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Papa Francesco a Bratislava chiede un messaggio per l’Europa

La giornata a Bratislava del viaggio apostolico di papa Francesco in Slovacchia si è aperta con l’incontro con i membri della società civile e del corpo diplomatico al Palazzo Presidenziale con un discorso incentrato sull’Europa:

Papa Francesco invita a camminare dietro Gesù

Papa Francesco ha chiuso a Budapest il Congresso eucaristico internazionale e nell’incontro con i rappresentanti del Consiglio Ecumenico delle Chiese e alcune Comunità ebraiche dell’Ungheria ha richiamato alla fraternità per vincere l’odio:

XXI domenica: “Signore, tu hai parole di vita eterna”!

Il brano del Vangelo odierno conclude il discorso di Gesù a Cafarnao. La folla dei discepoli, che aveva ascoltato le parole di Gesù “Io sono il pane vivo disceso dal cielo! Chi mangia di questo pane avrà la vita eterna”, era rimasta sorpresa;  si aspettava un Messia diverso e il linguaggio di Gesù appare loro molto duro. Molti della folla preferirono andare via dicendo: “questa parola è dura! Chi può ascoltarla?”.

XIX Domenica: Io sono il pane vivo disceso dal cielo!

Il tema liturgico di questa domenica rimane sempre il discorso di Gesù a Cafarnao dopo la moltiplicazione dei pani. Il brano del vangelo focalizza tre temi, al centro c’è l’azione salvifica del Cristo: nessuno si può salvare se non per mezzo di Cristo, Egli è il salvatore. La nostra fede in Lui è un dono speciale di Dio all’uomo; non è frutto della ricerca umana, ma è il frutto dell’amore di Dio verso l’uomo che Egli ha creato a sua immagine e somiglianza.

XVIII Domenica: Gesù Eucaristia, ecco il vero pane del cielo!

Dopo l’evento della moltiplicazione dei pani operata da Gesù, la folla avrebbe voluto proclamarlo re, ma Gesù si sottrae. Il popolo in realtà non aveva ben capito chi fosse Gesù. Ritrovatosi in seguito tra la folla, Gesù invita il popolo a lavorare per procurarsi il cibo necessario per la vita eterna. Il popolo ebreo per 40 anni nel deserto era stato alimentato da Dio con la manna che cadeva dal cielo; Gesù, davanti alla folla, che aveva trascurato di ritornare a casa per mangiare pur di ascoltare Cristo, provvide con il segno della moltiplicazione dei pani.

Papa Francesco invita a vedere, condividere, custodire

“Ti rendo grazie, Signore, per il conforto della Tua presenza: anche nella solitudine, sei la mia speranza, la mia fiducia; fin dalla giovinezza, mia roccia e mia fortezza tu sei! Ti ringrazio per avermi donato una famiglia e per la benedizione di una lunga vita. Ti ringrazio per i momenti di gioia e di difficoltà, per i sogni realizzati e quelli ancora davanti a me. Ti ringrazio per questo tempo di rinnovata fecondità a cui mi chiami”. Così inizia la preghiera per la prima giornata mondiale dei nonni, ricordata da papa Francesco al termine della recita dell’Angelus:

Domenica XVII: l’evento della moltiplicazione dei pani

Il miracolo della moltiplicazione dei pani evidenziato nel Vangelo è uno di quegli eventi che mirabilmente hanno inciso nella vita, nell’esperienza, nella cultura dei cristiani, popolo di Dio. La Liturgia oggi si concentra sul mistero profondo racchiuso in questo evento. L’episodio offre certamente diverse piste di lettura: c’è una lettura etico-sociale o caritativa, c’è una pista eucaristica.

Papa Francesco: l’Eucarestia guarisce

Nel pomeriggio papa Francesco ha celebrato la messa del Corpus Domini con una domanda ai fedeli in Vaticano: “Quali sono i ‘luoghi’ della nostra vita in cui Dio ci chiede di essere ospitato?”,  riprendendo tre domande al Vangelo riguardante la preparazione della Cena pasquale:

Giornata per le vittime di covid 19: non dimenticare

“#PreghiamoInsieme per le più di 100.000 vittime italiane del COVID: tante persone che hanno lasciato la vita a causa della malattia, e tante altre che hanno donato la loro vita al servizio degli ammalati. Il Signore li accolga e consoli le loro famiglie”: con questo tweet papa Francesco ha ricordato coloro che sono morti per coronavirus nella prima Giornata per le vittime di covid 19, istituita dal Parlamento italiano, che si celebra il 18 marzo.

Il papa ricorda la guerra in Siria

“Dieci anni fa iniziava il sanguinoso conflitto in Siria, che ha causato una delle più gravi catastrofi umanitarie del nostro tempo: un numero imprecisato di morti e feriti, milioni di profughi, migliaia di scomparsi, distruzioni, violenze di ogni genere e immani sofferenze per tutta la popolazione, in particolare per i più vulnerabili, come i bambini, le donne e le persone anziane.

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