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La Cei istituisce i ministeri del Lettore, Accolito e Catechista

Recependo gli interventi di papa Francesco con i due motu proprio ‘Spiritus Domini’ ed ‘Antiquum Ministerium’, emanati nel 2021, la Conferenza Episcopale Italiana ha elaborato una Nota per orientare la prassi concreta delle Chiese di rito latino in Italia sui ministeri istituiti del lettore, dell’accolito, del catechista.

Domenica XVI Tempo ordinario: Dio ospite in una famiglia

Oggi la Parola di Dio ci offre una icona delle vera famiglia cristiana; domenica scorsa la parabola del buon samaritano rispecchiava uno spaccato della vita cristiana: non c’è cristianesimo vero dove non c’è carità concreta; oggi un’altra icona ( non si tratta di una parabola ma di un fatto concreto): Gesù è invitato a pranzo da una famiglia di tre persone: Marta e Maria sono due sorelle, inoltre in casa c’è un fratello Lazzaro.

A Devotio i presepi ucraini

Sono realizzate in stoffa, legno e cartapesta e dipinte a mano, piccole rappresentazioni del presepe secondo la cultura e la tradizione dell’Ucraina. Ci sono immagini della Natività di Betlemme e di angeli con le riproduzioni di cattedrali ortodosse e di monumenti storici della capitale Kiev e di altre città ucraine.

Papa Francesco: lo Spirito Santo ringiovanisce la Chiesa

Al termine della recita del Regina Coeli papa Francesco  ha rinnovato l’appello ai responsabili delle nazioni per la pace: “Non portate l’umanità alla rovina, si mettano in atto i negoziati, concrete trattative per il cessato fuoco, si ascolti il grido disperato della gente che soffre, si fermi la macabra distruzione di città e villaggi. Continuiamo per favore a pregare per la pace”.

Quaresima: 1^ domenica – Gesù nel deserto

Inizia la Quaresima e Gesù si presenta nel deserto dove rimane per 40 giorni: il quaranta è un numero simbolico per indicare il tempo necessario a vincere l’orgoglio e a far trionfare l’amore. La Quaresima per Gesù, come oggi per il cristiano, è l’operosa preparazione alla Pasqua di risurrezione. Gesù, vero uomo e vero Dio, evidenzia a noi oggi la via regia da seguire per la rinascita dello spirito.

La Comunità di Sant’Egidio 54 anni di ascolto del grido dei poveri

Il ‘popolo’ della Comunità di Sant’Egidio, raccolto nella basilica di San Giovanni in Laterano, ha suggerito al card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, un’immagine di universalità, sia per le diverse nazionalità, ma anche rispetto al Vangelo che porta il sogno di popoli e di generazioni che vivono insieme in fraternità in occasione della liturgia di ringraziamento per il 54° anniversario della stessa, fondata il 7 febbraio 1968 da Andrea Riccardi.

Nella diocesi di Ascoli Piceno inizia il cammino sinodale

Domenica 23 gennaio anche nella diocesi di Ascoli Piceno è iniziato il cammino sinodale ed il vescovo, mons. Gianpiero Palmieri, ha definito la parola ‘sinodale’:

Per il COR l’educazione è ‘cosa del cuore’

Raccogliendo l’invito del card. Angelo De Donatis ad accompagnare il cammino sinodale con momenti di preghiera e di ascolto della Parola, il Centro Oratori Romani promuove per lunedì 31 gennaio (dalle 19.30 alle 21.00), festa di san Giovanni Bosco, un incontro di preghiera per tutti coloro che a Roma si dedicano con passione alla cura delle giovani generazioni.

Papa Francesco: la Parola di Dio rigenera

Nella giornata della Parola del Signore papa Francesco nell’Angelus domenicale ha raccontato l’inizio dell’insegnamento di Gesù, che annuncia la liberazione e da senso alla vita:

“C’è l’unzione dello Spirito Santo. A volte, capita che le nostre prediche e i nostri insegnamenti rimangono generici, astratti, non toccano l’anima e la vita della gente. E perché? Perché mancano della forza di questo oggi, quello che Gesù ‘riempie di senso’ con la potenza dello Spirito è l’oggi. Oggi ti sta parlando.

Sì, a volte si ascoltano conferenze impeccabili, discorsi ben costruiti, che però non smuovono il cuore e così tutto resta come prima… Per questo chi predica, per favore, è il primo a dover sperimentare l’oggi di Gesù, così da poterlo comunicare nell’oggi degli altri. E se vuole fare lezioni, conferenze, che lo faccia, ma da un’altra parte, non al momento dell’omelia, dove deve dare la Parola così che scuota i cuori”.

Ed ha ringraziato chi annuncia il Vangelo: “La Parola di Dio, infatti, è viva ed efficace, ci cambia, entra nelle nostre vicende, illumina il nostro quotidiano, consola e mette ordine. Ricordiamoci: la Parola di Dio trasforma una giornata qualsiasi nell’oggi in cui Dio ci parla. Allora, prendiamo in mano il Vangelo, ogni giorno un piccolo brano da leggere e rileggere”.

E’ un invito a leggere il Vangelo: “Portate in tasca il Vangelo o nella borsa, per leggerlo nel viaggio, in qualsiasi momento, e leggerlo con calma. Con il tempo scopriremo che quelle parole sono fatte apposta per noi, per la nostra vita.

Ci aiuteranno ad accogliere ogni giornata con uno sguardo migliore, più sereno, perché, quando il Vangelo entra nell’oggi, lo riempie di Dio. Vorrei farvi una proposta. Nelle domeniche di quest’anno liturgico viene proclamato il Vangelo di Luca, il Vangelo della misericordia… Familiarizziamo col Vangelo, ci porterà la novità e la gioia di Dio!”

Mentre nella celebrazione eucaristica papa Francesco ha sottolineato che la Parola svela Dio: “Gesù, all’inizio della sua missione, commentando quel determinato passo del profeta Isaia, annuncia una scelta precisa: è venuto per la liberazione dei poveri e degli oppressi. Così, proprio attraverso le Scritture, ci svela il volto di Dio come di Colui che si prende cura della nostra povertà ed ha a cuore il nostro destino”.

Gesù annuncia la vicinanza di Dio: “Il Dio vicino, con quella vicinanza che è compassionevole e tenera, vuole sollevarti dai pesi che ti schiacciano, vuole riscaldare il freddo dei tuoi inverni, vuole illuminare le tue giornate oscure, vuole sostenere i tuoi passi incerti.

E lo fa con la sua Parola, con la quale ti parla per riaccendere la speranza dentro le ceneri delle tue paure, per farti ritrovare la gioia nei labirinti delle tue tristezze, per riempire di speranza l’amarezza delle solitudini. Ti fa andare, ma non in un labirinto: ti fa andare nel cammino, per trovarlo di più, ogni giorno”.

Ed allora la Parola porta all’uomo: “Ci porta a Dio e ci porta all’uomo. Proprio quando scopriamo che Dio è amore compassionevole, vinciamo la tentazione di chiuderci in una religiosità sacrale, che si riduce a culto esteriore, che non tocca e non trasforma la vita. Questa è idolatria. Idolatria nascosta, idolatria raffinata, ma è idolatria. La Parola ci spinge fuori da noi stessi per metterci in cammino incontro ai fratelli con la sola forza mite dell’amore liberante di Dio”.

Gesù è venuto per annunciare la liberazione: “Nella sinagoga di Nazaret Gesù ci rivela proprio questo: Egli è inviato per andare incontro ai poveri, che siamo tutti noi, e liberarli. Non è venuto a consegnare un elenco di norme o ad officiare qualche cerimonia religiosa, ma è sceso sulle strade del mondo a incontrare l’umanità ferita, ad accarezzare i volti scavati dalla sofferenza, a risanare i cuori affranti, a liberarci dalle catene che ci imprigionano l’anima. In questo modo ci rivela qual è il culto più gradito a Dio: prendersi cura del prossimo”.

Per questo la Parola di Dio mette in crisi: “Non ci lascia tranquilli, se a pagare il prezzo di questa tranquillità è un mondo lacerato dall’ingiustizia e dalla fame, e a farne le spese sono sempre i più deboli. Sempre pagano i più deboli.

La Parola mette in crisi quelle nostre giustificazioni che fanno dipendere ciò che non va sempre da altro e dagli altri. Quanto dolore sentiamo nel vedere i nostri fratelli e sorelle morire sul mare perché non li lasciano sbarcare! E questo, alcuni lo fanno in nome di Dio”.

La Parola di Dio invita all’azione: “Ci esorta ad agire, a unire il culto di Dio e la cura dell’uomo. Perché la sacra Scrittura non ci è stata data per intrattenerci, per coccolarci in una spiritualità angelica, ma per uscire incontro agli altri e accostarci alle loro ferite. Ho parlato della rigidità, di quel pelagianesimo moderno, che è una delle tentazioni della Chiesa.

E quest’altra, cercare una spiritualità angelica, è un po’ l’altra tentazione di oggi: i movimenti spirituali gnostici, lo gnosticismo, che ti propone una Parola di Dio che ti mette ‘in orbita’ e non ti fa toccare la realtà. La Parola che si è fatta carne e vuole diventare carne in noi”.

L’invito del papa è quello di essere profetici: “Chiediamoci allora: vogliamo imitare Gesù, diventare ministri di liberazione e di consolazione per gli altri, attuare la Parola? Siamo una Chiesa docile alla Parola?

Una Chiesa portata all’ascolto degli altri, impegnata a tendere la mano per sollevare i fratelli e le sorelle da ciò che li opprime, per sciogliere i nodi delle paure, liberare i più fragili dalle prigioni della povertà, della stanchezza interiore e dalla tristezza che spegne la vita? Vogliamo questo?”

(Foto: Santa Sede)

3^ domenica del Tempo Ordinario: Gesù, Parola di Dio

Assai significativo il brano del Vangelo. Ogni volta che leggiamo il Vangelo ci segniamo la fronte, la bocca e il cuore ad indicare che la ‘Parola di Dio’  va meditata nella mente, proclamata con la bocca (la parola), custodita nel cuore. L’episodio del Vangelo è semplice ed affascinante: in un giorno di sabato Gesù si reca nella sinagoga di Nazareth, sua città dove era vissuto per circa trent’anni e da tutti gli abitanti era conosciuto come il figlio di Maria e del falegname Giuseppe.

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