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Che cos’è un incontro formativo pastorale? Come lo si fa?

Che cos’è un incontro formativo? Come lo si fa? E come lo si conduce? Ma soprattutto, come sappiamo se è andato bene? Le risposte si possono trovare nel libro ‘Il manuale dell’imperfetto. Incontro formativo. Crearlo. Condurlo. Valutarlo’ di Gigi Cotichella, formatore poliedrico e interattivo che lavora con aziende, comunità, scuole, parrocchie, enti no profit, genitori. Un manuale e un percorso per riflettere sul ‘fare formazione’, dove si possono trovare anche 93 tecniche per iniziare a lavorare subito, spiegando spiega come creare, condurre e valutare un incontro formativo, presentato al Salone del Libro di Torino.

Papa Francesco: la teologia morale guardi alla famiglia

Mancano circa 30 giorni alla giornata mondiale della famiglia papa Francesco ha ricevuto i partecipanti ai partecipanti al convegno internazionale di teologia morale, promosso dalla Pontificia Università Gregoriana e dal Pontificio Istituto Teologico ‘Giovanni Paolo II’ per le scienze del matrimonio e della famiglia, che si è svolto a Roma fino al 14 maggio, sul tema ‘Pratiche pastorali, esperienza di vita e teologia morale: Amoris Laetitia tra nuove opportunità e nuovi cammini’, invitando i teologi ad ispirarsi alla famiglia:

E’ nata ‘La Gloria’: casa discografica di ispirazione cattolica

Un inizio 2022 ricco di nuovi progetti per i The Sun! Come già annunciato con un articolo sul suo blog ‘Per anime libere’, Francesco Lorenzi e Andrea Marco Ricci hanno unito le loro esperienze e idee per creare (con il supporto di varie altre persone) la nuova etichetta discografica ‘La Gloria’, per la quale è uscito già il nuovo singolo dei The Sun ‘La mia legge di attrazione’.

Alessandro Ginotta racconta ‘gli ultimi giorni di Gesù’

Dopo ‘Cento Giorni con Gesù’ ed ‘Altri cento giorni con Gesù’, nei giorni scorsi è uscito ‘Gli ultimi cento giorni con Gesù’, che completa la trilogia ed apre orizzonti inesplorati dentro lo stesso Vangelo.

Prof. Suizzo: studiare Dante Alighieri con l’iPad

All’Istituto Tecnico Gioacchino Russo di Paternò, in provincia di Catania, il docente di lettere, prof. Alessandro Suizzo (uno degli 80 ‘Apple Distinguished Educator’ d’Italia), è riuscito ad appassionare i suoi studenti alla Divina Commedia di Dante Alighieri, programmando un viaggio nel poema tramite iPad e robot e con un lavoro di gruppo, tutti insieme seduti fianco a fianco.

Domenica XXIX- Una meta: essere grandi nel servizio!

Il brano del Vangelo ha due momenti: l’episodio dei due fratelli Giacomo e Giovanni e la missione di Cristo Gesù che offre la dimensione vera del regno di Dio. Nella prima parte è l’uomo che agisce con le sue candidature, aspirazioni, sogni che evidenziano l’uomo ancora legato alla terra. Lungo questa strada che porta a Gerusalemme c’è di tutto: da una parte Gesù che va a Gerusalemme nella piena consapevolezza che finirà in mano ai suoi avversari, sarà crocifisso e realizzerà la missione affidatagli dal Padre, quella di dare la vita in riscatto per tutti e realizzare il Regno dell’amore.

XXI domenica: “Signore, tu hai parole di vita eterna”!

Il brano del Vangelo odierno conclude il discorso di Gesù a Cafarnao. La folla dei discepoli, che aveva ascoltato le parole di Gesù “Io sono il pane vivo disceso dal cielo! Chi mangia di questo pane avrà la vita eterna”, era rimasta sorpresa;  si aspettava un Messia diverso e il linguaggio di Gesù appare loro molto duro. Molti della folla preferirono andare via dicendo: “questa parola è dura! Chi può ascoltarla?”.

Lo Bascio: l’Oratorio è l’anima dei ragazzi

La scuola è terminata e l’estate è iniziata; i ragazzi cercano un po’ di riposo, pensando di fuggire alla quotidiana noia tra mascherine e la ripresa della normalità della vita, dopo la ‘quarantena’ dovuta al Covid 19. Ed allora si aprono gli oratori che, sempre nel rispetto delle regole, ospitano ragazzi e ragazze, che riflettono e giocano con un’ambientazione da Far West, affrontando il tema di fondo dell’amore, in quanto l’oratorio fa sentire tutti a casa.

Il Direttorio per la Catechesi per rendere efficace il kerigma

Nei giorni scorsi è stato presentato il ‘Direttorio per la Catechesi’ redatto dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, che era stato pubblicato dalla Congregazione per il Clero il 15 agosto 1997 e consegnato alla Chiesa quale strumento per l’orientamento dell’azione catechistica, approvato da papa Francesco lo scorso 23 marzo e rappresenta ‘una ulteriore tappa nel dinamico rinnovamento che la catechesi attua’.

Don Leonardi esplora la domanda religiosa dei giovani

“Dalla religione bisogna distinguere la fede, tenendola separata ma non contrapponendola, anzi armonizzando l’una con l’altra. Il primo a usare questo criterio è stato Karl Barth, ma questa ormai è la distinzione usata da tutti, anche da Joseph Ratzinger. La fede come differenza rispetto alla religione è l’adesione soggettiva al divino, è la scelta personale dell’appartenenza non come prodotto culturale o sociale ma come fatto personale, individuale.

C’è un fondatore, un iniziatore della religione, pensiamo per esempio ad Abramo, a Joseph Smith o a Maometto, e questi ha fede; attraverso i suoi discepoli si forma una comunità e questa comunità fa diventare la fede una religione. La fede iniziale è l’acqua, l’acqua diventa un fiume che costruisce da sé il proprio letto, la comunità costruisce e rafforza gli argini del letto”.

Così inizia il libro ‘Le religioni spiegate ai giovani’ di don Mauro Leonardi, saggio che, con un linguaggio chiaro e divulgativo, traccia una profilo approfondito dei principali culti religiosi presenti oggi in Italia. Oltre a Induismo, Confucianesimo, Taoismo, Buddhismo, Ebraismo, Cristianesimo e Islam vengono presentati anche la Chiesa Valdese, il Sikhismo, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Mormoni) e Scientology.

In questo modo sono nate le interviste, che corredano ogni capitolo, a Tanya Gupta (Induismo), Hong Fan (Confucianesimo e Taoismo) Roberto Minganti (Buddhismo), David Parenzo (Ebraismo), Chiara Giaccardi e don Julián Carrón (Cristianesimo), Shahrzad Houshmand Zadeh (Islam), Italo Pons (Chiesa Valdese), Avijet Koholi (Sikhismo), Carmelo Persico (Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni) e Luigi Brambani (Scientology).

 Allora come spiegare ai giovani le religioni?

“Come raccontano diverse persone nel mio libro, i giovani sono attratti soprattutto dagli esempi. Don Julián Carrón ha inventato una formulazione molto significativa. ha detto che il cristianesimo cresce per ‘invidia buona’. Più che parlare delle ragioni del cristianesimo, i giovani a mio parere hanno bisogno di incontrare gente felice. Da lì verrà loro ‘i desideri’ e quindi le domande, a cui naturalmente bisognerà saper rispondere”.

Come si può dialogare nelle diversità delle religioni?

“Oggi come oggi il dialogo tra le religioni non deve riguardare prevalentemente i contenuti, cioè ‘il dogma interno’ di ogni religione: non ha alcun senso discutere con un musulmano se sia meglio Maometto o Gesù Cristo. Bisogna invece trovare degli spazi esterni alle verità dottrinali di ciascuna di esse. per stare insieme. A volte, come aveva chiesto il papa per il 14 maggio, può anche essere pregare insieme: ma più spesso sarà fare del bene assieme. Pur essendo diverse le fedi, è impossibile che l’imperativo di fare il bene e di evitare il male che ciascun uomo ha nel cuore, non trovi una eco, anche minima, nel cuore degli altri. Bisogna cercare quel bene ‘sovrapponibile’ e farlo insieme”.

Come si pongono i giovani davanti alle religioni?

“I giovani hanno grandi domande sul senso della vita o sulla salvezza del pianeta, ma spesso non hanno le parole per rivolgere quegli interrogativi ai credenti. Dovranno quindi essere i credenti a trovare il modo di riconoscere quelle domande e di farsene carico”.

Quale linguaggio usare con i giovani?

“I giovani amano la semplicità e la testimonianza. Il linguaggio da usare con i giovani è quello di Gesù, è quello del vangelo. Concretezza. Poche astrazioni e tanti racconti personali”.

Dopo due mesi di celebrazione senza popolo cosa è la Messa per i giovani?

“E’ stato un ritorno a casa. Qualcuno è rimasto scandalizzato dai volontari che fanno rispettare tutte le distanze in Chiesa. E’ sembrato loro un clima ‘da polizia’. Forse si dovrà puntare più sull’educazione che sull’imposizione”.

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