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Papa Francesco: la liturgia va curata

Nella festività dei santi Pietro e Paolo papa Francesco ha reso pubblica una lettera apostolica al popolo di Dio, chiamata ‘Desiderio desideravi’ per ribadire che la forma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II è l’unica forma liturgica della Chiesa, sottolineando l’importanza di una liturgia non sciatta, carica di simboli, centrata sul mistero di Cristo:

Ascensione di Gesù al cielo: festa della nostra umanità

Oggi in Italia si celebra l’ascensione di Gesù al cielo; la ricorrenza si sarebbe dovuta celebrare il 40° giorno dalla Pasqua, ma in Italia è stata differita alla domenica successiva. Con l’ascensione si conclude il tempo della Pasqua: Gesù esce dallo spazio terreno ed entra, a pieno titolo, nella pienezza della sua gloria.

3^ domenica di Pasqua: è l’alba di un giorno nuovo!

Era l’alba di un nuovo giorno quando Gesù per la terza volta si presenta agli Apostoli. Questi, alquanto sbandati per non avere in mezzo a loro Cristo Gesù, decidono di tornare al consueto lavoro; Pietro va a pescare, gli altri lo seguono. L’ozio è sempre il padre dei vizi, il lavoro permette all’uomo la realizzazione del suo essere umano. Avevano lasciato tutto per seguire Gesù, ma ora la solitudine li avvolge e la ripresa dell’antico lavoro appare l’unica alternativa. 

Card. Sandri: non dimenticare il genocidio armeno

Domenica 24 aprile nella chiesa di san Nicola da Tolentino, presso il Pontificio Collegio Armeno, si è celebrata la divina liturgia in rito armeno presieduta dal card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, e officiata dal rettore del Collegio, p. Naamo Nareg Luis, in occasione del 107^ anniversario del genocidio armeno.

Dalla Pasqua ortodossa un appello alla pace

Domenica scorsa il mondo ortodosso ha celebrato la Pasqua secondo il calendario giuliano, che quest’anno è stata vissuta in guerra, come è stato ricordato da papa Francesco al termine del Regina Coeli:

A Pasqua gli italiani a tavola

A Pasqua gli italiani hanno speso circa € 1.800.000.000 per imbandire le tavole della Pasqua, che in oltre nove casi su dieci hanno scelto di trascorrere in casa, propria ma anche di parenti e amici. E’ questo il bilancio stimato da Coldiretti/Ixe’ dal quale emerge un forte ritorno della convivialità dopo due anni di festività pasquali tra lockdown e zone rosse: “Una tendenza dimostrata dall’allungamento delle tavolate con la presenza in media di quasi 6 commensali, 2 in più rispetto allo scorso anno”.

Papa Francesco invita ad essere canali di misericordia

“Oggi varie Chiese orientali, cattoliche e ortodosse, e anche diverse comunità latine, celebrano la Pasqua secondo il calendario giuliano. Noi l’abbiamo celebrata domenica scorsa, secondo il calendario gregoriano. Porgo loro i miei auguri più cari: Cristo è risorto, è risorto veramente! Sia Lui a colmare di speranza le buone attese dei cuori. Sia Lui a donare la pace, oltraggiata dalla barbarie della guerra. Proprio oggi ricorrono due mesi dall’inizio di questa guerra: anziché fermarsi, la guerra si è inasprita. E’ triste che in questi giorni, che sono i più santi e solenni per tutti i cristiani, si senta più il fragore mortale delle armi anziché il suono delle campane che annunciano la risurrezione; ed è triste che le armi stiano sempre più prendendo il posto della parola”.

Gli auguri di Pasqua dalle diocesi marchigiane

Il tempo di Pasqua offre una ricchezza evangelica, fin dalla narrazione della Passione, che mette al centro del messaggio cristiano la vittoria della vita sulla morte, come ha sottolineato mons. Gianpiero Palmieri, vescovo della diocesi di Ascoli Piceno:

Da Gerusalemme un invito a vedere il mistero della Resurrezione

“Possano israeliani, palestinesi e tutti gli abitanti della Città Santa, insieme con i pellegrini, sperimentare la bellezza della pace, vivere in fraternità e accedere con libertà ai Luoghi Santi nel rispetto reciproco dei diritti di ciascuno. Sia pace e riconciliazione per i popoli del Libano, della Siria e dell’Iraq, e in particolare per tutte le comunità cristiane che vivono in Medio Oriente”: questo è stato l’auspicio del papa durante la benedizione pasquale di oggi.

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