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A Natale il 51% degli italiani nei mercatini

Oltre la metà degli italiani (51%) frequenta quest’anno per lo shopping i tradizionali mercatini di Natale che tornano nelle piazze italiane dopo il lockdown dello scorso anno a causa della pandemia Covid: è quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixè per le festività di fine anno 2021 dalla quale si evidenzia che a partire dal weekend prima dell’Immacolata si moltiplicano le iniziative, dalla fiera degli Oh bej oh bej a Milano al Trentino fino a quelli a km zero degli agricoltori di Campagna Amica aperti in molte città:

Gli ortodossi celebrano il Natale

Ieri si è celebrata in Russia la solennità del Natale del Signore, ma il patriarca Kirill ha prescritto a tutte le chiese di celebrare le liturgie natalizie soltanto alla presenza di pochi fedeli e su invito. Nel messaggio natalizio al clero e ai fedeli, Kirill ha osservato che “oggi, quando i popoli della terra sono angosciati per la difficile prova della nuova malattia, quando i cuori degli uomini sono affannati per la paura e le preoccupazioni per il futuro, per noi è di particolare importanza rafforzare la preghiera comunitaria e quella personale”.

Natale a tavola con minore spesa in linea con la tradizione

Gli italiani hanno speso circa € 1.800.000.000 per i cibi e le bevande consumati tra la cena della vigilia e il pranzo di Natale con un calo del 31% rispetto allo scorso anno a causa delle restrizioni imposte dalle misure anti Covid e della crisi economica legata alla pandemia. E’ questo il bilancio stimato da Coldiretti/Ixe’ dal quale emerge anche l’addio alle grandi tavolate del passato a causa del lockdown e dell’ingresso del Paese in zona rossa, come ha sottolineato la Coldiretti:

Mons. Marconi: Natale è festa per tutti

“Ci è stato dato un figlio. Si sente spesso dire che la gioia più grande della vita è la nascita di un bambino. E’ qualcosa di straordinario, che cambia tutto, mette in moto energie impensate e fa superare fatiche, disagi e veglie insonni, perché porta una grande felicità, di fronte alla quale niente sembra che pesi. Così è il Natale: la nascita di Gesù è la novità che ci permette ogni anno di rinascere dentro, di trovare in Lui la forza per affrontare ogni prova. Sì, perché la sua nascita è per noi: per me, per te, per tutti noi, per ciascuno”.

Da Gerusalemme un invito a non temere

‘Non temete’ è la rassicurazione dell’Angelo, che annuncia ai pastori la nascita di Gesù; ed è la stessa frase del patriarca di Gerusalemme, mons. Pierbattista Pizzaballa, che nel messaggio invita a non rinunciare alla gioia, nonostante la situazione:

Papa Francesco: un Figlio da prendersi cura

Vigilia di Natale anticipata e papa Francesco dalla basilica di san Pietro ha presieduto la Messa della Notte di Natale all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, ricordandoci la profezia di Isaia che ci è stato dato un figlio, simbolo di gioia:

Mons. Muser: riscoprire il messaggio di Natale

“E se in questo Natale particolare provassimo a diffondere il contagio del bene e della speranza? Con gesti di gentilezza che aiutano a vivere e con parole che ci infondano coraggio?”: inizia così la lettera di Natale che il vescovo di Bolzano-Bressanone, mons. Ivo Muser, indirizza alla comunità.

Natale: il presepe monumentale di Castelli è arte d’Abruzzo

Il presepe monumentale della cittadina abruzzese, esposto in piazza san Pietro per volontà del vescovo di Teramo-Atri mons. Lorenzo Leuzzi, ha le radici nella X edizione della Triennale, nel 1954. Le figure dell’antico soffitto maiolicato di San Donato, reinterpretate per Milano, si trasformano radicalmente. L’origine di questa moderna opera in ceramica è una storia esemplare, di quelle che rivelano le doti di un Paese che si riprende dopo le crisi.

I vescovi: la natività è la novità attesa

“La natività c’interpella profondamente. Ci rimanda all’essenzialità dell’esistenza, a ciò che dà senso alla quotidianità, alla bellezza della vita familiare, alla qualità delle relazioni, alla capacità di accogliere Cristo nel nostro cuore. Nel corso del 2020 molte persone sono state visitate da sorella morte, altre sono rimaste sole, altre ancora hanno perso il lavoro e vivono in una condizione di grande precarietà. Questa sofferenza innocente c’interroga e ci aiuta a meditare sul dono della vita”.

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