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Papa: da misericordiati a misericordiosi

“Un saluto particolare rivolgo a voi, presenti qui nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, Santuario della Divina Misericordia: fedeli abituali, personale infermieristico, carcerati, persone con disabilità, rifugiati e migranti, Suore Ospedaliere della Divina Misericordia, volontari della Protezione Civile. Voi rappresentate alcune realtà nelle quali la misericordia si fa concreta, si fa vicinanza, servizio, attenzione alle persone in difficoltà. Vi auguro di sentirvi sempre misericordiati per essere a vostra volta misericordiosi”.

Prof. Massimo Borghesi: la Chiesa di papa Francesco tra ospedale ed ideologia teocon

Quando Jorge Mario Bergoglio diviene papa Francesco, il 13 marzo 2013, l’eredità ecclesiale che si trova di fronte non è solo quella degli scandali del clero e della corruzione dei costumi. E anche una eredità ideologica consolidatasi nel mondo cattolico dopo la caduta del comunismo. Intellettuali come Michael Novak, George Weigel, Richard John Neuhaus, Robert Sirico elaborano, a partire dagli anni ‘80 questa sintesi attraverso una rilettura, fortemente deformata, dell’enciclica ‘Centesimus annus’ di san Giovanni Paolo II.

Papa: l’annuncio del Vangelo comporta la Croce

Con  la celebrazione eucaristica della messa crismale, celebrata con  alcuni cardinali e vescovi, i superiori della Segreteria di Stato e i Membri del Consiglio presbiteriale della diocesi di Roma, è iniziato il triduo che introduce alla gioia della Pasqua e papa Francesco ha sottolineato il cambiamento di sentimenti nelle persone che ascoltano Gesù:

Papa Francesco: sant’Alfonso Maria de’ Liguori invita ad essere con gli ‘ultimi’

150 anni fa, il 23 marzo 1871, papa Pio IX proclamava sant’Alfonso Maria de’ Liguori Dottore della Chiesa, che visse una graduale conversione verso una pastorale improntata sulla misericordia: la radicalità evangelica non va contrapposta alla debolezza dell’uomo, come ha scritto papa Francesco in un messaggio a  p. Michael Brehl, Superiore Generale della Congregazione del Santissimo Redentore e Moderatore Generale dell’Accademia Alfonsiana, ricordando le sfide attuali poste dalla pandemia, dall’intelligenza artificiale e dalla minaccia antidemocratica:

Don Ruccia: i misericordianti sulla strada della Croce

“Passare a far parte della comunità dei pasti significa conseguire la titolarità attraverso la logica dell’amore gratuito. La condivisione, l’accoglienza, la promozione di chi nel mondo è un escluso, la lungimiranza per la promozione del lavoro e l’investimento oscillante tra evangelizzazione e carità fino al punto da sentirsi prima ed essere dopo famiglia, vuol dire mangiare lo stesso pasto nello stesso posto e sullo stesso scanno”.

Papa in Iraq: Abramo è padre comune

“Dio Onnipotente, Creatore nostro che ami la famiglia umana e tutto ciò che le tue mani hanno compiuto, noi, figli e figlie di Abramo appartenenti all’ebraismo, al cristianesimo e all’islam, insieme agli altri credenti e a tutte le persone di buona volontà, ti ringraziamo per averci donato come padre comune nella fede Abramo, figlio insigne di questa nobile e cara terra. Ti ringraziamo per il suo esempio di uomo di fede che ti ha obbedito fino in fondo, lasciando la sua famiglia, la sua tribù e la sua patria per andare verso una terra che non conosceva”.

Papa Francesco: la salvezza è per tutti

“Rivolgo un affettuoso saluto al popolo degli Stati Uniti d’America, scosso dal recente assedio al Congresso. Prego per coloro che hanno perso la vita, cinque, l’hanno persa in quei drammatici momenti. Ribadisco che la violenza è autodistruttiva sempre. Nulla si guadagna con la violenza e tanto si perde. Esorto le Autorità dello Stato e l’intera popolazione a mantenere un alto senso di responsabilità, al fine di rasserenare gli animi, promuovere la riconciliazione nazionale e tutelare i valori democratici radicati nella società americana. La Vergine Immacolata, Patrona degli Stati Uniti d’America, aiuti a tenere viva la cultura dell’incontro, la cultura della cura, come via maestra per costruire insieme il bene comune; e lo faccia con tutti coloro che abitano in quella terra”.

Papa Francesco al ‘Te Deum’ ringrazia Dio per la misericordia

Questo pomeriggio all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, il card. Giovanni Battista Re, decano del Collegio Cardinalizio, ha presieduto i primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, seguito dall’esposizione del Santissimo Sacramento, il tradizionale canto dell’inno ‘Te Deum’ a conclusione dell’Anno civile e la Benedizione Eucaristica, che ha letto l’omelia di papa Francesco, costretto a riposo dalla sciatalgia, tantoché domani non celebrerà la santa messa, presieduta dal card. Pietro Parolin, ma pronuncerà solo l’Angelus.

Milano: Avvento è tempo di speranza

Nella prima domenica dell’Avvento ambrosiano, in duomo, è stato il vicario generale, mons. Franco Agnesi, a presiedere la Celebrazione eucaristica, in sostituzione dell’arcivescovo, mons. Mario Delpini, che, pur asintomatico, è ancora in quarantena.

Card. De Donatis al COR: alleati delle parrocchie per gli oratori

Nei giorni scorsi il nuovo anno pastorale del Centro Oratori Romani è stato inaugurato solennemente con una celebrazione eucaristica presieduta dal card. Vicario Angelo De Donatis nella parrocchia di Santa Maria del Buon Consiglio al Quadraro a Roma dove sono presenti le spoglie mortali del fondatore dell’associazione, il Servo di Dio, Arnaldo Canepa.

Un appuntamento che quest’anno coincide con il 75° anniversario dalla fondazione del COR e che, come da tradizione, ha visto riuniti i soci effettivi e gli amici seppure con le dovute attenzioni per la situazione sanitaria. Una celebrazione fortemente desiderata dai soci che hanno accolto due nuovi giovani per la promessa di servizio in un anno complesso anche per la pastorale oratoriana nella diocesi di Roma.

 Il card. De Donatis, accolto dal Presidente David Lo Bascio e dalla Giunta esecutiva, insieme a parroci ed assistenti degli oratori di Roma, ha commentato per i catechisti del COR il brano del Buon Pastore:

“Lui  che, lascia le 99 pecore al sicuro e va dietro a quella perduta. Nell’ottica di Dio, quell’unica che si è persa diventa più importante delle 99 che sono già con Lui. L’attenzione del Pastore verso la pecora possa spingerci ad uscire dai recinti per annunciare Cristo a coloro che ancora non lo conoscono.

Possano quelle parrocchie, che non hanno ancora l’oratorio  e non sanno come prendersi cura dei loro piccoli, trovare in voi alleati preziosi,  fratelli e sorelle che hanno a cuore che Cristo sia annunciato e conosciuto. So con certezza che questo è quello che c’è nel vostro cuore”.

Il cardinale ha fatto chiaro riferimento al processo di rinnovamento che è in corso nell’associazione e che lo stesso presidente Lo Bascio ha illustrato nel suo intervento di saluto presentandolo come “un desiderio di spogliarsi di tutto ciò che non serve, di tutto ciò che è autoreferenziale, e che ci impedisce di correre fuori verso i mille ragazzi che attendono ancora una parola, un esempio e una speranza”.

Lo Bascio non ha nascosto la difficoltà del momento presente in un anno che avrebbe dovuto celebrare festosamente il giubileo dell’associazione: “Questa Eucaristia ha per noi il sapore agrodolce del Mistero Pasquale: se su un versante sperimentiamo tutta la fatica del Calvario, che non è solo figlia dell’epidemia, ma più in generale del nostro impegno tante volte disistimato o frainteso, dall’altro intravediamo le luci della Resurrezione”.

Luci che emergono dal sogno di vedere riconosciuti i bambini come persone, dalla vocazione laicale di servizio e dal carisma che sia lievito alla maniera del Vangelo, come ha concluso Lo Bascio: “Quello che per Canepa fu il Quadraro oggi sono per noi gli infiniti quartieri di questa città. C’è ancora bisogno di seminarli tutti della misericordia di Dio. C’è ancora bisogno di lasciare tutto per la pecorella smarrita. C’è ancora bisogno dell’oratorio a Roma”.

 L’associazione romana, che da decenni promuove la pastorale oratoriana in stretta collaborazione con la Diocesi e con le parrocchie che desiderano avviare questa esperienza formativa per bambini e ragazzi, ha scelto per quest’anno il tema ‘Cambia l’Aria, Arriva l’Oratorio’.

Tutte le iniziative che verranno realizzate sono chiaro segno del cammino che  l’associazione sta compiendo verso un  profondo rinnovamento,  ma anche la conferma dell’essere a servizio, specie in un tempo cosi complesso, delle comunità che con coraggio e abnegazione si stanno impegnando a proseguire nell’annuncio della Buona Novella fra i più piccoli trovando anche nuove strade pastorali.

(Foto: Cor)

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