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L’anima è per Dio, non per lo spiritismo: la testimonianza di una ragazza finita sull’orlo del suicidio

Aspettavo da tutta la vita qualcuno che mi dicesse questo. Qualcuno che dietro alle mie unghie nere e ai miei capelli viola vedesse qualcosa di bello in me. Mi apprezzava e mi diceva quello che avrei voluto sentirmi dire da mia madre. Ho iniziato a fidarmi di lei, a prenderla come punto di riferimento. Una sera mi disse che vedeva ‘un’energia negativa nei miei occhi’, una voglia di trasformazione, di cambiamento, di affermazione. Diceva di vedermi imprigionata in una vita che non volevo. Ed aveva ragione.

Stavamo spesso al telefono e quella sera per la prima volta mi diede un consiglio che mi costò molto caro ascoltare: “Lo sai che si possono invocare gli spiriti degli animali? Vuoi libertà? Invoca lo spirito dell’airone”. Mi ha spiegato che l’airone sembra una creatura divina e che per i Toltecchi simboleggiava il centro spirituale del Mondo. “Questo spirito è il ponte tra i mondi, incarna l’immortalità”, sosteneva.

Mi ha detto: “Bisogna invocare il suo Spirito se si desidera essere più indipendenti e cambiare vita”. La ‘medicina’ che mi avrebbe offerto sarebbe stata la libertà. Io non mi ero mai interessata alla fede, alla religione, né tantomeno allo spiritismo. Non avrei mai pensato di invocare lo spirito di un uccello, se non mi fossi fidata ciecamente della persona che me lo stava dicendo. Paola era ormai come una sorella, un’amica, una mamma.

Mi ha detto di non preoccuparmi se non me la sentivo di farlo da sola, che avremmo fatto la prima seduta spiritica insieme. Ci siamo incontrate a casa sua… Non voglio entrare nei dettagli. Se sono qui a scrivere non è per scandalizzarvi con i particolari, ma per dirvi di non farlo. Di non accettare mai, da nessuno e per nessun motivo una proposta del genere. Quel giorno, infatti, non è stato l’inizio della mia libertà, ma del mio inferno.

Perché gli aironi non rispondono, ma Satana si insinua, inizia a rovinarti la vita. Le nostre sedute proseguivano, anche in compagnia di altre persone. Sono andata avanti così due anni. E invece di rinascere, io sono caduta in depressione. Dalle canne sono passata all’eroina perché sentivo dentro un male di vivere lancinante. Volevo uscire da me stessa. Volevo morire.

Non riuscivo più a dormire, avevo mille ossessioni… ero così disturbata in tutti i sensi, che ho iniziato a prendere dei tranquillanti. Prima solo la sera, poi in modo compulsivo. Ho smesso anche di andare a scuola, a due mesi dal diploma. Finché un giorno, presa davvero dalla disperazione, sono entrata in una chiesa…

Ricordo come se fosse ieri che mi inginocchiai davanti al crocifisso, come facevo da bambina. Mi accorsi che ero stata lontana da Lui, da Dio, perché avevo tanta rabbia. Mi aveva portato via mio padre! Eppure, ero così distrutta che quella sera gli chiesi aiuto, mettendo da parte tutti i vecchi rancori tra noi…

Due giorni dopo incontrai proprio in quella chiesa don Gabriele, che mi vide piangere e si avvicinò. Lì, iniziò la mia rinascita. Capì i miei problemi e mi fece conoscere don Alfonso, che iniziò a darmi delle benedizioni e mi fece conoscere anche una psicoterapeuta che potesse aiutarmi a rimettere insieme i pezzi della mia vita.

Oggi ho 27 anni, da poco sono uscita da quell’incubo, ho ricucito con mia madre… Ce ne è voluto di tempo per liberarmi dalle sozzerie di Paola, ma ringrazio Dio per avermi presa per mano. Per avermi recuperata dal tunnel di morte in cui ero finita. L’occulto attrae, ma inganna: è solo un’illusione, bella e allettante in superficie, ma che porta all’annientamento. Il tuo cuore anela l’amore. E l’amore viene da Dio.

(Fine)

Pasqua: per mons. Napolioni c’è respiro di speranza

“C’è un respiro di speranza, che buca ogni smog e raggiunge ogni cuore, specie se affamato di salute dell’anima, oltre che del corpo. E’ lo Spirito di Dio, il suo soffio creatore, che spira ancora bellezza e novità, come in un bacio d’amore eterno che ravviva i piccoli, i poveri, i deboli, gli ultimi del mondo. E da lì, dalle periferie dell’esistenza, spinge avanti la storia e il cosmo, verso l’appuntamento con un destino di gloria”: lo ha scritto il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, nel messaggio alla diocesi per la Pasqua.

Il papa celebra Dante Alighieri

Nel giorno della festività dell’Annunciazione a Maria, papa Francesco ha pubblicato la Lettera apostolica ‘Candor Lucis Aeternae’ (Splendore della luce eterna), una lettera in nove paragrafi per onorare la memoria del Sommo Poeta nel Settimo centenario della morte: “In esso si realizza quello che i Padri della Chiesa chiamavano ‘divinizzazione’, l’admirabile commercium, il prodigioso scambio per cui, mentre Dio entra nella nostra storia facendosi carne, l’essere umano, con la sua carne, può entrare nella realtà divina, simboleggiata dalla rosa dei beati”.

Libera invita a ‘ricordare e riveder le stelle’

La Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie giunge alla sua 26^ edizione: un periodo lungo che ha reso protagonista una vasta rete di associazioni, scuole, realtà sociali in un grande percorso di cambiamento dei nostri territori, nel segno del noi, nel segno di Libera e da qualche anno è anche riconosciuta ufficialmente dallo Stato, attraverso la legge n. 20 dell’8 marzo 2017.

La profezia di Shahbaz Bhatti 10 anni dopo

Un raduno dei giovani e una solenne Eucarestia celebrata nel villaggio natio Khushpur, nella provincia del Punjab, dove Shahbaz Bhatti è anche sepolto: così la comunità cristiana in Pakistan commemora e celebra il decimo anniversario della scomparsa del ministro cattolico per le minoranze religiose.

Foibe: dal ricordo la verità

Oggi le Istituzioni italiane hanno celebrato il ‘Giorno del Ricordo’, che ricorda i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92, vuole conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. La data è il giorno in cui, nel 1947, furono firmati i trattati di pace di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell’Italia.

Cei: la libertà è vita

“Qual il senso della libertà? Qual è il suo significato sociale, politico e religioso? Si è liberi in partenza o lo si diventa con scelte che costruiscono legami liberi e responsabili tra persone? Con la libertà che Dio ci ha donato, quale società vogliamo costruire?”: da queste domande muove il messaggio della Cei, intitolato ‘Libertà e vita’, per la 43^ Giornata per la vita che si celebra domenica 7 febbraio.

Il papa prega per i popoli sud sudanese e libanese

Nel periodo natalizio lo sguardo di papa Francesco si è rivolto in modo particolare a due popolazioni colpite durante lo scorso anno da terribili attentati, come il Sud Sudan ed il Libano, ribadito nella benedizione natalizia:

Nella Giornata dei Diritti Umani libertà per Patrick Zaki

Nella ‘Giornata Mondiale dei Diritti Umani’ il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha dichiarato che “con l’adozione della Dichiarazione Universale dei diritti umani, il 10 dicembre del 1948, la Comunità internazionale si è dotata di uno strumento di portata globale per tutelare i diritti e le libertà fondamentali di ciascuno, ponendo l’intangibile dignità della persona al di sopra di ogni forma di discriminazione e di ogni ordinamento”.

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