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Epifania: Dio si manifesta ai popoli

L’Epifania è la festa della Chiesa, festa della vocazione missionaria della Chiesa e dell’universalità della Fede. La festa della Chiesa una e cattolica. Con Abramo si era data vita al popolo ebreo, popolo di Dio, caratterizzato dal ‘monoteismo’: credo in un Dio uno e unico ed Israele è il suo popolo. Con l’incarnazione del Verbo e la nascita di Gesù a Betlemme la benedizione che Dio diede ad Abramo e alla sua discendenza si è estesa a tutta l’umanità.

Papa Francesco: Dio si fa carne

Nell’Angelus della prima domenica dell’anno papa Francesco ha invitato i fedeli a meditare sulla frase di questa liturgia, che è la manifestazione di Dio, ‘Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi’: “Queste parole, se ci pensiamo, contengono un paradosso. Mettono insieme due realtà opposte: il Verbo e la carne”.

A Torino ‘una luce rifulse’: il presepe raccontato da una parrocchia a Cavoretto

La parrocchia di san Pietro in Vincoli di Cavoretto, grazie al parroco don Maurizio De Angeli, ha allestito, per il sesto anno consecutivo un presepe, iniziativa suggestiva ed unica che riempie di luci e suoni la collina di Torino.

Zuppi: l’Anno di Nicodemo per passare dal buio alla luce

Attenzione primaria all’evangelizzazione e ri-evangelizzazione degli adulti, sulla scia di un cammino già iniziato e solo rallentato, ma non fermato, anzi in un certo senso favorito dalla pandemia; e inserimento nel cammino sinodale della Chiesa italiana e anche universale, che culminerà nel Sinodo generale dei vescovi del 2023.

Mons. Marconi: Natale è festa per tutti

“Ci è stato dato un figlio. Si sente spesso dire che la gioia più grande della vita è la nascita di un bambino. E’ qualcosa di straordinario, che cambia tutto, mette in moto energie impensate e fa superare fatiche, disagi e veglie insonni, perché porta una grande felicità, di fronte alla quale niente sembra che pesi. Così è il Natale: la nascita di Gesù è la novità che ci permette ogni anno di rinascere dentro, di trovare in Lui la forza per affrontare ogni prova. Sì, perché la sua nascita è per noi: per me, per te, per tutti noi, per ciascuno”.

Giuseppe Falanga: Natale al tempo del Covid 19

“Il mirabile segno del presepe, così caro al popolo cristiano, suscita sempre stupore e meraviglia. Rappresentare l’evento della nascita di Gesù equivale ad annunciare il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio con semplicità e gioia. Il presepe, infatti, è come un Vangelo vivo, che trabocca dalle pagine della Sacra Scrittura. Mentre contempliamo la scena del Natale, siamo invitati a metterci spiritualmente in cammino, attratti dall’umiltà di Colui che si è fatto uomo per incontrare ogni uomo. E scopriamo che Egli ci ama a tal punto da unirsi a noi, perché anche noi possiamo unirci a Lui”: così iniziava la lettera apostolica ‘Admirabile signum’, scritta lo scorso anno da papa Francesco.

Dalle Marche un invito a vivere la luce di Natale

“In questo tempo difficile, anziché lamentarci di quello che la pandemia ci impedisce di fare, facciamo qualcosa per chi ha di meno: non l’ennesimo regalo per noi e per i nostri amici, ma per un bisognoso a cui nessuno pensa! E un altro consiglio: perché Gesù nasca in noi, prepariamo il cuore: andiamo a pregare. Non lasciamoci ‘portare avanti’ dal consumismo: ‘devo comprare i regali, devo fare questo e quello…’… Prepariamo il cuore come ha fatto Maria: libero dal male, accogliente, pronto a ospitare Dio”: così papa Francesco di domenica prossima ha invitato i fedeli a prepararsi al Natale attraverso la preghiera.

Papa Francesco spiega il mistero della preghiera

“In occasione del 1° maggio, ho ricevuto diversi messaggi riferiti al mondo del lavoro e ai suoi problemi. In particolare, mi ha colpito quello dei braccianti agricoli, tra cui molti immigrati, che lavorano nelle campagne italiane. Purtroppo tante volte vengono duramente sfruttati. E’ vero che c’è crisi per tutti, ma la dignità delle persone va sempre rispettata. Perciò accolgo l’appello di questi lavoratori e di tutti i lavoratori sfruttati e invito a fare della crisi l’occasione per rimettere al centro la dignità della persona e la dignità del lavoro”.