Tag Archives: lavoro

La diocesi di Milano istituisce il fondo per i disoccupati

Un aiuto per sostenere coloro che perdono il lavoro, a causa del Coronavirus, un modo per non farli sentire soli in un momento di grande difficoltà; sarà questa la missione del ‘Fondo San Giuseppe’, istituito dalla Diocesi di Milano in collaborazione con il Comune.

Mons. Nosiglia: Quaresima accanto ai lavoratori

Mercoledì 26 febbraio per il tempo liturgico è l’inizio della Quaresima con l’imposizione delle Ceneri, ma purtroppo per gli ultimi eventi legati alla diffusione del Coronavirus la diocesi di Torino, come tutte le diocesi dell’Italia settentrionale ha consigliato di prendere alcune precauzioni sospendendo la celebrazione e chiedendo ai cristiani di “vivere questa giornata secondo lo spirito quaresimale di preghiera, digiuno e opere di carità. La celebrazione della Messa con imposizione delle Ceneri potrà essere spostata a domenica 1° marzo, salvo nuove indicazioni che potranno essere date”.

Torino: la Chiesa solidale con i lavoratori

Ancora una volta l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, ha dimostrato vicinanza ai lavoratori delle aziende in crisi, partecipando in piazza Castello alla manifestazione organizzata dai metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm nell’ambito della vertenza ‘Torino’.

Mons. Nosiglia solidale con operai delle fabbriche in crisi

Mercoledì 8 gennaio l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, ha incontrato i lavoratori della Martor, società leader nella realizzazione di componenti, sistemi e sottosistemi nell’automotive,  per condividere con loro preoccupazioni, difficoltà ed eventuali possibilità.

Da Torino un augurio di Natale ai lavoratori

Nel pomeriggio l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia ha celebrato la santa messa della Vigilia di Natale per continuare il percorso di vicinanza, solidarietà e presenza della Chiesa torinese nel mondo del lavoro presso il piazzale antistante all’azienda ex Embraco, ora Ventures. Il tempo del Natale è il momento dell’Incarnazione di Dio nella realtà umana e si ricorderà a tutti la venuta del Figlio di Dio attraverso l’immagine della mangiatoia.

Da Torino mons. Nosiglia augura buon Natale

Mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, ha augurato ai cittadini di Torino e di Susa, il buon Natale, sottolineando la scelta di Dio di farsi uomo: “Il Figlio di Dio, per cui tutto esiste, ha scelto questa via semplice e sofferente per entrare nella storia degli uomini: è nato in una famiglia povera, è stato rifiutato prima ancora di nascere, ‘perché non c’era posto per sua madre e Giuseppe, nelle case della città’, ed è stato deposto in una mangiatoia di una stalla in mezzo agli animali”.

Presentati i ‘Lineamenta’ della prossima Settimana sociale: tutto è connesso

Il rapporto inscindibile tra ecologia ed economia, tra ambiente e lavoro, tra crisi ambientale e crisi sociale: è questo il focus della 49ª Settimana sociale dei cattolici italiani, che si terrà dal 4 al 7 febbraio del 2021 a Taranto e che avrà appunto per titolo ‘Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro e futuro. #tuttoèconnesso’.

I Lineamenta in preparazione alla Settimana sociale sono stati illustrati a Roma da mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e presidente del comitato scientifico e organizzatore, dal prof. Leonardo Becchetti, docente all’Università di Roma Tor Vergata e membro del comitato scientifico, e da don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei, che ha elencato le tappe che condurranno a Taranto:

“Le tappe di avvicinamento alla Settimana sociale prevedono tre momenti preparatori: uno al nord, uno al centro e uno al sud Italia. Al nord coinciderà con l’appuntamento del Festival della dottrina sociale della Chiesa nel novembre 2020 a Verona; al centro a metà giugno 2020 si terrà ad Assisi un appuntamento riservato ai giovani, soprattutto con quelli che hanno chiesto di partecipare all’iniziativa ‘Economy of Francesco’; al sud nel settembre prossimo a Catanzaro, in concomitanza con il mese del creato, daremo voce alle speranze del meridione.

I Lineamenta sono un momento di semina. Sarebbe bello accompagnare questo cammino della Chiesa italiana con il desiderio di far crescere il senso del dono di Dio e con la costruzione di reti comunitarie. I problemi sociali non possono trovare soluzioni dentro a esistenze individuali. Occorre avere il coraggio di mettersi in rete e spendersi per un nuovo impegno sociale. C’è sete di comunità!”.

Quindi i Lineamenta offriranno alle diocesi piste tematiche in vista della stesura dell’Instrumentum laboris, sul quale poi verterà il confronto durante la Settimana sociale. La scelta di Taranto, attualmente sotto i riflettori per la controversia questione dell’ex Ilva, vuole stimolare una riflessione più articolata sui temi ambientali e sociali.

Lo schema dei Lineamenta ruota intorno ai punti cardine del magistero di papa Francesco attraverso l’ecologia integrale, partendo da uno sguardo contemplativo sulla realtà, è possibile rendersi conto che il mondo non è un problema da risolvere, ma un mistero da gustare. Il mondo è un dono di Dio che ha creato non solo le singole cose e i singoli esseri viventi, ma in una relazione costitutiva le une nei confronti delle altre.

La seconda parte dei Lineamenti guarda alla creazione per metterne in evidenza il sapiente progetto che Dio ha collocato in essa. Le emergenze climatiche, i flussi migratori, le ingiustizie economiche segnalano uno squilibrio evidente nel rapporto tra l’uomo e il pianeta. Un cambiamento significativo può avvenire dall’assunzione di stili di vita sostenibili.

I quattro grandi ambiti della sostenibilità tengono in piedi l’intero edificio: l’ambito ambientale, quello sociale, quello culturale e normativo. Persino i consumatori possono scoprire una loro responsabilità morale ogni volta che acquistano una merce o un oggetto.

Nel documento è evidenziato il ruolo chiave svolto dall’uomo nella gestione del pianeta: “Oggi l’intervento dell’essere umano sulla natura è dominato da interessi che mirano allo sfruttamento di tutto quanto è possibile estrarre dal mondo che ci circonda. Il potere e la volontà di dominio del soggetto sono all’origine del ‘paradigma tecnocratico’ che sostiene l’idea di una crescita infinita e illimitata.

Ciò senza tenere conto dei limiti del pianeta. Una concezione che guasta anche i rapporti sociali che, invece di essere improntati alla solidarietà, sono plasmati dalla logica dello sfruttamento. In questo modo, l’economia, invece di essere al servizio della persona”.

Per queste ragioni è stata scelta la città di Taranto, che è un luogo emblematico nel quale la dimensione ambientale e del lavoro sono state vissute secondo un ingiusto conflitto… Tale prospettiva si sostanzia anche con un recupero del valore della cittadinanza attiva e dell’amicizia civica e della politica con una visione ampia vissuta in primo luogo come servizio al bene che riguarda tutta la comunità.

Occorre partire dai soggetti più fragili, dai territori più vulnerabili, dalle situazioni marginali che in una logica di inclusione possono diventare risorsa per lo sviluppo integrale di tutti, imparando quella ‘saggezza nascosta’ che solo i poveri sanno insegnare. Per questo nella Settimana Sociale di Taranto, intendiamo assumere la prospettiva e la voce delle giovani generazioni, che ora più di ogni altra categoria sociale, attendono ed ‘esigono’ giustamente”.

Al riguardo, mons. Santoro ha puntato il dito contro quell’industria che porta morte e distruzione: “Dobbiamo fermare la devastazione ambientale e non renderla devastazione sociale. Ancora oggi, c’è chi afferma che le esigenze della difesa dell’ambiente e della salute debbano essere perseguite in modo unilaterale; ma questo acuirebbe i problemi occupazionali e sociali, specie in un contesto già vulnerabile come quello meridionale”.

Oltre a quello di Taranto, secondo l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale del 2018, in Italia ci sono altri 40 siti gravemente inquinati. Il cammino da percorrere è quello di una sostenibilità socio-ambientale nella prospettiva di una ‘ecologia umana’. Particolare attenzione è posta alle emergenze climatiche e al riscaldamento globale, chiedendo una ‘inversione di rotta’:

“Per invertire la rotta dobbiamo rompere questo circolo vizioso e superare l’atteggiamento estrattivo e predatorio imparando a comprendere e ad assecondare quella trama sapiente della creazione che ci fa intravedere la possibilità di un equilibrio tra le diverse sfere. Non ci può essere vera creazione di valore economico sostenibile distruggendo le risorse ambientali nelle quali si dà la vita”.

Ex Ilva, mons. Santoro dice no a industria della morte: ‘Fermiamo la devastazione ambientale’

Non bada a giri di parole mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto. Per lui, non ha senso ‘che continui un’industria che porta morte e distruzione’. Oltre al suo ruolo all’interno della Chiesa è anche Presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani, motivo per il quale è andato al sodo alle domande dei giornalisti sul futuro dell’ex Ilva, durante la presentazione dei Lineamenta della Settimana sociale, in programma a Taranto nel 2021.

“Dobbiamo fermare la devastazione ambientale e non renderla devastazione sociale”, rivendica il Prelato, secondo il quale “bisogna arrivare all’introduzione di forme di produzione alternative al ciclo completo del carbonio – come ho già detto nel 2013 – facendo partire l’introduzione di gas e idrogeno come forme alternative: avranno efficacia nel futuro, ma se non partiamo adesso non arriveremo da nessuna parte”.

Secondo il vescovo “è inutile investire nel siderurgico, dobbiamo investire su altre forme produttive. Le innovazioni tecnologiche possono essere un aiuto e con il tempo possono portare alla sostituzione del ciclo completo del carbonio con il gas e l’idrogeno”.

Ecco infine l’appello alla politica: “La sensibilità locale deve avere una sinergia con Palazzo Chigi. Occorre una collaborazione tra ArcelorMittal e lo Stato per la diversificazione delle attività produttive sul territorio, investendo sull’eccellenza dell’agro-alimentare e valorizzando il mare e il turismo”.

Secondo il religioso, per l’ambiente occorre intervenire con celerità, perché su tale aspetto ‘ci giochiamo il futuro e il presente’ per tale ragione è auspicabile ‘un accordo con il Governo e con lo Stato’.

89.31.72.207