi inverni, vuole illuminare le tue giornate oscure, vuole sostenere i tuoi passi incerti.

E lo fa con la sua Parola, con la quale ti parla per riaccendere la speranza dentro le ceneri delle tue paure, per farti ritrovare la gioia nei labirinti delle tue tristezze, per riempire di speranza l’amarezza delle solitudini. Ti fa andare, ma non in un labirinto: ti fa andare nel cammino, per trovarlo di più, ogni giorno”.

Ed allora la Parola porta all’uomo: “Ci porta a Dio e ci porta all’uomo. Proprio quando scopriamo che Dio è amore compassionevole, vinciamo la tentazione di chiuderci in una religiosità sacrale, che si riduce a culto esteriore, che non tocca e non trasforma la vita. Questa è idolatria. Idolatria nascosta, idolatria raffinata, ma è idolatria. La Parola ci spinge fuori da noi stessi per metterci in cammino incontro ai fratelli con la sola forza mite dell’amore liberante di Dio”.

Gesù è venuto per annunciare la liberazione: “Nella sinagoga di Nazaret Gesù ci rivela proprio questo: Egli è inviato per andare incontro ai poveri, che siamo tutti noi, e liberarli. Non è venuto a consegnare un elenco di norme o ad officiare qualche cerimonia religiosa, ma è sceso sulle strade del mondo a incontrare l’umanità ferita, ad accarezzare i volti scavati dalla sofferenza, a risanare i cuori affranti, a liberarci dalle catene che ci imprigionano l’anima. In questo modo ci rivela qual è il culto più gradito a Dio: prendersi cura del prossimo”.

Per questo la Parola di Dio mette in crisi: “Non ci lascia tranquilli, se a pagare il prezzo di questa tranquillità è un mondo lacerato dall’ingiustizia e dalla fame, e a farne le spese sono sempre i più deboli. Sempre pagano i più deboli.

La Parola mette in crisi quelle nostre giustificazioni che fanno dipendere ciò che non va sempre da altro e dagli altri. Quanto dolore sentiamo nel vedere i nostri fratelli e sorelle morire sul mare perché non li lasciano sbarcare! E questo, alcuni lo fanno in nome di Dio”.

La Parola di Dio invita all’azione: “Ci esorta ad agire, a unire il culto di Dio e la cura dell’uomo. Perché la sacra Scrittura non ci è stata data per intrattenerci, per coccolarci in una spiritualità angelica, ma per uscire incontro agli altri e accostarci alle loro ferite. Ho parlato della rigidità, di quel pelagianesimo moderno, che è una delle tentazioni della Chiesa.

E quest’altra, cercare una spiritualità angelica, è un po’ l’altra tentazione di oggi: i movimenti spirituali gnostici, lo gnosticismo, che ti propone una Parola di Dio che ti mette ‘in orbita’ e non ti fa toccare la realtà. La Parola che si è fatta carne e vuole diventare carne in noi”.

L’invito del papa è quello di essere profetici: “Chiediamoci allora: vogliamo imitare Gesù, diventare ministri di liberazione e di consolazione per gli altri, attuare la Parola? Siamo una Chiesa docile alla Parola?

Una Chiesa portata all’ascolto degli altri, impegnata a tendere la mano per sollevare i fratelli e le sorelle da ciò che li opprime, per sciogliere i nodi delle paure, liberare i più fragili dalle prigioni della povertà, della stanchezza interiore e dalla tristezza che spegne la vita? Vogliamo questo?”

(Foto: Santa Sede)

Mario Marazziti racconta l’accoglienza in Italia

Venerdì 5 novembre sono atterrati a Fiumicino, con un volo proveniente da Beirut, 44 rifugiati siriani (tra cui 15 bambini) che vivevano da tempo nei campi profughi del Libano e che negli ultimi mesi hanno sofferto un peggioramento delle loro condizioni di vita non solo a causa della pandemia, ma anche della gravissima crisi politica, economica e sociale che sta attraversando questo il Libano.

Le mostre, essenza del meeting

A Rimini la 42^ edizione del Meeting dell’Amicizia tra i popoli volge al termine, ma non per questo è meno interessante; anzi, questi ultimi incontri stanno mettendo a fuoco il significato del ‘coraggio di dire io’ come ha dimostrato ieri i due incontri di presentazione delle mostre sullo scrittore Tolkien e sulla vita senza paura nell’età dell’incertezza.

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