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Ricordare la Resistenza è via alla Democrazia

In un libretto dal titolo ‘La Gabriella in bicicletta. La mia Resistenza raccontata ai ragazzi’ Tina Anselmi ha raccontato ad un’immaginaria nipote la sua esperienza partigiana, sottolineando il contributo costante e silenzioso, apportato dalle donne nella lotta per la liberazione:

Papa Francesco prova indignazione per la colonizzazione degli indigeni

Indignazione e vergogna per gli errori commessi dai cattolici in Canada: sono i sentimenti che Francesco esterna nel suo discorso alle delegazioni dei popoli indigeni del Paese ricevute in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico.

Papa Francesco: le armi non risolvono i problemi

Anche oggi, al termine dell’Udienza generale nell’aula Paolo VI, papa Francesco si è appellato ai governanti per raggiungere la pace in Ucraina, raccontando ciò che il nonno gli aveva narrato della Prima guerra mondiale:

A Napoli la Giornata della Memoria e dell’Impegno contro le mafie

Napoli accoglierà i familiari di vittime innocenti provenienti da tutta Italia in occasione della XXVII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera e Avviso Pubblico, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e in collaborazione con la Rai che si svolgerà lunedì 21 marzo con un corteo che partirà alle ore 9.00 da Piazza Garibaldi e arriverà a Piazza Plebiscito dove verranno letti i nomi della vittime innocenti delle mafie.

Gariwo celebra la memoria dei ‘Giusti’ dedicata al popolo ucraino

Oltre 70 cerimonie con migliaia di studenti, circa 200 articoli giornalistici: questi sono, in sintesi, i numeri della decima edizione della Giornata europea dei Giusti, dedicata al popolo ucraino e ai dissidenti russi, celebratasi domenica 6 marzo, celebrata in oltre 70 comuni italiani. L’attenzione è stata rivolta a quanto succede in Ucraina, al dramma umanitario successivo all’invasione, alla resistenza ucraina e all’impegno dei dissidenti russi scesi in piazza contro la guerra nonostante le censure e la repressione.

Papa Francesco chiede dialogo tra generazioni

Al termine dell’Udienza generale odierna papa Francesco ha ringraziato il popolo polacco per l’accoglienza dei profughi ucraina, che fuggono dalla guerra: “Voi, per primi, avete sostenuto l’Ucraina, aprendo i vostri confini, i vostri cuori e le porte delle vostre case agli ucraini che scappano dalla guerra. State offrendo generosamente a loro tutto il necessario perché possano vivere dignitosamente, nonostante la drammaticità del momento. Vi sono profondamente grato e vi benedico di cuore!”

Gli italiani ricordano gli infoibati

“Il Giorno del Ricordo richiama la Repubblica al raccoglimento e alla solidarietà con i familiari e i discendenti di quanti vennero uccisi con crudeltà e gettati nelle foibe, degli italiani strappati alle loro case e costretti all’esodo, di tutti coloro che al confine orientale dovettero pagare i costi umani più alti agli orrori della Seconda guerra mondiale e al suo prolungamento nella persecuzione, nel nazionalismo violento, nel totalitarismo oppressivo”.

Lo ha detto il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ricordando le vittime delle foibe e gli esuli giuliani-dalmati: è stata una delle pagine più tragiche della storia italiana, quando l’Istria e la Dalmazia tra il 1943 e il 1947 divennero teatro di stragi. Le foibe sono cavità carsiche di cui è costellato il territorio della Venezia Giulia ma a loro sono ormai associati i massacri contro le persone in fuga dai territori contesi della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia, firmati dai partigiani jugoslavi di Tito.

In quelle cavità furono gettati i corpi delle vittime, rendendo spesso difficile se non impossibile il loro ritrovamento. Secondo le stime furono tra i 5.000 e i 10.000 gli italiani vittime delle foibe. Agli eccidi seguì l’esodo giuliano dalmata, l’emigrazione forzata della maggioranza dei cittadini di etnia e di lingua italiana in Istria e nel Quarnaro, esodo che si concluse solo nel 1960: secondo le stime, sarebbero tra i 250.000 ed i 350.000 gli italiani costretti a lasciare le loro case.

Simbolo della tragedia nazionale è la foiba di Basovizza, località nel comune di Trieste, un pozzo minerario profondo oltre 200 metri e largo circa 4, che durante le fasi finali della seconda guerra mondiale divenne un luogo di esecuzioni sommarie da parte dei partigiani di Tito. Qui, in ricordo di tutte le vittime delle foibe è stato costruito un Sacrario. Il 3 novembre 1991 il presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, rese omaggio alle vittime lì sepolte e mai ritrovate: mentre nel 1992 il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, dichiarò il pozzo monumento nazionale.

Per il presidente Mattarella è doveroso ricordare la tragedia: “E’ un impegno di civiltà conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli istriani, dei fiumani, dei dalmati e degli altri italiani che avevano radici in quelle terre, così ricche di cultura e storia e così macchiate di sangue innocente. I sopravvissuti e gli esuli, insieme alle loro famiglie, hanno tardato a veder riconosciuta la verità delle loro sofferenze. Una ferita che si è aggiunta alle altre”.

Però il presidente della Repubblica ha sottolineato le cause che ha causato tale odio: “La sciagurata guerra voluta dal fascismo e l’occupazione nazista furono seguite, per questi italiani, da ostilità, repressione, terrore, esecuzioni sommarie aggravando l’orribile succedersi di crimini contro l’umanità di cui è testimone il Novecento. Crimini che le genti e le terre del confine orientale hanno vissuto con drammatica intensità, generando scie di risentimento e incomprensione che a lungo hanno segnato le relazioni tra popoli vicini”.

In conclusione ha auspicato che tale memoria possa diventare un ‘seme di pace’: “Il ricordo, anche il più doloroso, anche quello che trae origine dal male, può diventare seme di pace e di crescita civile. Questo è l’impegno di cui negli ultimi anni il nostro Paese si è reso protagonista insieme alla Slovenia e alla Croazia per fare delle zone di confine una terra di incontro e prosperità, di collaborazione, di speranza”.

Infine ha sottolineato con favore la scelta di capitale della cultura europea una città di confine: “La scelta di Gorizia e Nova Gorica, che saranno congiuntamente Capitale della Cultura europea 2025, dimostra quanto importante sia per l’intera Unione che la memoria delle oppressioni disumane del passato sia divenuta ora strada dell’amicizia, della comprensione, del primato della dignità delle persone, nel rispetto delle diversità e dei diritti”.

Anche il presidente nazionale dell’ANLA, Edoardo Patriarca, ha sottolineato la necessità della memoria storica: “Oggi, rileggendo le dichiarazioni dei Presidenti Napolitano e di Mattarella, dei presidenti delle Camere e di tanti leader politici, condividiamo il ‘ricordo’ di quegli eventi drammatici nonostante le contrapposizioni ideologiche di alcune minoranze che annebbiano quel passato e non aiutano la comprensione di quanto è accaduto. Piccole frange ancora tentate di utilizzare la storia di quel dramma per un uso politico becero e strumentale”.

Però la memoria deve far emergere la verità sul periodo storico: “Al contrario le commemorazioni sono celebrate per unire nel nome della dignità inviolabile della persona, vero bersaglio di tutte le persecuzioni,  e del no alle guerre come strumento di risoluzione  dei conflitti internazionali. Noi di ANLA celebriamo questa giornata con compostezza, nel ricordo delle migliaia di connazionali uccisi, torturati e violentati. Vegliando soprattutto!

Rifuggendo dalla retorica stucchevole degli italiani ‘brava gente’: furono tanti quelli che accettarono la logica predatoria di un regime disumano come quello fascista, furono tanti quelli che simpatizzarono per un regime altrettanto disumano come quello comunista-titino. E ci opponiamo a coloro che vedono la tragedia delle Foibe come un improbabile contrappeso ai lager nazisti, o chi vorrebbe derubricarla a una punizione, tutto sommato meritata, ai fascisti”.

E’ un invito a non dimenticare per le generazioni future: “Noi siamo da un’altra parte, commossi e partecipi, vicini alle famiglie toccate da questa violenza inenarrabile. E vegliamo come ‘anziani’ (in latino antenaus o antianus deriva da antea che significa ‘prima’), di quelli ‘chi ci sono da prima’. A noi antianus spetta  il compito di vegliare e fare memoria, a tenere alto lo sguardo, aiutando coloro che sono ‘giunti dopo’ (i nostri figli, i nipoti, le giovani generazioni) a non dimenticare e a vigilare”.

Ed a Trieste mons. Giampaolo Crepaldi ha pubblicato una preghiera rivolta a tre martiri cristiani, vissuti in quel tragico periodo: “don Francesco Bonifacio, italiano, Lojze Grozde, sloveno e don Miroslav Bulesić, croato, le cui immagini ho collocato nella Cappella della Madre della Riconciliazione in via Cavana. La Chiesa li ha beatificati perché con il loro sangue di martiri, il sangue del perdono e dell’amore, essi riscattarono e purificarono le nostre terre imbrattate dal sangue dell’odio.

Dal loro martirio giunge a noi la condanna ferma dell’odio etnico che non è altro che il frutto velenoso di una visione distorta della civiltà, il monito ad operare instancabilmente per la riconciliazione tra i nostri popoli italiano, sloveno e croato e alcuni attualissimi e preziosi insegnamenti cristiani.

Questi: ogni uomo e ogni donna, creati ad immagine e somiglianza di Dio, esigono il massimo del rispetto; Dio è Padre e ogni uomo e ogni donna sono fratello e sorella in umanità; non si può mai usare la violenza per imporre la propria verità;

l vero martire non è quello che uccide in nome di Dio, ma quello che si lascia uccidere piuttosto che rinnegare la sua fede in Dio. Affidiamo questo Giorno del Ricordo alla Vergine Maria che invochiamo come Madre della riconciliazione”.

Giulia Merelli presenta ANIMA per svelare la vita

“Io credo che per ogni persona sia importante curare l’anima, quella parte autentica di sé, non abbandonarla ai meccanismi del consumo, alla tiepida tristezza dell’abitudine, ma risvegliarla come si risveglia un bambino al mattino fra un canto e la luce del sole, aprendolo al giorno. L’arte può contribuire alla scoperta di questa bellezza. L’arte può svelare la vita”.

Cei: nel cammino sinodale essenziale il coinvolgimento dei laici

Al termine dei lavori del Consiglio permanente della CEI, riunito a Roma, nel Giorno della Memoria mons. Stefano Russo, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, ha dato lettura di una dichiarazione del card. Gualtiero Bassetti, affinchè questo giorno sia un giorno di stimolo per la pace e la giustizia:

Ricordare perché dimentichiamo spesso

Oggi si ricorda la liberazione di Auschwitz da parte della 60° Armata dell’Esercito sovietico e ritorna alla mente quello che ha scritto Primo Levi ne ‘La tregua’: “La prima pattuglia russa giunse in vista del campo verso il mezzogiorno del 27 gennaio 1945. Fummo Charles e io i primi a scorgerla (…. ) Erano quattro giovani soldati a cavallo, che procedevano guardinghi, coi mitragliatori imbracciati, lungo la strada che limitava il campo. Quando giunsero ai reticolati, sostarono a guardare, scambiandosi parole brevi e timide”.

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