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Aldo Moro: la pace attraverso la cooperazione degli Stati

A fine aprile il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, davanti all’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, ha indicato alla comunità internazionale il metodo da seguire per la pace in Ucraina, da raggiungere attraverso il metodo ‘Helsinki’:

Mons. Nosiglia si congeda da Torino con il pensiero per il lavoro

Oggi Torino elegge il suo arcivescovo, mons. Roberto Repole, che è succeduto a mons. Cesare Nosiglia, il quale ha officiato la celebrazione eucaristica, mercoledì 4 maggio nella festa liturgica della Sacra Sindone, ricordando l’incontro con papa Francesco:

IV domenica di Quaresima: Dio, Padre della misericordia

Questa è la domenica ‘laetare’, domenica della gioia, perché ci fa scoprire l’amore misericordioso di Dio, vero Padre che si prende cura di ciascuno di noi. Davanti a Dio, al Padre nostro, non ci sono figli buoni e figli cattivi, ma ci sono figli, che Dio ama e come ha liberato il popolo d’Israele dalla schiavitù e l’ha condotto nella Terra promessa, così ama ciascuno di noi per il quale il Verbo eterno si è incarnato, ha accettato la passione e morte e, prima della passione, ci ha lasciato l’Eucaristia, il farmaco dell’immortalità.

3^ domenica di Quaresima: solo i frutti evidenziano la conversione del cuore

L’itinerario quaresimale nel Vangelo ci presenta due fatti di cronaca sconvolgente, poi una parabola. Mentre alcuni ebrei offrivano sacrifici a Dio, Pilato li fece uccidere; crolla la torre di Siloe e muoiono 18 persone:  davanti a questi due fatti assai dolorosi, la gente si chiede perché tanto male? Di chi è la colpa? Perché Dio non interviene? Potremmo aggiungere: perché tante morti, tanto spargimento di sangue oggi in  Ucraina, perché Dio ci abbandona?

Tempo di Quaresima e tempo di guerra: cosa possiamo fare noi?

Siamo entrati nel tempo di Quaresima quasi in concomitanza con lo scoppio di una bruttissima guerra. E’ sotto agli occhi di tutti la devastazione della terra ucraina, un attacco che, come sempre succede, fa soffrire i più deboli, crea un solco tra popoli vicini e genera tensioni in tutto il mondo. Di fronte a tanto dolore, che vediamo solo attraverso degli schermi, potremmo sentirci impotenti.

Voci di pace per l’Ucraina: #unabbracciodipace

“In Ucraina scorrono fiumi di sangue e di lacrime. Non si tratta solo di un’operazione militare, ma di guerra, che semina morte, distruzione e miseria. Le vittime sono sempre più numerose, così come le persone in fuga, specialmente mamme e bambini. In quel Paese martoriato cresce drammaticamente di ora in ora la necessità di assistenza umanitaria. Rivolgo il mio accorato appello perché si assicurino davvero i corridoi umanitari, e sia garantito e facilitato l’accesso degli aiuti alle zone assediate, per offrire il vitale soccorso ai nostri fratelli e sorelle oppressi dalle bombe e dalla paura”.

In Ucraina la guerra continua

“Gloria a Gesù Cristo! Saluti dalla Kyiv ucraina, dalla nostra capitale storica. Oggi è il primo giorno di un nuovo periodo: oggi entriamo nella seconda settimana di questa terribile guerra. Da otto giorni l’Ucraina resiste. Da otto giorni di guerra, l’Ucraina sta combattendo. Oggi cominciamo a sentire, e a scoprire in modo speciale, il ruolo e il posto di Kyiv nella vita della nostra Chiesa, nella vita del nostro popolo, nella vita dello Stato ucraino”: questo videomessaggio è stato lanciato da Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina, ricordando al mondo che in Ucraina si sta combattendo una guerra di invasione.

Da Firenze il grido di pace di Giorgio La Pira

Oggi, purtroppo senza la presenza del papa, a Firenze si chiude l’incontro del Mediterraneo, che ha visto ieri la firma a Palazzo Vecchio della ‘Carta di Firenze’, raccogliendo l’aspirazione di Giorgio La Pira nell’operare per la pace e l’unità dei popoli con l’auspicio di intensificare le collaborazioni e rafforzare le vie della pace:

“Da questo proficuo e cordiale incontro, mai prima realizzato, essi hanno insieme convenuto su alcuni ideali e valori ai quali ispirare il futuro cammino, diminuire discriminazioni e violenze e aprire orizzonti di speranza delle giovani generazioni. In questi giorni azioni di guerra si sono verificate contro l’Ucraina. Sentimenti di dolore hanno colto vescovi e sindaci, i quali congiuntamente auspicano che la violenza e le armi siano bloccate e siano evitate grandi sofferenze al popolo ucraino e si passi ad un negoziato che ricostruisca la pace”.

Per questo, ispirandosi al pensiero lapiriano, sindaci e vescovi, consapevoli che il Mediterraneo è stato da sempre un crocevia di culture e di fedi, riconoscono come patrimonio dell’umanità la diversità del patrimonio e delle tradizioni dell’area mediterranea: “l’importanza di un impegno educativo che parta dai bisogni primari, comuni a tutti gli esseri umani, e che possa guidare i giovani nel cammino che conduce al desiderio del bene, dell’amore, della giustizia e della libertà; il ruolo chiave della diplomazia a livello urbano nella promozione di uno sviluppo umano integrale e sostenibile basato sul rispetto della dignità e dei diritti fondamentali di ogni essere umano”.

E’ una visione ad una nuova forma di cooperazione, perché dopo la pandemia è difficile salvarsi da ‘soli’, ma solo attraverso la cooperazione: “… l’opportunità di promuovere una vera trasformazione della società finalizzata all’instaurazione di una cultura della sostenibilità sociale, anche attraverso nuove forme di cooperazione tra decisori politici, scienziati, leader spirituali e culturali e leader del commercio;

l’importanza di promuovere opportunità di lavoro di qualità per le categorie svantaggiate, giovani e donne, e di favorire lo sviluppo economico e sociale dei paesi di origine dei migranti, anche attraverso programmi di cooperazione, volti in particolare alla tutela dell’infanzia; le politiche migratorie nel Mediterraneo e alle frontiere devono sempre rispettare i diritti umani fondamentali”.

In base a tali presupposti i partecipanti al convegno chiedono ai governi mediterranei un confronto con i sindaci e con i rappresentanti delle comunità civili e religiose  per promuovere “un cammino che integra gli approcci antropologici, comunicativi, culturali, economici, politici, generazionali, interreligiosi, pedagogici e sociali per realizzare una nuova solidarietà universale e una società più accogliente”.

Inoltre chiedono di “mobilitare risorse per uno sviluppo sociale ed economico sostenibile a favore della cooperazione internazionale, del dialogo interculturale e interreligioso, del rispetto di ogni individuo attraverso una più equa condivisione delle risorse economiche e naturali”.

E nell’assemblea finale il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, ha ricordato le parole pronunciate dal ‘sindaco santo’ e che sono ritornate a riecheggiare in questi anni: “Da quando, infatti, ho conosciuto, il ‘sindaco santo’ di Firenze, Giorgio La Pira, il Mediterraneo ha iniziato a parlare al mio cuore. Si è fatto poi annuncio e proposta, culminata nel 2020 a Bari, quando ho toccato con mano sulla pelle dei vescovi l’incontenibile sofferenza di questo Mare, ridotto a tomba di migliaia di sorelle e fratelli”.

Ripetendo una frase di La Pira (‘Il Mediterraneo torni ad essere quello che fu’) il presidente della Cei ha evidenziato il valore di raccontare le comunità: “La peculiarità del nostro ritrovarci, a livello ecclesiale, è stata quella di esprimere il modo evangelico del vissuto quotidiano delle comunità che rappresentiamo, dando voce alle difficoltà e alle domande dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo, in un momento che è davvero drammatico. Non possiamo non guardare al conflitto in corso ed esprimere tutta la preoccupazione e lo sgomento per quanto sta avvenendo”.

Con il pensiero all’Ucraina il card. Bassetti ha chiesto di fermare il conflitto: “Viviamo ore drammatiche! Con i Vescovi, presenti a Firenze, abbiamo espresso il dolore per il terribile scenario in Ucraina. Abbiamo fatto appello alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche perché tacciano le armi. Si fermi la follia della guerra! Conosciamo bene questo flagello, per questo abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere la pace. Ogni conflitto è una ‘inutile strage’, come affermò Benedetto XV nel pieno della Prima Guerra Mondiale. Il presente non può che essere racchiuso in una parola che diventa invocazione: pace!”

E questo incontro sarà consegnato alla storia con l’impegno di “proseguire in un processo, non semplicemente ideale, di fratellanza e di conoscenza delle diversità che sono una grande ricchezza. La bellezza del mosaico di tradizioni e culture, violata dai drammi che vivono molti nostri popoli, è imperativo perché il Mare Nostrum torni ad essere crocevia di storie e tradizioni e non più doloroso cimitero”.

La conclusione di queste giornate è stata lasciata ad un pensiero di Giorgio La Pira: “L’uomo è tale per la sua capacità di incontro che corrisponde alla sua intima natura sociale e al disegno di Dio che con la sua grazia agisce perché gli uomini e i popoli compongano, nel rispetto di tutte le loro diversità, l’unitarietà della famiglia umana”.

(Foto: Cei)

Custodire ogni vita

“Il vero diritto da rivendicare è quello che ogni vita, terminale o nascente, sia adeguatamente custodita. Mettere termine a un’esistenza non è mai una vittoria, né della libertà, né dell’umanità, né della democrazia: è quasi sempre il tragico esito di persone lasciate sole con i loro problemi e la loro disperazione”:

Gli auguri perché in Cina ci siano pace e rispetto

“Dopodomani, 1° febbraio, in tutto l’Estremo Oriente, nonché in varie parti del mondo, si celebrerà il Capodanno Lunare. In questa circostanza, rivolgo il mio cordiale saluto ed esprimo l’augurio che nel Nuovo Anno tutti possano godere la pace, la salute e una vita serena e sicura. Com’è bello quando le famiglie trovano occasioni per radunarsi e vivere insieme momenti di amore e di gioia!”

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