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A Bologna le religioni per un mondo di pace

“Rivolgo un cordiale saluto ai Partecipanti al G20 Interfaith Forum, che quest’anno ha luogo a Bologna. Conservo un vivo ricordo della mia visita alla Città, caratterizzata, tra le altre cose, dall’antica Università… E’ bello che vi siate riuniti proprio nell’intento di superare i particolarismi e condividere idee e speranze: insieme, autorità religiose, leader politici e rappresentanti del mondo della cultura dialogate per promuovere l’accesso a diritti fondamentali, anzitutto alla libertà religiosa, e per coltivare fermenti di unità e di riconciliazione laddove guerra e odi hanno seminato morte e menzogne”.

La vita: il più grande dono di Dio

Davanti ad una nuova vita si sperimenta una commozione profonda, da essa infatti emerge l’amore incommensurabile di Dio che amando crea e creando ama. Dio ieri, oggi, è sempre presente nei secoli, Egli è infatti l’autore della vita, di ogni vita; non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. La vita infatti non è governata dal caso, dalla sorte; la nostra personale esistenza è stata voluta da Dio, benedetta da Lui e ad essa è stato dato uno scopo ben preciso.

Papa Francesco: un’altra volta in piazza

Nonostante un po’ di pioggia i fedeli sono accorsi di nuovo in piazza san Pietro per pregare insieme al papa l’Angelus dalla finestra del Palazzo apostolico, dopo il periodo di lockdown dovuto alla pandemia e alla seconda ondata di Covid19: “Un’altra volta in piazza”.

La Speranza cristiana: il Regno dei cieli

Il Vangelo oggi ci presenta un quadro alquanto triste del genere umano. Gesù inizia la sua vita pubblica visitando zone dove pulsa la vita, luoghi di preghiera e gente che soffre. Uscito dalla sinagoga di Cafarnao, si reca a casa di Simone (detto Pietro) e Andrea. Ospite inatteso, trova la suocera di Simone con la febbre e, pregato, si avvicina, la prende per la mano e le restituisce la salute. Poi, dopo la cena, tutta la città si raduna attorno a quella casa e nelle adiacenze; sono presenti molti ammalati e Gesù guarisce molti affetti da varie malattie, scaccia demoni.

Gli apostoli appaiono lieti e forse pensano di essere ormai al centro della situazione; Gesù invece proprio l’indomani dice: andiamo altrove. Egli è venuto infatti non per farsi pubblicità ma per annunciare il vangelo: l’annuncio dell’amore misericordioso di Dio verso l’umanità che soffre non solo fisicamente ma spiritualmente. Gesù evidenzia qual è la vera guarigione: non tanto la salute del corpo quanto quella dell’anima.

L’umanità certamente soffre; nel libro di Giobbe si legge: ‘notti di affanno mi sono state assegnate… un soffio è la vita: il mio occhio non vedrà più il bene’. Il quadro è terribile: portano a Gesù ammalati di ogni sorta; si aggiungano anche indemoniati, tra gli ammalati anche la suocera di Simone. Ieri come oggi il mondo non è tanto cambiato. Oggi domina in tutto il mondo il ‘coronavirus’ che incute timore e tremore.

La gente si guarda attorno e dice: cosa sta succedendo? siamo forse alla fine? Amici, una visione pessimistica della vita non è né umana né cristiana, ma è anche ridicola una visione puramente ottimistica. Il male c’è, esiste e il Vangelo evidenzia in varie pagine una realtà non certamente florida; basta poi guardarci ancora oggi, dopo venti secoli di cristianesimo, quanto dolore, sofferenza si registra in tutte le case.

La religione cristiana non è una religione miracolistica, basata sui miracoli. Dio può compiere i miracoli se vuole e quando vuole. Gesù non è venuto per dire: d’oggi innanzi tutti guariti. Non dimentichiamo che il miracolo è un fermare la legge della natura; la natura è stata creata da Dio ed è buona. Guai a scambiare la Chiesa, istituita da Gesù, come una istituzione filantropica; la Chiesa ha lo scopo di portare agli uomini l’annuncio del vangelo; far prendere coscienza che la vita è un cammino verso il cielo, che Dio è buono e noi lo invochiamo: Padre nostro.

La nostra fede non ha come base e fondamento il miracolo; ben venga se Dio lo concede. Il male, il dolore ha come base il peccato originale commesso dai nostri progenitori: un peccato di superbia ed egoismo, che aveva chiuso le porte del regno dei cieli; l’uomo aveva pensato di potere fare a meno di Dio e sperimentò solo la sua debolezza, i suoi limiti nello spazio e nel tempo. L’opera di salvezza operata da Gesù riguarda la nostra salvezza eterna e la riapertura del Regno dei cieli.

Gesù conferma la sua missione e la sua divinità con i miracoli, segni soprannaturali. Ogni uomo che nasce deve morire e la morte non è castigo di Dio ma fa parte del nostro essere umano. la morte è sempre qualcosa di spiacevole, è il corpo che si sfalda per dare inizio alla vita eterna. Allora forse dirai: vale la pena pregare?

Ti dico: è necessario pregare non perchè deve avvenire il miracolo, ma per essere forti davanti ad un male, forti nella tentazione diabolica, forti nell’accettare i nostri limiti, fiduciosi sempre nell’aiuto di Dio, consapevoli che sopportando con fede viva, guardando il cielo, nostra patria, l’aiuto di Dio non verrà mai meno.

Se Dio lo crederà opportuno ben venga anche il miracolo. Ma la salvezza è sempre la risultante di due componenti: una divina (quella non manca mai), l’altra umana, diceva infatti il grande sant’Agostino: ‘qui creavit te sine te, non salvabit te sine te’ (colui che ti ha creato senza chiederti il permesso, non ti salverà se tu non vorrai).

Il cristiano prega: Padre, non abbandonarci alla tentazione. Liberaci dal male: dal male fisico, morale, psicologico, diabolico, da ogni male. Dio ci libera dandoci la forza di resistere al male; non occorre il miracolo ma l’aiuto di Dio per rafforzare il nostro spirito. Se preghi veramente, se preghi con fede, Dio, che è padre, non ci abbandona, anche se non ci sarà il miracolo, certamente non mancherà l’aiuto soprannaturale.

Il papa istituisce la Giornata Mondiale dei Nonni

Al termine della recita dell’Angelus papa Francesco ha  istituito la Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, che si terrà a partire la quarta domenica di luglio, in prossimità della memoria liturgica dei santi Gioacchino ed Anna, nonni di Gesù, presiedendo la messa vespertina nella basilicali san Pietro:

Card. Piacenza: la confessione è l’abbraccio di Dio

Anche in tempi di pandemia la confessione sacramentale “è e rimane indispensabile, almeno una volta all’anno e comunque sempre in caso di peccato mortale, per potersi accostare degnamente alla santa comunione”: lo ha ricordato il card. Mauro Piacenza, penitenziere maggiore, nella lettera inviata in occasione del Natale a tutti i confessori, auspicando che il Signore conceda loro la capacità di trasmettere ‘la tenerezza dell’abbraccio misericordioso’ di Dio anche nei ‘cuori più induriti’.

Mons. Lorefice: solidali e accoglienti per custodire la casa comune

‘Per amore del mio Signore Gesù Cristo, ho deciso di abitare in questa grotta’: con questa frase di santa Rosalia l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, ha introdotto l’omelia del festino per raccontare l’amore della santa verso Gesù.

Papa Francesco: la Dottrina Sociale della Chiesa è via praticabile per uscire dalla pandemia

Dopo la sospensione nel mese di luglio, da oggi papa Francesco ha ripreso dalla biblioteca del Palazzo Apostolico, in streaming, le udienze generali invitando a pregare per le vittime delle esplosioni avvenute ieri a Beirut: “Ieri a Beirut, nella zona del porto, delle fortissime esplosioni hanno causato decine di morti e migliaia di feriti, e molte gravi distruzioni. Preghiamo per le vittime e per i loro familiari; e preghiamo per il Libano, perché, con l’impegno di tutte le sue componenti sociali, politiche e religiose, possa affrontare questo momento così tragico e doloroso e, con l’aiuto della comunità internazionale, superare la grave crisi che sta attraversando”.

Dalle diocesi la benedizione degli oli sacri per sanare le ferite

Il Giovedì Santo, il vescovo riunisce il clero nella cattedrale per la celebrazione del Messa del Crisma per la benedizione degli Oli sacri: dei catecumeni, degli infermi e del Sacro crisma che viene usato per ungere la fronte dei cresimandi, le mani dei sacerdoti ed, infine, il capo nell’ordinazione a vescovo. Quest’anno la celebrazione non si è potuta celebrare a causa dell’emergenza sanitaria ed è stata rimandata in questo fine settimana, vigilia di Pentecoste, che conclude il Tempo.

Card. Sandri ha ricordato san Biagio protettore dei malati

S. Biagio nacque a Sebaste in Armenia, passò la giovinezza fra gli studi, dedicandosi in modo particolare alla medicina. Al letto dei sofferenti curava le infermità del corpo, e con la buona parola e l’esempio cristiano cercava pure di risanare le infermità spirituali. Fu medico e vescovo di Sebaste in Armenia e che il suo martirio è avvenuto durante le persecuzioni dei cristiani, intorno al 316, nel corso dei contrasti tra gli imperatori Costantino (Occidente) e Licino (Oriente).

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