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Pasqua: Cristo è risorto! Alleluia 

Pasqua di risurrezione!  La luce del Signore risorto illumini la nostra vita. La Liturgia oggi presenta alla Chiesa questo messaggio di vita: la luce del Risorto annuncia Vita e Amore. Tre donne, di buon mattino, l’indomani del sabato, si avviano per prendersi cura del corpo di Gesù. Lo amano anche da morto; è il loro Maestro e scoprono che il tempo dell’amore è più lungo del tempo della vita.

Arrivano alla sepoltura ma li attende la più grande sorpresa: ‘Guardando videro che il grande masso era stato spostato’. Da qui  il loro stupore e paura; entrano e si fa loro incontro un giovane (si rivela poi  un Angelo) che annuncia loro la più bella notizia: ‘Gesù, che avete visto crocifisso, è risorto’, non è più qui: Egli, Gesù è il Vivente. Andate e dite ai suoi discepoli che ‘vi precede in Galilea’.

La risurrezione di Gesù è il sigillo divino su quanto Gesù ha detto e fatto. Se Cristo, in realtà,  non fosse risorto, vana sarebbe stata la nostra fede e l’attesa cristiana; ma poiché Cristo è risorto ha valore il nostro Battesimo, che ci inserisce a Lui e la nostra vita si rivela un cammino verso il cielo. La giornata di questa prima Pasqua cristiana era sorta al buio, in chiave di costernazione e dolore.

Il Maestro, nel quale gli apostoli e i discepoli avevano creduto, era stato crocifisso, l’avevano visto morire in croce e una pietra tombale aveva chiuso la sua sepoltura. Picchetti armati di soldati romani ed ebrei  erano stati posti a custodia con l’ordine di custodirne per tre giorni la sepoltura.

La mattina del terzo giorno queste pie donne si recano al sepolcro per ungere con unguenti il corpo del Maestro e, appena arrivate, avvertono confusamente di essere i testimoni di un evento che ha cambiato la storia dell’uomo: la tomba è vuota, il corpo di Gesù crocifisso non c’è, il sudario, ripiegato, è messo da parte.

Le donne, di corsa, ritornano, raccontano agli Apostoli l’esperienza vissuta; Pietro e Giovanni si recano subito al sepolcro. Nessuno ha visto Gesù risorgere; è un evento che non si può testimoniare con una esperienza personale. Oggi la Chiesa ci fa rivivere l’evento e quella sepoltura dove si erano recate le pie donne per ungere il corpo del Maestro; un giovane messaggero annuncia loro la inaspettata  notizia: ‘Gesù, che avete visto crocifisso, è risorto’. Le donne avrebbero dovuto gioire e invece ammutoliscono.

Il giovane le incalza: ‘non è qui’, lui c’è, vive, ma non è qui; Egli è il Vivente e vi precede in Galilea. Dopo l’annuncio la conferma ufficiale:  lo stesso Gesù, in persona, si incontra con Maria, che piange vicino la tomba; Gesù inoltre va a trovare i suoi  apostoli,  chiusi nel Cenacolo per paura dei giudei, e li saluta: pace a voi; lo stesso Gesù incontra  due dei suoi discepoli, che tristi se ne andavano verso Emmaus, si fa loro compagno di viaggio e si fa riconoscere nello spezzare il pane.

Per gli Apostoli la risurrezione di Gesù è stata una totale sorpresa, anche se Egli aveva detto: ‘Il figlio dell’uomo il terzo giorno risusciterà’. Io sono la risurrezione e la vita, aveva chiaramente detto ai Suoi  e ne aveva dato prova risuscitando Lazzaro, seppellito da quattro giorni.

Gesù risorge per non morire più; vincitore della morte, tranquillizza i suoi, preoccupati di vedere un fantasma, dicendo: avvicinatevi, sono proprio io; evidenzia inoltre  la nuova dimensione del Risorto: ‘Esce ed entra a porte chiuse’ e  può vederlo e riconoscerlo  solo la persona a cui egli vuole rivelarsi: gli Apostoli, i Discepoli e quanti sono chiamati a testimoniare davanti ai popoli la verità fondamentale del cristianesimo: Cristo è veramente risorto!

Tutte le obiezioni si infrangono davanti al sepolcro vuoto e alle guardie che facevano la guardia. Avevano alcuni detto: mentre le guardie dormivano, hanno rubato il corpo  stupida osservazione: se dormivate, come avete visto rubare il corpo?, se eravate svegli, perché non l’avete impedito?  Cristo risorto ha consolidato la fede degli Apostoli, ha fatto rinascere  in  essi la speranza vera, basata sulla sua parola rassicurante: ‘E’ arrivato in mezzo a voi il Regno di Dio’.

La Chiesa annuncia oggi il Vangelo della vita con la forza di colui che ha vinto la morte. Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello, canta la liturgia, ma il Signore della vita ora trionfa, ora è vivo.  Questa gioia la Chiesa la condivide con Maria, la Madre del Risorto: ‘Regina coeli, laetare, alleluia’. A tutti un augurio vivo di buona e santa Pasqua.

Quarta Domenica di Quaresima: il volto di Dio è mistero di amore infinito

Il più bel romanzo di amore lo ha scritto Dio; non è un romanzo inventato, frutto di fantasia ma è la sua stessa vita divina. I capitoli di questo romanzo li trovi scritti nella Bibbia: Parola di Dio; li puoi scoprire tu stesso, se sai leggere nell’intimo del cuore. L’opera divina è solo storia di amore infinito; solo l’uomo, abusando della sua libertà, è capace di opporsi a questo amore con la logica terribile di rimanervi privo. Questa è la domenica ‘lastre’, della gioia. La liturgia inizia: ‘Rallegrati, Gerusalemme!’

Motivo della gioia è l’amore di Dio verso l’uomo. La liturgia ci invita alla gioia perché Dio, nella persona di Cristo Gesù, è venuto   non per condannare il mondo ma per salvarlo. Possiamo realizzare la vera gioia se, come dice Gesù a Nicodemo, rinasciamo ad una vita nuova, quella portata nel mondo da Gesù: ‘in Lui era la vita’. Rinasciamo allora in Cristo: Dio ci ha donato la vita eterna  e questa vita è nel Figlio.

Il segno evidente ce lo indica il Vangelo: Come Mosè innalzò nel deserto il serpente, su comando del Signore, e chi, morso dal serpente, lo guardava, guariva, così chiunque, morso dal peccato, guarda Cristo in croce, sarà guarito e avrà la vita eterna; chi scegli il Figlio avrà la vita, chi si allontana dal Figlio non vivrà in eterno.. Cristo Gesù muore in croce per amore dell’uomo, per salvare l’uomo. L’amore di Dio è potenza di vita nuova; è luce che rischiara le tenebre.

Questo amore gratuito di Dio raggiunge l’apice con la passione, morte e risurrezione di Gesù; esso si contrappone all’agire dell’uomo, che preferisce la morte alla vita, le tenebre alla luce, il peccato alla grazia. Il nostro cammino quaresimale ci spinge   ogni giorno e scoprire l’amore grande e misericordioso di Dio. Purtroppo, evidenzia il vangelo: ‘La luce è venuta nel mondo ma gli uomini  hanno amato più le tenebre che la luce’. 

Questa domenica è detta ‘lastre’, domenica della gioia perché evidenzia l’amore concreto di Dio; esso è una forza vitale, un fuoco sempre acceso che genera, dà origine da tutta l’eternità al mistero della SS. Trinità. Dio infatti è una realtà dinamica che pensa ed ama dando origine così, da quando Dio è Dio, alle tre divine Persone; Il grande Dante poeticamente canta: ‘Fecimi la Divina Potestate, la Somma Sapienza e il Primo Amore’.

La storia della salvezza contiene tra capitoli principali:  a) la creazione dell’uomo a  immagine di Dio; b) la redenzione operata da Cristo Gesù, Figlio di Dio; c) la storia della Chiesa, guidata dallo Spirito santo: una storia che dura da quando l’uomo è uomo. A) La creazione: Dio amando crea e creando ama. L’uomo poi è la sintesi mirabile di tutta l’opera creativa perché in lui converge la materia e lo spirito; un corpo dove tutto è perfezione ed armonia e un’anima spirituale che pensa ed ama. L’uomo è all’apice dell’opera creativa di Dio.

B) La redenzione: l’uomo con il peccato  si allontana da Dio, ma Dio non abbandona l’uomo; l’uomo rompe il dialogo con Dio, ma Dio riapre questo dialogo con il quale l’uomo ha sperimentato l’amarezza per i suoi limiti, il suo orgoglio e il suo egoismo. L’amore di Gesù per l’uomo è forte, virile, tenero e costante. Amore misericordioso che arriva alla prova suprema: dare la vita per salvare questo uomo. Ed il Verbo si fece carne e si offre al Padre  come sacerdote e vittima. Chi vince in fine è sempre l’amore di Dio anche se l’uomo talvolta rimpiange le cipolle di Egitto.

C)  La terza tappa dell’amore di Dio è la presenza dello Spirito Santo a guida della Chiesa. Gesù aveva assicurato alla sua Chiesa: ‘Non vi lascerò orfani’ e mantiene la promessa nella pentecoste. La quaresima deve dunque segnare per il credente questo processo di ripresa spirituale e di risposta concreta all’amore di Dio. La croce non può e non deve far paura, né deve portare ad uno sterile lamento ma ad una vera ed autentica presa di coscienza.

La croce, che era apparsa la vittoria dell’uomo su Dio, diventa la vittoria di Dio sul peccato, su l’uomo peccatore. Dio continua a bussare alla mia porta, alla tua porta perché Gesù ha pagato per me, per te e ci vuole bene. Dove non arriva la tua immaginazione, arriva il suo amore misericordioso. La Pasqua di questo anno 2024 sia veramente Pasqua di risurrezione e di vita.

IV domenica di Quaresima: Dio, Padre della misericordia

Questa è la domenica ‘laetare’, domenica della gioia, perché ci fa scoprire l’amore misericordioso di Dio, vero Padre che si prende cura di ciascuno di noi. Davanti a Dio, al Padre nostro, non ci sono figli buoni e figli cattivi, ma ci sono figli, che Dio ama e come ha liberato il popolo d’Israele dalla schiavitù e l’ha condotto nella Terra promessa, così ama ciascuno di noi per il quale il Verbo eterno si è incarnato, ha accettato la passione e morte e, prima della passione, ci ha lasciato l’Eucaristia, il farmaco dell’immortalità.

Avvento: 3^ Domenica della gioia

‘Rallegrati, figlia di Sion…’: così si esprime il profeta Sofonia, mentre l’apostolo Paolo esorta: ‘Fratelli, siate sempre lieti nel Signore!’; questa è la terza domenica detta ‘Laetare!’, domenica della gioia. Siamo ormai vicini al Natale, quando ricorderemo la venuta storica di Gesù, vero Dio e vero uomo, la sua nascita a Betlemme di Giudea.

Mons. Delpini: la nostra Chiesa sia unita, libera e lieta

“In questo tempo di prova e di grazia la proposta pastorale intende convocare la comunità cristiana perché non si sottragga alla missione di essere un segno che aiuta la fede e la speranza, proponendo il volto di una Chiesa unita, libera e lieta come la vuole il nostro Signore e Maestro Gesù, che è vivo, presente in mezzo a noi come l’unico pastore e che vogliamo seguire fino alla fine, fino a vedere Dio così come egli è”: così inizia la lettera pastorale, intitolata ‘Unita, libera, lieta. La grazia e la responsabilità di essere Chiesa’ di mons. Mario Delpini, presentata nella solennità della Natività della Beata Vergine Maria.

La Chiesa di Grosseto e di Pitigliano-Sovana-Orbetello affidata a mons. Roncari

Il nuovo vescovo della diocesi di Grosseto è mons. Gianni Roncari, che già guida la diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello, che così sono unite ‘in persona episcopi’, secondo un piano di accorpamento delle diocesi italiane.

Pasqua: Cristo è risorto, Alleluia!

La luce del Signore risorto illumini la nostra vita! questo è il messaggio di Pasqua che la Chiesa in questo anno 2021 presenta ai suoi figli. Cristo Gesù è luce e il messaggio del Risorto annuncia Vita e Amore. Si esce dal tunnel del buio della notte quando si intravede la luce; ma la Luce vera è Cristo crocifisso per noi e risorto; chi si innesta a Lui con la Fede e l’Amore ha la Vita.

Mons. Delpini: Quaresima è tempo di impegno per il bene comune

Anche nell’arcidiocesi ambrosiana è iniziato il periodo quaresimale con mons. Mario Delpini che ha presieduto la Messa con il Rito dell’imposizione delle ceneri, definendola come ‘qualcosa di singolare e di straordinario’: “Siccome prevedibilmente più complicata, noi dovremmo essere più semplici; siccome possiamo immaginare che non si possano fare molte cose, che eravamo abituati a fare, dovremmo fare bene, meglio, più intensamente e in profondità, quello che sempre la Quaresima ci chiede: il silenzio, la sobrietà, lo sguardo rivolto al Cristo crocifisso. Entriamo con volonterosa letizia in questo tempo e disponiamoci a ricevere le ceneri come segno di vita nuova”.

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