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Papa in Iraq: Abramo è padre comune

“Dio Onnipotente, Creatore nostro che ami la famiglia umana e tutto ciò che le tue mani hanno compiuto, noi, figli e figlie di Abramo appartenenti all’ebraismo, al cristianesimo e all’islam, insieme agli altri credenti e a tutte le persone di buona volontà, ti ringraziamo per averci donato come padre comune nella fede Abramo, figlio insigne di questa nobile e cara terra. Ti ringraziamo per il suo esempio di uomo di fede che ti ha obbedito fino in fondo, lasciando la sua famiglia, la sua tribù e la sua patria per andare verso una terra che non conosceva”.

Papa Francesco chiede il silenzio delle armi in Iraq

Dopo 15 mesi papa Francesco ha ripreso i viaggi apostolici ed oggi è atterrato in Iraq, culla della fede di Abramo, in una terra che avrebbe voluto visitare  san Giovanni Paolo II, ma che fu ‘scoraggiato’ da dinieghi delle autorità, ringraziando i giornalisti che seguiranno il viaggio:

Viaggio apostolico in Iraq: l’ong ‘Un Ponte per’ illustra la situazione

Questa mattina papa Francesco è partito per il 32^ viaggio apostolico in Iraq, dopo un anno di pausa dovuta al Covid 19, a distanza di 22 anni da quel viaggio sognato da san Giovanni Paolo II ad apertura del Giubileo del 2000. Nel 1999 il Paese era già in ginocchio a causa della sanguinosa guerra contro l’Iran (1980-1988) e per le sanzioni internazionali seguite all’invasione del Kuwait e alla prima guerra del Golfo. Il numero dei cristiani in Iraq era allora più di tre volte maggiore di quello attuale.

Card. De Donatis al funerale di Attanasio e Iacovacci chiede di smascherare l’indifferenza

La marcia funebre di Chopin suonata dalla fanfara dei Carabinieri, ha accolto l’entrata nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma dei due feretri avvolti nel tricolore dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, uccisi lunedì scorso.

Ricordando l’ambasciatore Attanasio

Questa notte un aereo dell’Aeronautica militare ha riportato in Italia i corpi dell’ambasciatore  Attanasio e del carabiniere Iacovacci, uccisi da un gruppo di rapinatori nella Repubblica Democratica del Congo ed intanto papa Francesco, appresa la notizia, ha inviato un telegramma:

Attentato in Congo: uccisi l’ambasciatore italiano e la scorta

Luca Attanasio, l’ambasciatore italiano in Congo, Vittorio Iacovacci, carabiniere della sua scorta e un’altra persona di cui non sono state ancora rese note le generalità, forse l’autista, sono morti in un attacco rivolto a un convoglio dell’ONU nell’est della Repubblica democratica del Congo.

Foibe: dal ricordo la verità

Oggi le Istituzioni italiane hanno celebrato il ‘Giorno del Ricordo’, che ricorda i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92, vuole conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. La data è il giorno in cui, nel 1947, furono firmati i trattati di pace di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell’Italia.

Zuppi scrive alla Costituzione: aiutaci a scegliere da che parte andare

“Cara Costituzione sento proprio il bisogno di scriverti una lettera, anzitutto per ringraziarti di quello che rappresenti da tempo per tutti noi. Hai quasi 75 anni, ma li porti benissimo! Ti voglio chiedere aiuto perché siamo in un momento difficile e quando l’Italia, la nostra patria, ha problemi, sento che abbiamo bisogno di te per ricordare da dove veniamo e per scegliere da che parte andare. E poi che cosa ci serve litigare quando si deve costruire?”.

Cei: occorre riconciliare il Paese

Oggi in videoconferenza si è concluso il Consiglio episcopale permanente, presieduto dal card. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e presidente della CEI, nel quale i Vescovi hanno ribadito la loro preoccupazione sia per la situazione politica italiana, sia per il protrarsi dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di coronavirus.

Per la proibizione delle armi nucleari campane a festa

“Dopodomani, venerdì 22 gennaio, entrerà in vigore il Trattato per la proibizione delle armi nucleari. Si tratta del primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che vieta esplicitamente questi ordigni, il cui utilizzo ha un impatto indiscriminato, colpisce in breve tempo una grande quantità di persone e provoca danni all’ambiente di lunghissima durata. Incoraggio vivamente tutti gli Stati e tutte le persone a lavorare con determinazione per promuovere le condizioni necessarie per un mondo senza armi nucleari, contribuendo all’avanzamento della pace e della cooperazione multilaterale, di cui oggi l’umanità ha tanto bisogno”.

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