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Mons. Cantoni: don Malgesini martire della misericordia di Dio

Sabato scorso l’elemosiniere di papa Francesco, card. Konrad Krajewski, ha presieduto nella cattedrale di Como, la celebrazione della messa di suffragio per don Roberto Malgesini, concelebrando con il vescovo della diocesi, mons. Oscar Cantoni, ed al termine ha portato il saluto del papa:

In ricordo di don Pino Puglisi

A Palermo mons. Corrado Lorefice  ha ricordato nei giorni scorsi don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993 e beatificato per il martirio in ‘odium fidei’ e fondatore del Centro ‘Padre Nostro’; ma in questa celebrazione l’arcivescovo di Palermo ha ricordato anche don Roberto Malgesini, ucciso a Como qualche giorno fa:

Papa Francesco invita a contemplare per prendersi cura

“Desidero ricordare in questo momento don Roberto Malgesini, il sacerdote della diocesi di Como che ieri mattina è stato ucciso da una persona bisognosa che lui stesso aiutava, una persona malata di testa. Mi unisco al dolore e alla preghiera dei suoi familiari e della comunità comasca e, come ha detto il suo Vescovo, rendo lode a Dio per la testimonianza, cioè per il martirio, di questo testimone della carità verso i più poveri. Preghiamo in silenzio per don Roberto Malgesini e per tutti i preti, suore, laici, laiche che lavorano con le persone bisognose e scartate dalla società”: con questo ricordo papa Francesco ha concluso l’udienza generale nel cortile di san Damaso.

A Fermo la casula di san Tommaso Becket

Per la cristianità medievale l’assassinio di san Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury e primate d’Inghilterra dal 1162, è stato molto importante, perché finito nelle mire del re Enrico II, una volta sua mentore e amico, fu ucciso in Cattedrale dalle spade di quattro cavalieri sicari mentre recitava l’Ufficio divino, il 29 dicembre 1170. Il papa Alessandro III lo canonizzò a tempo di record, tre anni dopo.

Mosciatti: san Cassiano ci aiuti a essere testimoni in questo tempo

Cassiano, maestro nell’arte dello scrivere rapido, subì il martirio il 13 agosto, durante la persecuzione di Diocleziano, promulgata con tre editti lungo l’anno 303. Il corpo del martire trovò sepoltura fuori della città, verso occidente, dove era già una vasta necropoli romana. Sulla sua tomba sorse presto una ‘aedes’ che il poeta Prudenzio visitò e descrisse nel carme IX del suo ‘Peristephanon’ e successivamente, entro il quinto secolo, la basilica, attorno alla quale si sviluppò il centro dell’amministrazione ecclesiastica, la dimora del vescovo e la casa dei canonici, e sorsero oratori, ospizi e case private.

San Lorenzo: un martire del servizio

Il diacono e martire san Lorenzo ha assunto nel corso dei secoli un fama e una devozione veramente cattolica, universale, e ha saputo incarnare un modello concreto di servizio sena compromessi, tale ad essere additato come paradigmatico della diaconia in Cristo. Secondo un’antica ‘passione’, raccolta da sant’Ambrogio, san Lorenzo fu bruciato sopra una graticola: un supplizio che ispirerà opere d’arte, testi di pietà e detti popolari per secoli.

Mons. Crociata ricorda Maria Goretti

E’ un anno speciale per le celebrazioni in memoria di santa Maria Goretti, proclamata santa da papa Pio XII 70 anni fa, il 24 giugno 1950; ed anche il 130° della nascita, avvenuta a Corinaldo (Ancona) il 16 ottobre 1890. La vita della giovane Maria, fino al suo omicidio, non fu diversa da quella dei figli di molti lavoratori agricoli che dovettero lasciare le proprie terre per cercare sostentamento altrove: analfabetismo, denutrizione, lavoro pesante fin dall’infanzia.

Suor Mainetti sarà beata

Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto del martirio della Serva di Dio Maria Laura Mainetti (al secolo: Teresina Elsa), Suora professa della Congregazione delle Figlie della Croce, Suore di Sant’Andrea; nata a Colico (Italia) il 20 agosto 1939 e uccisa Chiavenna (Italia), in odio alla Fede, il 6 giugno 2000.

San Giovanni Battista: testimone del Vangelo

“Oggi è la festa della Natività di san Giovanni Battista. Impariamo da Colui che fu il precursore di Gesù la capacità di testimoniare con coraggio il Vangelo, al di là delle proprie differenze, conservando la concordia e l’amicizia che fondano la credibilità di qualsiasi annuncio di fede”: così al termine dell’udienza generale papa Francesco ha ricordato la festa di san Giovanni Battista, patrono di tre città (Torino, Genova e Firenze) i cui vescovi, in un comunicato congiunto, avevano sottolineato il suo stile di vita come ispiratore dell’azione dei cristiani.

Tre Chiese e tre città unite per ricordare il patrono Giovanni Battista

La festa di san Giovanni Battista, patrono di Firenze, Genova e Torino oggi è ricordato nelle rispettive cattedrali con un messaggio comune degli arcivescovi, affiancando la decisione di queste tre città, che hanno deciso un programma comune di celebrazioni patronali compatibile con la necessità di evitare assembramenti.

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